Fantastoria sulla Decima Mas - ...dal "Secolo d'Italia"

SECOLO D'ITALIA - MERCOLEDI  9 GIUGNO 2004

UN LIBRO AL GIORNO

Fantastoria sulla Decima Mas

NAZZARENO MOLLICONE

 

è STATO recentemente pub­blicato dalla Casa Editrice romana «Robin», nella collana «Biblioteca del Vascello», un avvincente libro di fantapolitica che ha anche avuto un discreto successo alla recente Fiera del libro di Torino.

Trattasi di «Gli assassini del karma», e l'autore è Angelo Paratico, un uomo d'affari italiano residente da decenni a Hong Kong che si diletta di scrivere articoli (pubblicati talvolta anche dal nostro giornale) e saggi su questioni cinesi ed in genere orientali, che, per la sua posizione, conosce e segue con attenzione.

Argomento di quest'ultima opera non è un complotto ordito dalle «forze del male» residenti in Corea del Nord e guidate dal dittatore comunista Kim-il-Sung. Costui si propone di attaccare con armi atomiche la Corea del Sud, suscitare in Cina il ritorno al potere dei comunisti della «rivoluzione culturale», terminare di distruggere il Tibet e scatenare quindi - per reazione - una specie di apocalisse mondiale.

è evidente come quest'opera si inserisca nel filone politico-culturale della difesa della civiltà occidentale, insieme alle forze spirituali esistenti anche in Oriente (il Tibet e il Dalai Lama, in particolare), dall'«asse del ma­le», gli «Stati-canaglia» come sono stati definiti da Bush dopo l'attentato alle Due Torri di New York.

Tuttavia, il pregio del testo è quello di lasciare questo tema nello sfondo, accennandolo appena, ma di concentrare l'attenzione del lettore su quello che di storico, di magico, di spirituale, di tradizionale ancora esiste in Oriente.

Ed ecco così intrecciarsi nella storia principale da un lato l'ef­ficiente azione dei servizi segreti italiani, i reduci di «Gladio», l'intervento tecnico dei superstiti subacquei incursori della «Decima Mas» con i loro «maiali»; dall'altro, la presenza incombente (anche se mai direttamente apparsa) del Dalai Lama, la mitica «Shangri-La» di «Orizzonte perduto», l'azione degli yeti (i cosiddetti abominevoli uomini delle nevi) e - soprattutto - un'approfondita ricerca sui diciotto anni mancanti della vita di Gesù Cristo, tra il suo dibattito al Tempio con i Rabbini all'età di dodici anni alla sua improvvisa comparsa a trent'anni in Palestina, al battesimo ricevuto da Giovanni Battista sul Giordano.

Tutto ciò è narrato in modo scorrevole, avvincente e compiuto. Anzi, se una critica può essere rivolta all'autore è proprio quella di essere stato troppo scorrevole, così come in genere sono i libri gialli in cui i lettori corrono subito alla conclusione ed alla scoperta dell'assassino senza soffermarsi sui particolari, e quindi non sono riletti.

«Gli assassini del karma», invece, se fosse approfondita e documentata la parte che potrebbe dirsi esoterica, sarebbe un ottimo libro anche di documentazione su aspetti sconosciuti dell'Oriente più nascosto: un po' come il famoso «Bestie, uomini e dei» di Ferdinando Ossendowski che trattava, anche lui, della presenza del male sulla Terra costituito dal nascente bolscevismo e della presenza in Tibet di formidabili forze spirituali di resistenza.

Ne consigliamo quindi la lettura perché, al di là della trama svolta assai d'attualità può suscitare il desiderio di conoscere altro sui misteri dell'Oriente.

ANGELO PARATICO «Gli assas­sini del karma» - Robin ed.