N. 19986/91      R.G. notizie reato                                                        N. 49832/94   R. G. G.I.P.

 

TRIBUNALE DI ROMA

SEZIONE DEL GIUDICE PER LE INDAGINI  PRELIMINARI

UFF. 11°

DECRETO DI ARCHIVIAZIONE

(artt. 408/409/41 c.p.p.)

 

 

 

Il Giudice per le indagini preliminari dott. Federico Sorrentino

Letti gli atti del procedimento penale;

Esaminata la richiesta di archiviazione presentata dal P.M. in data 3.8.1996 nei confronti di

DI BERNARDI BERNINI BURI BERNARDO, ROMEO GIOVANNI e SAVOCA CORONA PIETRO perché il reato è prescritto e in ogni caso per esser intervenuta una causa di non punibilità e nei confronti di SERRAVALLE GERARDO, CISMONDI GIUSEPPE, FORTUNATO FAUSTO, MARTINI FULVIO, INZERlLLI PAOLO, per non aver commesso il fatto, in relazione al delitto di cui agli artt. 110, 305 e 306 c.p., 1, 2 e 4 della legge 6 ottobre 1967 n 897 e succ. mod. e int. e 21 della legge 21 aprile 1975 n. 110 perché, in concorso tra loro e con altri, organizzavano una struttura, già operante sin dagli anni dell'immediato dopoguerra, promossa e costituita da persona non più in vita, dotata di armi da guerra, di ordigni esplodenti, di materiale per la trasmissione di comunicazioni, finalizzata a condizionare la vita politica del Paese e a impedire - attraverso mezzi violenti - il mutamento del quadro, politico, anche se conseguito legittimamente da forze politiche rappresentate in parlamento, operando pertanto per finalità di eversione dell' ordine costituzionale, e a tal fine curavano, avvalendosi del Servizio militare (prima SID e poi SISMI):

- il reclutamento e l’ addestramento di personale

- l'occultamento di materiale e ordigni esplosivi, di armi da guerra e comuni, di materiale logistico, in luoghi nella disponibilità del personale civile di cui sopra

- la costituzione dì un archivio completamente al di fuori delle norme previste

per la costituzione e il funzionamento degli archivi sottoposti a regime di  segretezza, così sottraendo l'attività della struttura al controllo degli organi preposti, sia in via amministrativa che politica

In Roma e altri luoghi fino all' anno 1972.

 

Ritenuto che la richiesta di archiviazione è fondata e che devono qui ritenersi come integralmente trascritte le argomentazioni addotte dal P.M.;

che in particolare va in sintesi osservato quanto segue:

Innanzitutto,    secondo    quanto    affermato    dal    pubblico    ministero,

costituiscono oggetto di separati procedimenti collegati   sia le ipotesi di reato concernenti altre Strutture d[ guerra non convenzionale sia quelle attinenti alle condotte di soggetti, appartenenti o meno ai Servizio, per i quali si ipotizza l'impiego di personale e strutture della Sezione SAD o della VII Divisione del Servizio per finalità delittuose; inoltre le ipotesi di reato individuate dal Giudice Istruttore di Milano, in relazione all'organizzazione denominata "Piano di sopravvivenza" o “Nuclei per la Difesa dello Stato" sono oggetto del proc. pen. n. 11413/95 I.

Inoltre le investigazioni sull'utilizzo del personale e delle Strutture del GAG di Alghero per la costituzione di un nucleo di dipendenti del Servizio, agli ordini diretti del Gen. MUSUMECI soo condotte nel proc. pen. n. 18259/94 R, il quale ha per oggetto anche l'esistenza di Strutture clandestine alla dipendenza del Ministero dell' Interno.

Infine l'analisi della rilevanza penale della costituzione di un'articolazione del Servizio segreto deputata alla predisposi rione di uomini e mezzi per il contrasto di una invasione del territorio nazionale esula dall'ambito del presente procedimento in quanto già oggetto di esame da parte del Tribunale per i reati ministeriali (che ha chiuso il procedimento con provvedimento di archiviazione).

L'ipotesi dell'accusa resta quindi circoscritta a quella suindicata, concernente le condotte di quanti organizzarono la Struttura, e consentirono consapevolmente la torsione a fini interni. Tale reato non appare sorretto da elementi di un qualche rilievo in ordine alla consumazione di delitti-fine, ascrivibili ad un contesto associativo e non i singoli membri., sì che, per il "reato-mezzo", opererebbe, come ritenuto dalla Corte d'assise di Roma, la causa di non punibilità prevista dall’art. 309 c.p. (secondo le espletate indagini, "non vi è alcun elemento che indichi un coinvolgimelo della Rete S/B negli eventi del dicembre 1970 e nei diversi, sussulti golpisti di  quegli anni", pur essendo emersi elementi di sospetto su alcuni appartenenti alla struttura ovvero il loro coinvolgimento in altre indagini - ad es.; Marco MORIN, indicato come "negativo" negli elenchi e segnalato da FAGIOLO, nominato perito esplosivistico nel procedimento per la strage di Peteano, è stato condannato per il delitto di favoreggiamento personale aggravato, per avere nella qualità di perito e al fine di ingannare il Giudice, immutato un reperto, inserendovi campioni di esplosivo SEMTEX - H).

E’ d’altra parte condivisibile l'affermazione del pubblico ministero secondo cui in linea di principio "la sola circostanza della illegittimità del provvedimento (in questo caso accordo tra Servizi collegati, cui sono seguiti provvedimenti attuativi) non vale a integrare di. per sé reati contro la personalità dello Stato. Un'articolazione interna del Servizio non diviene una banda armata e non integra  la fattispecie di cospirazione politica mediante associazione sol perché fondata su di un atto amministrativo illegittimo".

Tuttavia per quanto riguarda l'importazione, la detenzione e il porto di armi senza alcun controllo e registrazione, come avvenuto fino al 1972-1975, epoca in cui le armi furono regolarmente registrate e poi versate al competente Ufficio dell’ Esercito, occorre precisare (come sostenuto dal pubblico ministero) che tale fatto integrerebbe il delitto previsto dagli artt. 1, 2 e 4 della legge 2 ottobre 1967 n. 895, la cui perseguibilità, nel confronti di coloro che operarono fuori da ogni regola, appare preclusa ormai dalla prescrizione.

Tale reato, sotto altro profilo, non è sufficiente a dare rilevanza concreta a ipotizzati reati associativi ascrivibili ai componenti della Struttura S/B, giacché la consumazione di una serie di reati della medesima indole non è di per sé sufficiente a far ritenere tali reati come strumentali o finali rispetto a delitti di associazione, che, infatti, presuppongono la finalizzazione della condotta alla consumazione di una serie indeterminata di reati e quindi l'esistenza di dolo specifico.

visti gli artt . 408, 409 e 411 cod. proc. pen. 125 d.att c.p.p.

 

P. Q. M.

 

dispone l’archiviazione del procedimento e ordina la restituzione degli atti alla Procura della Repubblica in sede (che, peraltro, ne ha disposto la materiale allegazione al proc. n. 18021/94, con richiesta di rinvio a giudizio).

Si autorizza ex art. 116 c.p.p. il rilascio di copia per gli usi consentiti agli indagati e ai relativi difensori.

 

Roma, 09 giugno 1997

  

II Giudice per le indagini preliminari

Federico Sorrentino

 

 Depositato in Cancelleria

 Oggi, 9 giugno 1997

 

Il Collaboratore  di Cancelleria

Michele Pellegrino