L'Unità.. "Se Gladio diventa parte dell'esercito.."

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IL CASO  Cossiga presenta la legge in Senato

Se Gladio diventa parte dell'esercito

Di SIMONE COLLINI                                                                                          venerdì 26 ottobre 2007

 

Riconoscere ai membri di Gladio lo status di personale militare. È il contenuto di una proposta di legge depositata in Senato da Francesco Cossiga e che ha come cofirmatari esponenti di Forza Italia come Lucio Malan e Valerio Carrara, della Democrazia cristiana per le autonomie-Pri-Movimento per l'autonomia come Mauro Cutrufo, Giuseppe Sario e Giorgio Clelio Stracquadario, ma anche da un esponente della maggioranza come Pietro Fuda, del Partito democratico meridionale.

Il testo presentato nei giorni scorsi a Palazzo Madama, che al momento è in attesa di assegnazione alle commissioni, prevede un riconoscimento come Associazione d'Arma all'organizzazione clandestina Stay behind denominata Gladio. E propone per il personale sia militare che civile della struttura un'equiparazione di qualifiche con le forze di sicurezza e militari italiane.

Gladio venne creata all'indomati del secondo dopoguerra dai servizi segreti italiani e dalla Nato per contrastare un'eventuale invasione dell'Italia da parte dell'Unione sovietica. Rimase segreta, benchè qualche segnale della sua esistenza fosse emerso nella metà degli armi 80, fino all'autunno del 90, quando un pentito parlò di una struttura di sicurezza parallela ai servizi al giudice Felice Casson, che stava indagando sulla strage di Peteano. Allora Capo dello Stato era Cossiga, che ai tempi della strage ricopriva un incarico di governo. Casson chiese di interrogarlo e il caso scoppiò in tutta la sua ampiezza. Si sfiorò anche una crisi istituzionale. E quello fu anche l'inizio della fase del Cossiga "picconatore", che nel 91 arrivò ad autodenunciarsi chiedendo di essere processato per reato di cospirazione politica.

Poi arrivò il 92 e Tangentopoli. L'attenzione della magistratura dovette deviare su altri fronti. Da quell'autunno del 90, comunque, il sospetto emerso in diverse indagini è che la struttura segreta, attraverso suoi membri o personalità ad essa legati, abbia giocato un ruolo nella strategia della tensione degli anni 70 per condizionare la politica interna italiana. Parecchi anni dopo è stata esclusa l'illiceità penale della re­te clandestina.

Ma non il giudizio di «distorsioni - come ha scritto più recentemente il presidente della Commissione stragi Giovanni Pellegrino - dalle finalità istituzionali dichiarate della struttura». E a tutt’oggi non sono chiari i dettagli dell'attività svolta da Gladio. Già negli anni passati Cossiga si era espresso a favore di un riconoscimento del valore storico degli appartenenti alla struttura militare segreta. Ora ha presentato questa proposta di legge.

L'iniziativa era stata annunciata nei giorni scorsi dal presidente dell'associazione "Stay-behind" Giorgio Mathieu. L'assemblea generale dell'associazione, di cui Cossiga è socio onorario, si svolgerà a Verona in data non proprio neutra: il 28 ottobre.


A quanto ci risulta l’unico giornale ad aver dato notizia della presentazione di un  nuovo disegno di legge al riguardo dei cosidetti “ex-gladiatori” da parte del sen. Cossiga, è stato L’Unità. Ci fa piacere, ma non possiamo non notare  che, comunque, un paio di colpi bassi anche questa volta non ci sono stati risparmiati.

Affermare che “non sono chiari i dettagli dell’attività svolta da Gladio” vuol dire non aver letto compiutamente le sentenze della magistratura; se poi per dettagli si intendono cose irrilevanti e ininfluenti, bè allora non sappiamo proprio cosa farci !! L’altra punzecchiatura, questa davvero assolutamente gratuita, sta nella chiusura dove si scrive che l’assemblea generale si terrà a Verona (ed è vero), il 28 ottobre (ed è vero), “ data non proprio neutra” e questa è una illazione che davvero ci ha sbalordito.

Eravamo sicuri che la scelta fosse stata dettata, molto più semplicemente e senza dietrologia, dalla disponibilità del Consiglio direttivo per quella domenica, risultando quelle precedenti e quelle successive già occupate per altre manifestazioni e non volendo andare troppo oltre in inverno. Tutto qui, forse un po’ semplice, ma tutto qui !!!”

Il Presidente dell'Associazione Stay-Behind

Giorgio Mathieu