Anche noi siamo militari - gli ex Gladiatori a Porzûs

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Attimis. Ribadita la richiesta di riconoscimento dello status per quanti hanno militato nelle file di "Stay Behind"
presenti rappresentanti di varie associazioni

Gli ex gladiatori a Porzûs: anche noi siamo militari

In 150 sono saliti ieri al luogo dell'eccidio per una cerimonia commemorativa
con il Presidente Mathieu

Attimis. Una cerimonia che conferisce nuovo coraggio, nuova voglia di lottare e andare avanti: questo, in sintesi, il giudizio del Presidente di Stay Behind, Giorgio Mathieu dopo la conclusione della treadizionale cerimonia commemorativa che si è tenuta ieri alle malghe di Porzûs, con l'organizzazione della stessa associazione. Erano circa 150 gli intervenuti; tra loro, naturalmente, i vertici di Stay Behind.

Presenti anche numerosi rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma di tutta Italia. Non ha potuto essere presente, ma ha mandato un messaggio di indirizzo, il senatore Cossiga. A fare gli onori di casa e a portare il loro messaggio sono stati quindi l'assessore Carlo Celledoni, per l'amministrazione comunale di Faedis, la medaglia d'oro Paola Del Din, per l'Apo, Il Presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini.

Tra i presenti anche il generale Paolo Inzerilli, presidente onorario di Stay Behind ed ex vertice del Sismi. A tenere l'orazione ufficiale è stato i vice presidente di Stay Behind, Marino Valle, che ha lanciato un forte appello alla correttezza nell'informazione, per rendere giustizia all'associazione Stay Behind.

"Siamo stati- ha ribadito- tra i protagonisti indiscussi di quella guerra fredda che in quarant'anni ha determinato gli equilibri dell'Europa, trasformandola nella realtà che oggi conosciamo.

Col nostro silenzioso sacrificio abbiamo contribuito ad assicurare al nostro Paese un giusto posto tra quelle nazioni, appartenenti al mondo libero, che alla fine della seconda guerra mondiale si erano tra loro alleate per arginare la soverchiante spinta espansionistica  delle forze dei paesi aderenti al patto di Varsavia.

Con la nostra presenza qui, oggi, rendiamo pertanto testimonianza di questi valori per i quali, parimenti a coloro che ci hanno preceduti, per quarant'anni abbiamo combattuto".

"Quest'anno -ha commentato il presidente Mathieu a margine della cerimonia- siamo in un momento di amarezza, perchè vediamo che il nostro obiettivo primario, il riconoscimento cioè dello status di militari, non arriva ancora. Venire qui oggi e vivere questa cerimonia ci ha dato però una nuova spinta".

Barbara Cimbaro