Mathieu: «Basta fango sui gladiatori»

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edizione di  sabato 28 - 11 - 2009

Mathieu: «Basta fango sui gladiatori»

Messaggero Veneto — 28 novembre 2009   pagina 12   sezione: CULTURA - SPETTACOLO

Parte nel segno della piena contestazione la presentazione del libro di Andrea Pannocchia e Franco Tosolini Gladio. Storia di finti complotti e veri patrioti, svoltasi ieri sera - su iniziativa del Circolo culturale Jacopo Stellini di Grimacco, con il patrocinio dell'amministrazione cividalese - nella biblioteca civica della città ducale: sotto accusa un articolo (pubblicato recentemente da un periodico friulano) che, spaziando da Cosa Nostra a Gladio a Unabomber, «associa, e non è certo una novità, il nome di Gladio agli elementi stragistici e a tutto quanto di torbido c’è e c’è stato in Italia».

Così ha esordito uno dei due autori dell’opera, Tosolini, che ha scelto di far emergere i contenuti portanti del volume da una smentita, punto per punto, del servizio giornalistico. Gli ha fatto eco, poco dopo, Giorgio Mathieu, presidente dell'Associazione italiana volontari Stay Behind, che riunisce gli ex gladiatori e i simpatizzanti che, nel tempo, hanno voluto manifestare loro vicinanza e comunanza di ideali. «Su di noi - ha detto - è stata scaricata spazzatura a valanghe. Siamo stanchi di tutto questo.

Ecco perché continuiamo a esistere come associazione e a batterci per ottenere il riconoscimento dello status giuridico di militari appartenenti alla struttura Gladio Stay Behind: fino a quando rimarremo privi di questo timbro di legalità, su quello che abbiamo fatto nel nome e per il bene dello Stato italiano, e che lo Stato ci ha chiesto, continuerà a incombere un alone di incertezza.

Ma nel momento in cui raggiungeremo il nostro obiettivo, allora nessuno potrà più permettersi di pubblicare sui giornali certi titoli». È una difesa appassionata, una rivendicazione di ruolo (anzi, di ruoli: «C’erano anche le donne gladiatrici - si è ricordato -, con una funzione ben precisa, e farle entrare nel sistema militare non era mica cosa da poco»), quella scaturita dalla serata cividalese: non di una presentazione canonica si è trattato, ma di una sintesi dei contenuti del libro - frutto di anni di ricerche sul campo, di confronto di documenti, di interviste a tanti dei 622 gladiatori - tramite, appunto, la smentita categorica di asserti che di Gladio offrono un’immagine oscura e delittuosa. «Venivamo formati in Sardegna - ha spiegato Mathieu -, ma non avevamo idea di dove ci trovassimo.

Lo abbiamo scoperto molto tempo dopo: quel posto era Capo Poglina. Vincenzo Li Causi, morto in un agguato tesogli in Somalia - ha aggiunto, sempre nel quadro della contestazione di considerazioni di stampa -, era il nostro istruttore di radiotelegrafia».

A chiudere la serie degli interventi è stata la professoressa Paola Del Din: «Non lo fa lo Stato? L'importante - ha tuonato - è che siano i cittadini a sapere e a riconoscere che i gladiatori sono persone per bene. È questa gente che ha tenuto e continua a tenere in piedi il nostro Paese». E non è mancato, in apertura di serata, un messaggio di saluto del presidente emerito Francesco Cossiga: «Questo libro smentisce calunnie infondate e rende onore, così, a chi servì fedelmente l'Italia». Lucia Aviani