Mittelfest 2009: Cossiga al festival; ristabilire la verità

mv.jpg

edizione di  venerdì 24 luglio 2009

 

Riflettori su Gladio Cossiga al festival: «Ristabilite la verità»

Messaggero Veneto — 24 luglio 2009   pagina 13   sezione: CULTURA - SPETTACOLO

CIVIDALE. «Dopo due assoluzioni, perché il fatto non sussiste, ai nostri comandi dell’Esercito, oggi chiediamo allo Stato di concederci lo status giuridico di militari, non per avere la pensione, ma per una ricompensa morale, per il riconoscimento, cioè, di avere lavorato in una struttura nell’interesse del Paese».

Giorgio Mathieu, presidente dell’Associazione Stay Behind , riaprirà oggi, al Mittelfest che ricorda la caduta del Muro, il caso Gladio , l’organizzazione segreta organizzata con volontari per fare argine, in caso di invasione degli eserciti del Patto di Varsavia, ma poi a lungo accusata di avere tramato contro il Paese, di avere favorito stragi e attentati. Un caso politico che esplose negli anni Novanta.

E oggi, alle 12, Mathieu sarà con il generale Paolo Inzerilli al Caffè San Marco proprio per affrontare il tema. Ma la sua voce è preceduta da un vibrante messaggio di sostegno inviato ieri al presidente del festival, Antonio Devetag, dal presidente emerito Francesco Cossiga.

«Nell’impossibilità di partecipare al convegno su Gladio - scrive l’ex presidente della Repubblica - desidero esprimere il mio piú vivo compiacimento per l’iniziativa volta a fornire un’informazione corretta e oggettiva su Stay Behind , che ha dovuto subire attacchi del tutto infondati». Cossiga affida dunque a Mathieu e al generale Inzerilli il compito di «ristabilire la verità, attraverso dirette testimonianze, documentazione fatta di sentenze e di risoluzioni parlamentari inappellabili». Ai partecipanti all’incontro Cossiga invia poi «il saluto con immutati sentimenti di vicinanza, solidarietà e amicizia». «In passato - ha ricordato Cossiga in una dichiarazione rilasciata ieri - sono stato sottoposto a calunnie e accuse senza alcun fondamento.

Su Gladio è stato detto davvero di tutto e di più, fraintendendo cosa fosse e soprattutto il mio ruolo, visto che sono quello che si è assunto la responsabilità di questa organizzazione». « Gladio era la declinazione italiana dell’europea Stay Behind - spiega Mathieu -, un’organizzazione che dopo la caduta del Muro non avrebbe avuto piú ragione d’essere». Aveva senso invece per i Paesi aderenti al patto Atlantico e alla Nato, negli anni della guerra fredda . «In caso di invasione a opera del patto di Varsavia - spiega Mathieu - noi 622 della Gladio saremmo serviti a svolgere compiti di difesa, cercando di favorire l’azione di resistenza».

Fu proprio la caduta del Muro «a renderli non piú attuali». «Il Governo italiano, nella persona del presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, decise allora di rendere pubblica la struttura - ricorda Mathieu -, ma soprattutto commise l’errore, per noi non privo di conseguenze, di rendere pubblico l’elenco dei volontari. Ci piovve addosso l’accusa di avere favorito tutto ciò che di oscuro era stato compiuto in Italia in quegli anni». Soltanto nel 2001, ricorda il gladiatore , arrivò l’assoluzione completa «e il pm non ha neppure interposto appello».