Compito di italiano: «..commento sull'eccidio di Porzûs»

Compito di Riccardo Mazzetti - classe 2^A OMT - anno scolastico 2003/2004

IPSIA "G.Freschi" - Compito di Italiano

 

«Commento della lezione di Storia tenuta dal sig. Giorgio Brusin sull'ecidio di Porzus »

 

Sul cosidetto eccidio delle malghe di Porzus avevo qualche informazione che mi era stata data da un ex partigiano di Fagnigola amico di mio nonno. Ma era un'informazione molto vaga anche se sapevo che era stata una strage tra italiani causata dai desideri di potere del vecchio presìdente Tito (a quel tempo era il capo delle armate partigiane slave comuniste) che voleva prendersi il Friuli e la Venezia Giulia fin a quasi tutta la provincia di Pordenone.

Di queste cose purtroppo la televisione e i giornali hanno sempre parlato poco e hanno fatto molto male. Perché è successo questo ?

Forse perché questo fatto rappresenta una macchia nella storia del movimento partigiano e più ancora nella storia del Comunismo in Italia. Per rispondere alle tante domande che mi sono fatto in questi anno ha provveduto ìl sig. Giorgio Brusìn che è stato invitato dal prof. Lena una mattina di aprile di quest'anno.

Dovete sapere che il sig. Brusin è stato testimone delle vicende successe in quegli anni in quanto comandante partigiano della Brigata Osoppo che si opponeva al progetto della Brigata Garibaldi di far sì che il Friuli finisse sotto la Iugoslavia. lo credo infatti che dato che il Friuli era italiano doveva rimanere sotto l'Italia e non sotto Tito.

La cosa che più mi ha colpito della testimonianza del sig. Brusin è stata la lucidità e la semplicità per come ha spiegato le cose. La storia per noi ragazzi spesso sembra una materia pesante ma se ci fossero sempre lezioni così , dal vivo, allora tutti la seguiremmo con più interesse. Perché una cosa è studiarla e un'altra è sentirla da chi la storia l'ha fatta veramente e l'ha vissuta sulla sua pelle rischiando anche di morire. Le cose che ricordo con più piacere sono state la descrizione dell'ambiente e umano di quel periodo e soprattutto la spiegazione dei motivi politici di quegli eventi. Pensare che dei fratelli hanno ucciso altri fratelli solo perché le idee erano diverse mi fa ancora oggi rabbrividire.

Ma come fa l'essere umano a pensare di sterminare i suoi confratelli solo perché la vedono in modo diverso ? È tremendo solo a pensarci . Certo c'era la guerra ma questo non basta a spiegare il crimine attuato. La descrizione fatta dal sig. Brusin è stata molto meticolosa e avvincente come un bellissimo racconto.

Mi ha molto sorpreso sentirlo raccontare le storie successe in quel modo così preciso e lucido che sembrava, per la sua attualità, commesso pochi giorni prima. Mi ha poi particolarmente commosso la storia di Guido Pasolini che aveva appena 16 anni quando è stato ucciso e cioè l'età che io ho oggi . Come siamo diversi dai giovani di quel tempo ! lo oggi penso solo a giocare a calcio, a studiare (non troppo e perché mi tocca farlo) a stare con gli amici per fare qualche "baraccata" ma Guido Pasolini , alla mia stessa età, si è preso una grande responsabilità, un coraggio e una determinazione che oggi solo gli adulti si prenderebbero e forse neanche.

L'incontro per me e per i miei compagni è stato molto istruttivo e di questo fatto porterò sempre con me la memoria.

Per cui dico grazie al sig. Brusin che ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto vedere la vita in modo diverso.

Riccardo Mazzetti

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