Assemblea annuale - Relazione morale del Presidente Mathieu

ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE    
VERONA - 28 ottobre 2007 

RELAZIONE MORALE DEL PRESIDENTE

 

Autorità, gentili signore, cari amici,

oggi si chiude un altro anno della vita della nostra Associazione, ma in particolare si chiude un triennio di attività di questo Consiglio Direttivo eletto appunto 3 anni or sono.

É mio compito statutario relazionare sulle cose fatte e tentare di fare il punto della situazione. Soprattutto per questo mi pare opportuno partire da lontano, dalla fine del 1990 quando non soltanto fu rivelata l'esistenza di una struttura speciale formata da civili, ma addestrata da militari, che aveva come obiettivo quello di opporsi, in caso di invasione del suolo nazionale da parte dei paesi aderenti al Patto di Varsavia, suscitando una reazione nel territorio occupato. L'Italia aveva partecipato ad un accordo fra i paesi dell'Alleanza Atlantica, al quale poi avevano nel tempo aderito anche altri paesi non facenti parte della Nato. E fino a qui il problema ci avrebbe riguardato, ma solo come notizia, come informazione.

Il vero problema che invece ci toccò, e moltissimo, fu che assieme alla struttura furono rivelati anche i nomi dei civili che ne facevano parte, con tanto di nome, cognome, data e luogo di nascita, ben suddivisi per regione. Questo fu il regalo dell'allora presidente del Consiglio Andreotti. La sinistra, politica e giornalistica, si scatenò.

Non voglio dilungarmi, ma ricordo solo due dei molti argomenti che occuparono le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive.

Ecco chi ha alimentato la strategia della tensione e partecipato a tutta quella serie di fenomeni eversivi che hanno lacerato il tessuto democratico del nostro paese; ecco chi ha operato nell'ombra per impedire ai comunisti di arrivare al comando del paese.

Fu architettata una campagna di disinformazione mai vista fino ad allora e quelle voci, pochissime per la verità, che tentavano di levarsi per spiegare la realtà delle cose, venivano soverchiate e intimidite.

Furono periodi pesantissimi e ci volle del tempo perché si arrivasse ad una reazione.

Credo che questa sia la sede più opportuna per dare riconoscimento ad alcune di quelle persone che, come si dice, ci misero con coraggio la faccia.

Francesco Gironda divenne l'immagine pubblica di quelli che erano stati definiti i "gladiatori"; Paolo Inzerilli, per lunghi anni comandante della struttura, non se ne stette (come pure avrebbe potuto) in disparte, ma ci fu totalmente vicino (e ne pagò le conseguenze); Francesco Cossiga fu l'unico politico di rango elevato a far sentire la sua voce autorevole a nostra difesa.

Si arrivò alla decisione di costituirci in associazione anche per dare organicità alla reazione di fronte alla campagna di vera e propria disintossicazione dell'opinione pubblica. Molti di noi aderirono, ma anche molti, forse altrettanti, forse intimoriti, sicuramente nauseati dal trattamento ricevuto non ne vollero sapere e ritennero definitivamente chiusa la faccenda.

Tutto ciò avveniva fra la fine del 1993 e l'anno successivo. L'associazione contò al suo inizio 247 soci e tali rimasero anche nel 1995. Quali furono i momenti salienti da lì in avanti ?

Il 1995 fu l'anno della querela contro Rifondazione Comunista che ci aveva infamati dandoci dei traditori della patria.

Nel 1996 fu archiviato il procedimento contro Inzerilli e Martini per i reati eventualmente commessi prima del 1972, ma contestualmente fu aperto un procedimento per distruzione di documenti.

All'interno dell'associazione si crearono forti contrasti che portarono un gruppo ad allontanarsi, tanto che nel 1999 si toccò il numero minimo di iscritti: solo 80. Però la presentazione delle interrogazioni parlamentari del sen. Manca e dell'on. Taradash risvegliarono gli animi e da quel momento riprese l'interesse nei confronti dell'associazione. In più a luglio del 2001 arrivò la sentenza pienamente assolutoria nei confronti di Inzerilli e questo fatto contribuì sicuramente a stimolarci nel prendere nuove iniziative. Eravamo risaliti a 135 soci, oggi siamo cresciuti fino a 189.

É quindi evidente che in corrispondenza di eventi significativi l'associazione si arricchisce di nuovi amici, però e stato solo al momento dell'operazione che ci ha visto impegnati al recupero dei nostri fascicoli personali, che la magistratura aveva messo sotto sequestro, che un certo numero di gladiatori effettivi si è riavvicinato.

Viene quindi da pensare che se si mantiene viva la speranza di ottenere il riconoscimento da parte dello stato, riusciamo a tenere legati all'associazione una buona parte dei 622, altrimenti, e lo dico con grande amarezza, il nostro percorso è segnato.

Per contro sono sempre molte le persone che chiedono di darci il loro sostegno solitamente dopo aver letto di noi sul nostro sito internet (www.stay-behind.it) che sta sempre più diventando una fonte preziosa di dati e di informazioni e dovremo investire in questa direzione che ci permette davvero tanta visibilità.

Un'altra attività che dovremo implementare è quella dell'organizzazione dei convegni.

Pur senza nasconderci anche qui le difficoltà, logistiche ed economiche, i convegni, così come li abbiamo impostati, ci permettono di raccontare che cosa è stata Gladio a persone che altrimenti rimarrebbero a quanto di Gladio e stato detto e scritto anni fa.

E' una fatica grande, ma i risultati finora raggiunti ci devono spingere ad insistere. Tutti dobbiamo sentirci impegnati attraverso le nostre conoscenze a trovare chi, istituzioni in particolare, sia disposto a farsi carico del lavoro organizzativo sul posto.

Ma quest'anno sarà ricordato per due momenti di rilievo: l'uscita del secondo libro del generale Inzerilli e la nuova proposta di legge presentata dal senatore Cossiga.

Del libro l'associazione ha chiesto all'editore Bietti Media di fare una tiratura particolare che e stata omaggiata ai soci e a un certo numero di personalità. Come già abbiamo avuto occasione di dire, esso rappresenta la testimonianza di come avessimo ragione di essere orgogliosi della scelta di impegnarci per la difesa della libertà di tutti, in caso di invasione del territorio nazionale. Il libro è già stato presentato a Roma ad un pubblico importante e numeroso ed altre presentazioni sono in programma. Non aggiungo altro a questo tema perché spero che l’autore ce ne voglia parlare lui stesso.

É di questi ultimi giorni la conferma che il senatore Cossiga ha presentato una nuova proposta di legge (la n. 1.832).

Noi siamo riconoscenti a Cossiga che continua ad occuparsi di noi, pur con le difficoltà legate alle sue condizioni di salute che molto lo limitano.

Sarebbe però sciocco nasconderci che, se già nella precedente legislatura la prima proposta di legge non arrivò neppure all'esame delle Commissioni, questa, nell'attuale clima politico, possa avere sorte diversa. La contrapposizione senza visibili sbocchi fra le due fazioni politiche rende, secondo me, impossibile un esame pacato e sereno della nostra richiesta che, proprio alla luce di sentenze andate in giudicato che ci hanno, seppur tardivamente, reso giustizia, appaiono invece sacrosante.

Ma guai se ci lasciassimo sopraffare dal pessimismo, tanto varrebbe sciogliere l'associazione e lasciare la nostra storia ammuffire in un qualche archivio. Non possiamo farlo per noi, per chi ci ha creduto e oggi non è più qui con noi, ma soprattutto per tutte quelle persone che vedono in noi un punto di riferimento che quindi ci impone di trasmettere quegli ideali a quanti intendono condividerli. Il senso dello Stato, il rispetto delle Istituzioni, la consapevolezza del dovere da compiere nell'interesse collettivo e lo spirito di sacrificio: questi sono stati i valori che ci hanno ispirato e questi sono i valori che l'associazione deve continuare a diffondere perché sono valori assoluti nei quali crediamo.

                                                                                                                                               Giorgio Mathieu