Solidarietà e gratitudine per i martiri di Porzûs di "Glauco"

Messaggero Veneto - 15 Luglio 2004

DIBATTITO

Solidarietà e gratitudine per i martiri di Porzûs

Il Messaggero Veneto dello scorso 8 luglio riporta una lunga lettera di Giovanni Padovan “Vanni” per commentare il mio intervento del 27 giugno alle malghe di Porzûs durante il convegno degli appartenenti alle formazioni “Stay Behind”. Preciso che dopo i furibondi attacchi degli estremisti, i “gladiatori” furono riconosciuti come forze regolari inserite nella Nato con chiaro dispositivo della magistratura italiana.

Vanni dice che «furono impiegati in operazioni non propriamente patriottiche». Ne citi una, una sola e sarà lieto di prenderne atto.

Il primo presidente di “Stay Behind”, avvocato Giorgio Brusin, e l’attuale, dottor Giorgio Mathieu, hanno affermato più volte che gli ideali che mossero l’Osoppo nella lotta di liberazione sono stati fatti propri dai “gladiatori”, e cioè l’amore alla patria e alla democrazia nella libertà. Termini che, per chi si batteva per l’affermazione di una dittatura come quella sovietica, non erano condivisi. Molto tempo è passato da quelle infuocate stagioni e le dichiarazioni sottoscritte dal presidente dell’Apo dottor Tacoli, e dallo stesso Vanni, sono state salutate con grande favore.

Purtroppo ci sono ancora degli irriducibili, pochi per fortuna, che insistono nell’affermare che tra le cause dell’eccidio di Porzûs ci sono state presunte, quanto inesistenti, collusioni delle formazioni osovane con quelle nazifasciste. Il che non è solo falso, ma anche un’infamia. Si offende la storia.

L’Osoppo aveva chiesto all’Anpi un giudizio esclusivamente politico sull’eccidio. Si riteneva che una grande associazione di partigiani fosse in grado di dare una risposta al perché del delitto. L’Anpi non l’ha voluto dare e a noi non rimane che prenderne atto.

Comunque la forza dei valori espressi dal sacrificio dei martiri di Porzûs accomuna tutti in un unico sentimento di solidarietà e di gratitudine.

Giorgio Zardi “Glauco”