Comunicato del Presidente n. 1/2014

Carissimi amici,

                                 anche il 2013 è finito.  Il suo bilancio morale sembra essere meno ricco di avvenimenti di quelli precedenti.  Dico sembra perché, a fronte di una attività equivalente se non addirittura superiore, non siamo stati in grado, non per nostra colpa, di raggiungere risultati positivi e tangibili.  La scarsità di comunicati inviati, quindi, è stata la conseguenza di una penalizzante mancanza di notizie confortanti che si è verificata a causa soprattutto della instabilità del mondo politico.  Si, perché se vogliamo portare avanti le nostre rivendicazioni dobbiamo per forza di cose avere l’appoggio di personaggi politici anche se ciò che noi chiediamo è di esclusiva natura morale e non economica.  Noi, come è noto a tutti, chiediamo che il nostro servizio svolto nella “Stay Behind” sia parificato, con assoluta esclusione di qualsiasi effetto ai fini retributivi, previdenziali ed assistenziali, a quello analogo svolto, nello stesso periodo di tempo, dal collegato personale militare.  Per cui, solamente per quel lasso di tempo che ciascuno di noi è stato arruolato, vogliamo essere riconosciuti e considerati a tutti gli effetti in servizio attivo identico a quello prestato contemporaneamente dai citati militari.  Anche se “pro tempore” e non stipendiati, siamo stati anche noi alle dirette dipendenze delle stesse preposte superiori autorità di competenza.    

E’ evidente che oggi l’assenza di una richiesta di un indennizzo da parte nostra risulta essere quanto meno inconsueta se raffrontata alle giustificate richieste di emolumenti da parte di chiunque ritenga di avere acquisito dei diritti economici a seguito di un rapporto di dipendenza continuativa con la pubblica amministrazione.   Per noi, invece, il problema non è quello della venale ricompensa. Noi non chiediamo indennizzi economici ma soltanto gratificazioni sul piano morale per avere svolto, all’interno di una struttura militare segreta e legittima alla quale siamo stati assegnati, un’attività speciale richiestaci dallo Stato Maggiore della Difesa.   In altre parole, il riconoscimento dello status di “ex militari” ci è assolutamente indispensabile perché ci assicurerebbe onore e rispetto da parte di chiunque volesse mettere in dubbio i nostri particolari meriti patriottici come, purtroppo, è già successo in passato e senza che nessuna istituzione militare dello Stato abbia sentito l’esigenza di prendere le nostre difese, quasi che la nostra militanza non fosse a loro nota o noi l’avessimo svolta, all’interno delle loro dipendenti strutture, in modo abusivo e clandestino. 

Con questo disinteressato comportamento, le istituzioni militari hanno voluto significare che, nonostante conservassero tutti i nostri fascicoli personali, eravamo per loro degli anonimi sconosciuti a cui non era dovuta alcuna protezione.  Se volevamo tutelare la nostra dignità, lo avremmo dovuto fare da soli, con le sole nostre forze e con tutti i rischi conseguenti e collegati a cui saremmo andati incontro. 

E noi, affatto intimoriti per essere stati traditi ed abbandonati, abbiamo serenamente e civilmente deciso di fare da soli.  Abbiamo costituito una nostra Associazione ed abbiamo iniziato a fare una intensa attività di rappresentanza e di tutela della nostra dignità che è sempre stata difficile e pesante sotto tutti i punti di vista.  In modo particolare lo è stata quando siamo stati vittime di una campagna denigratoria e calunniosa che si è protratta dal 27 novembre 1990 fino al 03 luglio 2001, giorno in cui, finalmente, anche sul piano giudiziario la legittimità della nostra militanza è stata ratificata con sentenza. 

Dopo tale data i mass media hanno finalmente diminuito di molto la loro attività di “inventori di nuove colpe” da addossarci e, grazie soprattutto al defunto Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che si è assunto la coraggiosa funzione di essere il nostro unico difensore politico, abbiamo avuto un po’ di pace.  Le nostre aspirazioni sono state così dallo stesso Presidente tradotte in un Disegno di Legge che postulava riconoscimenti di esclusivo carattere morale per l’alta, difficile e rischiosa attività patriottica che ci era stato richiesto di svolgere segretamente e gratuitamente nell’interesse di tutti, e ripeto, di tutti gli italiani.

Ora però è necessario ed indispensabile ripresentare una nuova proposta o disegno di legge, adattando quello in precedenza presentato, affinché possa costituire il primo gradino del tortuoso e difficile cammino che dobbiamo percorrere per rifare la lunghissima risalita che ci divide dal traguardo.  Durante l’anno trascorso siamo stati molto impegnati nel tentare di portare a termine questa iniziativa ma il lavoro svolto è stato particolarmente avaro di risultati soddisfacenti per il particolare andamento delle vicende politiche caratterizzate da fasi sconcertanti in cui si alternavano ricorrenti momenti di speranza (quando sembrava che i politici avessero trovato una formula di fruttuosa collaborazione fra loro) a corrispondenti e reiterati momenti di profonda delusione (quando questa collaborazione sembrava svanire per sopravvenute, improvvise ed imprevedibili complicazioni).

Il nostro lavoro, comunque,  continua incessantemente ad essere svolto e sostenuto con indomabile e paziente dedizione e con la profonda convinzione che i nostri sforzi non saranno vani anche perché, ad onor del vero, dobbiamo rilevare con soddisfatto orgoglio che, durante tutta questa nostra intensa attività di rappresentanza e di tutela svolta, le continue e devastanti delusioni non sono riuscite a demolire tutto ciò che avevamo lentamente e pazientemente costruito.  Qualche mattone si è conservato intatto fra le macerie. E su questi mattoni e con questi mattoni noi speriamo di realizzare una solida base su cui appoggiare la nostra certezza di ottenere quel poco che chiediamo che, fra l’altro, non comporta alcuna spesa, fissa o ricorrente, per lo Stato. 

Questi mattoni sono costituiti da quei pochi giovani parlamentari che siamo riusciti contattare e che si sono dichiarati disponibili ad aiutarci in quanto condividono sinceramente e con convinzione le stesse “motivazioni ideali che, nel culto delle tradizioni patrie e nella fedeltà ai principi di libertà, di giustizia, di pluralismo democratico, ispirarono la nostra volontaria adesione” alla disciolta “Stay Behind”, organizzazione militare segreta legittima.

E sul fertile e non inquinato terreno, costituito dall’opera di questi onesti e corretti parlamentari, stanno già nascendo quei germogli che daranno vita e concretezza alle nostre speranze. Per consentire a questi germogli di diventare robusti e sani alberi i cui frutti rappresenteranno la materializzazione delle nostre aspirazioni, occorre però che il clima (politico) diventi più mite e che le piante siano protette (da noi) in ogni momento e da ogni tipo di parassita.  Noi faremo il nostro dovere ma, al momento opportuno, avremo certamente bisogno di tutti voi per rendere possibile la maturazione e la raccolta di questi frutti.  E quando dico voi, faccio chiaramente riferimento a tutti, indistintamente tutti, i Soci della nostra Associazione sulla cui determinante collaborazione contiamo moltissimo.    

Fra non molti giorni speriamo con tutto il cuore di poter annunciare che qualche germoglio si è già trasformato in una piccola ma robusta solitaria pianta che segnerà l’inizio del nostro difficile e lungo cammino. 

Anche se ho la sensazione che stanno per verificarsi eventi politici non secondari, voglio rassicurare che il nostro impegno sarà sempre costante e, anche se fossimo costretti a segnare forzatamente il passo, le profonde e robuste radici dei principi morali su cui sono fondate le nostre speranze ci consentiranno di non temere i colpi di vento che ci potrebbero investire.  Dobbiamo garantire a noi stessi che faremo di tutto per conservarci integri e pronti a riprendere la nostra attività associazionistica non appena il mondo politico tornerà ad operare, con metodi emulativi, nell’interesse di tutti gli italiani e non solamente dei rispettivi partiti.

Detti nostri principi morali di ordine patriottico, che sono insiti nella nostra Associazione (che forse è rimasta l’unica a possederli in forma genuina) e che sono stati alla base della restaurazione della libertà e del pluralismo democratico nella nostra Patria, devono assolutamente essere da noi energicamente protetti e custoditi per essere trasmessi direttamente alle giovani generazioni che sfortunatamente ne sono disinformate per mancanza di bibliografie affidabili fatte sparire ad arte da un preciso e assurdo disegno politico. 

Prima di concludere questo mio comunicato devo informarvi di una decisione presa dal Consiglio Direttivo in data 01 dicembre 2012 riguardante la quota associativa relativa al 2014.  In tale data si è deliberato che la quota dovesse rimanere invariata fino alla scadenza del mandato.   In data 30 novembre 2013 lo stesso Consiglio Direttivo, essendo prossima tale scadenza, ha nuovamente affrontato l’argomento deliberando che l’importo della quota associativa per l’anno 2014 dovrà rimanere indicativamente invariata fino alla entrata in attività del nuovo Consiglio Direttivo che sarà eletto dalla prossima Assemblea.  Pertanto, per l’anno in corso (2014) e fino ad una nuova legittima deliberazione, inevitabilmente la quota dovrà essere identica a quella degli anni precedenti e cioè pari a €. 50,00.   

Ultima consueta e calda raccomandazione a tutti voi (anche a quelli sprovvisti di PC che dovrebbero rivolgersi ad un amico fidato o ad un immancabile parente “informatico”, magari anche di minore età) :  cercate di visitare il nostro sito ufficiale ( www.stay-behind.it ) il più spesso possibile per prendere visione delle novità che si sono verificate e che si verificheranno in seguito in modo tale da fargli conservare la posizione in prima linea nei risultati dei motori di ricerca.

Concludo formulando a tutti voi, e a tutti i vostri cari, i miei migliori e più sentiti auguri per un nuovo anno ricco di salute, serenità e fortuna. 

Pordenone,  02 gennaio 2014

Il Presidente

Sanviti Antonio

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