Gladio a Porzûs: nostri gli ideali della Osoppo

Messaggero Veneto - 28 giugno 2004

giornale del Friuli

Gladio: nostri gli ideali della Osoppo

Alle malghe di Porzûs cerimonia dell'organizzazione «Sstay Behind»

 

Una condivisione totale degli ideali dell'Associazione partigiana Osoppo. E' questo il senso della cerimonia organizzata.  Si è svolta ieri, alle Malghe di Porzûs, dall'Associazione Volontari "Stay Behind" per la commemorazione delle vittime dell'eccidio del 7 Febbraio 1945.

Alla presenza di un centinaio di persone e dei rappresentanti d'Arma degli Alpini, dei Carristi, dei Paracadutisti e dei Lagunari è stata deposta una corona in ricordo dei venti caduti. Hanno partecipato anche la Paola Del Din Carnielli, recentemen­te nominata Presidente dell'Associazione Nazionale Volontari della Libertà e le famiglie De Gregori e Valente.

«Siamo qui per onorare le vittime - afferma Giorgio Mathieu, Presidente della "Stay Behind", nel suo discor­so di saluto- ma anche per ricordare le profonde motivazioni ideali che ci legano a questo luogo e che ci hanno spinto ad eleggere le malghe di Porzûs a nostra sede morale. Infine vogliamo sottolineare con orgoglio la nostra volontaria adesione alla di­sciolta organizzazione Gladio, che trova nella difesa della Patria, della sua indipendenza e delle sue istituzioni i legami più forti con gli ideali propri della Associazione Partigiana Osoppo».

Zardi, Presidente Onorario dell'Apo, concorda con Mathieu. «Noi Osovani non ci sentiamo soli perché vicino a noi ci sono i Volontari "Stay Behind" con cui condividiamo princi­pi e valori. Siamo però amareggiati perché qualcuno ancora non vuole riconoscere le motivazioni alla base dell'eccidio e cioè la faida confinaria e lo scontro idelogico, oramai due dati inconfutabili».

Nel discorso celebrativo l'Avvocato Brusin, Presidente Onorario della "Stay Behind", ha letto un documento che circolava in Friuli nel periodo antecedente l'eccidio e in cui il Comandante Milan, Commissario Politico della Brigata Rossa, intimava alla popolazione friulana di non prestare aiuto ai membri della Brigata Osoppo, sciolta da Tito perché non condivideva gli ideali comunisti. «L'Onorevole Violante, recatosi qui in gennaio, ha ammesso le responsabilità del Partito comunista nell'eccidio - asserisce Brusin- e il sindaco di Faedis Beccari, che tanto si impegna per ricondurre ad unità le fazioni partigiane è assente nonostante l'invito, ha detto all'Apo: "potete ritenervi soddisfatti perché avete vinto". Qui però non vince la Osoppo, ma la Storia».

A chi ha fatto notare la sua assenza, Beccari replica: «Tutti sanno come la penso. Io ho partecipato e parteciperò a tutte la cerimonie di commemorazione organizzate da partigiani osovani o garibaldini, tanto meglio se entrambe le associazioni sono presenti. Ieri non ho preso parte alla cerimonia perché su di un punto mi sento in disaccordo: il legame tra Gladio e l'Apo è ancora tutto da chiarire».