CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

    15/06/93                      Commissione Stragi - Interventi: Gualtieri, Cicciomessere, Gualtieri
 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XI LEGISLATURA

ATTI PARLAMENTARI

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA

SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA MANCATA
INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI

ricostituita con la legge 23 dicembre 1992, n. 499,

che richiama la legge 17 maggio 1988; n.172, e successive modificazioni

RESOCONTI STENOGRAFICI DELLE SEDUTE

2a SEDUTA

MARTEDÌ 15 GIUGNO 1993

Senato della Repubblica - 5 - Camera dei deputati

 

XI LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI – DOCUMENTI

2’ SEDUTA

MARTEDÌ 15 GIUGNO 1993

Presidenza del presidente GUALTIERI

La seduta ha inizio alle ore 21.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

PRESIDENTE. Comunico che è stata avanzata la richiesta di
attivazione del circuito radiotelevisivo interno con la sala stampa.

Se non si fanno osservazioni, così resta stabilito.

TABLADINI. Signor Presidente, io sono contrario.

PRESIDENTE. Metto allora ai voti la richiesta, avanzata dal Gruppo
federalista europeo ecologista, di attivare il circuito radiotelevisivo
interno.

È approvata.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE SUL PROGRAMMA DEl LAVORI DELLA
COMMISSIONE

PRESIDENTE .. Il primo punto dell'ordine del giorno reca: «Comu-
nicazioni del Presidente sul programma dei lavori della Commissione»
.

Onorevoli colleghi, prima di esporre quello che ritengo essere un
programma di lavoro da sottoporre alla vostra attenzione e quindi alla
vostra approvaziorie, vorrei ricordare che la precedente Commissione
concluse i propri lavori il 15 aprile 1992, ossia più di un anno fa. Quella
insediatasi nella precedente seduta è una Commissione quasi completa-
mente rinnovata nei suoi componenti e pertanto ritengo opportuno,
all'apertura dei nostri lavori, svolgere una brevissima premessa sulle
prerogative, sui compiti della Commissione di inchiesta sul terrorismo e
le stragi e soprattutto sui profili di responsabilità che gravano su tutti
coloro che ne fanno parte.

In quanto titolare di inchieste parlamentari, la Commissione
procede alle indagini e agli esami che si dovessero rendere necessari
con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria, anche
se evidentemente con obiettivi differenti dall'accertamento di responsa-
bilità penali
. Dottrina, giurisprudenza e prassi parlamentari sono

 

 

 

Senato della Repubblica - 9 - Camera dei deputati

 

XI LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Cosa si può fare per affrontare questi fenomeni di terrorismo? Ho
avuto la disponibilità (ma la Commissione dovrà confermare il suo
interessamento in proposito) da parte dei massimi responsabili
dell'ordine e della sicurezza pubblica, a cominciare dai Ministri
dell'interno e della difesa, per proseguire con i capi della Polizia e dei
servizi segreti; a venire in questa sede fin dalla settimana prossima al
fine di riferire le loro conoscenze e previsioni in relazione a questi
fenomeni di terrorismo.

Quindi la priorità immediata che propongo alla Commissione
riguarda l
'approfondimento degli ultimi eventi terroristici.

Anche il caso Moro è di competenza della nostra Commissione, in
quanto previsto nella legge istitutiva. Il materiale informativo recente-
mente inviato dalla Procura generale apre dei nuovi problemi, non
tanto in riferimento alle indagini della magistratura, quanto perchè il
caso Moro fu affidato alla nostra Commissione dai Presidenti della
Camera e del Senato a seguito del secondo rinvenimento
, il 9 ottobre
1990, di documenti in via Monte Nevoso. Ricordo che il 17 ottobre di
quell
'anno la nostra Commissione deliberò di inviare ai Presidenti della
Camera e del Senato il materiale ritrovato in via Monte Nevoso che ci
fosse stato trasmesso dalla magistratura; il 18 ottobre 1990 il dottor
Giudiceandrea, responsabile della Procura di Roma, ci trasmise
effettivamente tutta la documentazione e il 19 ottobre i Presidenti della
Camera e del Senato invitarono la Commissione a espungere dalla
pubblicazione le lettere aventi contenuto familiare e privato. Trattenem-
mo allora presso la Commissione sette o otto lettere che non rendemmo
pubbliche per il loro carattere estremamente familiare (trattavano di
problemi di eredità o di altre cose del genere). Il 10 febbraio 1991
pubblicammo le lettere di Moro negli atti parlamentari (Documento
XXIII, n
.26). Inoltre il gruppo di lavoro che costituimmo sul caso
Moro, formato dal senatore Macis, dal senatore Granelli e dall'onorevo-
le Cicciomessere, pubblicò una relazione nella quale, anche prima di
acquisire le conclusioni della Procura, quindi sulla base delle perizie e
degli approfondimenti compiuti dalla Commissione, si potè dichiarare
che le carte di Moro concernenti il cosiddetto «secondo ritrovamento»
di via Monte Nevoso non erano originali ma fotocopie, non erano
complete e presentavano delle lacune; in definitiva non si era sicuri di
aver recuperato per intero il materiale riguardante l'onorevole Moro.
Nelle competenze di questa Commissione rientra per ora il compito di
seguire le vicende processuali
, per cercare di capire quali documenti
manchino ancora all'appello
. Ci sono delle differenze tra quanto è stato
rinvenuto là prima volta in via Monte Nevoso e quanto risulta dal
secondo ritrovamento; non si sa dove siano gli originali e inoltre è stato
confermato che avrebbero dovuto esserci dei filmati
, che però non sono
venuti fuori.

Vengo ora al caso Gladio, che nella passata legislatura ci ha fatto più
sof
frire e ha scatenato più polemiche. La/Commissione che ho avuto
l
'onore di presiedere non si è inventata iquel caso solo perchè aveva
voglia di sollevario
. Al contrario, la competenza sul caso Gladio è stata
trasferita a questa Commissione il 2 agosto 1990 in base a un ordine del
giorno della Camera dei deputati, che impegnava il Governo a
informare appunto la Commissione stragi in ordine all'esistenza e alle

Senato della Repubblica -10- Camera dei deputati

 

XI LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

finalità di una struttura occulta, interna al Servizio segreto militare, di
cui vi era traccia in inchieste parlamentari e giudiziarie. Il 3 agosto 1990
il presidente del Consiglio Andreotti ammise in Commissione l'esistenza
della struttura Gladio, ma affermò che era stata sciolta nel 1972; il 18
ottobre 1990 lo stesso presidente del Consiglio Andreotti trasmise alla
Commissione un dossier intitolato «Il Sid parallelo, operazione Gladio»;
il 24 ottobre 1990 sempre il presidente Andreotti dovette invece
riconoscere in Parlamento che Gladio esisteva ancora; il 28 novembre
1990 il Governo sciolse definitivamente la suddetta struttura.

In questi giorni la Commissione antimafia ha pubblicato uno studio,
a uso interno, ma trasmesso al Parlamento, nel quale si compie
un 'analisi dell'attività di Gladio in Sicilia. Già nei nostri atti avevamo
rilevato come si fosse attivata in Sicilia una struttura di Gladio che non
aveva niente a che vedere con gli scopi anti-invasione
che le erano
propri nel Nord del paese
. Oggi l'esistenza di questa struttura in Sicilia è
stata riconosciuta e ne sono stati individuati i
' comandanti. La relazione
della Commissione antimafia rivela che l'aereo
' in dotazione il quel
gruppo è stato recuperato e smontato a Capo
Marargiu; insomma ci
sono elementi per sostenere che anche dopo il 1990 Gladio abbia svolto
una certa attività. E siccome la competenza sul caso Gladio appartiene
istituzionalmente alla nostra Commissione, esamineremo la loro
relazione e su di essa svolgeremo le nostre considerazioni, secondo
quanto ho concordato con il presidente della stessa
' Commissione
antimafia Violante. Ricordo inoltre che una struttura di Gladio in
passato è stata attivata dalla Presidenza del Consiglio per essere inviata
persino in Perù a proteggere il Presidente di quello Stato che era

. minacciato da un attentato militare; pertanto, è riconosciuto che Gladio

 ha operato anche all'estero avvalendosi di uomini non appartenenti alla .
propria struttura.

Infine vi è il caso Ustica, che 1'11 maggio 1988 venne assegnato alla
competenza della Commissione stragi con un ordine del giorno della
Camera dei deputati; il 30 marzo 1989 la Commissione confermò
all'unanimità la propria competenza in materia eil 6 giugno dello stesso
anno la rivendicò nuovamente ci fronte di talune proposte, avanzate

. presso la Camera dei deputati, di istituzione di una Commissione
rnonocamerale di inchiesta sulla tragedia di Ustica. Noi abbiamo portato
avanti una lunga inchiesta sul caso Ustica e a questo punto credo che
siamo nelle condizioni, per il materiale che abbiamo a disposizione, per
le relazioni da noi scritte, per le competenze che abbiamo acquisito e
per la collaborazione che abbiamo ricevuto e che abbiamo assicurato ai
magistrati, di acquisire del nuovo materiale, di studiarlo ed eventual-
mente di dedicare alcune sedute di approfondimento a questo caso.

Cari colleghi, rimangono infine i nostri compiti istituzionali
concernenti l'esame di tutto il materiale riguardante le nove grandi
stragi avvenute nel paese, da piazza Fontana a Bologna. Dobbiamo
seguire gli sviluppi giudiziari e acquisire ogni giorno migliaia di copie di
atti processuali. A Bologna in ottobre si celebrerà il processo di appello
per la strage della stazione, mentre a Milano vengono scoperti nuovi
documenti. Seguiremo tutti questi sviluppi e vi dedicheremo la nostra
attenzione, dal momento che si tratta del compito prioritario della
Commissione
.

 

 

Senato della Repubblica -12- Camera dei deputati

 

 

XI LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

FRASCA. Signor Presidente, vorrei porre due questioni, una di
o
rdine metodologico, l'altra di ordine sostanziale.

Dal punto di vista metodologico bisognerebbe evitare una duplica-
zione di compiti e di iniziative in rapporto all'attività della Commissione
ant
imafia. Lei giustamente faceva riferimento agli attentati di Firenze e
di Roma e all'esigenza che il Ministro dell'interno venga a riferire in
questa sede in proposito. Tuttavia, il ministro Mancino ha già riferito nel
p
omeriggio di oggi davanti alla Commissione antimafia su quelle
vicende. Bisognerebbe perciò trovare il modo di evitare inutili
duplicazioni
. Penso che questo problema si possa risolvere con una
idonea intesa tra lei e il Presidente della Commissione antimafia.

Per quanto concerne la questione sostanziale, ha ragione il collega
Tabladini nel sostenere che dovremmo cominciare a lavorare dall'ap-

profondimento della strage di Brescia. Però dovremmo essere in grado
di distinguere quanto è stato già definito in materia, e su cui non si può
o non è più opportuno ritornare, e quanto invece può essere ancora
oggetto di attenzione da parte nostra. Non possiamo inoltre non
occuparci degli ultimi avvenimenti. Ma, a parte Firenze e Roma, due
questioni sono tornate recentemente di attualità, a causa della
maturazione di alcuni eventi e dell'avvio di alcune iniziative da parte
dell'autorità giudiziaria: mi riferisco al caso Moro e al caso Cirillo
, su
cui penso che la nostra Commissione debba al più presto soffermare la
propria attenzione.

CICCIOMESSERE. Sono perfettamente d'accordo con i colleghi
Frasca e Tabladini e sottolineo che il rischio più grave per il nostro
lavoro è che la Commissione si preoccupi eccessivamente della
consonanza con la linea seguita da un
. certo tipo di stampa e da
determinati gruppi editoriali, senza riuscire ad approfondire i temi di
sua competenza. Abbiamo corso questo rischio anche nella scorsa
legislatura restando agganciati alle questioni di maggiore attualità,
senza poi concludere quasi nulla.

Il Presidente ha ricordato che questa Commissione nella scorsa
legislatura non ha adempiuto al suo compito fondamentale, quello cioè
di individuare non i responsabili delle stragi, ma le ragioni per cui non
s
i è arrivati alla loro identificazione. Ritengo pertanto che noi non
dovremmo assolutamente occuparci degli attentati di Roma e Firenze,
sui quali sta già lavorando un'altra Commissione
. Per quanto riguarda
l
'attività eventuale della struttura Gladio in Sicilia, ce ne siamo occupati
fino alla nausea; abbiamo scritto tutto quanto era possibile sul caso
Gladio e
, se vi sono ancora delle questioni in sospeso, soprattutto in
relazione a vicende di mafia, se ne occupi la Commissione antimafia.

Sul caso Ustica credo che abbiamo fatto molto, soprattutto per
trasferire la titolarit
à delle indagini da alcuni magistrati ad altri;
vedremo poi i risultati. In precedenza infatti i giudici non si erano
interessati a fondo di questa vicenda
, anzi avevano fatto di tutto per
archiviarla
, ed è stato un grande merito di questa Commissione far
trasf
erire l'inchiesta ad altri magistrati che invece hanno lavorato
seriamente
. Ma ora possiamo anche limitarci a seguire il loro operato.

Ritengo quindi che i due punti centrali del nostro lavoro debbano
riguardare il caso Moro e il caso Cirillo. Come ha ricordato
il

 

 

 

Senato della Repubblica -22- Camera dei deputati

 

 

XI LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI'.:.

,.

 

ha ostacolato il corso della giustizia, ciò costituirebbe un enorme
ri
sultato per la nostra Commissione.

Il senatore Tabladini ha citato il caso della strage di Brescia.

Ebbene, ho parlato con il magistrato, peraltro bravissimo, che ha
condotto le indagini ed egli mi ha confessato che
la strage di Brescia
non è un mistero, anche se non se ne conoscono gli
.esecutori, e forse
qu
ella vicenda non sarebbe rimasta oscura se la Corte di cassazione, con
una famosa sentenza, non avesse pre
cluso a quello stesso magistrato la
possibilità di indagare, Nella strage di Brescia infatti - risulta dagli atti
che il magistrato ci trasmetterà e che dovremo leggere perch
è non
pretendo di essere creduto sulla parola - è possibile individuare la
mano o le varie mani che hanno allontanato l'autorità giudiziaria dalla
verità (e lo stesso può affermarsi per Milano e per altre stragi). Dovremo
quindi tentare d, arrivare a una lettura unitaria di quest
i episodi e a tal
fine occorrer
à trovare uno strumento piuttosto agile.

Per quanto riguarda poi il caso Moro, ovviamente esso si riaprirà
pc l
' la parte di nostra competenza; la nostra Commissione infatti ha
ricevuto l
'incarico dal Parlamento di esaminare non solo le carte scritte
da Moro
, ma anche la rilevanza che la sottrazione di una parte di esse ha
avuto pe
r la mancata comprensione di. quello che è stato forse il più
grande delitto di Stato della storia italiana. Questo compito è di nostra
spettanza.

Sempre con riferi-mento ai numerosi misteri del caso Moro, ricordo
che n
ella passata legislatura i colleghi Granelli e Cicciomessere furono
estensori di un documento molto importante, che invito i nuovi memb
ri
della Commissione a leggere perchè molti 'elementi, che .sembrano
soltanto oggi scoperti dalla magi
stratura, erano già contenuti in. quel
documento. A questo proposito vorrei poi ricordare - e mi dolgo per
non averlo fatto prima - un amico scomparso, l'onorevole Luigi
Cipr
iani, il quale era membro della nostra Commissione e aveva fatto
parte proprio del gruppo di lavoro sul caso Moro, al termine della cui
attività aveva stilato una sua distinta relazione. Si trattava di una persona
che metteva l
'anima in questo lavoro e vorrei rivolgere, a nome di tutta-
la Commissione, alla vedova dello scomparso il nostro più profondo

. cordoglio .

. Quanto poi al caso Gladio, certamente la Commissione non
spenderà ulteriore tempo per stabilire la sua legittimità o meno; questo
compito non è più affidato a noi
, ma eventualmente al Parlamento al
quale abbiamo trasmesso le nostre relazioni sull'argomento
. Certo
ancora oggi c'e chi sostiene la legittimità della struttura Gladio, come ad
esempio il Comitato parlamentare per i Servizi, e chi, come una parte
della magistratura
, la ritiene illegittima; a questo punto però il problema
esula dai nostri compiti e quindi non verrà più riaperto. Siamo tuttavia
interessati a conoscere l'attività di quella struttura negli ultimi anni fino
a quando, non sussistendo più il pericolo di un'invasione dall
'Est, è stata

sciolta dal Governo, Infatti, tra i documenti che la magistratura ha
inviato al Parlamento vi è la testimonianza (risalente a quindici giorni
fa) del prin
cipale collaboratore del generale Dalla Chiesa, il quale
afferma che quest'ultimo gli aveva dato l'incarico di esaminare le
operazioni che la struttura Gladio aveva condotto a fini interni e che
questo tema sarebbe stato trattato anche da Moro nelle sue lettere
.