CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

    24/10/90                       Andreotti alla Camera rivela pubblicamente l'esistenza di Gladio
 

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X LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 24 OTTOBRE 1990

 

RESOCONTO STENOGRAFICO

537

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 24 OTTOBRE 1990

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALDO ANIASI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIANDO

E DEL PRESIDENTE LEONILDE lOTTI

INDICE

 

 

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pag.

 

Missioni  .......................................................................

71503  

Disegni di legge: (seguito della discussione)

 

 

Dichiarazione di urgenza di  una proposta di legge  (ex art. 69 delregolamento):

Presidente..............................................71505

Rivera Gianni (DC)..........................................

 

 

71506

71506

 

Disposizioni diverse per 1'attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-1993 (5107).

PRESIDENTE ....... 71507, 71508, 71511, 71512, 71513,71514, 71515, 71516, 71517,71518, 71519, 71520, 71521, 71522, 71523, 71524, 71525, 71526,

 
 

Valensire Raffaele (MS-DN)

Disegni di legge:

(Assegnazione a Commissione in sede referente)

Disegni di legge di conversione:

(Autorizzazione di relazione orale) ................ 71545

71505

71610

71606

 

71527, 71528, 71529, 71530, 71531, 71532, 71533, 71534, 71535, 71536, 71537, 71538, 71539, 71541, 71542, 71543, 71544  ..................................................

ARMELLIN LINO (DC) 71540
ARTIOLI ROSSELLA (PSl) 71514, 71515, 71517
BASSANINI FRANCO (Sin. Ind.) 11539
BASSI MONTANARI FRANCA (Verde) 71511,
71522, 71523,

 

71545

 

71531

   
 

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pag.

 

BENEVELLI LUIGI (PCI)  71514,71516,71520,
71534, .......................................................................
BERTONE GIUSEPPINA (Sin. Ind.) ..........71537,
CIRINO POMICINO PAOLO,  Ministro del bilancio e della programmazione economica
 71522, 71535, ..........................................................
COLOMBINI LEDA (PCl) ........................ 71543,
D'AMATO CARLO (PSI) ........................ 71526,
DEL DONNO OLINDO (MSl-DN) ........... 71522,
DE LORENZO FRANCESCO. Ministro della
sanità... 71508, 71517, 71519, 71524, 71533, 71540,
GUERZONI LUCIANO (Sin. Ind.) . 71518, 71526,
71531,71534,71535, ..................................................
LABRIOLA SILVANO (PSl) .....................71524,
MACCIOTTA GIORGIO (PCl) ..............................
PIRO FRANCO (PSl), Presidente della VI Commissione ............................................... 71532,
POGGIOLINI DANILO (PRI)
SARETTA GIUSEPPE (DC) .......... 71538, 71540,
TAGLIABUE GIANFRANCO (PCI) 71514, 71517,
71523, 71530, ............................................................
TAMINO GIANNI (Misto)....................................
TARABINI EUGENIO (DC) ..................................
VALENSISE RAFFAELE (MSl-DN) 71512, 71515,
71517, 71527..............................................................
ZARRO GIOVANNI (DC), Relatore 71507, 71529, 71533, 71535 .............................................................
Proposte di legge:
(Annunzio) ...............................................................
(Assegnazione a Commissione in sede legislativa ai sensi dell'articolo 71 del regolamento) .............
(Assegnazione a Commissione in sede referente)
Proposta di legge di iniziativa regionale:
(Assegnazione a Commissione in sede referente)
Interrogazioni e interpellanze:
(Annunzio) ..............................................................
Interpellanze e interrogazioni sul rinvenimento di scritti di Aldo Moro (svolgimento):

71540

71544

 

71541

71544

71530

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71541

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71528

71542

71534

71525

71531

71536

71542

71610

71610

71610

 

71610

71611

  PRESIDENTE ..... 71545, 71555, 71562, 71566, 71569, 71570, 71575, 71577, 71578, 71579, 71583, 71587, 71590, 71593, 71597, 71599, 71600, 71602, 71604, ....
ANDREOTTI GIULIO. Presidente del Consiglio dei ministri ...........................................................................
BATTISTUZZI PAOLO (PLl).....................................
BUFFONI ANDREA (PSI) ..........................................
CARlA FILIPPO (PSDl) ..............................................
CICCIOMESSERE ROBERTO (FE) ................ 71554
COSTA RAFFAELE (PLI) ..........................................
D'AMATOrLUIGI (Misto) .........................................
DE JULlò SERGIO (Sin. Ind.) .....................................
DEL DONNa OLINDO (MSI-DN) ..............................
DEL PENNINO ANTONIO (PRl) ...............................
FORLANI ARNALDO (DC) .......................................
FRANCHI FRANCO (MSl-DN) .................................
LA VALLE RANIERO (Sin. Ind.) ..............................
MARTINI MARIA ELETTA (DC) ............................
MATTEOLI ALTERO (MSI-DN) ..............................
NICOTRA BENEDETTO VINCENZO (DC) .............
QUERCINI GIULIO (PCI) ............................................
Russo FRANCO (Misto) ............................................
Russo SPENA GIOVANNI (DP) ................................
SERVELLO FRANCESCO (MSI-DN) ........................
Calendario dei lavori dell'Assemblea (Modifica):
PRESIDENTE ..............................................................
Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali:
(Trasmissione) .............................................................
Corte di cassazione (Comunicazione dell'elezione di un giudice costituzionale) ..........................................
Corte costituzionale
(Annunzio della nomina del vice presidente)
Sindacato ispettivo:
(Ritiro di un documento) .............................................
Sull'ordine dei lavori:
PRESIDENTE ...............................................................
SERVELLO FRANCESCO (MSl-DN) .............
.........

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Votazioni nominali ......... 71513, 71514, 71516, 71518, 71521, 71529, 71539, 71542 .........................................
Ordine del giorno della seduta di domani.

71545

71606

 

Allegato A
Lettera di Aldo Moro pubblicata su VitaSera (Edizio ne straordinaria) di lunedì 24 - martedì 25 aprile 1978

71613

           
 

INTERVALLO / da pagina 71502 a pagina 71554 comprese

 

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missione parlamentare sul terrorismo e sulle stragi.

Signor Presidente del Consiglio, anche alla luce di quanto sta accadendo in questi ultimi mesi, credo che questo non sia il rispetto del senso dello Stato. Ci troviamo di fronte ad opere di disinformazione e di destabilizzazione, di fronte ad un'azione di depistaggio che non è ammissibile. Onorevole Andreotti, questo pomeriggio o in altra sede lei dovrà direi se costoro parlano a titolo personale o se invece raccolgono ancora la fiducia del Governo. e quindi quali iniziative si intendano adottare nei confronti delle loro gravissime affermazioni.

Ormai è invalso un uso che consiste nell'utilizzare le sedi parlamentari per lanciare segnali, per fare dichiarazioni di gravità inaudita senza che nessuno - sottolineo nessuno - si assuma la responsabilità di ciò che afferma.

Venendo ora alla questione oggi in discussione, lei, signor Presidente del Consiglio ha tutti i mezzi per direi con chiarezza, fugando così ogni dubbio, ogni equivoco e ogni illazione, se le carte rinvenute nell'appartamento di via Monte Nevoso vi siano state poste successivamente alla perquisizione effettuata nel 1978.

Sappiamo che al riguardo esistono attività della polizia scientifica; è quindi possibile porre la parola fine sulla vicenda, e lo stesso è possibile fare (è questa l'altra richiesta che avanzo) in ordine all'utilizzazione, anno dopo anno, della vicenda Moro per azioni di ricatto e per lanciare segnali provenienti da questa o da quell'altra parte.

Non mi riferisco solo alle lettere scritte dal presidente Moro, ma anche ~ lei lo sa benissimo, onorevole Andreotti - ad altre «bombe» innescate che, nell'interesse di tutti, sarebbe bene disinnescare.

È bene che si sappia dove sono finite le borse di cui il presidente Moro si preoccupa tanto nelle lettere che sono state ritrovate; è altresì necessario sapere dove sono finite le lettere alla stampa delle quali, sempre nei documenti rinvenuti, Moro si preoccupa moltissimo.

Si tratta di punti che il Governo ha il dovere di chiarire e di precisare. Tra l'altro, nei documenti che abbiamo avuto modo di leggere sono contenuti

 

espliciti e puntuali riferimenti; anzi, il presidente Moro ha fatto addirittura un' anticipazione quando ha scritto che forse le lettere sarebbero venute fuori dopo 12 anni. E, caso strano, sono state ritrovate proprio dopo 10 anni.

In conclusione, signor Presidente del Consiglio, le chiediamo di fare chiarezza sul comportamento di responsabili dell'amministrazione dello Stato ai massimi vertici e di assumere precise responsabilità, affinché si chiarisca definitivamente una vicenda che rischia di inquinare ulteriormente la vita politica italiana, che è già abbastanza inquinata.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori delle interpellanze Costa Raffaele n. 2-01168, Del Pennino n. 2-01169, Quercini n. 2-01170, Forlani n. 2-01171, La Valle n. 2-01172, Arnaboldi n. 2-01173 e d'Amato Luigi n. 2-01174 hanno rinunciato ad ìllustrarle, riservandosi di intervenire in sede di replica.

L'onorevole Presidente del Consiglio ha facoltà di rispondere.

GIULIO ANDREOTTI, Presidente del Consiglio.

Signor Presidente, colleghi, è giusto che la Camera abbia chiesto di essere informata senza indugi sul rinvenimento nell'appartamento milanese di via Monte Nevoso, già alloggio di brigatisti, di fotocopie di lettere ed appunti scritti da Aldo Moro durante le otto settimane della sua prigionia.

A nessuno però sfugge il dovere che il Governo ha di rispettare le prevalenti competenze della magistratura. in questo caso delle due magistrature di Milano e di Roma. cui spetta di dare risposte documentate, attraverso indagini approfondite della polizia giudiziaria ed acquisizioni di verificabili testimonianze e perizie; il tutto con la piena collaborazione del Governo.

La risposta odierna non può quindi che essere interlocutoria, con l'intesa che il Parlamento, sia nelle sue istanze ordinarie, sia in sede di Commissione Gualtieri, sarà
costantemente informato degli sviluppi.

Rispondendo a quanto ha detto poc'anzi il collega Ciccio,essere, vorrei premettere

 

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che quando si parla in questa sede non si possono fare ipotesi o dare interpretazioni soggettive.

Credo invece che ci si debba attenere scrupolosamente alle risultanze provenienti da fonti responsabili, o comunque dichiarate.

E se forse qualcuno, anche ai vertici dell'amministrazione dello Stato, non avendo una sufficiente dimestichezza con il lavoro delle nostre Commissioni, ritiene di poter fornire non delle informazioni, come è suo diritto-dovere fare, ma delle tesi in via ipotetica, o di poter esprimere intuizioni di carattere personale, crea le confusioni a cui proprio adesso si è riferito l'onorevole Cìcciomessere.

lo credo che questo derivi forse anche dalla mancanza di dimestichezza ...:...ripeto - con il nostro modo di lavorare.

Ma senza dubbio, proprio sul fatto di Ustica, così complesso, così difficile a districarsi, nonostante tutto l'impegno e tutta la buona volontà che il Governo ha ribadito dando al magistrato che se ne sta occupando tutta la sua collaborazione, proprio in questo caso - dicevo - dire
delle frasi, che poi rimbalzate danno l'idea di un'inversione completa di tesi da parte dell'amministrazione, originando contrasti tra quelle dell'amministrazione militare ed altre tesi, certo è qualcosa di estremamente spiacevole.

lo qui debbo dirlo perché ritengo che se noi veramente dessimo all'esterno la sensazione non, come in realtà è, di trovarci nella difficoltà di far luce su un avvenimento molto difficile e controverso, ma di voler coprire questa o quella sfera di responsabilità, trattandosi per altro di un avvenimento nel quale hanno lasciato la vita molte persone, veramente sarebbe inconcepibile - credo - che questo possa essere politicamente accettato.

Tornando al caso del rinvenimento, io vorrei però premettere una parola di amarezza per alcuni toni con cui viene rievocato il periodo certamente più tragico di tutta la storia repubblicana, durante il quale, se fummo sconfitti nel non poter salvare la vita di Aldo Moro, però tutti insieme riuscimmo a far fallire il disegno eversivo che le Brigate Rosse cercavano di sviluppare contro le istituzioni. Man mano

 

che il tempo passa, io vedo ricostruzioni anche, per così dire, un poco di comodo; vedo accentuarsi una contrapposizione tra una linea di fermezza ed una linea cosiddetta umanitaria, contrapposizione che in realtà, in tutte le persone responsabili, in quel momento non c'era. lo credo che nessuno possa contestare che il Governo abbia fatto tutto quello che era possibile per cercare di avere, anzi di evitare la conclusione tragica che si è avuta. Certamente non era possibile scendere a patti con i brigatisti.

Quando noi subimmo il ricatto di liberare 13 assassini, e assassini di servitori dello Stato, per poter ottenere la liberazione di uno di noi, avevamo la certezza, a parte l'immoralità di questo fatto, che se avessimo ceduto noi avremmo veramente dato la vittoria alle Brigate Rosse, perché tutto l'apparato dello Stato e le loro famiglie, tutti coloro che avevano visto compagni di lavoro morire sotto il fuoco delle Brigate Rosse, tante famiglie rimaste orfane in quella tragica stagione della nostra storia nazionale avrebbero avuto il diritto non solo di prenderse1a con noi, ma di incrociare le braccia e di non servire più questo Stato che non era capace nemmeno di difendere l'onore dei morti (Applausi dei deputati dei gruppi della DC, del PRI e liberale).

lo credo che questo non rappresenti un'opzione, come non lo rappresentò allora per noi. E credo che certamente per ognuno di noi che vivemmo quelle giornate sia stato il momento più brutto della nostra vita nel quale, forse, sentimmo - cosa che non ci capita in altri momenti - il disagio e la pena di avere responsabilità di carattere politico.

Avevamo però la certezza morale che la nostra forza consisteva nel fatto che ognuno di noi sapeva che, se fosse accaduto a se stesso, l'atteggiamento del pubblico potere avrebbe dovuto essere eguale. Lo dissi ai miei figli: qualunque cosa mi forse accaduta o mi accadesse certamente mai avrebbero dovuto esserci cedimenti; non voglio dare - me ne guardo bene - dei giudizi sul contenuto di queste lettere, di questi manoscritti (nessuno di noi sa che cosa scriverebbe, o farebbe in circostanze

 

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del genere; è molto facile fare osservazionil)... (Applausi dei deputati dei gruppi della De, del PRI del PSDI e liberale

Io credo che dobbiamo dire con fermezza che qualunque cosa venisse fuori non corrisponderebbe alla nostra volontà. Noi dobbiamo difendere non il prestigio dello Stato, che è una cosa vaga, ma l'esistenza dello Stato democratico. E in quel momento noi facemmo strettamente, con il cuore a pezzi, il nostro dovere (Applausi dei deputati dei gruppi della De, del PRI, del PSDI e liberale).

TOMMASO  STAITI DI CUDDIA DELLE CHIUSE. Moro sapeva esattamente cosa era questo Stato democratico! (Proteste dei . deputati del gruppo della DC). GIULIO ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei ministri. Ragionare ora per allora è improprio, semina confusione e non giova certamente a fare ulteriore luce su quella tremenda vicenda dopo tanti processi e dopo che una Commissione parlamentare - vorrei ricordarlo - ha pubblicato 56 volumi di conclusioni ed ha in programma di pubblicarne altri 30.

Sono documentazioni molto importanti, le quali tornerò sull'argomento tra un attimo - proprio nei confronti del rinvenimento attuale di via Monte Nevoso, ci offrono una base per poter discutere con una certa obiettività e con ricchezza di informazioni.

Noi siamo dinanzi a tre problemi, ai quali poi si aggiungono due questioni particolari sulle quali tornerò.

I problemi sono questi. Innanzi tutto, il contenuto dei documenti che è stato reso in grandissima parte pubblico. Il nostro paese, culla del diritto, e spesso pieno di dubbi: attualmente si confrontano due tesi, quella delle procure della Repubblica, in base alla quale tutto sarebbe, anche oggi, coperto dal segreto istruttorio e quindi non potrebbe essere pubblicato ...

MAURO MELLINI. Pulcinella sempre

GIULIO ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei ministri.

Vi è poi la tesi che la

 

consegna del materiale al Parlamento sarebbe stata fatta non per la pubblicazione, ma per una doverosa risposta alle competenze della Commissione stragi. Vi è un aspetto quanto mai delicato, vorrei dire patetico, che investe la famiglia dell'onorevole Moro, la quale vorrebbe giustamente che le lettere che riguardano affetti o situazioni familiari non fossero date alla pubblicazione. Una parte di queste sono già state pubblicate, altre non lo saranno. La questione è all' esame del presidente della Commissione di concerto con le Presidenze delle Camere: saranno sentiti anche i magistrati. È un aspetto che però non affronto in questo momento perché mi pare non rilevante agli effetti dell'esame di quanto è recentemente avvenuto.

Il punto di partenza è sul secondo aspetto: il rinvenimento nell'appartamento di via Monte Nevoso di una mole notevole di lettere e di appunti, insieme ad armi, a moneta (sia pure non più in corso legale) e ad altri oggetti meno rilevanti.

Siccome molti anche nelle interrogazioni e nelle interpellanze hanno domandato cosa fu rinvenuto dodici anni fa, questo non è un fatto che non risulta alle Camere in maniera estremamente certa, per ciò che si tratta di comunicazioni ufficiali!

Se noi prendiamo questi volumi delle risultanze della Commissione Moro, noi vediamo la pubblicazione delle lettere (si tratta sempre di copie, in parte dattiloscritte e in parte fotocopiate) che furono rinvenute nel covo di via Monte Nevoso in quella operazione degli inizi dell'ottobre del 1978. Del resto, in parte le stesse e in parte altre lettere sono pubblicate in calce alla relazione di minoranza del nostro collega Franchi e del compianto collega Marchio, in uno dei volumi. Quindi, tutto quello che fu rinvenuto nella perquisizione derivante dalla individuazione del covo e dall'arresto dei brigatisti in quella occasione, nell'ottobre del 1978, fa parte di documenti che già la Camera conosce. Vi era dell'altro? Qui naturalmente cominciano a partire le fantasie - anche, a me sembra, in fondo gratuitamente irriverente

 

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nei confronti della memoria del generale Dalla Chiesa - (è cronaca di questi giorni), che addirittura, poi, divengono quasi patrimonio conoscitivo. A forza di ripeterle, sembra che siano delle constatazioni basate su qualche fatto obiettivo.

Nulla consente di poter ritenere e mi sembra, così stando le cose, nemmeno riguardoso per la sua memoria, che il generale Dalla Chiesa possa aver preso, o delegato (lui o i suoi collaboratori), delle carte e occultate o date a destinazioni che non erano le destinazioni rese ufficiali ...

MAURO MELLINI. Interrogatorio del giudice Turone del generale Dalla Chiesa!

GIULIO ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei ministri. Senta, onorevole Mellini, io parlo di dati di fatto. Naturalmente, se noi dobbiamo prendere brandelli di interrogatori, brandelli di notizie ...

MAURO MELLINI. Non brandelli, il complesso!

GIULIO ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei ministri. lo parlo di dati di fatto! Perché ho detto questo? Perché a me pare doveroso assumere una difesa di un servitore dello Stato, fino a prova contraria.

Non mi sembra giusto che si debba così insinuare ... Addirittura, poi - ci arriverò dopo - data l'oscurità del contorno di tutto ciò che sta accadendo, a me pare che ancora di più debbano non essere addotti come elementi certi o su cui costruire, elementi di cui non esiste una base.
Questo rinvenimento...

Qui naturalmente io ho le relazioni della polizia giudiziaria, le relazioni del magistrato. In genere, conosco la dialettica delle nostre discussioni.

Si disse: beh, allora uno legge i mattinali! Certamente io debbo rifarmi a quelle che sono delle risultanze che vengono dagli uffici; non ho mia scienza diretta, né posso assumere, come nei processi all'americana, investigatori privati per cercare di avere un confronto di verità una verità eventualmente confermata.

Comunque. c'è questo fatto: questo ap

 

partamento rimasto vuoto per una serie di motivi. Prima, per un sequestro di carattere giudiziario, poi per una controversia, dato che la proprietà dei primi acquirenti era stata non perfezionata in quanto gli stessi acquirenti avevano avuto altri alloggi di carattere demaniale (non più locazioni di carattere privato). C'è stata una lunga non occupazione di questo appartamento, con sigilli che dai dati esistono, ma pare che non sempre siano esistiti. Quindi
su questo non ci metto proprio un accento particolare. Comunque il nuovo proprietario, che finalmente acquista l'appartamento, dispone alcuni lavori di riatto durante i quali avviene ciò che è stato comunicato.

Un muratore dietro un piccolo armadio scorge una parete provvisoria, in altre parole una parete mimetizzata, che risultava essere un pannello sovrapposto. Viene avvertita la forza pubblica vengono inviati gli agenti della Digos e chiamato il procuratore della Repubblica, perché questo muratore dal primo smantellamento del pannello aveva intravisto delle armi o un'arma, per cui aveva opportunamente ritenuto di avvertire i pubblici poteri della sicurezza.

Il resto è abbastanza conosciuto. Alla presenza del magistrato è filmata l'intera operazione; il pannello viene rimosso e vengono messi a nudo i contenuti del nascondiglio. Si rinviene un'arma di fabbricazione sovietica, una pistola Walther, numerose munizioni di vario calibro ed una consistente somma di denaro non più in uso. Questo materiale (sempre sotto la vigilanza del magistrato e filmando ogni cosa), viene portato in questura al gabinetto della polizia scientifica ed immediatamente fotografato.

Parlo del materiale e non delle fotocopie delle letture rinvenute. Alle 14,30 in questura, sempre alla presenza del
magistrato che aveva curato che nell'abitazione di via Monte Nevoso fosse sigillato il plico, viene aperto questo raccoglitore e vengono fotografati (sempre in presenza del magistrato) tutti i fogli con accanto un numero progressivo. L'operazione dura alcune ore e tutti i reperti vengono sigillati e custoditi durante la notte presso la Digos di Milano. Il giorno seguente tre elementi

./. segue