LE INCHIESTE SULLE STRAGI

Pagina 15 (18 aprile 1995) - Corriere della Sera

 

" L' altra Gladio? Freda e Ventura "

Il giudice Salvini scopre che i due neofascisti usarono sigla sospetta

MILANO . Dietro "l' altra Gladio" spuntano le ombre di Franco Freda e Giovanni Ventura, gli estremisti di destra che furono i principali imputati . condannati in primo grado e poi assolti in appello per insufficienza di prove . delle inchieste degli anni Settanta sulla strage di piazza Fontana.

Un "ritorno alle origini" delle indagini sulle "bombe nere" che rappresenta uno dei passaggi piu' inquietanti dell' ultima ordinanza sentenza firmata dal giudice istruttore Guido Salvini: il magistrato milanese ha scoperto che furono proprio i due neofascisti delle cellule venete di Ordine nuovo i primi a usare pubblicamente la sigla "Nuclei di difesa dello Stato", che secondo l' accusa nasconderebbe il livello occulto della rete "Stay behind". Entro il 30 giugno il sostituto procuratore Maria Grazia Pradella dovra' presentare le richieste di incriminazione dei responsabili dell' attentato del 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell' Agricoltura: la stessa data vale per il giudice Salvini come termine ultimo per chiudere l' attivita' d' indagine.

Il deposito della sentenza ordinanza che mettera' in moto il nuovo processo per strage e' previsto per il prossimo autunno. Ma le 629 pagine dell' istruttoria gia' conclusa, quella piu' generale sulla "strategia della tensione" del dopo ' 68, contengono gia' molti riferimenti a piazza Fontana. A cominciare dal ruolo di Freda e Ventura all' interno dei "Nuclei". L' organizzazione clandestina, secondo Salvini, fu creata nel 1966 con l' obiettivo di fermare con ogni mezzo l' avanzata elettorale della sinistra. In quegli stessi mesi Freda e Ventura furono protagonisti di un clamoroso tentativo di reclutare militari da inserire in una misteriosa organizzazione: i due neofascisti spedirono nelle caserme di mezza Italia duemila copie di uno stesso volantino, che invitava ufficiali e sottufficiali a unirsi per combattere la sovversione comunista.

Per quella vicenda, negli anni Settanta, il giudice Gerardo D' Ambrosio aveva incriminato Freda e Ventura per i reati "ideologici" previsti dal codice Rocco. E i giudici del processo di Catanzaro avevano confermato la fondatezza dell' accusa, condannando Freda e Ventura per quelle imputazioni minori. Negli ultimi mesi il giudice Salvini ha riesaminato l' inchiesta del collega, scoprendo che quei volantini erano firmati "Nuclei di difesa dello Stato": proprio la sigla in codice che, secondo gli odierni pentiti, nascondeva "l' altra Gladio". Vale a dire: un' organizzazione mista militari civili del tutto analoga alla rete "Stay behind", di cui parlo' Giulio Andreotti, ma destinata alle operazioni "sporche". Come gli attentati.

Il problema e' che, vent' anni fa, nessuno sapeva nulla di Gladio: gli inquirenti dell' epoca pensarono a una sigla para istituzionale inventata da Freda e Ventura. Salvini ha scoperto un' altra inquietante coincidenza: i "Nuclei" furono sciolti nel 1973, nelle stesse settimane in cui il giudice di Padova Giovanni Tamburino riceveva le prime soffiate sulla "Rosa dei venti", cioe' sull' organizzazione di matrice Nato che oggi e' indicata come una delle tante cellule dei "Nuclei", organizzati secondo una struttura cosiddetta "a grappolo". Quanto alle attivita' dell' "altra Gladio", nelle carte di Salvini si parla di riunioni clandestine con militari che fanno lezione ad altri "legionari" sulle tecniche di sabotaggio e di fabbricazione di ordigni esplosivi. E, soprattutto, si spiega che gran parte dei civili inseriti nella struttura parallela erano neofascisti di Ordine nuovo.