CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

08/02/95     L’Ass. Italiana Volontari S/B comunica alla stampa le iniziative prese (querele a PRC e Cossutta) e segnatamente:

2. Denuncia-querela di esponenti dell'Associazione Italiana Volontari Stay-Behind...


ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA presso il Tribunale di Udine

e comunque alla PROCURA competente - UDINE

ATTO DI DENUNCIA / QUERELA

Ill.mo Signor PROCURATORE DELLA REPUBBLICA,

i sottoscritti, specificati e generalizzati in calce al presente atto, che ai fini del radicando procedimento eleggono domicilio presso e nello Studio dell'avv. Alberto CASSINI del Foro di Pordenone via dei Molini 3 - loro difensore all'uopo nominato - espongono alla S. V. quanto segue:

Gli odierni esponenti hanno appartenuto alla disciolta struttura STAY BEHIND, comunemente chiamata "GLADIO".

Essi sono altresì attuali soci dell' ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI Stay Behind, costituitasi con atto rogato il 4 febbraio 1994 rep.n.305l9 notaio Romano JUS e con sede in San Vito al Tagliamento via Savorgnano 12 (doc.l)

L'Associazione ha per scopo primario quello di riaffermare e difendere la legittimazione giuridica della disciolta struttura, nonché di tutelare l'integrità morale e civile di chi vi militò e che, da oltre un triennio, viene fatto oggetto di una martellante campagna denigratoria da parte di organi di stampa e televisivi, non solo faziosi, ma anche disinformanti.

In questo inaccettabile e squallido contesto, si é giunti perfino ad ipotizzare un disinvolto e strumentale coinvolgimento di GLADIO in inquietanti vicende della nostra cronaca (più o meno recente), del tutto ignorando che i suoi appartenenti vi avevano aderito per assolvere "a un compito legittimo e generoso nella ma1augurata evenienza di una occupazione militare dell'Italia, come si legge nella nota di congedo inviata ai singoli arruolati dall'Ammiraglio Fu1vio MARTINI nel dicembre 90 - gennaio 91 (doc.2)

Sembra inutile ricordare qui gli innumeri attacchi denigratori da parte di vari organi d’informazione" (si fa per dire), e di cui esiste abbondante documentazione, che all'occorrenza sarà prodotta nel radicando procedimento.

Conta invece ai fini perseguiti dal presente atto, denunciare alla S.V. gli ultimi, più recenti gravi episodi.

l. La sera del 7 settembre u.s., a cura di RIFONDAZIONE COMUNISTA -Federazione di Udine- é stato diffuso ed affisso –in tutti gli spazi disponibili- nei comuni di Cerviqnano, S.Giorgio di Nogaro, Villa Vicentina e Civida1e del Friu1i, un vistoso manifesto nel quale si legge, tra l'altro, che... "GLADIO era una organizzazione segreta ed eversiva anticomunista, al servizio del1o straniero con il compito dichiarato di annientare i Comunisti”.

Si legge poi, a conclusione delle motivazioni false e tendenziose addotte, le seguenti gravissime affermazioni: "I GLADIATORI NON SONO PATRIOTI - SONO DEI TRADITORI DELLA PATRIA".

Nei giorni successivi tale manifesto é stato diffuso ed affisso in altri Comuni e nella stessa città di Udine.

Se ne allega fotografia e sua riproduzione a stampa in formato ridotto (docc. 3-4).

2. A seguito di un comunicato stampa diffuso dall'Associazione e pubblicato da alcuni quotidiani locali, in risposta a detto manifesto, é apparso sul "MESSAGGERO VENETO" –Cronaca di Udine- del 16 settembre u.s. un articolo dal titolo "RIFONDAZ10NE: GLADIO resta un'organizzazione illegale", nel quale si ribadiscono i giudizi già .espressi da R1FONDAZ10NE COMUNISTA nel manifesto, circa la "illegittimità costituzionale" di GLADI0, per la connivenza operativa della sua struttura con servizi segreti e forze di altri Paesi", affermando in particolare che… "il suo progetto mirava a sopprimere con la forza le idee e la libera manifestazione politica e di organizzazione di partiti costituzionali, che sono stati il fulcro della lotta antifascista e della Resistenza contro l'occupatore". (doc. 5)

3. Nel notiziario del FRIUL1 VENEZIA GIULIA "Regione Cronache” n. 221 del 13 settembre u.s., si dà notizia che sempre Rifondazione Comunista ha in una sua nota aspramente censurato il fatto che sia "stato eletto a far parte della COMMISSIONE "STATO-REGIONE l'ex parlamentare democristiano Claudio BEORCHIA, componente della disciolta organizzazione illegale GLADIO-STAY BEHIND, ritenendo gravissimo e paradossale ... che a tale candidatura non si sia opposto il Gruppo Consigliare del P.D.S." ed infine bollando gli appartenenti di tale organizzazione con l'epiteto "I COSPIRATORI DI GLADIO" (doc.6).

Va detto subito che tali iniziative di Rifondazione Comunista sono dirette a dare supporto e sostegno al Seno Armando COSSUTTA (lo si legge nel surricordato manifesto), il quale é stato querelato da alcuni ex partigiani poi gladiatori, per avere egli affermato nel corso della trasmissione televisiva MlLANQ-ITALIA (3^ Rete) del 2 giugno u.s. che... “gli ex partigiani, aderenti alla struttura GLADIO, sono da considerarsi traditori della Patria".

La querela é stata trasmessa alla Procura della Pretura circondariale di Milano nello scorso mese di aqosto.

Ora non vi é dubbio che i suelencati episodi costituiscano fatti diffamatori di particolare gravità in danno degli ex gladiatori in qenere e singolarmente degli odierni esponenti, che non intendono subire passivamente tale violenta, ingiusta ed indiscriminata aggressione, alla loro personalità morale e civile.

E' innegabile che le affermazioni fatte nei succitati documenti, siano gravemente lesive del loro onore e reputazione, nonché della stima che essi godono in seno alle rispettive comunità, ove vivono e lavorano.

= E' falsa, diffamatoria -ed a ben guardare- calunniosa, la accusa che GLADIO fosse "una organizzazione eversiva al servizio dello straniero, con il compito dichiarato di annientare i Comunisti".

Rifondazione Comunista -e per essa i suoi dirigenti o legali rappresentanti-debbono dar conto e giustificazione DA QUALI fonti certe hanno attinto la notizia che GLADIO fosse una "organizzazione eversiva", avente quel compito "dichiarato".

Compito questo assurdo ed inverosimile per sé stesso, sol che si pensi com'era strutturata la sua organizzazione.

Comunque gli esponenti contestano nel modo più assoluto di essere stati richiesti, od anche solo informati, per assolvere a compiti diversi da quello per il quale vi avevano aderito.

= Sono poi gravemente offensivi le valutazioni ed i giudizi espressi , tradotti nelle affermazioni …”sono dei traditori della patria”  e… “i cospiratori di Gladio” che raggiungono il culmine dell'intensità diffamatoria.

E' quindi pacifica la configurazione del reato di DIFFAMAZIONE AGGRAVATA:

* e perché realizzata con il mezzo della stampa;

* e perché attributiva di fatti specifici, ben determinati.

A prescindere da tale configurazione, ritengono gli esponenti che i fatti denunciati possono integrare gli estremi di reati ben più gravi, e segnatamente:

a) quello di calunnia, perché costituisce reato grave, secondo il nostro ordinamento penale, il costituire o l'aderire "ad una organizzazione segreta ed eversiva".

Peraltro, anche l'utilizzazione del termine "traditori della Patria", ha una connotazione sicuramente calunniosa, perché con esso si accusa sostanzialmente gli ex gladiatori di aver compiuto -o messo in essere- un'attività contraria alla sicurezza nazionale, finalizzata ad attentare alla personalità interna ed internazionale dello Stato. Attività -sembra ozioso precisarlo- pure penalmente sanzionata.

In buona sostanza si accusano gli ex gladiatori, scientemente ed indiscriminatamente, di aver commesso -contro il vero- gravi reati.

b) In eventualità anche -od in alternativa- il reato di vilipendio di cui all'art.290, 2° co. C.P.

Ed invero, se STAY BEHIND era una struttura legittima, inquadrata -sia pure con un compito specifico ma ben definito- nelle Forze Armate, dipendente dallo Stato Maggiore della Difesa,come si legge nella dichiarazione di impegno, sottoscritta dai singoli all'atto del loro arruolamento (doc.7), le accuse e le offese mosse alla stessa ed ai suoi appartenenti, integrano il reato di vilipendio alle FORZE ARMATE.

Segnaliamo tali annotazioni all'attenzione della S.V. per le valutazioni del caso e per quanto, in eventualità, da contestarsi.

Quanto sopra esposto i sottoscritti denunciano alla S.V. i fatti suelencati e contestualmente con il presente atto

PROPONGONO QUERELA

contro i dirigenti responsabili di RIFONDAZIONE COMUNISTA ­ Federazione di udine - e comunque contro chiunque altro abbia partecipato e concorso attivamente al compimento dei fatti denunciati, per il reato di cui all'art. 595 C.P., con le aggravanti di cui al 2° e 3° co., e per ogni altro che in esso sarà ravvisato da essa S.V.

Si chiede conseguentemente la loro condanna a norma di legge.

Con riserva di costituirsi parte civile ai fini del risarcimento del danno.

Chiedono poi di essere informati a norma dell'art. 408 C.P.P. QUALI PERSONE OFFESE DAL REATO, nel caso di eventuale richiesta di archiviazione.

Essi infine segnalano che analogo atto di denuncia-querela è stato proposto da altri "ex gladiatori", nonché dall'ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND, e che pertanto verrà chiesta la riunione dei radicandi procedimenti.

I sottoscritti, come qui sotto qualificati e generalizzati,

NOMINANO

all'uopo, ai sensi dell'art.96, 2° co. e 101 C.P.P. a proprio difensore di fiducia l'avv. Alberto CASSINI del Foro di Pordenone, presso il cui Studio in Pordenone via dei Molini 3 eleggono domicilio ad ogni effetto.

ALLEGANO:

1. foto atto costitutivo e statuto dell'ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND dd. 4 febbraio 1994 N.30Sl9 Rep.

2. fot.lettera Ammiraglio Fulvio MARTINI dd. dic.'90-genn.'9l

3. fotografia manifesto di Rifondazione Comunista

4. riproduzione a stampa in formato ridotto stesso manifesto,

5. foto articoio'MESSAGGERO VENETO 16.9.1994,'

6. foto Notiziario del Friuli Venezia Giulia -Regione Cronache 13 settembre 1994,

7. foto in esemplare della "dichiarazione di impegno", facendo presente che i documenti, non qui prodotti, sono già stati allegati alla denuncia-querela proposta"dalla suddetta ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND, o ad altre singole "querele.

Seguono firme querelanti

termina