Anche ex membri di Gladio nella Sinistra Arcobaleno

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la lettera..   di Francesco Cossiga

Anche ex membri di Gladio nella Sinistra Arcobaleno

Caro Direttore,

Mi trovo nella campagna toscana e le condizioni climatiche mi avevano reso triste. Ma a ridarmi l'allegria, facendomi ridere a crepapelle - ma anche facendo sorgere in me qualche preoccupazione circa lo "spirito di discernimento" nella scelta dei candidati da parte dell'amico Oliviero Diliberto - è stata una dichiarazione che ho letto a firma del deputato e candidato del partito dei Comunisti italiani Oreste Licandro, del quale avevo sentito un intervento alla Camera su Sky.

Licandro, a parte le tracce di vera cultura marxista-leninista (con almeno qualche venatura stalinista, senza la quale oggi nessuno ha il diritto di dichiararsi "comunista"), mi sembrava una persona seria e non "approssimativa": ma purtroppo si è rivelato non essere tale.

In questa dichiarazione egli intima al moderato Walter Veltroni. (che avrebbe l'esimente di non essere mai stato comunista: né marxista, né marxista- leninista, né tanto meno marxista-leninista-stalinista, ma soltanto iscritto al partito comunista di Enrico Berlinguer in un periodo in cui per farne parte non era necessario essere marxisti- leninisti o marxisti-Leninisti-stalinisti, ma neanche socialisti. Bastava essere soltanto "progressisti" , antidemocristiani e antiamericani, di accertare chi siano i membri del Governo di centro-sinistra che furono membri di “Gladio”, cioè della rete italiana dell'organizzazione clandestina che si opponeva all'invasione dell'Alleanza atlantica, e se per avventura ve ne siano nelle liste del Partito democratico.

IL COMPAGNO LICANDRO

Evidentemente il professar Licandro crede di essere ancora ai tempi della Guerra fredda o nel periodo caldo del primo post- Guerra fredda, quando il Partito comunista italiano, con un classico fuoco di controbatteria, fece di Gladio un caso - anche se della sua esistenza li aveva a suo tempo informati chi, insieme con Moro e Enrico Mattei (capo dei partigiani cristiani durante la Resistenza), ne aveva autorizzato la costituzione in Italia attraverso un accordo Sifar-Cia - Secret Intelligence Service - Sdece.

Questi fu Paolo Emilio Taviani, valoroso capo partigiano e poi presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà.

Egli infatti temeva che dagli archivi del Cremlino arrivasse qualcosa di compromettente contro il partito, mentre arrivarono soltanto informazioni sulla collaborazione dei comunisti .italiani con il governo dell'Unione sovietica e con il KGB durante la guerra contro l'Italia fascista, e sulla repressione dei deviazionisti: dallo sterminio in Catalogna dei comunisti di sinistra del POUM e dei sindacalisti anarchici, alla e1iminazione di tutti i membri del Comitato centrale del Partito comunista polacco (perché nazionalisti) rifugiatisi in Urss, e di oltre quindicimila ufficiali e sottoufficiali polacchi nelle fosse di Katyn e in Ucraina, al fine di spianare la strada, cosa del tutto comprensibile per un vero comunista, all'instaurazione in Polonia di un regime che accettasse la supremazia del PCUS e l'egemonia della dittatura.

Licandro ignora che di Gladio facevano parte partigiani combattenti decorati di medaglie d'oro e d'argento, molti anche di quella Brigata Partigiana Osoppo, gran parte del cui stato maggiore, tra cui il fratello di Pier.Paolo Pasolini, fu alle Malghe di Porzûs annientata in piena guerra di Resistenza dai partigiani dalla Brigata comunista di Gorizia "Garibaldi", per essersi rifiutata di porre i "Fazzoletti Verdi" sotto il comando del IX Corpus dell'Armata proletaria del Maresciallo jugoslavo Tito, come ordinato da Palmiro Togliatti.

Dal proprio punto di vista, i comunisti di Gorizia avevano ragione; e bene quindi fece il Partito comunista italiano a far riparare i responsabili

della "Garibaldi" in Cecoslovacchia e in Jugoslavia (io poi conobbi in Slovenia il figlio di uno di questi."che fu nominato dal governo democratico ambasciatore della Repubblica. di Slovenia in una grande capitale europea).

Licandro ignora che la Magistratura ha assolto i componenti di Gladio. Così come i componenti della cosiddetta "Gladio Rossa", organizzazione clandestina del Partito comunista italiano addestrata e collegata con il KGB sovietico e con il DS (Dirzavna Sugumost), cioè il servizio segreto bulgaro, la quale aveva lo scopo di "esfiltrare" dall'Italia i dirigenti comunisti ove il partito venisse messo fuori legge o scoppiassero le ostilità tra l'Alleanza atlantica e il patto di Varsavia.

Licandro ignora anche che qualche giorno fa il ministro della Difesa del Governo di centro sinistra, da lui voltato, ha scoperto un busto di bronzo in onore dell'ammiraglio Fulvio Martini, valoroso capo del SISMI, accompagnato dall'amico generale Inzerilli, capo della Divisione Quinta del detto servizio.

Divisione che costituiva il comando addestrativo e operativo di Gladio. E dove? Nella ex base di Capo Marrangiu, sede di addestramento dei quadri permanenti e dei volontari di Gladio e sede del comando operativo in caso della pianificata invasione "first strike" – dell’Italia da parte delle forze del patto di Varsavia e della costituzione a Milano di un governo provvisorio "popolare nazionale" (oggi è un parco pubblico del comune di Alghero).

Non so se nelle liste del partito democratico vi sia qualcuno che ha fatto parte di Gladio; ma ho controllato le liste della Sinistra Arcobaleno e mi sembra, ma lo controllerò di nuovo. che vi sia qualche candidato già volontario di Gladio Bianca e anche di Gladio Rossa.

LE DIMISSIONI DI PARISI

Tu credi. caro direttore, che Walter Veltroni chiederà che Arturo Parisi sia subito sostituito e che gli chiederà, se eletto, di dimettersi immediatamente per "apologia del complottismo stragista atlantico" ?

Post scriptum. Voglio chiarire che se io fossi stato un "vero comunista". e non un comunista del Pci di Enrico Berlinguer. sarei stato a favore dell'annientamento dei frazionisti della Catalogna, della fucilazione dei membri del Comitato centrale del Partito comunista polacco, delle fosse di Katyn, dell'annientamento dello stato maggiore della Brigata Partigiana "Osoppo", accanto alle armate del Patto di Varsavia, e anche - a ben vedere - a favore delle foibe dell'Istria e della ''Volante Rossa", che non fu avvertita, se non in ritardo da Palmiro Togliatti che la «Resisten­za non continuava».

E, chissà, sarei stato anche pieno di comprensione per i "compagni che sbagliavano" delle Brigate Rosse, che ritenevano di poter riprendere la Resistenza dal punto in cui Palmiro Togliatti l'aveva fatta fermare, e - anche se è doloroso! - per coloro che assassinarono l'operaio comunista e sindacalista della Cgil Guido Rossa, martire dimenticato.

Perché «i compagni - anche se sbagliano - non si denunziano mai alla polizia!".