CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

04/07/2000


 

SENATO DELLA REPUBBLICA                   CAMERA DEI DEPUTATI

 

XIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENT

72a SEDUTA

MARTEDÌ 4 LUGLIO 2000

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

La seduta ha inizio alle ore 20,15.

 

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta.

Invito il senatore Manca a dare lettura del processo verbale della se-
duta precedente.

MANCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta
del
7 giugno 2000.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si in-
tende approvato.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

PRESIDENTE. Comunico che, dopo l'ultima seduta, sono pervenuti
alcuni documenti il cui elenco
è in distribuzione e che la Commissione
acquisisce formalmente agli atti dell'inchiesta.

Rendo noto che il dottor Gabriele Chelazzi ha provveduto a restituire,
debitamente sottoscritto ai sensi dell'articolo 18 del regolamento interno,
il resoconto della sua audizione svoltasi il 7 giugno 2000, dopo avervi ap-
portato correzioni di carattere meramente formale.

Informo che a firma del senatore Alfredo Mantica e dell'onorevole
Vincenzo Fragalà sono stati presentati elaborati su «Il parziale ritrova-
mento dei reperti di Robbiano di Mediglia e la 'Controinchiesta BR su
piazza Fontana», «Aspetti mai chiariti nella dinamica della strage di
piazza della Loggia. Brescia, 28 maggio 1974
» e una relazione concer-
nente:
«Il contesto delle stragi. Una cronologia 1968-‘75». Informo inol-
tre che i senatori Mantica e Manca e i deputati Taradash e Fragalà hanno
depositato una «Proposta di discussione finale del documento sulle vi-
cende connesse alla sciagura aerea del 27 giugno 1980, c.d. strage di
Ustica».

Comunico altresì che, a firma dei senatori Raffaele Bertoni, Graziano
Cioni, Alessandro Pardini, Angelo Staniscia e degli onorevoli Antonio At-

 

Senato della Repubblica

- 550 -

 

Camera dei deputati

 

XIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

REMONDINO. No, ero interessato ed ho cercato di saperlo, ma non
mi ha mai dato riferimenti specifici che potessero aiutarmi.

MANCA. Nella sua conversazione Brenneke a proposito di organiz-
zazioni segrete che soprassedevano - a seconda dei punti di vista - la sta-
bilità o l'instabilità, le ha mai parlato della struttura Stay
behind, ossia di
Gladio?

REMONDINO. No, ho riflettuto a lungo a proposito perché la forte
reazione avvenuta in Italia fu legata alla vicenda relativa a Stay behind
.
Non l'avevo appresa, non la conoscevo e non ho capito se e in quale ma-
niera eventualmente i due interlocutori (in particolare Razin-Le Winter)
mi avessero fornito qualche indicazione che io non ho saputo leggere.

Per memoria collettiva desidero ricordare che sul caso TGI-CIA-P2
(come veniva chiamato allora) si tenne nei giorni l e 2 agosto del 1990
una seduta parlamentare ed in quella sede il presidente del Consiglio An-
dreotti svelò l'esistenza di Gladio. Ho la personale convinzione che qual-
cuno abbia ritenuto che le due vicende fossero connesse. Sinceramente
non sapevo cosa era Gladio o Stay behind e nel malloppo delle indicazioni
e delle carte raccolte nel corso della mia inchiesta non individuai quell'e-
lemento. Può darsi che qualcun altro l'abbia colto, io no, ma si tratta di
valutazioni personali e quindi mi fermo.

PRESIDENTE. La sua ipotesi potrebbe indicare un'altra motivazione,
oltre a quella nota, per la rivelazione del presidente Andreotti, ossia che
l'abbia fatta non solo perché pressato dalle indagini del giudice Casson
,
ma anche perché preoccupato della possibilità che le fosse stata detta
qualche cosa che lei non aveva percepito pienamente.

REMONDINO. Signor Presidente, successivamente ho incontrato al-
cuni dei protagonisti di queste vicende, Le Winter in particolare, che
è
stato anche al centro di qualche filone di indagine seguito dalla magistra-
tura italiana. Egli dichiarava di essere stato parte di Stay behind e di aver
ricoperto addirittura un ruolo di vicariato nell'ambito del coordinamento -
ammesso che vi fosse - in Germania. Da lui ebbi la lista dei gladiatori di
Francia, Belgio e Norvegia, paesi del blocco europeo; notizie che non ho
mai diffuso innanzi tutto perché non mi occupavo più di questo tema e in
secondo luogo perché, dato che la parte italiana era già stata approfondita,
non rappresentava per me un tema giornalistico di sviluppo. Tali notizie
coincisero con rivelazioni successive. Lui era sicuramente di Stay behind,
ma allora non lo sapevo.

MANCA. Mi scusi, «lui» era Le Winter?

REMONDINO. Sì.

MANCA. Ed affermava di far parte di Stay behind in Germania?

 

Senato della Repubblica

- 551 -

 

Camera dei deputati

 

XIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

REMONDINO. Egli faceva parte di una struttura di coordinamento.

Sinceramente non ho avuto modo di approfondire la materia che conosco
come lettore dal 1990 in poi
.

Quello che so è che egli si trovava in una struttura di coordinamento
dei meccanismi di Stay behind
. Ma non lo appresi allora, non nel corso
dell'inchiesta giornalistica, quindi scrissi i miei reportage senza sapere
nulla di Stay behind. Certo mi fu detto che esistevano delle strutture pa-
rallele che tutelavano gli interessi occidentali, l'asse atlantico. Queste
erano le affermazioni di Razin allora, nell'intervista. lo non fui in grado
di leggerei il nome di Stay behind.

MANCA. Un'ultima precisazione. Vuole spiegarci meglio che fine
hanno fatto i documenti che aveva con sé e che aveva ottenuto fotoco-
piando il materiale di Brenneke? Vorrei sapere se furono tutti requisiti e
portati alla magistratura. Questo per spiegare il ruolo della magistratura
di fronte a questa novità processuale o comunque di indizi per successive
indagini.

REMONDINO. Quando rientrai in Italia dal secondo viaggio (perché
ho intrapreso tre viaggi), quando esplose il caso mi fu sequestrato tutto il
materiale. Rendendomi conto che il materiale avrebbe potuto essere molto
delicato, ebbi l'accortezza, di fotocopiare una buona parte di esso e di fare
una spedizione postale dagli Stati Uniti. Quindi, dopo qualche giorno dal
sequestro ordinato dalla magistratura italiana, sono rientrato in possesso di
una parte del materiale; solo di quello che ritenni opportuno spedire a me
stesso, perché l'insieme delle carte era molto voluminoso. Preciso che non
fotocopiai tutto il contenuto di quella cassa e l'esame purtroppo fu effet-
tuato anche in maniera abbastanza affrettata e superficiale. In realtà non
sapevo cosa cercare, questo
è il problema. L'impressione che ho sempre
avuto è che vi fosse nascosta una pepita d'oro, altrimenti non si spiegano
le reazioni spropositate che ha suscitato la vicenda, ma io quella pepita
non l'ho mai trovata. Questo
è l'aspetto anche buffo della storia.

MANCA. Quindi la magistratura è venuta in possesso solo del mate-
riale che lei aveva con sé. Ma lei ha comunicato alla magistratura che era
in possesso di altro materiale oppure questa notizia l'ha tenuta per sé? Da
quello che ho capito, infatti, una parte se l'è portata con sé, l'altra, ben più
consistente ...

REMONDINO .... era depositata ancora presso la cancelleria del tribu-
nale federale di Portland.

MANCA. Ma poi l'ha spedita in Italia?

REMONDINO. No, quella non era in mio possesso. Esaminai una
parte del materiale, il resto si trovava ancora presso il tribunale.