Comunicato del Presidente n. 1/2015

Pordenone, lì 17 gennaio 2015

Carissimi amici,

l’anno appena trascorso è stato, sotto diversi aspetti, un anno abbastanza positivo per la nostra Associazione. Il 18 febbraio, come è noto, è stata presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge, in sostituzione l’ultimo DDL Cossiga/Farina, che riguarda il riconoscimento, senza compensi di tipo economico, della nostra appartenenza alle Forze armate italiane. Il 5 aprile si è riunita la nostra Assemblea Generale Straordinaria che ha portato a termine il compito, iniziato nel 2010, di aggiornare quelle norme del nostro Statuto che erano state superate dagli eventi.

La nostra attenzione, durante i restanti mesi dell’anno appena concluso, è stata principalmente rivolta alla individuazione delle eventuali difficoltà che la proposta di legge di cui sopra (n. 2102 del 18 febbraio 2014 presentata dall’On. Luca Squeri di Milano di Forza Italia - Il Popolo della Libertà), avrebbe potuto incontrare lungo il percorso parlamentare.

Nonostante una dinamicità nuova ed inconsueta che le vicende politiche hanno assunto in questi ultimi mesi, siamo ugualmente riusciti ad avere contatti che non esitiamo a definire incoraggianti. Abbiamo constatato che, forse per la prima volta, gli avvenimenti politici stanno seguendo logiche diverse da quelle del passato. Infatti, è apparso molto chiaro che non sono solo gli interessi partitici ad essere tenuti in considerazione ma, magari forzatamente, anche quelli di ordine morale.

Tornano ad essere privilegiati i valori dell’attaccamento alla Patria, quelli relativi alla onestà, all’onore, al risparmio e alla gestione del potere per puro e semplice spirito di servizio.

Questo ritorno al passato (anni ’50-’60) ci consola molto perché, per noi, questi valori sono sempre stati alla base del nostro modo di ragionare e di comportarsi. Secondo me la riscoperta di questi valori va senza dubbio attribuita alla presenza di giovani generazioni fra le fila dei parlamentari. Sono queste nuove leve che, non essendo state contagiate da interessi ideologici e/o di partito, hanno giustamente messo al primo posto la soluzione dei problemi che interessano le condizioni di vita del popolo italiano passando attraverso la rivalutazione dei principi suesposti. In particolare, una di queste iniziative parlamentari è stata quella di far iniziare a pagare alla Pubblica Amministrazione i numerosi inconcepibili ed inammissibili debiti pregressi che aveva nei confronti dei cittadini.

Anche noi abbiamo accumulato un credito, di esclusiva natura morale, nei confronti dello Stato con la nostra militanza nella Stay Behind, credito che la proposta di legge sopra citata richiama e compensa con il riconoscimento gratuito della parificazione del nostro servizio a quello analogo prestato dai militari nella stessa struttura militare.

Noi non vogliamo soldi ma vogliamo la gratuita parificazione della funzione svolta al fine di poter dire con orgoglio che, se l’Italia fosse stata occupata militarmente, in prima fila a difenderla ci saremmo stati anche noi.

Detta proposta di legge che ci riguarda deve comunque essere seguita con grande attenzione e deve essere supportata con efficaci nostre iniziative che informino adeguatamente l’opinione pubblica sulla nostra reale e documentata attività che avremmo dovuto svolgere nella tragica evenienza di una invasione militare.

Una di queste iniziative è costituita dall’idea di dare alle stampe, il più presto possibile, il primo libro che parli esclusivamente di noi o, meglio, che contenga notizie vere ed inconfutabili sulla nostra vicenda ricavate però dalle nostre memorie e/o dalle nostre considerazioni. Noi siamo stati gli unici protagonisti della realtà di quegli esaltanti avvenimenti ricordati nelle nostre memorie e dei quali, invece, hanno riferito soltanto fantasiosi cronisti disinformati o appositi ed istruiti disinformanti articolisti.

Va senz’altro, quindi, ripresa per mano quella iniziativa della raccolta delle nostre memorie che in passato era stata iniziata e che era riuscita a mettere insieme molto materiale. Perché tutti possiamo contribuire a fornire memorie, considerazioni o solo semplici suggerimenti, mi permetto di chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per far pervenire, al nostro Sito o al sottoscritto o al Segretario o al Consigliere incaricato Dario Zudenigo (dariozudenigo@virgilio.it), tutto il materiale con il quale intendete contribuire a rendere realizzabile la nostra idea del libro; oppure per comunicare la vostra semplice intenzione di farlo pervenire, con il nostro aiuto, in seguito (mi riferisco in particolare a coloro che preferiscono far pervenire una semplice registrazione sonora anziché un documento scritto). La preghiera, per quanto concerne considerazioni e consigli, è rivolta ovviamente anche ai soci aderenti.

Occorre diffondere la sacrosanta verità e dare una esatta informazione sul come e sul perché siamo stati arruolati nelle Forze armate e siamo stati inquadrati, senza alcun compenso, in una legittima e segreta struttura militare facente parte delle nostre Forze armate : eravamo cioè, per la tutela della Patria, al servizio dello Stato e non di una ideologia totalitaria.

Occorre che i giovani sappiano che è esistita gente come noi che, invece di praticare lo sport del facile e disonesto arricchimento, era ancora disposta a morire perché nella nostra Patria, in caso di invasione, fossero al più presto ripristinati i più elementari ed indispensabili diritti democratici soprattutto per il loro bene e per quello delle successive generazioni.

Una particolare preghiera, di accogliere favorevolmente la mia modesta ma importante richiesta, la rivolgo a quei Soci Effettivi che hanno preso, a suo tempo, la decisione di voler dimenticare la “nostra” triste avventura e cioè a coloro che così vogliono cancellare dalla loro memoria un tradimento subìto che ha causato, all’epoca e a tutti, un danno di enorme portata e, in seguito, una logica ed inquinante e diffidenza nei successivi rapporti umani.

Coloro che hanno deciso di tacere e di dimenticare possono anche giustificarsi sostenendo che lo hanno fatto per concedere un cristiano totale perdono, ed hanno tutta la mia solidarietà, ma non possono non tenere conto che coloro che ne subiranno certamente una conseguenza negativa, secondo il mio parere, saranno certamente i loro figli e/o i loro nipoti.

Infatti, questa scelta del tacere e perdonare li priverà inevitabilmente della immensa gioia di poter essere orgogliosi e fieri che i loro padri o i loro nonni siano stati protagonisti di un nobilissimo quanto raro, audace e valoroso atto di totale adesione ad una volontaria scelta di vita e ad un tenace attaccamento al territorio in cui si sono plasmati i caratteri identitari che li (e ci) contraddistinguono. Si sarebbero sentiti orgogliosi, perché sarebbero stati i diretti eredi di una ricchezza di valori inestimabili e/o unici, e fieri, perché sarebbero stati i responsabili, degni e meritevoli custodi di una genuina prova di fedeltà e di un patriottico atto di coraggio, doti che oggigiorno sono purtroppo poco diffuse.

Se alcuni di noi non sentissero ancora la necessità e l’urgenza di raccontare la verità sulle tristi vicende che ci hanno coinvolto, dovrebbero però essere coscienti che, per questa loro decisione , noi civili arruolati nella “Stay Behind” rischieremo di essere ricordati solo con la falsa e perfida definizione (stampata su migliaia di manifesti affissi e diffusi in ben cinque Comuni della provincia di Udine, oltre che nel capoluogo) che così sinteticamente ci ha descritto : “i gladiatori non sono patrioti, sono traditori della Patria”.

Di fronte a questa immeritata ipotizzabile conclusione della nostra onorevole ed entusiasmante avventura, questi nostri “silenziosi amici” non possono rimanere ancora indifferenti; non possono soffocare il desiderio di contrapporre alla diffusa falsità la verità che solo noi abbiamo vissuto; non possono continuare a nascondere ai posteri la loro versione personale e dolorosa dei fatti accaduti; non possono permettere che ad una così immorale disinformazione non venga contrapposta la verità accertata in varie sedi istituzionali; non possono acconsentire, neanche indirettamente, che qualche spregevole individuo possa sentirsi autorizzato a dire che il loro “tacere” è la prova che non possiedono validi argomenti con i quali dimostrare la verità di quanto sostengono.

E’ pur vero che una dettagliata documentazione/querela esiste e che è stata molto opportunamente e tempestivamente presentata all’autorità giudiziaria al momento, ma purtroppo è anche vero che questo documento è stato archiviato perché la succitata calunniosa frase, scritta e diffusa tramite manifesti regolarmente affissi sui muri, è stata ritenuta, forse troppo frettolosamente, “rientrante nella logica di una polemica politica”. Peccato. Si, perché noi non potevamo essere confusi con una delle tante componenti politiche italiane.

Noi costituivamo una entità molto diversa. Noi eravamo inquadrati nelle Forze armate italiane per uno scopo un po’ più edificante che fare della sterile polemica. Suvvia amici, dimostriamo ancora una volta la nostra ferma volontà di reagire sempre e comunque alle bugie ed alle calunnie inventate dal mass media. Riprendiamo la difesa della nostra calpestata dignità, della nostra deturpata immagine, della nostra giusta e patriottica scelta fatta al momento del nostro arruolamento che è stata perfettamente coerente e rispondente al dettato dell’art. 52 della Costituzione Italiana.

Sono certo che non lascerete cadere nel vuoto questo mio ultimo accorato appello alla vostra sensibilità ed al vostro prorompente, ma anche purtroppo compresso, desiderio di voler vedere ristabilita al più presto la verità, anche perché gli anni scorrono veloci per tutti. Sono anche certo che farete di tutto, fornendo un grande aiuto a tutti i soci effettivi che hanno costituito questa nostra Associazione, per collaborare alla riuscita di questa iniziativa anche informando e sollecitando quelli di noi, di vostra stretta conoscenza, che ancora non fossero sufficientemente convinti che è nostro preciso dovere il lasciare ai posteri ed alla storia la verità delle nostre memorie.

A questa mia sommessa ma calorosa esortazione, che spero sia convincente, aggiungo i miei più cordiali ed infiniti auguri che il nuovo anno sia portatore :

- di libertà, di salute, di pace, di serenità e di prosperità, all’intera umanità;

- a noi, della grande gioia di vedere accolte le nostre modeste richieste che riteniamo oltremodo sufficienti a ripagarci per gli enormi sacrifici fatti per oltre trentacinque anni e per la tremenda e devastante delusione di essere stati vittime di un tradimento da parte di chi ci aveva promesso “assiduo appoggio e tempestiva protezione”.

Un fraterno abbraccio a tutti.

Il Presidente

Sanviti Antonio

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