Gladio, tanto di cappello

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anno VIII - numero numero 14 - 12/04/2002

GLADIO, tanto di cappello

Le frasi sono integralmente tratte dalla motivazione della sentenza in ordine al processo all'ammiraglio Martini, al generale Inzerilli e al colonello Invernizzi che ha visto gli stessi "... assolti per non aver commesso il fatto" e "perché il fatto non sussiste, relativamente alle ipotesi di soppressione, occultamento o distruzione della documentazione concernente i rapporti con i centri periferici e di soppressione o occultamento di microfilm di materiale documentale" in data 3 luglio 2001.

Non sono quindi una nostra interpretazione dei fatti, ma affermazioni di carattere ufficiale che possono essere da noi utilizzate senza tema di smentite.

"...la Struttura (detta "Gladio") nella quale essi hanno assunto ruoli di responsabilità era una struttura legittima, scaturita da un accordo stipulato il 28 novembre 1956 tra il Servizio di informazioni militari italiano e la Cia, con il quale i due Servizi concordavano vicendevolmente di collaborare nell'organizzazione, nell'addestramento e nell'attività operativa del complesso clandestino post-occupazione (Stay-behind) italo-statunitense, progettato per entrare in attività nel caso di occupazione del territorio italiano da un'aggressione nemica diretta contro la sicurezza delle potenze Nato e destinato a comprendere reti addestrate per poter operare nei campi delle Informazioni, del sabotaggio, dell'evasione e fuga, della guerriglia e della propaganda".

"...nel 1956 il Sifar sottoscrisse con il servizio informazioni degli Stati Uniti d'America un accordo del seguente tenore: "Il Servizio Informazioni italiano e quello Usa concordano di collaborare nell'organizzazione, nell'addestramento e nell'attività operativa del complesso clandestino post-occupazione italo-statunitense, progettato per entrare in attività nel caso di occupazione del territorio italiano da un'aggressione nemica diretta contro la sicurezza delle potenze Nato".
"Nel 1956 (capo servizio generale De Lorenzo - Capo di stato maggiore alla Difesa generale Mancinelli) sono costituiti il Centro addestramento guastatori (Cag) e la Sezione addestramento (Sad) dell'ufficio "R" con il compito di realizzare un'organizzazione tendente a pianificare e predisporre, fin dal tempo di pace, operazioni clandestine in territorio occupato dal nemico. Detta organizzazione assume la denominazione convenzionale di operazione "Gladio".

"...nel documento del 1980 si precisa che l'operazione nel suo complesso è prevista da direttive e inserita nella pianificazione della Nato". "...gli altri Paesi aderenti sono: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Repubblica federale tedesca, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo ai quali si aggiungono nel 1980 Danimarca e Norvegia.

"L'organizzazione Gladio, fin dalle sue origini, fu connotata da assoluta segretezza e ciò non soltanto rispetto all'autorità politica, ma anche all'interno dello stesso Servizio di informazioni militari. Vi sono in atti documenti con i quali il Servizio di informazioni militari provvedeva di volta in volta a "indottrinare" il ministro della Difesa.

Per esempio, nel briefing del 1975, si informa l'autorità politica che il Servizio informazioni della Difesa predispone, fin dal tempo di pace e con modalità estremamente riservate, operazioni militari clandestine, tendenti alla liberazione del territorio nazionale, eventualmente occupato da un aggressore, in cooperazione con le azioni controffensive alleate. Si precisa poi che le operazioni clandestine prevedono la condotta di azioni di guerriglia affidate a nuclei appositamente addestrati inquadrati in reti polivalenti; evasione ed esfiltrazione, tendenti a far evadere e/o esfiltrare personalità politiche e/o militari, equipaggi di aerei abbattuti o altre persone comunque di interesse, dal territorio occupato dall'avversario verso zone controllate dalle autorità nazionali o alleate".

"...il generale Serravalle, all'epoca direttore del Sad, ha dichiarato "...che i rappresentanti della Cia nel 1972-'73 desideravano che l'operazione Gladio assumesse altresì una valenza interna, nel senso di utilizzare la struttura non soltanto in caso di invasione, ma proprio per contrastare l'eventuale ascesa al potere del Pci. Chiarii subito che un simile allargamento operativo non rientrava affatto tra le finalità della struttura. A seguito della nostra posizione, il Servizio Usa tagliò i fondi".

"...il reclutamento del personale civile passa attraverso quattro distinte fasi: individuazione, selezione, aggancio e controllo. L'individuazione è fatta dai quadri già facenti parte dell'organizzazione S/B o dagli organizzatori regionali..., la selezione è fatta dalla Centrale, ...l'aggancio si attua soltanto dopo aver avuto il benestare della Centrale sulla base delle informazioni ricevute, ...il controllo è continuo ed è effettuato dalla Centrale tramite i suoi organi; ...il tempo medio tra l'individuazione e il reclutamento si esaurisce nell'arco di 18-24 mesi"

"...Nella richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica di Roma al Tribunale dei ministri in data 7 febbraio 1992 si afferma che "...l'esame del materiale assertivo e probatorio raccolto nel corso della lunga indagine comprova in definitiva che i compiti originari e istituzionali di Gladio furono quelli e non altri più sopra diffusamente riferiti, che fra i compiti della struttura non risulta essere mai stato ricompreso quello di esercitare un controllo sulle forze politiche, sindacali e sociali presenti nel Paese".

"...Ne viene conferma dalla circostanza che nessun "gladiatore" compare, e a qualsiasi titolo, non fosse che come testimone, nelle numerose indagini condotte in ordine a quei fatti delittuosi" (si fa riferimento ai fatti terroristici avvenuti in Italia negli Anni '70-'80).

...nel presente giudizio non è stata in alcun modo posta in discussione la legittimità della struttura Stay- behind e dell'organizzazione meglio nota come Gladio. Fin dall'esposizione introduttiva, l'ufficio del Pubblico ministero ha precisato di non avere dubbi sul fatto che la Struttura S/B non avesse finalità diversa da quella della difesa del territorio nazionale in caso di invasione da parte di un nemico esterno e di non avere quindi alcuna intenzione di discutere della legittimità della decisione di costituire una simile struttura.

Del resto tale posizione è coerente con le conclusioni assunte dal medesimo ufficio nella richiesta, avanzata al Tribunale per i reati ministeriali, di archiviazione del procedimento a carico degli odierni imputati Martini e Inzerilli nonché del presidente senatore Francesco Cossiga per il reato di cui all'articolo 305 codice penale".