CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

15/05/97


 

SENATO DELLA REPUBBLICA                   CAMERA DEI DEPUTATI

 

XIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

18ª SEDUTA

GIOVEDÌ 15 MAGGIO 1997

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

La seduta ha inizio alle ore 20.

 

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta.

Invito l'onorevole Cirami a dare lettura del processo verbale della se-
duta precedente.

CIRAMI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta
dell
'8 maggio 1997.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si in-
tende approvato.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

PRESIDENTE. Comunico che, dopo l'ultima seduta, sono pervenuti
alcuni documenti, il cui elenco
è in distribuzione, che la Commissione ac-
quisisce formalmente agli atti dell'inchiesta
. Pregherei i colleghi di porre
una certa attenzione ai documenti che abbiamo acquisito, che motiveranno
delle domande ulteriori che formulerò all' onorevole Forlani, che
è questa
sera con noi e che ringrazio
.

Comunico altresì che il senatore Gui ed il senatore Andreotti hanno
provveduto a restituire, debitamente sottoscritti, ai sensi dell’articolo 18
del regolamento interno, i resoconti stenografici delle loro audizioni svol-
tesi rispettivamente il 29 aprile e l’8 maggio scorso dopo avervi apportato
correzioni di carattere meramente formale.

INCHIESTA SU STRAGI E DEP/STAGGI: SEGUITO DELL'AUDIZIONE DELL'ONORE-
VOLE ARNALDO FORLANI

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'inchiesta su
stragi e depistaggi
, il seguito dell' audizione dell' onorevole Arnaldo
Forlani.

 

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trapposizione marcata al nostro interno; c'è stata un'altra fase in cui i mo-
tivi di contraddizione su scala internazionale si sono attenuati e hanno tro-
vato una certa corrispondenza all'interno in un atteggiamento diverso.
Quindi non è che sia avvenuto qualcosa di misterioso a livello politico
nel segreto delle stanze di coloro che avevano responsabilità di governo
o di direzione in singoli Dicasteri.

Quando la situazione si è distesa sul piano internazionale, è interve-
nuto anche all'interno un clima diverso e anche taluni partiti fortemente
rappresentativi hanno assunto una posizione di maggiore corresponsabilità
nell’impegno di difesa del sistema democratico, e a quanto ne so, anche
vicende complicate e controverse sono state oggetto di confronto e di ri-
flessione comune. Su questo terreno le cose sono state affrontate spesso in
modo corresponsabile.

PRESIDENTE. Infatti ciò si percepisce. Tutto questo finisce nel
1974
; i periodi di maggiore tensione sono quelli che vanno dal 1969
alla metà degli anni '70, periodi cioè in cui la strategia della distensione
stava nascendo nel mondo ma era fortemente contrastata. Nel 1990 An-
dreotti parla di Gladio; proprio perché, ce lo ha detto, a quel punto tutto
questo non serviva più. Non è che non riusciamo a storicizzare o a perce-
pire fenomeni di questo genere. A volte notiamo che certe cose sono so-
pravvissute anche dopo il momento in cui non servivano più.

FORLANI. Ripercorrendo queste cose, ricostruendole oggi, molti
aspetti vengono anche amplificati, rivestiti e caricati di significati o di va-
lenze che forse non hanno avuto. Ad esempio con riguardo a Gladio si
tratta di cosa comprendibile e normale nel quadro dell’Alleanza Atlantica:
cioè una struttura, una organizzazione, costruita nella previsione di un
evento, che naturalmente si auspicava da parte di tutti non si verificasse;
questi impegni comportavano anche aspetti tecnici concordati in sede di
Alleanza Atlantica, non erano limitati al nostro Paese, non scaturivano
da un’invenzione
, da una fantasia all'interno della nostra realtà.

PRESIDENTE. Anche questo tipo di organizzazione del Ministero
dell
'interno può essere stato determinato dal quadro internazionale? Per-
ché in questo caso avrebbe più ragione di me il senatore Gualtieri: l'am-
ministrazione dell’Interno con l’Alleanza non c
'entrava niente, era un fatto
tutto nostro
.

FORLANI. Infatti non mi riferivo a questo aspetto di cui non so as-
solutamente niente.

GUALTIERI. Hanno cominciato ad essere pubblicati i verbali inte-
grali del Consiglio dei ministri dei primi anni del Governo della Repub-
blica. Ebbene, non c'è nessun Ministro che abbia siglato la nascita di Gla-
dio
, non risulta alcuna discussione nel Consiglio dei ministri. Ammettiamo
pure che non lo debba sapere il Parlamento, ma il Governo deve sapere

 

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che nasce Gladio? Se mi viene detto che vi era la necessità di fare una
struttu
ra di un certo tipo, posso dire sì, ma qualcuno deve pure assumersi
l
a responsabilità di una siffatta decisione.

FORLANI. Sono d'accordo, ma immagino che qualcuno lo sapesse.

GUALTIERI. Dai verbali risulta che il Consiglio dei ministri discute
s
ull’opportunità di cambiare la sigla della struttura del servizio della Po-
l
izia che si chiamava in un certo modo, decidendo di chiamarla in un al-
tro. Su Gladio non c'è un verbale. Si tratta di volumi in carta patinata che
s
ta pubblicando la Presidenza del Consiglio dei ministri e di Gladio non vi
è traccia. E comunque nelle nostre carte non abbiamo mai trovato l'ori-
gine politica di Gladio. È vero che Colby nelle sue memorie afferma di
averla impiantata per conto degli Stati Uniti d'America in Svezia, Norve-
g
ia e Danimarca. In Norvegia ed in Danimarca i Governi erano d'accordo;
in Svezia il Governo non era d'accordo ma Gladio fu impiantata lo stesso
anche contro il Governo. Dobbiamo allora capire se Gladio è stata impian-
t
ata contro il Governo o con il Governo. Avremo ormai il diritto di
sa
perlo!

FORLANI. La mia opinione personale è che non credo che siano state
portate avanti e realizzate queste iniziative all'insaputa dei Governi. So
anche che era doveroso contenere attività di questo tipo, inerenti ad impe-
gni c
on aspetti di integrazione nell'ambito dell' Alleanza Atlantica, in un
r
iserbo più accentuato rispetto ad altre.

PRESIDENTE. Il fatto di organizzare questa rete civile è un aspetto
d
i cui abbiamo trovato una serie di tracce documentali con riferimento al-
l
'immediato dopoguerra. In quel periodo era forte una richiesta che veniva
dagli alleati di costituire una rete di questo tipo. Vi fu una lunghissima e
r
ipetuta vicenda parlamentare in cui si voleva creare questa sorta di servi-
zio di di
fesa civile; noi comprendiamo che di fatto, in realtà, era questo
tipo di rete che si voleva in qualche modo formalizzare.

FORLANI. Bisogna sempre tenere conto del fatto che si viveva in una
s
ituazione nella quale gli elementi di rischio o erano o venivano ritenuti
molto alti. Non bisogna mai dimenticare che operavano in un sistema
ne
l quale si riteneva che una parte ...

PRESIDENTE .... fosse pienamente inserita nell'ordine democratico e
l'altra meno. Questo lo possiamo dire, oggi abbiamo un obbligo di verità.
Diciamo pure che per un certo periodo eravamo in una situazione di so-
s
tanziale guerra civile.

FORLANI. Certamente il rapporto tra chi aveva responsabilità di go-
v
erno e chi era all'opposizione non era lo stesso di oggi.