Comunicato stampa dell'Associazione - Storia e verità

STORIA E VERITA'

"ovvero riconoscere gli errori"

Pinerolo, 20 agosto 2004

Ero assente ed ho potuto leggere solo con ritardo l'articolo di replica di "Vanni", apparso su codesto quotidiano del 04/ agosto u.s..

Chiedo ancora una volta ospitalità, perchè trattasi di una replica che non può passare sotto silenzio.

E' abbastanza noto che le polemiche con il sig. Giovanni Padovan rischia di non finire, perchè egli pretende di avere sempre per ultimo la parola. Assicuro comunque che questo sarà il nostro ultimo intervento sulla vicenda "GLADIO", perchè intendiamo chiudere questa polemica inutile e sterile, che non abbiamo certo iniziato noi.

La prima osservazione è che la replica di "Vanni" non è puntuale nè pertinente rispetto al tema in discussione. Lasciamo stare ...."i colpi di fioretto ed i fendenti di spadone" per precisare i termini dell'oggetto del contendere: nel mio precedente intervento gli era stato espressamente chiesto di dirci ..." quali furono le operazioni non patriottiche in cui i "gladiatori vennero impiegati, quando e dove avvenne tale impiego”.

Egli invece ha eluso la risposta, rispolverando la peregrina e superata obbiezione circa una pretesa illegittimità della struttura Stay Behind, richiamando a sproposito l'art. 18 della Costituzione, che vieta le associazioni segrete..." e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare".

Ora, che la struttura militare speciale Stay Behind non potesse e non possa essere annoverata tra le associazioni contemplate dall'Art. 18, è cosa così ovvia da non aver bisogno di commenti.Basti rilevare che era stata costituita nell'ambito dell'Alleanza Atlantica e con la piena consapevolezza degli organi istituzionali di vertice, quali la Presidenza del Consiglio ed il Ministero della Difesa da cui dipendeva.

Che poi fosse e dovesse rimanere segreta, in relazione alle eventuali finalità di impiego, è cosa altrettanto ovvia, su cui lo stesso"Vanni" dovrebbe convenire se animato da un minimo di buona fede.

Comunque il problema della sua legittimità è stato esaurientemente esaminato e risolto in senso positivo dalla Corte di Assise di Roma con la già ricordata sentenza 3 luglio 2001, che "Vanni" si ostina a ignorare, preferendo affidarsi alle valutazioni degli esperti giuridici ed opinionisti della sua area politica, che a suo tempo sollevarono il problema a fini puramente strumentali.

Del resto, a seguire il ragionamento di "Vanni", ne conseguirebbe a rigor di logica, che anche i Servizi di informazione sia militare che civile, essendo di necessità segreti, incorrerebbero nel divieto di cui all'art.18 della Costituzione. Il che sarebbe semplicemente assurdo.

Ma a prescindere dall'aspetto dianzi esaminato, seppur rilevante, va in conclusione evidenziato - ed è quel che qui conta - che "Vanni" non ha saputo indicare se e quando la struttura Stay Behind sia stata impiegata in "operazioni non proprio patriottiche. Ed era questo il fatto da dimostrare senza sofismi.

La seconda osservazione è che la Associazione, da me presieduta, non ha titolo nè intende interferire nel dibattito in atto tra l'A.P.O. , l'A.N.P.I. e lo stesso "Vanni" in ordine alle cause che hanno determinato l'eccidio di Porzus. L'A.P.O. tra l'altro ha dirigenti prestigiosi ed autorevoli per sostenere le sue buone ragioni; e lo ha fatto in numerosi comunicati rimasti peraltro inascoltati.

Nel mio precedente intervento mi ero limitato a dire –e qui ribadisco- che se fra tali cause vi fu anche uno scontro ideologico, non si capisce perchè l'A.N.P.I. non lo voglia riconoscere come dato storico inconfutabile. Talmente inconfutabile che lo stesso “Vanni" è costretto a riconoscerlo. ­Le giustificazioni che al riguardo "Vanni" adduce non spiegano alcunché e sono solo aria fritta.

A mio modesto avviso l'A.N.P.I. dovrebbe farlo proprio perchè assume di essere una associazione unitaria ed apolitica, perchè ciò avverrebbe senza alcun suo coinvolgimento e senza sua comprommissione politica, trattandosi 'del riconoscimento di un dato storico oggettivo.

Un'ultima osservazione: è storicamente accertato che la struttura Stay Behind non venne mai impiegata in operazione alcuna. E ciò per fortuna di tutti!

E dunque, sig. "Vanni", non ci sono errori che i gladiatori debbano riconoscere e farsi perdonare.

Giorgio Mathieu
Presidente Associazione Italiana Volontari Stay Behind.