Su "L'Alpin e Trieste" di settembre.. il libro di Pannocchia e Tosolini

 

1l 31 maggio 1971 a Peteano, vicino a Sagrado di Gorizia, un attentato dinamitardo provoca la morte di tre carabinieri. Le indagini portano alla confessione (nel 1983) del responsabile della strage, Vincenzo Vinciguerra (esponente friulano di Ordine Nuovo), e nel 1987 alla sua definitiva condanna all'ergastolo.

Ma le indagini del giovane magistrato veneziano Felice Cassòn continuano perché nel dibattimento Vinciguerra aveva accennato all'esistenza in Italia di una struttura parallela ai servizi segreti dipendente dalla NATO e di cui i vertici politici italiani erano a conoscenza".

Cassòn collega questo fatto con la strage di Peteano perché nel 1972 era stata scoperto per caso ad Aurisina un misterioso deposito d'armi; ma, nonostante gli sforzi e la tenacia del magistrato, non risulta alcuna connessione.

Andrea Pannocchia - Franco Tosolini 

Prefazione

Senatore Francesco Cossiga

Presidente emerito della Repubblica

Postfazione

Prof. Paola Del Din

Medaglia d'Oro al Vaiar Militare

 

 

 GINO ROSSATO EDITORE

Continuano le indagini e qualche vertice politico e militare si lascia

scappare qualche dichiarazione, finché il 18 ottobre 1989 l'on. Giulio Andreotti vuota il sacco sull'esistenza della struttura Gladio fin dal novembre 1956. Subito dopo, comunque, la caduta del muro di Berlino fa diminuire di colpo l'importanza della struttura.

Spiazzando i 622 volontari che facevano parte di Gladio e che avevano rigorosamente mantenuto persino con i propri familiari il segreto loro imposto con giuramento, nel dicembre del 1990 vengono resi noti e pubblicati i loro nomi.

E qui la bagarre giornalistica che già imperversava, diventa vieppiù violenta ed accanita.

L'argomento è ora divenuto di tale importanza che il procedimento passa dalla procura di Venezia a quella di Roma. Imputati in prima persona sono i due principali vertici di Gladio: l'ammiraglio Fulvio Martini, il generale Paolo Inzerilli ed altri (nonché, a livello diverso, l'on. Francesco Cossiga). Ma per il giudice Cassòn. pur non essendo più competente a giudicare. Gladio è criminosa ed assolutamente illegittima, e traditori sono tutti coloro che ne hanno fatto parte.

L'attività di Gladio e tutti i suoi documenti (non più secretati) vengono passati al setaccio dagli inquirenti romani e finalmente "la struttura viene considerata legittima e non vengono ravvisate deviazioni per finì eversivi".

Il 9 giugno 1996 il caso viene archiviato, tranne per alcuni strascichi personali di Inzerilli e Martini che comunque vengono definitivamente assolti con formula piena con sentenza del 3 luglio 2001 della Corte d'Assise di Roma con grande scorno di coloro che - con motivazioni essenzialmente politiche - contro Gladio ed i Gladiatori avevano messo in atto una campagna mediatica. Ma cos'era effettivamente Gladio? Gladio era una struttura "stay behind" creata dai nostri Servizi Segreti con lo Stato Maggiore della Difesa, con la CI A e con la NATO con lo scopo di creare le basi per una resistenza in caso di invasione di eserciti nemici

Non era stata creata per sovvertimenti politici interni, ma era esclusivamente rivolta a nemici esterni.

Ed i possibili nemici a quell'epoca potevano venire solo dal nordest, ossia dai Paesi del blocco sovietico (non esclusa forse neppure la Jugoslavia, che ancora si barcamenava tra est ed ovest). Appariva impossibile fermare l'aggressione

gran parte della nostra Penisola sarebbe stata invasa. Ultima resistenza sarebbe rimasta la Sardegna perché meglio difendibile.

Gladio avrebbe dovuto assicurare la rete di comunicazioni tra i "resistenti", provvedere ad eventuali volantinaggi e propaganda, mettere in atto eventuali atti di sabotaggio militare in modo di dare il tempo alla NATO ed a ciò che sarebbe rimasto del nostro esercito di respingere il nemico oltre il confine, liberando il territorio nazionale.

Le accuse di essere un'"organizzazioni sono false. I Gladiatori venivano reclutati soprattutto tra gli ex-partigiani "bianchi" e tra giovani senza un passalo nella guerra civile 1943-1945. C'erano anche degli ex-fascisti moderati, ma erano accuratamente evitali teste calde, estremisti e persone che in passato si erano troppo compromesse con la R.S.I..

Una valanga di articoli di stampa si sono riversati contro Gladio e chi ne aveva tatto parte utilizzando mezze verità, menzogne e fantasie, o dando interpretazioni dì comodo a fatti e dichiarazioni. In alcuni articoli i Gladiatori vengono accusati di essere di "traditori della Patria.

Ma solamente brevi articoletti in fondo a qualche pagina interna riporta la notizia dell'archiviazione dei procedimenti e delle assoluzioni, al punto che ancora oggi molti malinformati mantengono l'idea di Gladio che era stata artatamente e falsamente creata dalla stampa di parte.

Finalmente in ottobre del 2009 esce questo libro, opera congiunta di due giovani storici, Andrea Pannocchia e Franco Tosolini, che riporta in luce la verità.

Tutto il processo di formazione della struttura "stay behind", denominata Gladio, viene esaminato nel contesto storico internazionale. Con pazienza certosina si citano e si documentano i fatti e le situazioni. Vengono riportati documenti, lettere ed articoli di stampa, in modo asettico, senza prendere posizioni personali, ma rispettando la massima imparzialità ed onestà intellettuale.

È un libro di cui consigliamo la lettura.