Paola Del Din - Quello che ho fatto era per la libertà della mia patria

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Paola Del Din: quello che ho fatto era per la libertà della mia Patria

1 MAGGIO 2005

In seguito alla gazzarra organizzata da estremisti di sinistra il 25 aprile scorso in piazza Libertà per impedirmi di parlare in rappresentanza della Federazione italiana volontari della libertà e dell’Associazione partigiani Osoppo – come mio preciso diritto: 1) per il mio passato e per quello della mia famiglia nella guerra di Liberazione; 2) per l’incarico ricevuto dal sindaco di Udine – mi sono giunte decine e decine di telefonate e biglietti di solidarietà, che mi hanno fatto molto piacere.

Tutte concludevano con osservazioni sarcastiche sull’intelligenza di certa gente. Purtroppo simili episodi possono accadere, rappresentano il biglietto di visita di chi li mette in atto e pertanto non merita che diano preoccupazioni.

Quello che preoccupa, invece, è l’assoluta assenza del Comitato per la difesa dell’ordine democratico e repubblicano. Dov’era in quel periodo di tempo? Non aveva visto per tempo sul terrapieno della piazza lo striscione di tela bianca con la scritta non pertinente alla nostra cerimonia? È questa la sua concezione dell’ordine democratico e repubblicano? Qualora fosse stato ritenuto eccessivo un preventivo intervento della legge per impedire il disturbo di una pubblica cerimonia dovuta e autorizzata, mi pare che il Comitato avrebbe dovuto provvedere in proprio, in nome del titolo che si è dato per rispetto di coloro che hanno sacrificato anche la vita per la libertà di tutti e per insegnare a questa disadattata generazione quale deve essere il comportamento libero e democratico.

Quanto a “Gladio” (forse il vero nome “Stay behind” è troppo difficile), struttura legittima del governo italiano, sulla quale evidentemente i “nostri” non sono ancora riusciti a istruirsi a causa delle loro menti impregnate di una ideologia di sopraffazione e di violenza, è opportuno ricordarne una volta ancora i compiti di esfiltrazione, di informazione e di difesa. I suoi componenti, scelti con severa oculatezza, sono stati a lungo indagati anche a causa di luride accuse delle quali erano stati fatti segno e, dopo lunghissime indagini e interrogatori, completamente prosciolti dalla magistratura.

È strano che io, che fra l’altro ho eseguito compiti analoghi in tempo di guerra, abbia sentito e senta affinità ideali con loro e sia pertanto socia onoraria? Certamente non potrei sentire affinità con la “gladio rossa”, perché io sono italiana e tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per la libertà della mia Patria e non per una qualsiasi ideologia

m.o.v.m. Paola Del Din