CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

  15/11/94


 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

4a Seduta

MARTEDÌ 15 NOVEMBRE 1994

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

La seduta ha inizio alle ore 18,50.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta.

Invito l'onorevole Bonfietti a dare lettura del processo verbale.

BONFIETTI, segretario, dà lettura. del processo verbale della seduta del 18 ottobre 1994.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

AUDIZIONE DEL MINISTRO DELLA DIFESA. SENATORE CESARE PREVITI

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del Ministro
della difesa
; il ministro Previti è con noi e noi lo ringraziamo di aver ac-
colto l'invito della Commissione
.

Al Ministro vorrei dire subito che nella Commissione c'è un atteg-
giamento notevolmente diffuso, che, vorrei dire, è di fiduciosa attesa; è
sostanzialmente unanime nella Commissione la valutazione che un
nuovo quadro politico internazionale e un nuovo quadro politico in-
terno possano determinare condizioni più favorevoli ai compiti d
i cui la
Commissione è investita dalla legge, perché nella nuova situazione
è
possibile che alcune barriere di segreto cadano e che una luce maggiore
possa farsi su un quadro fosco e tuttavia già abbastanza delineato nel
suo insieme
, anche se non nei suoi particolari.

Noi quindi ci auguriamo che il Governo possa darci la massima col-
laborazione possibile e concorra con noi a dare soddisfazione a quella
domanda di verità
- anche di verità storica e non solo giudiziaria - che
indubbiamente sale dal paese. Per Questo l'Ufficio di Presidenza ha de-
ciso all'unanimità di iniziare l'attività di audizione della Commissione
ascoltando i rappresentanti del Governo e in particolare il Ministro
dell
'interno e il Ministro della difesa, cioè dei nuovi vertici politici cui
fanno riferimento
, insieme alla Presidenza del Consiglio, le forze di in-
telligence
del paese. Ovviamente, ratione materiae, intendevamo iniziare

 

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 con l'audizione del Ministro dell'interno, che purtroppo però ha avuto
dei problemi che
la Commissione non ha potuto non apprezzare, e la
sua audizione è stata pertanto rinviata
.

Ringraziamo quindi il Ministro della difesa con cui iniziamo questo
ciclo preliminare di audizioni che la Commissione ha deliberato;
gli
cedo senz'altro la parola perchè penso che voglia fornirci una relazione
iniziale di insieme alla quale, nel momento in cui alcune nostre istanze
di conoscenza non saranno state soddisfatte, io per primo e poi cia-
scuno di voi potrà far seguito con domande puntuali e precise.

Dico a me stesso più che a voi che dobbiamo tutti renderci conto
dell'importanza del nostro lavoro, ma insieme del complesso dei compiti
che gravano sul Governo; quindi, non eliminiamo niente che possa ser
-
vire, ma cerchiamo di essere il più possibile sobri ed asciutti nella for-
mulazione delle domande
.

La parola è ora al ministro Previti.

PREVITI. Anzitutto grazie dell'invito; sono onoratissimo di essere
qui a rispondere a questa chiamata
. Spero di essere esauriente e se non
lo sarò nemmeno sulle vostre osservazioni, ci vedremo poi in un'altra
occasione e avrò modo di essere più completo se non mi riuscirà di es-
serlo stasera
.

Mi sembra che i temi di interesse di codesta Commissione, possono
essere in sintesi i seguenti:

- il caso Gladio, con riferimento agli archivi della soppressa VII Di-
visione ed alla destinazione del personale della stessa articolazione;

- la Falange armata;

- la vicenda di Ustica, per quel che concerne le tesi avanzate dal se-

natore Boso sull'episodio;

- valutazioni in ordine a possibile ripresa del terrorismo e dello
stragismo e risultati dell'attività informativa (non indagini) svolta dal Sì-
smi in merito agli attentati dell'estate 1993
;

- disponibilità della documentazione concernente i rapporti tra Si-
smi e servizi collegati.

In ordine agli archivi di «Gladio» facenti capo alla soppressa VII Di-
visione, posso dire che essi sono stati oggetto di sequestro generale (21-
22 dicembre 1990) e di dissequestro (8 luglio 1991 e 22 novembre 1991)
da parte della procura della Repubblica di Roma.

I documenti di proprietà Nato, oggetto anch'essi di sequestro, sono
stati in parte restituiti su autorizzazione del Governo; i rimanenti (quelli
di classifica inferiore), non appena ultimata la loro ricognizione e la
loro inventariazione, saranno invece distrutti dal Sismi in conformità
delle deliberazioni Nato e del benestare già concesso dal Governo.

I documenti nazionali, nel quadro della dinamica intervenuta con la
procura di Roma, sono stati oggetto di ricognizione e memorizzazione
elettronica da parte di un nucleo di polizia giudiziaria interforze che ha
operato per circa un anno in locale ugualmente sottoposto a sequestro,
prima di essere restituiti al Sismi con imposizione del vincolo di custo
-
dia per le esigenze dei procedimenti in corso.

In tal modo la documentazione, tutelata oggi unicamente da un di-
vieto di divulgazione, è attualmente a disposizione della procura di

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Roma nei termini che precedono, dopo essere stata anche ceduta in co-
pia a vari organi della magistratura, nonché a codesta Commissione e al
Comitato di controllo per i servizi di informazione e sicurezza, diretta
-
mente dalla predetta procura di Roma.

Presso il Sismi restano a disposizione i documenti in originale non
solo della Gladio, ritenuti di interesse dal magistrato, ma anche ogni al-
tro documento della soppressa VII Divisione e del corrispondente ufficio
stralcìo
, cessato al 31 dicembre 1993.

Da tale data tutti i precitati archivi - ai quali hanno continuato ad
attingere gli organi della magistratura interessati - sono oggetto di
ulte-
riore ricognizione da parte del Servizio ed eventuali evidenze giudicate
di interesse vengono comunque portate
a conoscenza delle competenti
autorità giudiziarie
.

Il personale della predetta VII Divisione, all'atto dello scioglimento
della struttura
, ha avuto la seguente destinazione:

n. 42 unità restituite alla Forza armata o trasferite ad altre ammi-
nistraz
ioni dello Stato:

n. 15 unità collocate a riposo a domanda;
n. 48 unità reimpiegate al Sismi.

In ordine alle notizie stampa infine, relative all'esodo connesso alla
chiusura di Capo Marargiu,
mi preme precisare che nel corso del 1993
hanno
lasciato il Sismi 444 elementi (negli anni precedenti avevano la-
sciato il Servizio in media 130 elementi all'anno) e 276 nel solo mese di
dicembre, ma i motivi di tale esodo sono da ricercare non solo nel tra-
sferimento di parte del personale non più necessario a seguito dello
scioglimento della VII Divisione, da cui il predetto distaccamento dipen-
deva
, ma anche:

- dal timore della preannunciata riforma della legge n.801 del
1977, che non prevedeva norme transitorie per quanto riguardava il
personale;

- dalla preoccupazione per la riforma pensionistica che sarebbe en-
trata
in vigore il l° gennaio 1994, con la legge finanziaria.

Per quanto in particolare connesso con la Falange Armata, si rap-
presenta che tale sigla ha fatto la sua comparsa il 22 maggio 1990, con
la rivendicazione via telefono, al centralino del carcere di Opera (Mi
-
lano) - da parte di anonimo interlocutore - dell'assassinio di un opera-
tore dello stesso carcere
. Dall'ottobre 1990, invece, prende corpo l'atti-
vità sistematica dell'organizzazione che, attraverso telefonate anonime,
rivendica tra l'altro attentati o minacce di esecuzionì di educatori carce-
rari, politici e giornalisti
.

Dall'ottobre 1990 ad oggi si sono avuti oltre 400 comunicati telefo-
nici (oltre a qualche sporadico scritto anonimo) con i quali la Falange
annata si è attribuita la responsabilità di episodi a sfondo delittuoso
.

Le analisi condotte inducono a ritenere che i comunicati siano
frutto di una «fonte unica», che si autodefinisce Falange Annata, men-
tre a compilare ed a leggere i comunicati siano state più persone
, verosi-
milmente accomunate da un unico scopo
.

Da dette analisi emerge anche una puntuale conoscenza di movi-
menti e nominativi dei dirigenti e degli operatori dell'amministrazione

 

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Tali rapporti sono soggetti, come è noto, al coordinamento del Ce-
sis, secondo quanto prescritto dalla legge n.
801 del 1977, ed è lo stesso
Comitato che ne autorizza il collegamento. La collaborazione è infor-
mata alla reciprocità
e alla pari dignità delle controparti, nonchè al ri-
spetto della sovranità
dei rispettivi stati e al principio della non inge-
renza negli affari interni.

Il Sismi mantiene nei propri archivi tutta la documentazione atti-
nente
ai rapporti con i Servizi collegati. Essa è gestita nel rispetto di
puntuali tecniche di archivio e di sicurezza, alla stregua di qualsiasi al-
tra documentazione. finalizzando ai termini della legge n. 801 del 1977
le relative evidenze informative di interesse.

Tutta la documentazione di archivio, e quindi anche quella concer-
nente i rapporti di collaborazione con i Servizi collegati, è custodita, nel
rispetto dei vincoli di legge
a tutela del segreto di Stato e della
riservatezza
.

In ordine alla utilizzazione o alla semplice conoscenza di questa do-
cementazione, al di fuori delle esigenze attinenti l'area intelligence, è ne-
cessario conseguire il preventivo benestare della controparte, vincolo
che per la cessione della conoscenza ai Servizi di altri Stati è universal-
mente noto come rispetto della «regola del terzo».

In merito alla possibilità di una eventuale visita di codesta Commis-
sione a Forte Braschi, sono convinto che l'accesso di un organismo par-
lamentare alla sede del Sismi non può che risultare un fatto altamente
positivo
.

Di fronte ad una tendenza il più delle volte aprioristicamente deni-
gratoria nei confronti di qualsiasi attività posta in essere dai Servizi, il
poter far conoscere la vera identità di questi non può che trovarmi d'ac-
cordo. Il
Sismi, infatti, è una organizzazione fondamentale per la sicu-
rezza dello Stato, che opera in perfetta sintonia con gli obiettivi istitu-
zional
i fissati dalle leggi in vigore ed il cui unico scopo, in armonia con
le direttive del Governo, è quello di assicurare la difesa dello Stato
.

Tuttavia, la legge già attribuisce ai fini del controllo parlamentare.
ad apposito Comitato il compito di esercitare il necessario controllo e la
possibilità di conoscere, nelle sue linee essenziali, le strutture e le atti
-
vità dei Servizi.

Pertanto, nel mentre io mi adopererò per acquisire il necessario as-
senso del Presidente del Consiglio. non
è nelle mie facoltà sciogliere
l'eventuale conflitto di competenza che dovesse sorgere con la Commis
-
sione interparlamentare per i servizi di informazione e sicurezza che,
laddove esistente, dovrebbe essere sanato preliminarmente a cura di co-
desta Commissione.

Mi sono stati formulati due ulteriori quesiti.

Il primo è relativo alle mansioni del colonnello del Sismi Camillo
Guglielmi, il secondo è relativo all'attività che il Sismi svolge contro la
criminalità organizzata
, in ottemperanza al dettato della legge n. 410 del
199
1.

Per quanto concerne il colonnello dei carabinieri Camillo Guglielmi,
egli, alla data del rapimento dell'onorevole Moro, era in forza alla le
-
gione carabinieri di Parma, dalla quale venne collocato in congedo - a
domanda - sotto la data del 15 aprile 1978.

 

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In epoca successiva, il predetto ufficiale prestò opera per il Sismi,
in qualità di consulente «esperto», a decorrere dal l° luglio 1978, in at-
tesa del richiamo temporaneo in servizio.

In data 22 gennaio 1979, l'ufficiale, richiamato in servizio, fu as-
sunto al Sismi e fu assegnato all'ufficio controllo e sicurezza con l'inca-
rico di direttore della sezione sicurezza (i cui compiti consistevano nel
controllo sull'affidabilità del personale dipendente del Sismi, nel rispetto
dell'articolo
8 della legge n. 801 del 1977).

In data 31 dicembre 1979, il colonnello Guglielmi venne perso di
forza dal Sismi e trasferito all' comando militare territoriale di Roma,
per collocamento in congedo. Continuò il proprio rapporto con il servi-
zio in qualità di «collaboratore», fino al 30 novembre 1981.

Per completezza di informazione, rappresento che l'ufficio controllo
e sicurezza fu sciolto in data
l° gennaio 1982 dal direttore del servizio
pro-tempore ed i suoi compiti furono affidati ad altra preesistente strut-
tura del Servizio
.

Per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata, il Sismi,
in ottemperanza a quanto dettato dalla legge n
. 410 del 1991, svolge atti-
vità  di intelligence all'estero ed affronta il problema con visione strate-
gica
.

Il Servizio, per assolvere questo compito, ha riformato le sue strut-
ture nell'aprile 1992, creando anche un'articolazione ad hoc che:

a) svolge la ricerca operativa, avvalendosi dei centri del servizio
all'estero ed in Italia, mediante una suddivisione areale
, attenta, oltre
che al fattore geografico, alle zone di Interconnessione e di influenza nel
settore della criminalità;

b) conduce l'analisi e studia la minaccia, in relazione ai singoli
fenomeni criminosi, anche ai fini dell'orientamento della ricerca.

Il campo della ricerca ed analisi della succitata struttura si estrin-

seca in direzione di:

associazioni criminali;
traffici illeciti;

riciclaggio ed impiego di capitali illeciti.

In sostanza, si può asserire che la struttura in questione effettua. in
generale
, ricerca ed analisi dei fenomeni criminali e delle possibili inter-
connessioni. Tutte le informazioni sono sempre e tempestivamente co-
municate alla polizia giudiziaria competente, in presenza di ipotesi di
reato
.

Per quanto connesso con la correlazione dell'attività di analisi svolta
dal Sism
i e con gli eventi che formano oggetto dei lavori di codesta
Commissione, osservo che razione del Sismi non si rivolge a specific
i
atti posti in essere dalle organizzazioni criminose, che sono oggetto di
specifica attività investigativa da parte degli organismi ad essa preposti.
Essa è, viceversa, rivolta alla acquisizione di informazioni sulla minac-
cia potenziale della criminalità organizzata di origine estera e sui rischi
e sulle possibilità che essa possa materializzars
i.

Si tratta di informazioni connesse con la prevenzione dell'attività
criminosa ovvero con la sua successiva repressione da parte degli organi
dello Stato competenti
. Tutto questo avviene in stretto coordinamento

 

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PRESIDENTE. Soprattutto con riferimento ad eventuali archivi in-
terni all'Arma dei Carabinieri se ho ben capito.

GUALTIERI. Sì, comunque si può poi meglio specificare l'elenco
delle informazioni che dovremmo acquisire
.

Le domando inoltre, signor Ministro, se oltre a lei possiamo ascol-
tare, come siamo stati autorizzati a fare in passato, i vertici del suo Mi-
nistero o i capi dei Servizi, al fine di avere, senza coinvolgere sempre lei
in prima persona
, certe Informazioni. Inoltre, signor Ministro, sono con-
trario ad una grande visibilità dei servizi segreti.

Io sono sempre stato favorevole a che i servizi segreti abbiano il se-
greto nella loro essenza, nel loro spirito. La visibilità del servizio se-
greto, quando
è troppo facile, apparente, non è una visibilità, Signor Mi-
nistro
, lei ci vuole portare a visitare la sede del Sismi; benissimo. Io l'ho
visitata tante volte, sono stato a colazione
, sono stato alla sede del Sisde
con tutto l'Ufficio di Presidenza della Commissione, abbiamo avuto
delle medaglie d'argento per gli apporti di grande collaborazione che
avevamo con il Sisde
. Poi ci siamo trovati nelle situazioni ben note: il
Sisde ci faceva vedere la sede, gli apparati
, le sale, con tutte le luci che
s
i accendono, ma poi venivamo a sapere che c'erano le case segrete di
Gladio sparse in Sicilia che nessuno conosceva; abbiamo scoperto
, con
la magistratura. che sono state prese in affitto case in cui vi erano pro-
paggini di Gladio che operavano in Sicilia quando la minaccia veniva da
tutt'altra parte
, abbiamo dovuto apprendere che vi era una pista gestita
dal Sismi in Sicilia
. Ecco che la visibilità è troppo facile: la vera visibi-
lità vi
è se il Servizio ci mette nelle condizioni (e, attraverso i Ministri ci
dà l'essenziale che abbiamo diritto di avere) di conoscere non le opera-
zioni singole ma le cose che possono essere conosciute.

Potrei continuare su questo, ma non lo faccio per rispetto dei
tempi. Se lei consente tuttavia, signor Ministro
, potremo farle pervenire
un elenco d
i tutte le cose che ancora rimangono da chiarire in vari set-
tori. Non so se il Presidente le ha detto che stiamo per dividerci in
gruppi di lavoro: ciascun gruppo avrà una serie di problemi da affron-
tare
. Pertanto non passerò da un argomento all'altro, mi limiterò ad af-
frontare soltanto una parte
.

Le dicevo con grande tranquillità: non siate più controparte, siate la
parte che assieme a questa Commissione del Parlamento cerca di risol
-
vere una inchiesta molto difficile che da anni va avanti ma che solo con
l'apporto politico del Governo può fare un passo in avanti
.

PREVITI. Vorrei dare una risposta molto chiara a questo tipo di
istanza
. Credo che il Governo abbia lo stesso desiderio di questa Com-
missione, cioè che si faccia più di quanto si è fatto nel paese negli anni
passati
. Perciò le assicuro, non soltanto a titolo personale ma anche a
nome del Governo, la più ampia e totale disponibilità a collaborare
, na-
turalmente nel rispetto della legge: vi sono cose che sono destinate ad
un certo tipo di riservatezza, ma in linea di principio avrete la collabo-
razione più puntuale e più ampia. Anche attraverso il rapporto diretto
con il personale del Sismi, con la stessa struttura ministeriale e con i

corpi dello Stato interessati a tali forme di collaborazione. di acquisì-
zione e conservazione dei documenti. L'unico limite è naturalmente

 

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quello della sicurezza di certe situazioni, come giustamente ha osservato
le,
ma anche in quei casi potremo trovare forme di intesa in un rinno-
vato rapporto fiduciario tra un'espressione importantissima del Parla-
mento, qual è questa Commissione, e
il Governo. In questo senso desi-
dero rispondere in maniera forse più
forte al Presidente, il quale ha os-
servato che non vede un vento di novità ...

PRESIDENTE. Queste cose le sta dicendo adesso.

PREVlTI. Mi era mancata la provocazione, ero rimasto sui binari di
quella che poteva essere una relazione introduttiva. Quindi, ciò dicendo,
rispondo anche al Presidente che mi ha rivolto un complimento: mi
consenta di rispondere con un altro tipo di apprezzamento. Il Presidente
di questa Commissione
è persona troppo stimata per la sua grande ca-
pacità di approfondire qualsiasi tema con un grande senso super partes,
mi sarebbe veramente dispiaciuto lasciare senza risposta la sua critica.
La ringrazio. quindi. Presidente. di questa provocazione.

Credo che sarà questa Commissione a dettare i tempi e le modali
operative con il solo limite che la legge ci dovesse imporre
. Per il resto
troverete collaborazione piena, assoluta
.

Ella, senatore Gualtieri. ha fatto riferimento poi a situazioni che ad-
dirittura sono pubbliche, per cui quella che lei chiede per molti versi è
una collaborazione perfino fattuale per la quale si tratta di far funzio-
nare gli organi che la devono gestire.

GUALTIERI. Dovevamo chiederlo a lei, però.

PREVITI. Spero che gli organismi siano in grado di funzionare con
la solerzia richiesta, ma se ciò non accadrà ci impegneremo affinché
ac
cada.

PRESIDENTE. Ringrazio il Ministro della difesa. Prendo atto delle
cose che ha detto rispondendo alla osservazione da me svol
ta: mi augu-
ravo che il Ministro dicesse ciò che ha detto e adesso ne prendo atto
con soddisfazione.

COLA. Raccolgo l'invito del Presidente alla brevità. Anche noi pren-
diamo atto con enorme soddisfazione di quanto ci ha detto in questo
momento il Ministro: mi pare che se si vuole lavorare lo si può fare solo
attraverso l'espletamento di queste formalità e l'acquisizione di questi
documenti
, senza che sia necessario ricorrere agli articoli 2 e 5 della
legge
Istitutiva della Commissione.

Mi pare che la piattaforma sia tale da farei lavorare. Io che sono
nuovo debbo presumere (lei,
senatore Gualtieri, era il Presidente della
vecchia Commissione) che tutto quanto sollecitato dal presidente Gual-
tieri non sia avvenuto in precedenza. Adesso il Ministro che rappresenta
il Governo ci dà questa disponibilità di cui noi prendiamo atto con
enorme soddisfazione.

Desidero porre solo due domande per entrare nel merito della sua
relazione
, signor Ministro. La prima riguarda Gladio: lei ha riferito che i
documenti di Gladio sono stati prima sequestrati e poi dissequestrati

 

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dalla magistratura; ebbene, vorremmo sapere se tale dissequestro è con-
seguente ad una valutazione di non utilità dei documenti oppure è sup-
portato da altra motivazione. La seconda domanda: lei ha riferito che
per quanto riguarda
gli attentati del 1993, la pista più accreditata è
quella della connessione con la criminalità organizzata; tutto questo è il
frutto di una valutazione logica o anche fattuale?

PREVITI. Potrò rispondere più completamente a queste domande
dopo un
pizzico di riflessione, se mi è consentito. Perchè i dati di cui di-
spongo sono quelli della mia relazione; allora, non volendo fare illazioni
di alcun genere, vorrei documentarmi meglio
.

BONFIETTI. Vorrei dire alcune cose che sono state già dette molto
bene dal presidente Pellegrino
. Evidentemente era questa seconda parte
che - credo tutti noi - volevamo sentirci dichiarare dal Ministro
.

È ben evidente che il Sismi, tutti i servizi segreti, il Ministro e an-
che il Governo
- lo diceva il senatore Gualtieri - nel passato non hanno
collabo
rato a sufficienza, non hanno dato nè alla Commissione stragi nè
alla magistratura la possibilità di pervenire alla soluzione delle stragi, se
siamo ancora qui a cercare di trovare i colpevoli e i responsabili delle
stragi medesime
. Anche nel passato - voglio dirlo - ci sono state molte
dichiarazioni di buona volontà da parte dei capi dei Dicasteri interes
-
sati, specialmente del Ministero della difesa e del Ministero dell'interno.
A quelle dichiarazioni, nel passato - insisto - non è seguita un'analoga
disponibilità
, come riprendeva ancora il senatore Gualtieri, da parte de-
gli apparati. Cioè gli apparati. nella realtà, nelle situazioni varie in cui
venivano interrogati, da vari punti di vista non hanno partecipato
, sia
che le richieste venissero dalle istituzioni, quindi dalle Commiss
ioni par-
lamentari, sia che venissero dalla società civile, quindi da coloro che
erano coinvolti in queste tragedie
.

lo ho colto nelle dichiarazioni del Ministro la rassicurazione che
egli ha voluto darci che d'ora in poi sarà diverso, e che quindi il Sism
i
risponderà positivamente e orienterà la propria condotta in modo ri-
spondente alle
logiche, ai disegni, alle richieste che il Parlamento stesso
delega appunto ai servizi segreti.

Volevo avanzare subito una richiesta, sperando che magari, nei
prossimi incontri che avremo, lei potrà darci immediata risposta, pro-
prio nell'ottica di questa necessaria collaborazione che in passato non
c'è stata. Voglio riferirmi ad una vicenda tra le tante di cui ci dovremo
occupare
, cioè la questione di Ustica. Noi dovremo sapere cosa i Servizi
in genere hanno fatto nell'immediatezza dell
'evento. Infatti, dato che a
pochi giorni di distanza dal fatto qualcuno si
è occupato di questa vi-
cenda, come ad esempio l'Aeronautica, il nostro Governo e il Parla-
mento
, che in varie forme e misure se ne sono occupati; vorrei sapere se
hanno fatto lo stesso i servizi segreti,
in quanto è difficile pensare che
ciò non sia avvenuto. L'Aeronautica nell'immediatezza dell'evento diceva
che si era trattato di un cedimento strutturale
. Il Ministro dei trasporti
di allora, l'onorevole Formica, nel mese di dicembre, quindi molto a ri-
dosso dell'evento stesso, tra .le varie ipotesi considerava anche quella che
era contenuta in una relazione della Commissione governativa che era
stata istituita, la commissione Luzzatti
; tra le eventualità di esplosione
come causa dell'abbattimento dell
'aereo, egli considerava le ipotesi
dell’esplosione interna o dell'esplosione esterna.

 

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Quindi già nel mese di dicembre si parlava di questa possibilità. Mi
chiedo allora cosa avevano fatto i servizi segreti
. Vorrei avere contezza
di queste attività dei Servizi di fronte ad un fatto che già per molti sog-
getti (una Commissione governativa, il Governo, il Parlamento) faceva
pensare ad una esplosione piuttosto che ad un cedimento strutturale.
Cosa
è stato fatto allora dai servizi segreti per appurare questa possibile
realtà?

PREVITI. Naturalmente anche su tale questione avrò bisogno di un
po
' di tempo per documentarmi. Comunque senz'altro fornirò a questa
Commissione tutto quello che al Sismi risulta che sia stato fatto imme-
diatamente dopo il disastro per raccogliere dati sulle eventuali cause.

BONFIETTI. Non voglio insistere sull'argomento, ma in vario modo
ministri della Repubblica e generali dell'Aeronautica
, nel fornire le pro-
prie r
isposte alla Commissione stragi degli anni passati, una volta inter-
rogati,
hanno dato l'impressione che ci si sia occupati della questione
sin da subito, ma le risposte non sono state tali da consentire di arrivare
alle conclusioni
. Poichè credo occorra soprattutto volontà politica, ri-
tengo che questa volta ci si possa arrivare
, posto che vi sia la consapevo-
lezza di quale sia l'obiettivo. Visto che la magistratura da sola non ci sta
riuscendo
, ritengo che vi sia bisogno di riconoscere questo, perchè altri-
menti questa Commissione non sarebbe stata costituita, se non vi fos-
sero stati questi drammatici problemi.

PREVITI. La sua domanda è relativa all'attività del Sismi. Su questa
sono in grado di raccogliere tutto il materiale esistente, se ne esiste, e di
metterlo a disposizione della Commissione insieme ad una relazione
storica.

PRESIDENTE. Signor Ministro, l'esigenza che sentiamo e l'aspetta-
tiva che manifestiamo è proprio che in questa fase la politica assuma la
prevalenza sull'amministrazione
, cioè che vi sia una prevalenza dell'in
put politico rispetto ad esigenze ed istanze di continuità amministra-
tiva
.

PREVITI. Forse non ho capito bene la domanda, ma lei si riferisce
a questo momento?

PRESIDENTE. Io mi ricollegavo con soddisfazione a quello che lei
ha detto prima
.

PREVITI. Questo è avvenuto per tanti anni.

PRESIDENTE. Certo, ma noi adesso ci auguriamo che effettiva-
mente, nel successivo svolgimento dei lavori, nei limiti del possibile,
i ri-
sultati di questa volontà politica che lei sta manifestando e che noi
st
iamo apprezzando siano evidenti.

DORIGO. Signor Ministro, condivido la richiesta del Presidente e di
altri colleghi d
i costruire tra il Governo, la sua persona e questa Com-

 

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missione un rapporto di discontinuità con il passato, almeno per quanto
riguarda la produttività di una collaborazione che non può essere solo
formale
. Lei giustamente ha detto che, su tutte le questioni che ineri-
scono al
Sismi, all'operazione Gladio e a tutte le vicende che toccano in
qualche modo il suo Dicastero e il lavoro della nostra Commissione
, vi
sono già molte inchieste della magistratura in corso
. Però, per la va-
lenza e le implicazioni di alcune vicende, come quella della operazione
Gladio
, è evidente che occorre anche un'azione delle autorità politiche.
Non basta l'accertamento giudiziario e nemmeno l'accertamento di in-
dagine di una Commissione parlamentare . È necessario l'interfaccia di
una decisione politica
.

Non è un caso che si sia cominciato a fare chiarezza su Gladio
quando l'autorità politica comunque decise che era venuto il momento
di rendere note, almeno in parte
, alcune cose che fino ad allora note
non lo erano state (ad esempio, la famosa lista dei 622 «gladiatori
» resa
nota dall'onorevole Andreotti).

Credo che, alla luce di un lavoro della magistratura molto esteso a
livello di indagine che si è svolto su queste materie, noi abb
iamo biso-
gno, da un lato, di lasciar lavorare la magistratura e di attendere le do-
vute conclusioni giudiziarie
, ma dall'altro lato (per le implicazioni politi-
che estremamente rilevanti - che lei immagina e conosce - che ci sono
nell'acc
ertare il ruolo di questa organizzazione Gladio, con il ruolo dei
servizi segreti, quello militare in particolare) abbiamo bisogno di vedere
dei gesti innovativi da parte dell'autorità politica senza i quali non potrà
essere fatto un accertamento di verità storico-politica, un accertamento
di conoscenza e di trasparenza
. Questo certamente altra cosa da un
processo giudiziario dì accertamento delle responsabilità penali che co
-
munque segue il suo corso.

Dall'analisi che abbiamo potuto fare, e prima di noi la precedente
Commissione stragi, sui vari materiali di inchiesta giud
iziaria nelle varie
istruttorie penali, portate avanti da soggetti diversi (dai giudici di Vene-
zia e di Bologna alla procura militare
, e così via), si sono ormai ravvi-
sati, al di là degli accertamenti giudiziari alcuni dati che diventano ipo-
tesi coincidenti in tante inchieste. Quando tante inchieste coincidono in
alcuni dati, quei dati di conoscenza cominciano a diventare dati di cu
i
tener conto, di cui prendere atto e di cui chiedere l'accertamento poli-
tico (al di là - ripeto - delle responsabilità penali o delle singole specifi-
c
he vicende personali).

Mi pare allora che un dato che stia emergendo in questi ultimi mesi
nella coincidenza di tutte le istruttorie effettuate sulla vicenda di Gladio
e sul Sism
i sia quello che gli organici di questa struttura non erano li-
mitat
i ai 622 «gladiatori» resi noti dall'autorità politica del tempo. Ed
allora, la questione che si pone per questa Commissione (che pure
è in
una fase di conclusione di istruttoria e di costruzione quindi di un giu-
dizio storico
-politico che noi vogliamo poter costruire perchè, come giu-
stamente diceva il Presidente, possiamo anche avvantaggiare i di un mu-
tato clima internazionale ed interno)
è la necessità di fare luce a livello
storico
-politico la più obiettiva e conclusiva possibile; per ottenere que-
sto abbiamo b
isogno di un gesto significativo delle autorità politiche.
Non è un gesto che può venire dalla magistratura o semplicemente dalle
indagini della Commissione. Occorre cioè che vi sia l'intenzione
, la vo-

 

Senato della Repubblica                          - 49 -                           Camera dei Deputati

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 15 Novembre 1994 - 4ª SEDUTA

lontà e lo sforzo dell'autorità politica, del Governo, del Ministro della di-
fesa e del Ministro dell'interno di fare luce, di rendere noti gli agglome-
rati complessivi della struttura Gladio, con le d
iramazioni e le implica-
zioni di questa struttura
, al di là di quei 622 nominativi.

Ormai si parla di una struttura che aveva una configurazione ben
più ampia e su questo problema credo che occorra una sua disponibi-
lità
. Naturalmente il Ministro potrà rispondere che allo stato dell'arte il
Ministero e il Governo non sono ancora in grado di farlo, ma la cosa
che a noi interessa
è sapere se c'è una disponibilità dell'autorità politica
ad aprire questo tipo di accertamento e a rendere disponibile per la co
-
noscenza di questa - Commissione e del Parlamento un fatte che diventa
un'ipotesi molto consolidata. Cioè di un organico di Gladio ben più am-
pio, di un suo radicamento e di un suo potere all'interno dei Servizi
: un
servizio ombra nel servizio del S
ismi, un potere trasversale che questa
struttura aveva cucito intorno a , al di là del ruolo dello Stay behind
della struttura Gladio intesa in senso più ristretto.

Questo lo si deduce anche dal fatto che non possiamo pretendere
che la magistratura rintracci, o che noi rintracciamo al posto della ma
-
gistratura tutti i fascicoli riguardanti Gladio che sono spariti dagli ar-
ch
ìvi del Sismi. Questo dato di fatto è nelle relazioni e negli accerta-
menti: sono spariti pressoché tutti i documenti riservatissimi e segreti,
perfino quelli ordinari sulla VII divisione. Non dispongo dell'elenco dei
documenti scomparsi, avremo modo di approfondire la questione anche
se la Commissione ha già approfondito
: le relazioni allegate alle inchie-
ste giudiziarie hanno riscontrato che sono spariti tutti questi fascicoli
.
Quindi non è più nella facoltà di una mera indagine conoscitiva, ma sta
all
'autorità politica prendere atto degli elementi che può avere, al di là
di quell
i già in possesso dell'autorità giudiziaria o della Commissione
parlamentare, per impegnarsi su questo terreno
.

Signor Ministro, questa considerazione si connette alla vicenda
della Falange armata
. Lei ha detto che è in corso l'indagine della magi-
stratura e che al Ministero non risulta che ci siano nominativi di uffi-
ciali del Sismi raggiunti da avvisi di garanzia; però ovviamente lei è al
corrente come noi dei nominativi di questi ufficiali, perché sono com-
parsi anche sulla stampa e nelle istruttorie penali. Anche su questo
aspetto credo che l'autorità politica debba compiere dei suoi accerta-
menti, anche rispetto al fatto che quando il Cesis chiese questi fascicoli,
gli stessi erano incompleti
(mi riferisco ai fascicoli di sedici ufficiali ex
paracadutisti, che si ipotizza abbiano costituito e appartengano alla
struttura della Falange armata).

PRESIDENTE. Sono ancora in servizio?

DORIGO. Siccome i nominativi sono noti, abbiamo anche presen-
tato unnterrogazìone parlamentare per sapere se sono ancora in forza
al Servizio, che carica rivestono all'interno del Servizio, se il Governo ri
-
tenga o meno di doverli sospendere dal servizio, o comunque non ri-
tenga di dover fornire delle documentazioni di approfondimento, che il
Cesis e questa Commissione non hanno ancora avuto, su queste
persone
.