Comunicato del Presidente dell'Associazione

Ci viene segnalato che Carlo Sechi, candidato alle elezioni regionali sarde come “indipendente del Partito della Rifondazione Comunista”, in un pubblico intervento parlando a proposito di ambiente e chiedendo la restituzione del territorio occupato dalla base militare di Capo Pollina (questo il vero nome, anziché Capo Marrargiu come solitamente scritto) ha, ahimè, aggiunto

“…per cancellare uno degli episodi più scandalosi della storia repubblicana, conosciuto come “Operazione Gladio” dove in una struttura dello Stato italiano venivano addestrati all’eversione antidemocratica organizzazioni paramilitari neofasciste”.

Siamo nel 2009, quasi 19 anni sono passati dal momento in cui la struttura Stay Behind è stata disvelata, secondo noi in maniera molto malaccorta, ma soprattutto 8 anni sono passati dalla sentenza della Corte d’Assise di Roma che, mandando assolti “perché il fatto non sussiste” i responsabili militari della organizzazione, ne ha quindi sancito in via definitiva ed irrevocabile l’assoluta legittimità e legalità: eppure ancora oggi c’è qualcuno, pure con ambizioni elettorali, che può permettersi di ingiuriare così sia chi la struttura ha guidato sia chi ne ha fatto parte.

Non aggiungiamo ulteriori commenti; sarebbe dare persin troppa importanza a piccoli uomini.