Fischi alla partigiana medaglia d'oro - La ex combattente..

Messaggero Veneto - 26 aprile 2005

giornale del Friuli

«Ragazzetti maturi per un’altra dittatura»

La ex combattente

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Incassa e guarda avanti, orgogliosa del suo passato e fiera dei valori sui quali ha costruito la propria Resistenza: per Paola Del Din, quella di ieri è stata una “ragazzata”, opera di «giovani senza esperienza di vita e di lavoro, ma evidentemente maturi per un’altra dittatura».

Studentessa-partigiana prima, insegnante poi, Del Din non rinnega alcun passaggio della propria vita, ma precisa: «C’erano cose, negli anni successivi alla guerra, che non condividevo: non mi piaceva vedere persone perbene accusate di stragi e trattate in modo indegno. La pensavo così e la penso ancora così».

Di “giovanetti” parla anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez, da dieci anni “gran cerimoniere” delle celebrazioni del 25 aprile. «Chi del Comitato organizzatore ha proposto Del Din – dice – sapeva di provocare la reazione di quanti non le hanno perdonato di essere stata tra i gladiatori. Per noi, invece, era e resta una partigiana, a  pre-

scindere dalle scelte politiche che ha fatto in seguito». Casca letteralmente dalle nuvole Giulio Lauri, segretario regionale di Rc, a conferma della matrice tutta udinese della protesta, sostenuta invece dal consigliere regionale (e componente della segreteria provinciale) Kristian Franzil. Prendono le distanze anche gli altri partiti del centro-sinistra. Per Flavio Pertoldi, coordinatore regionale della Margherita, si è trattato di un fuori programma «spiacevole, antistorico e di cattivo gusto, opera di un gruppo di giovanissimi – aggiunge – che forse non hanno mai letto o ai quali è stata insegnata male la storia».

Anche le istituzioni, con il presidente del Consiglio regionale (ed esponente di spicco dei Ds), Alessandro Tesini, bocciano senza riserve. «Un comportamento sbagliato e inutile – afferma –, perchè anche le diverse opinioni possono essere espresse senza ricorrere a esternazioni come questa, peraltro offensiva rispetto al lascito della Resistenza». Soprattutto quando si è soltanto all’inizio di un lungo programma di iniziative. «Questo episodio - conclude Tesini - non riuscirà certo a macchiare il 60° anniversario della Liberazione, che la nostra Regione ha cominciato a celebrare in maniera straordinaria, con iniziative di qualità e la partecipazione di molti giovani».