LA RICOSTRUZIONE DEL GIUDICE SALVINI

Pagina 11 (12 aprile 1995) - Corriere della Sera

 

"Gladio e i neofascisti erano l'asse portante della congiura"

Il colonnello Spiazzi: i 600 soltanto la faccia pulita della rete Emissari di Nixon per ottenere l' intervento della flotta americana

MILANO . Gli emissari di Nixon e i sicari di Pinochet. Riunioni di bombaroli fascisti nella villa di Frank Tre Dita Coppola. Sottomarini israeliani ed inglesi che bloccano navi dei nostri servizi segreti. Partigiani della Valtellina spediti nello Yemen a combattere contro i guerriglieri marxisti. Un attentato con sei morti fatto passare per un incidente ferroviario.

Forse e' il giallo piu' complesso ed agghiacciante mai scritto. Non c' e' spazio per la fantasia: ogni deposizione e' incastonata in un mosaico di riscontri e perizie. In 630 pagine Guido Salvini rilegge gli anni piu' bui della nostra storia. Avventurandosi in un' Italia dove la realta' sembra capovolta, dove Stato ed Antistato si incarnano in un' unica entita' . "Un manuale delle deviazioni cui tutti i corpi militari (esclusa la Guardia di Finanza) hanno partecipato e che ha visto come tasselli della medesima strategia tutti i poteri illegali o occulti, dalla mafia alla ' ndrangheta alla loggia P2". Il lavoro di Salvini esclude ogni teorema.

Il giudice parte da un timer, quello della bomba di Piazza Fontana, e da due documenti. Due cartelline trovate in un covo "dei rossi" di Avanguardia operaia. Nella prima era descritta l' attività di Nico Azzi, esponente di spicco della Fenice: a fornirla era stato Renzo Rossellini, figlio del regista. Nell' altra si parlava di un deposito d' armi fatto scoprire a Camerino. Da questi tre elementi il magistrato muove passo dopo passo nella ricerca della verità . C' e' una parata di personaggi incredibili e mai pentiti. Poco alla volta però si imbatte negli stessi snodi. Compaiono sempre Delle Chiaie ed Avanguardia nazionale. Compaiono i depistaggi di Maletti e del "suo" Sid. Compaiono Licio Gelli e gli iscritti della P2. Viene sezionato ogni dettaglio, dalle biglie di vetro alle bombole di spray. Vengono analizzati tutti gli ordigni di cui c' e' traccia in quei dieci anni. Persino il brigatista Franceschini diventa teste. L' inchiesta si tuffa in un mondo di spie e di agenti.

C'è pure il giornalista Guido Paglia, ex presidente di Avanguardia nazionale ed informatore del Sid. Più si va avanti, più ci si imbatte in fascicoli spariti, in prove fasulle, in un intreccio dove sono tutti d' accordo. Salvini parla di magistrati collusi ma la storia e' piena di carabinieri pronti ad appoggiare l' "altro Stato", garantendo esplosivi e coperture. A sorpresa il giudice riabilita la figura di La Bruna che diventa "l' abile agente". La Bruna si infiltra tra i congiurati del golpe Borghese.

Si spaccia per loro amico e quelli . abituati ad avere complicità nei servizi . si confidano con lui. Il capitano registra tutto e fornisce le bobine ai superiori. Poi nello studio di Andreotti viene deciso di "sfrondare il malloppo". E così ai nomi più scottanti nei nuovi nastri viene sovrapposto il rumore di un brindisi. Lentamente la trama diventa inaudita. E così il golpe Borghese diventa più chiaro. La flotta USA pronta a muovere da Malta. L' ospedale militare del Celio da trasformarsi in carcere per gli ufficiali fedeli alla Costituzione. Squadre di neofascisti all' erta in tutta Italia. Commando di mafiosi per assassinare il capo della polizia. Pattuglie della ' ndrangheta. Proprio in Calabria, nel magma della rivolta del "Boia chi Molla" si sviluppano le situazioni più mostruose. Lì il 22 luglio 1970 un ordigno fa deragliare la "Freccia del Sud": muoiono sei passeggeri. La versione ufficiale e' "incidente ferroviario". Quattro giovani anarchici reggini indagano sull' episodio, raccolgono informazioni sulla tesi della bomba. Mentre si dirigono a Roma per consegnare il dossier sulla loro inchiesta un Tir li travolge ed uccide. Nel loro gruppo c' era un "nero" infiltrato: una costante di molte stragi.

Deposizione dopo deposizione si arriva al colonnello Amos Spiazzi che racconta "l' altra Gladio": "I nomi rivelati nel ' 90 sono solo le calamite della rete: seicento persone non avrebbero mai fermato l' Armata Rossa!". In questa rete confluiscono i neofascisti di Ordine Nuovo. "Un' organizzazione militare . la definisce il giudice . ben nota ai vertici della Difesa e probabilmente ai comandi Nato, che rappresenta la mente pensante della congiura ed era in grado di coordinare le formazioni di civili". Il movente delle stragi ormai e' chiaro. Va oltre il contesto nazionale. E la strategia della tensione: "Non un semplice parto del neofascismo ma la logica conseguenza di una drammatica situazione storica e dei rapporti di forza fra i due eserciti in campo a livello mondiale. La posta in gioco era la difesa degli equilibri politici esistenti in Italia e il mantenimento del nostro Paese nel campo atlantico, obiettivo che univa un arco di forze ben piu' vasto dei gruppi neofascisti.

A tale obiettivo potevano essere offerti anche sangue e lutti". Salvini non indica l' assassino, ne' i mandanti. Il suo giallo si interrompe con due stralci da completare entro giugno: quello sugli esecutori. E quello sulla misteriosa Aginterpress di Lisbona. Usata dalla Cia per le missioni più sporche. Ed "ispiratrice di operazioni di destabilizzazione in Europa e nel mondo e probabile ispiratrice anche dell' operazione del 12 dicembre".

Di Feo Gianluca