Cossiga a Berlusconi: appoggia DDL per riconoscimento a gladiatori

Ansa - Roma

28 febbraio 2005

 

GLADIO - Cossiga a Berlusconi: appoggia DDL per riconoscimenti
lettera al premier, in vita restano ancora 550 gladiatori

 

Il governo faccia propria in sede parlamentare la proposta di Legge per dare un «giusto riconoscimento politico e morale anche sul piano dello status militare» a tutti i 622 volontari (ne sono rimasti vivi circa 550) che hanno preso parte a «Stay Behind», la struttura meglio conosciuta come Gladio disciolta dal governo italiano il 27 novembre 1990, presentata al Senato da Francesco Cossiga e alla Camera da Paolo Ricciotti (FI): lo chiede lo stesso Cossiga al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Im una lettera a Berlusconi, il senatore a vita spiega che il ruolo della "Stay Behind Nets", i cui quadri iniziali furono costituiti dagli ex capi dei movimenti di resistenza contro il nazismo e dai comandanti delle forze speciali che combatterono in Europa contro il Terzo Reich,

Vi contribuirono Enrico Mattei, capo del movimento partigiano democratico cristiano, Paolo Emilio Taviani che rappresentò le formazioni cattoliche nella resistenza ed Aldo Moro.

Il senatore a vita, che oggi lascierà la clinica romana dove è stato ricoverato per un intervento chirurgico perfettamente riuscito, ricorda che "fu l'intensa opera di disinformazione dei servizi dei Paesi del Patto di Varsavia e dall'interno del nostro Paese dell'apparato speciale del Pci, agevolati da non pochi elementi della cosiddetta magistratura democratica militante, che gettò ombre e suscitò dubbi su strutture legittime dell'apparato difensivo italiano e dell'Alleanza Atlantica.

Essendosi ormai chiarito in ogni sede, interna ed internazionale, giudiziaria, politica e militare -ribadisce- il grande affascinante ruolo che Stay Behind ebbe anche in Italia e alla cui opera mi onoro di aver personalmente contribuito, ritengo che sia giunto il momento di adottare un provvedimento legislativo che ne riconosca il valore e i meriti.

Il presidente emerito della Repubblica sottolinea che il provvedimento, da lui presentato al Senato, "non comporta alcun onere finanziario, è rivolto ad offrire un giusto, anche se tardivo, riconoscimento politico e morale ad un benemerito gruppo di cittadini che avevano offerto la propria consapevole disponibilità a servire la Patria, agli ordini del legittimo Governo della Repubblica.