Onori all'amm. Fulvio Martini e lettera del sen.Cossiga al Ministro della Difesa On.Parisi

Senato della Repubblica

COMUNICATO STAMPA

Il Portavoce del Senatore a vita Francesco Cossiga rende noto il testo della lettera inviata al Ministro della Difesa On. Arturo Parisi:

 

"Roma, il 6 marzo 2008

Signor Ministro,

Le sono grato per l'invito che ha voluto rivolgermi a partecipare allo scoprimento del busto in onore dell'Ammiraglio Fulvio Martini, valoroso e coraggioso, prima capo del Controspionaggio del Servizio Informazioni della Difesa e poi per lungo tempo direttore del Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare, posizione nella quale egli rese immensi servigi allo Stato italiano, anche sul piano della politica estesa.

Mi è stato reso noto l'elenco degli invitati alla cerimonia, e tra essi non vi ho trovato nessuno degli appartenenti, alcuni dei quali decorati anche di medaglia d'oro al valor militare, quasi tutti già partigiani delle Brigate Verdi o di quelle “Matteotti", all'Organizzazione Stay Behind Net italiana, cui sono legati la nascita, lo sviluppo e il funzionamento della Base di Poglina, sede di addestramento dei volontari dell'organizzazione italiana e comando centrale della stessa Rete in caso che i Paesi del Patto di Varsavia avessero invaso e occupato il nostro Paese, secondo i piani di "first strike" che ci furono trasmessi alla NATO e all'Italia, dopo la dissoluzione del Patto stesso dal Governo della Repubblica Ceco-Slovacca e della Repubblica d'Ungheria, piani che io ricordo perfettamente insieme a quelli che prevedevano la difesa della Sardegna, con l’arretramento in essa di reparti delle Forze armate italiane, cui si sarebbero aggiunte unità delle forze armate del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica del Portogallo. Qualora anche la Sardegna fosse stata in pericolo, il comando centrale di Stay Behind italiana sarebbe dovuto ripiegare via aerea: Spagna-Portogallo-Gran Bretagna, in località situata in quest'ultimo Paese, località che io ho ben conosciuto.

Tra gli invitati non vi è né il Presidente né alcun membro dell'Associazione dei Volontari di Stay Behind Italiana, neanche quelli che sono poi stati membri del Governo Prodi o parlamentari de L'Unione.

Per sapere di più di quel che sia stata questa organizzazione a livello italiano, dei Paesi europei dell'Alleanza Atlantica (era una struttura dell'Alleanza e non della NATO, talché era stata costituita anche in Francia) e dei Paesi neutrali "collegati" (Svezia, Svizzera e Austria), con legami con le Forze Territoriali dipendenti dalle Repubbliche autonome della Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia, che aveva piani di difesa nei confronti del Patto ci Varsavia, Le invio a parte in libro scritto dal gen. Inzerilli, capo della V^ Divisione del Servizio per le Informazioni e la Difesa, che era l'organo centrale di direzione della Stay Behind Net italiana.

Quando i membri del Governo italiano Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani autorizzarono la, firma del protocollo segreto di. adesione all'Organizzazione Alleata Stay Behind Nets, furono acquistati per piccoli lotti, intestati, a prestanome» per lo più mogli o figli di ufficiali delle Forze Armate italiane, i terreni sui quali, con il largo contributo della Central Intelligence Agency americana e del Secret Intelligence Service di Sua Maestà Britannica, fu costruita la Base di Poglina. In essa io appresi l'uso delle armi automatiche e del plastico. Per darmi una "copertura" io fui poi nominato Capitano di Corvetta della Marina Militare e nominato "operatore" del GOI di Consubìm.

Contro le mie preferenze (era mio desiderio essere nominato sottosegretario di Stato alla Giustizia o agli Esteri), il Presidente del Consiglio dei Ministri Aldo Moro, mi nominò sottosegretario di Stato per la sovrintendenza politica e amministrativa di Stay Behind. In questa veste firmai anche il richiamo in servizio di ufficiali di complemento uno o due dei quali hanno svolto nell'ultima legislatura egregiamente le loro funzioni di membri del Governo di centro-sinistra e di parlamentari de L'Ulivo,

Sia io che l'ammiraglio Martini che il gen. Inzerilli fummo processati per organizzazione di banda armata e attentato ai poteri costituzionali dello Stato: breve fu  per me il processo davanti al Tribunale dei Ministri, molto più lungo e doloroso quello contro Martini e Inzerilli.

Benché il Ministro della difesa Paolo Emilio Taviani ne avesse informato l'allora segretario del partito comunista Luigi Longo, assicurandogli che non si trattava di una organizzazione di polizia segreta contro i comunisti, e benché il servizio di vigilanza del Partito comunista italiano fosse stato certamente informato dal KGB, dal GRU e dall’Aufklärungamt del Ministero della Sicurezza dello Stato della Repubblica Democratica Tedesca, il Partito Comunista Italiano lanciò una durissima campagna contro di "noi"; alla pubblicazione delle liste, alcuni che vi erano inclusi, vennero licenziati, una "agente, moglie di un dirigente della FIAT, liberale, membro del Consiglio comunale di Torino, fu colta da infarto, e così  via. Non fu facile far promuovere alla fine della carriera l'amico gen. Inzerilli.

Tutto fu poi chiuso con la contemporanea archiviazione, per un accordo intercorso tra i magistrati "normali" e le "toghe rosse", del caso "Gladio Rossa", organizzazione difensiva del Partito Comunista Italiana, messa su e collegata al KGB sovietico ( di cui i servizi sia del Ministero dell'Interno e del Ministero della Difesa tutto sapevano; ma noi ci guardammo bene dall'agire!) e del caso Stay Behind.

Io ben comprendo come Lei, Ministro della Difesa del Governo de L'Unione e membro del Partito Democratico, la cui ossatura è costituita dai dirigenti e dall'apparato dell'ex-Partito Comunista Italiano, non possa "riabilitare" l'organizzazione Stay Behind Ma Lei comprenderà come io non possa partecipare a una celebrazione che nasconde e manipola la verità dei fatti e costituisce una offesa alla memoria dì coloro che militarono in Stay Behind e alla stessa memoria dell' ammiraglio Martini,

Di questa lettera darò comunicazione riservata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Sottosegretario di Stato per i Servizi di Informazione e Sicurezza, al Direttore Generale del DIS, al Direttore dell'AISE, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, all'Ambasciatore degli Stati Uniti, all'Ambasciatore di Sua Maestà Britannica e all'Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania.

Il giorno della celebrazione mi limiterò a diffondere una dichiarazione di lode per l'ammiraglio Martini, di ringraziamento agli ex-agenti di Stay Behind Net italiana e di illustrazione di ciò che è stata la Base di Poglina.

Con la mia profonda comprensione e con cordiale amicizia.

f.to Francesco Cossiga

Onorevole
Prof. Arturo Parisi
Ministro della Difesa
ROMA"