Mittelfest 2009: Devetag; fu la reazione al pericolo titino

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edizione di sabato 25 luglio 2009

 

Devetag: fu la reazione al pericolo titino

Messaggero Veneto — 25 luglio 2009 pagina 13 sezione: CULTURA - SPETTACOLO

Il presidente del festival CIVIDALE. «Vorrei inquadrare il discorso di Gladio in forma non processuale». Mosso dall’intensità del dibattito che si sviluppava sul palco del Caffè San Marco per gli incontri sotto l’insegna delle Prove d’Europa , il presidente del Mittelfest, Antonio Devetag si è inserito a sorpresa nel dibattito con il generale Inzerilli e il presidente dell’Associazione Stay Behind, Giorgio Mathieu, andando oltre i saluti di rito: «È sembrato troppo a lungo che quanti hanno fatto parte della struttura siano stati tutti sotto processo - ha osservato -.

In realtà, l’opera di quei volontari fu la reazione a un pericolo che c’era veramente e in Friuli e particolarmente a Gorizia si sapeva che nel ’45 le truppe di Tito, se avessero potuto, avrebbero spostato il confine fino al Tagliamento.

Ci avrebbero provato, era nei progetti del generale e non posso non ricordare che anche mio padre, che era nel Cln, portò la gente in strada per far vedere agli anglo-americani il pericolo di quell’invasione». Devetag ha cosí ricondotto Stay Behind nell’alveo «della comune battaglia europea per la democrazia in funzione ovviamente anticomunista perché, dopo il ’45, ci fu la cortina di ferro, la guerra fredda e non fu un discorso per anime belle bensí per persone che si preparavano a quella che realisticamente si temeva come un’avanzata sulla soglia di Gorizia.

La città era anzi data per persa immeditamente nel caso di conflitto e ci si preparava, dunque, a resistere a un nemico che avrebbe potuto arrivare rapidamente fino a Milano». «Perciò non capisco - ha tenuto ancora a sottolineare Devetag - l’atmosfera da processo per tutti questi anni nei confronti di persone che, in accordo con lo Stato italiano e con la Nato, volevano la difesa della democrazia occidentale che fortunatamente ha vinto, che fortunatamente ha mantenuto Gorizia e Trieste all’Italia sottrandole al terribile giogo comunista.

Si grida allo scandalo - ha concluso Devetag -, ma si dimentica che la nostra nazione, aderente alla Nato, ha avuto il piú forte partito comunista, finanziato ampiamente dall’Urss e il premio Nobel Walesa e l’ex premier romeno Petre Roman nelle giornate del Mittelfest ci hanno ammonito, ricordandoci l’immensa fortuna, per noi, di essere rimasti di qua dal Muro». Nella conversazione si sono inserite anche voci critiche, come quella della pacifista Maria Grazia Vianello, e testimonianze a favore, come quella di Aldo Treu, di Tarcento, che mentre svolgeva il servizio militare ebbe modo di entrare in contatto con esponenti di Gladio, all’epoca ignaro dell’esistenza dell’organizzazione.
( m.t.m.).