CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

08/02/95     L’Ass. Italiana Volontari S/B comunica alla stampa le iniziative prese (querele a PRC e Cossutta) e segnatamente:

3. Denuncia-querela del Presidente dell'Associazione Italiana Volontari Stay-Behind avv.Brusin..


ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA presso il Tribunale di Udine

e comunque alla PROCURA competente - UDINE

ATTO DI DENUNCIA / QUERELA

Ill. mo Signor PROCURATORE della REPUBBLICA,

il sottoscritto avv. Giorgio BRUSIN, nato a San Vito al Tagliamento (PN) il 2O novembre 1924 ed ivi residente in via Savorgnano n.12 - quale Presidente della ASSOCIAZIONE ITALIANA VOLONTARI STAY BEHIND avente sede legale presso la sua residenza (San Vito al Tagliamento, via Savorgnano 12) , che agli effetti del presente atto elegge domicilio presso e nello Studio dell'avv. Alberto CASSINI del Foro di Pordenone, 

via dei Molini 3 - suo difensore all'uopo nominato - espone alla S.V.

quanto segue:

la sunnominata ASSOCIAZIONE si è costituita con atto rogato il 4 febbraio 1994, rep.n. 3O519 notaio Romano JUS.

Essa ha per scopo primario quello di riaffermare e difendere la legittimazione giuridica della disciolta struttura, nonché di tutelare l'integrità morale e civile di chi vi militò e che, da oltre un triennio, viene fatto oggetto di una martellante campagna denigratoria da parte di organi di stampa e televisivi, non solo faziosi, ma anche disinformanti.

Si allega fotocopia dell'atto costitutivo e statuto (doc.l) ..

In questo inaccettabile e squallido contesto, si è giunti perfino ad ipotizzare un disinvolto e strumentale coinvolgimento di GLADIO in inquietanti vicende della nostra cronaca (più o meno recente), del tutto ignorando che i suoi appartenenti vi avevano aderito per assolvere "ad un compito legittimo e generoso nella malaugurata evenienza di una occupazione militare dell'ITALIA", come si legge nella nota di congedo inviata ai singoli arruolati dall'Ammiraglio Fulvio MARTINI nel dicembre '9O - gennaio '91 (doc.2).

Sembra inutile ricordare qui gli innumeri attacchi denigratori da parte dei vari organi di "informazione" (si fa per dire), e di cui esiste abbondante documentazione, che all'occorrenza sarà prodotta nel radicando procedimento.

Conta invece, ai fini perseguiti nel presente atto, denunciare alla S.V. gli ultimi, più recenti episodi.

1. La sera del 7 settembre u.s., a cura di RIFONDAZIONE COMUNISTA -Federazione di Udine- è stato diffuso ed affisso in tutti gli spazi disponibili nei Comuni di Cervignano, San Giorgio di Nogaro, Villa Vicentina e Cividale del Friuli, un vistoso manifesto nel quale si legge, tra l'altro, che .... "GLADIO era una organizzazione segreta ed eversiva anticomunista, allo servizio dello straniero, con il compito dichiarato di annientare i Comunisti.

Si legge poi, a conclusione delle motivazioni false e tendenziose addotte, le seguenti gravissime affermazioni: "I GLADIATORI NON SONO PATRIOTI - SONO DEI TRADITORI DELLA PATRIA". Nei giorni successivi tale manifesto è stato diffuso ed affisso in altri Comuni e nella stessa città di Udine.

Se ne allega fotografia e sua riproduzione a stampa in formato ridotto, (docc. 3-4) .

2. A seguito di un comunicato stampa, diffuso dall'ASSOCIAZIONE e pubblicato da alcuni quotidiani locali in risposta a detto manifesto, è apparso sul "MESSAGGERO VENETO" -Cronaca di Udine - del 16 settembre u.s. un articolo dal titolo "RIFONDAZIONE: GLADIO resta un'organizzazione illegale", nel quale si ribadiscono i concetti già espressi da Rifondazione Comunista nel manifesto, circa la “illegittimità costituzionale" di GLADIO, per la connivenza operativa della sua struttura con servizi segreti e forze di altri Paesi, affermando in particolare che ... "il suo progetto mirava a sopprimere con la forza le idee e la libera manifestazione politica e di organizzazione di partiti costituzionali, che sono stati il fulcro della lotta antifascista e della resistenza contro l'occupatore".

Se ne allega fotocopia (doc.5) .

3. Nel notiziario del Friuli Venezia Giulia "Regione Cronache" n.221 del 13 settembre u.s., si da notizia che sempre Rifondazione Comunista ha in una sua nota aspramente censurato il fatto che sia stato "eletto a far parte della COMMISSIONE STATO-REGIONE l'ex parlamentare democristiano Claudio BEORCHIA, componente della disciolta organizzazione illegale "GLADIO - STAY BEHIND", ritenendo "gravissimo e paradossale ...che a tale candidatura non si sia opposto il Gruppo Consigliare del P.D.S." ed infine bollando gli appartenenti di tale organizzazione con l'epiteto: "I COSPIRATORI DI GLADIO".

Se ne allega fotocopia (doc.6).

Va detto subito che tali iniziative di Rifondazione Comunista sono dirette a dare supporto e sostegno al Sen. Armando COSSUTTA (lo si legge nel surricordato manifesto), il quale è stato querelato da alcuni ex partigiani poi gladiatori, per avere egli affermato nel corso della trasmissione

televisiva MILANO-ITALIA (3" Rete) del 2 giugno u.s. che ... "gli ex partigiani aderenti alla struttura GLADIO sono da considerarsi traditori della Patria".

La querela è stata trasmessa alla Procura della Pretura Circondariale di Milano nello scorso mese di agosto. Ora non vi è dubbio che i suelencati episodi costituiscano fatti diffamatori di particolare gravità in danno degli ex gladiatori in genere, nonché dei singoli appartenenti, che non intendono subire passivamente tale violenta, ingiusta ed indiscriminata aggressione, alla loro personalità morale e civile.

E1 innegabile che le affermazioni fatte nei succitati documenti, siano gravemente lesivi del loro onore e reputazione, nonché della stima che essi godono in seno alle rispettive comunità, ove vivono e lavorano.

Pertanto numerosi di essi hanno già proposto, o comunque vanno a proporre, con singoli atti separati, denuncia-querela alla S.V. a tutela della loro personale onorabilità.

Ma è nel contempo indubbio che legittimata a farlo sia anche la scrivente Associazione a tutela, sia di coloro che non hanno preso analoga iniziativa giudiziaria, sia del buon nome, immagine ed onorabilità di essa.

Ciò in relazione alle specifiche finalità che si leggono allo art. 3 lett. a) e b) dello Statuto (doc.l).

E' falsa, diffamatoria -ed a ben guardare calunniosa- l'accusa che GLADIO fosse "una organizzazione eversiva al servizio dello straniero, con il compito dichiarato di annientare i Comunisti".

Rifondazione Comunista -e per essa i suoi dirigenti o legali rappresentanti- debbono dar conto e giustificazione da quali fonti certe hanno attinto la notizia che GLADIO fosse una "organizzazione eversiva", avente quel compito "dichiarato". Compito questo assurdo, inveritiero ed inverosimile, in riferimento alla sua struttura ed alle finalità per le quali gli appartenenti vi avevano aderito.

Sono poi gravemente offensivi le valutazioni ed i giudizi espressi, tradotti nelle affermazioni ... "sono dei traditori della Patria" e ... "i cospiratori di GLADIO", che raggiungono il culmine dell'intensità diffamatoria.

E’ quindi pacifica la configurazione del reato di diffamazione aggravata:

* e perché realizzata con il mezzo della stampa,

 * e perché attributiva di fatti specifici, ben determinati. A prescindere da tale configurazione, ritengono gli esponenti che i fatti denunciati possono integrare gli estremi di reati ben più gravi, e segnatamente:

a) quello di calunnia, perché costituisce reato grave, secondo il nostro ordinamento penale, il costituire o l'aderire . "ad una organizzazione segreta ed eversiva".

Peraltro anche l'utilizzazione del termine "traditori della Patria" ha una connotazione sicuramente calunniosa, perché con esso si accusa sostanzialmente gli ex gladiatori di aver compiuto -o messo in essere - un'attività contraria alla sicurezza nazionale, finalizzata ad attentare alla personalità interna ed" internazionale dello Stato. Attività -sembra ozioso precisarlo - pure penalmente sanzionata. In buona sostanza si accusano gli ex gladiatori, scientemente ed indiscriminatamente, di aver commesso -contro il vero- gravi reati.

b) In eventualità anche -o in alternativa- il reato di vilipendio di cui all'art. 29O, 2° co. C.P.

Ed invero, se STAY BEHIND era una struttura legittima, inquadrata – sia pure con un compito specifico ma ben definito - nelle Forze Armate, dipendente dallo Stato Maggiore della Difesa, come si legge nella dichiarazione di impegno sottoscritta dai singoli all'atto del loro arruolamento (doc.7), le accuse e le offese mosse alla stessa ed ai suoi appartenenti, integrano il reato di vilipendio alle Forze Armate.

Si segnalano tali annotazioni all'attenzione della S.V. per le valutazioni

del caso e per quanto -in eventualità- da contestarsi.

Quanto sopra esposto il sottoscritto, nella suddetta sua qualità ed a ciò espressamente autorizzato con delibera del Consiglio Direttivo 16 settembre 1994 (doc.8), denuncia alla S.V. i fatti suelencati e contestualmente con il presente atto

PROPONE QUERELA

contro i dirigenti responsabili di Rifondazione Comunista -  Federazione di Udine - e comunque contro chiunque altro abbia partecipato e concorso attivamente al compimento dei fatti denunciati, per il reato di cui all’art. 595 C.P.,con le aggravanti di cui al 2° e 3° co. e per ogni altro che in essi sarà ravvisato da essa S.V.

Si chiede conseguentemente la loro condanna a norma di legge.

Con riserva di costituzione di parte civile ai fini del risarcimento del danno.

Chiede poi di essere informato a norma dell'art.4O8 C.P.P. - quale persona offesa dal reato - nel caso di eventuali richiesta di archiviazione.

Il sottoscritto, sempre nella suddetta qualità,

NOMINA

all'uopo, ai sensi  dell'art. 96, 2° co. e 1O1 C.P.P., a proprio difensore di fiducia l'avv. Alberto CASSINI del Foro di Pordenone, presso il cui Studio in Pordenone via dei Molini 3 elegge domicilio ad ogni effetto.

SI PRODUCONO:

1.  fot. atto costitutivo e statuto dell'Associazione Italiana Volontari STAY BEHIND dd. 4.2.1994 n.3O519 Rep.

2.  Fot. lett. Ammiraglio Fulvio Martini dic.9O/Genn.91;

3.  fot. manifesto di Rifondazione Comunista;

4.  riproduzione a stampa in formato ridotto stesso manifesto;

5.  fot. articolo MESSAGGERO VENETO 16.9.94;

6.  fot. Notiziario del F.V.G. "Regione Cronache" 13.9.1994;

7.  fot. in esemplare della "dichiarazione di impegno";

8.  copia per estratto delibera del Consiglio Direttivo 16.9.94.

Verrà chiesta la riunione dei procedimenti radicandi a seguito delle varie querele proposte.