Fischi alla partigiana medaglia d'oro - Rc contro la osovana Paola Del Din

Messaggero Veneto - 26 aprile 2005

giornale del Friuli

Fischi alla partigiana medaglia d’oro

Rc contro la osovana Paola Del Din, ma Tesini le si avvicina e l’applaude

di LUANA de FRANCISCO

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l corteo di ombrelli e gonfaloni, il picchetto militare e l’inno di Mameli, i fiumi di parole e gli applausi: quello celebrato ieri, in piazza della Libertà, sotto una pioggia incessante, sembrava davvero il momento più alto di un percorso della memoria cominciato 60 anni fa, con la Liberazione dal nazi-fascismo e la rinascita della democrazia. Sul palco delle autorità, anche il senatore Giovanni Collino e il deputato Daniele Franz, di Alleanza nazionale.

Tutti assieme, nel nome del 25 aprile. Finchè i fischi, le note di “Bella ciao” e il “vergogna” indirizzato da un gruppetto di giovani di Rifondazione comunista alla medaglia d’oro al valor militare, Paola Del Din, non hanno squarciato il “silenzio” delle polemiche.

Sotto, gli striscioni: “Ora e sempre partigiane, gladiatrici mai!” e “Resistenza è Costituzione”, entrambi a firma della federazione provinciale di Rc. Sopra, nella Loggia di San Giovanni, l’imbarazzo delle autorità e il disappunto della rela-

trice, quella Paola Del Din già presidente dell’Associazione partigiani Osoppo, dal ’98 presidente regionale delle Famiglie dei caduti e dispersi in guerra e da poco presidente nazionale della Federazione italiana volontari della libertà, alla quale il gruppetto di giovani, una trentina in tutto, ha rivolto il coro di contestazioni, le uniche della giornata.

«Vergogna», urlano i giovani comunisti, non perdonando all’oggi ottantunenne partigiana le sue passate implicazioni nella rete clandestina “Gladio”. Simbolo della lotta di liberazione friulana, Del Din continua a leggere: parla dei caduti e delle ideologie che ancora ostacolano il cammino della pace e confronta i giovani di un tempo «spiritualmente più ricchi» con quelli di oggi «troppo legati ai beni materiali». Dalla loggia e dal pubblico si leva un applauso: si cerca di coprire i fischi e manifestare solidarietà alla relatrice. Il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini, si sposta verso il centro dei relatori: raggiunge Del Din, che continua a leggere, e la applaude assieme a tutti gli altri.

Intanto, smette anche di piovere. La cerimonia, cominciata con il raduno in piazza I maggio, si avvia a conclusione. Prima dell’intervento di Del Din, gli annali ricorderanno anche il lungo discorso di Giovanni Miccoli, professore emerito dell’Università di Trieste. Una rilettura della storia lunga oltre venti minuti, tesa a rimarcare la «siderale distanza tra fascismo e comunismo» e affermare l’«impossibilità di una memoria condivisa». Parole che, a microfoni spenti, hanno scatenato la reazione dei parlamentari della Cdl presenti a tutta la cerimonia. Una tregua del maltempo permette al corteo, formato da circa 400 persone, di muovere verso piazzale XXVI Luglio, dove la cerimonia si chiude con l’ultima deposizione al monumento alla Resistenza.

Lungo la strada, da una finestra, piovono garofani rossi. Qualcuno, tra cui il rettore dell’Università, Furio Honsell, si china a raccoglierli e li appunta sulla giacca. Pochi, per il resto, i tricolori esposti ai balconi. A dare colore a piazza della Libertà, animata dalla banda di Reana del Roiale, sono l’addobbo floreale di azalee japoniche realizzato dal Comune, le gigantografie sulla liberazione del 1° maggio e i foulard rossi dei partigiani.