Contestare è un diritto della democrazia - 25 aprile

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Contestare è un diritto della democrazia

29 aprile 2005

Leggo sui giornali che la signora Paola Del Din definisce "maturi per un'altra dittatura" i giovani che l'hanno contestata durante il suo comizio per il 25 aprile. Eppure Paola Del Din dovrebbe sapere che poter contestare è proprio uno dei diritti riconosciuti dalla democrazia nata dalla Resistenza. Inoltre avrebbe dovuto immaginare che sarebbe stata fischiata, perché già nel 1995, per il cinquantennale della Resistenza, quando fece il discorso ufficiale in piazza Libertà, subì una contestazione per la sua appartenenza a Gladio . Il fatto è che la gran parte dei partigiani garibaldini sono stati perseguitati dagli appartenenti alla Gladio e alle organizzazioni clandestine antipartigiane che l'hanno preceduta (Organizzazione O, Terzo Corpo Volontari della Libertà).

Meraviglia che il comitato organizzatore della manifestazione per il sessantennale non ne abbia tenuto conto. Approfitto per rivolgere una domanda che mi "tormenta" da tanti anni: perché Paola Del Din è medaglia d'oro alla Resistenza? Per quale eccezionale azione o comportamento? Per quanto ne so non esiste alcun garibaldino friulano che abbia preso la medaglia d'oro da vivo (il criterio, così almeno mi disse Mario Lizzero, era stato quello di dare l'oro solo a coloro che fossero morti durante la Resistenza). Invece fra gli osovani ben tre viventi presero la medaglia d'oro: don Moretti, Gropplero (compagno di "missione" di Paola Del Din) e Paola Del Din, appunto.

Per quale motivo simili disparità di trattamento fra osovani e garibaldini (ma anche fra osovani, tenuto conto che molti osovani morti in combattimento sono medaglia d'argento o anche non hanno mai avuto alcuna medaglia)? Tanto per fare un paragone ricordo che Gelindo Citossi, Romano il Mancino, l'artefice insieme con i Diavoli Rossi della più esaltante e importante azione partigiana di tutta la Resistenza italiana (la liberazione dalle carceri di Udine di un'ottantina di prigionieri destinati alla fucilazione o alla deportazione in Germania) non solo non ebbe mai alcuna medaglia, ma fu perseguitato in vari modi nel dopoguerra, incarcerato per Porzûs e, nonostante fosse stato completamente assolto già in istruttoria, discriminato e costretto a rifugiarsi in Jugoslavia. Come lui innumerevoli gappisti, autori di importanti azioni partigiane.

Quindi, signora Del Din, prima di dare dei dittatori a coloro che l'hanno contestata, forse sarebbe il caso che spiegasse perché Lei considera così democratico essere presidente onoraria dell'Associazione Gladiatori. Agli organizzatori della manifestazione vorrei chiedere: perché invitare a parlare in una giornata in cui si dice di cercare l'unità, una persona così di parte?

Alessandra Kersevan