Cerimonia del 2 luglio 2006 alle malghe - Segnalazione del "Messaggero Veneto"

Faedis. Raduno ieri mattina a Porzûs. Chiesta una legge per il riconoscimento degli ex militari

Da Gladio un appello all'unità

I volontari di "Stay behind" bisogna superare la frattura delle elezioni

3 luglio 2006

di Barbara Cimbalo

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Un appello forte all'unità dei cittadini italiani come unica via da percorrere per poter superare le sfide europee: questo il messaggio lanciato ieri mattina dall'associazione nazionale volontari Stay behind durante l'annuale pellegrinaggio a Porzûs. In uno scenario dove, si è rimarcato nelle orazioni, i giovani italiani guardano infatti al futuro con sentimenti di sempre maggiore incertezza e dove la classe politica allontana sempre più i cittadini dalla cosa pubblica, l'associazione degli ex appartenenti a Gladio ha scelto proprio le malghe di Porzûs sua sede morale, per lanciare un forte appello alla nazione, per superare, a elezioni finite, la frattura che divide ormai il Paese in due veri

blocchi contrapposti. Nell’annuale commemorazione che Stay Behind dedica all’eccidio di  Porzûs, erano numerosi i labari presenti. Tra gli altri i lagunari di Passons e Trieste, quello di Stay behind, le bandiere dei gruppi Ana di Cividale e Faedis, l’Unuci. Erano presenti pure una delegazione dell'Ottavo alpini, col capitano David Dellasorte e il presidente della sezione Ana di Cividale, Rino Petrigh.

A tenere le orazioni ufficiali sono stati il presidente di Stay behind, Giorgio Mathieu, il vice Marino Valle, l'assessore alla comunicazione con i cittadini, Carlo Celledoni, per il Comune di Faedis, la medaglia d'oro Paola del Din per l’Apo, la quale ha portato il saluto del presidente Marzona, impossibilitato a presenziare. In forma privata, sono arrivate rappresentanze della sezione bersaglieri di Roma e della Folgore.

Il presidente Mathieu ha chiarito che il senatore Cossiga, impossibilitato a presenziare ieri a Porzus, ha ripresentato la proposta di legge in questo senso, il 15 maggio. A livello parlamentare però, ha comunicato, non manca la volontà di muoversi per vie parallele, presentando proposte di legge collaterali, che mirino non al riconoscimento dello status giuridico di militari per gli ex di Gladio,ma intanto solo di associazione d'arma.

Il servizio d'ordine è stato garantito dai Carabinieri di Faedis, coordinati dal comandante Nicola Pighin e dalla Polizia.