CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

  19/11/997


 

SENATO DELLA REPUBBLICA                   CAMERA DEI DEPUTATI

 

XIII LEGISLATURA

Doc. XXIII
n. 4

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA

SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA
MANCATA INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI

istituita con legge 23 dicembre 1992, n.499,

che richiama la legge 17 maggio 1988. n.172. e successive modificazioni

(composta dai senatori: Pellegrino, Presidente, Manca, Vice presidente. Bonfietti e Palom-
bo,
Segretari, Caruso, Castelli, Cioni, Cirami, Cò, De Luca Athos, Dentamaro, Donise,
Follieri, Forcieri, Gualtiei, Mantica, Pace, Polidoro, Staniscia,
Toniolli, Ventucci
e dai
deputati:
Grimaldi, Vice presidente, Bianchi Clerici, Cappella, Carotti, Cola, Cosini,
Delbono, Detomas, Fragalà, Gagliardi, Gnaga, Leone, Marotta, Mazzocchin, MIraglia del

Giudice, Nan, Ruzzante, Saraceni, Tassone, Zani)

Seconda relazione semestrale sullo stato dei lavori

presentata dal Presidente della Commissione
(PELLEGRINO)

 

ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della legge 17 maggio 1988, n.172,
richiamata dall'articolo l della legge 13 dicembre 1992, n. 499

Comunicata alle Presidenze il 19 novembre 1997

13-PAR -lNC-0004-0

TIPOGRAFIA DEL SENATO (1200)

 

Senato della Repubblica

- 7 -

 

Camera dei deputati

 

XIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

INDICE

1.   La discussione sullo stato dei lavori: l'iniziativa po-
litica della Commissione per la proroga. La proroga

                          legislativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. Pag.          9

2.   Le audizioni dei responsabili politico-istituzionali
del periodo dell' eversione e del terrorismo. Le au-
dizioni di alcuni importanti estremisti di destra e di
sinistra. Le audizioni di alcuni indagatori e magi-

                          strati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . »            10 

3.   Il caso Craxi. Le polemiche scoppiate all'indomani
della mancata audizione e l'incontro con il ministro

                          Dini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   »            11

4.    Le attività svolte dal comitato di lavoro su Ustica.           »            12

5.    Alcune importanti acquisizioni documentali ...                 »            13

6.    L'ulteriore proroga legislativa dei processi ancora

                         in corso con il vecchio rito . . . . . . . . . . . . . . . .             »           15

7.   Il questionario sul terrorismo e l'eversione: un ca-
pitolato di domande rivolte ai consulenti della

                         Commissione .............................................................. »           16

 

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dell' entrata in vigore della riforma del processo penale intervenuta, come è
noto, nel 1989
. Fra i procedimenti in questione ve ne erano alcuni di parti-
colare rilievo, quali: quello per il disastro aereo di Ustica; quello per la stra-
ge del maggio 1973 dinanzi alla questura di Milano; quello relativo alla ca-
duta dell'aereo Argo16; quelli relativi a filoni d'indagine sul terrorismo e
l'eversione di destra, condotti dal giudice istruttore di Milano.

Al riguardo è prevalsa in sede parlamentare l'opinione che non fosse
opportuno interrompere - con la rimessione degli atti alle procure della Re-
pubblica competenti - un lavoro istruttorio in molti casi ormai prossimo al-
la conclusione, e ci si è orientati verso un 'ulteriore e breve proroga del ter-
mine, per soli sei mesi, e verso una limitazione della proroga a pochi pro
-
cedimenti ancora in corso ed individuati specificamente attraverso il riferi-
mento alle ipotesi di reato di cui agli articoli del codice penale nn. 285, 286
(devastazione, saccheggio. guerra civile) nonchè i nn.422 (strage) e 428
(naufragio, disastro aviatorio). Si è così giunti al varo della legge n. 183 del
27 giugno 1997 che ha operato, nei termini anzidetti, la proroga legislativa
delle istruttorie pendenti con il vecchio rito fino alla nuova data del 31 di-
cembre 1997.

7. Il questionario sul terrorismo e l'eversione: un capitolato di domande
rivolte ai consulenti della Commissione

Dopo la pausa estiva la Presidenza della Commissione ha predisposto
un capitolato di domande sui principali fatti di eversione e di terrorismo
che sono oggetto di indagine presso la Commissione stessa. Il capitolato,
aperto al contributo delle varie parti politiche, è stato inviato, per decisione
dell 'Ufficio di Presidenza allargato, a tutti i consulenti della Commissione
affinché questi vi rispondano sulla base delle acquisizioni istruttorie e docu-
mentali operate dalla Commissione.

Scopo dell'iniziativa è quello di ancorare su solide basi documentali il
giudizio storico politico che la Commissione è chiamata ad esprimere sulle
numerose e complesse materie di sua competenza. Il questionario copre in-
fatti tutte le problematiche che concernono i temi dell' eversione e del terro
-
rismo, materia di cui viene analizzato anche il terreno di possibile coltura.
Il periodo considerato va dal secondo dopoguerra al caso Moro inclu-
so (*).

(*) Si ritiene opportuno riprodurre qui il testo del questionario:

«Sullo base della documentazione acquisita agli atti della Commissione e delle ri-
sultanze degli atti dì inchiesta compiuti dalla Commissione in questa (soprattutto) e
nelle precedenti legislature, i consulenti collegialmente o singolarmente
:

A. Dicano se è vero che:

Aa. Il disarmo delle formazioni partigiane nel centro e nel settentrione di Italia
non avvenne subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ma gradualmente
in
anni successivi
, come riflesso dell'evoluzione della situazione politica;

Ab. In particolare il disarmo delle formazioni partigiane non comuniste avvenne
(con le eccezioni di cui al successivo quesito Ac) dopo la sconfitta del Fronte popo-

 

3. 

 

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Ai consulenti è stato assegnato un termine di sessanta giorni per forni-
re le risposte, termine ormai di imminente scadenza. Pervenute le risposte-
che, giova ripeterlo, dovranno essere basate sulle risultanze documentali

lare nelle elezioni politiche del 1948; quello delle formazioni partigiane «rosse» av-
venne
in anni successivi e la disponibilità delle armi si protrasse così sino alla metà
degli ann
i '50;

Ac. In tale contesto, sin dall'immediato dopoguerra, furono costituite (in parte
utilizzando formazioni partigiane bianche) strutture paramilitari segrete
. che furono
operative nel settentrione e soprattutto nella parte nordorientale del Paese e che a
ve-
vano collegamenti e legami con i vertici istituzionali degli apparati militari e del Mi
-
nistero dell'interno;

Ad. A tali organizzazioni furono assegnati compiti non solo difensivi e di resi-
stenza in caso di invasione militare del territorio nazionale, ma anche informativi, di
prevenzione e di controinsorgenza
;

Ae. Nel medesimo arco temporale sorsero nel Paese organizzazioni non ufficiali
in funzione anticomunista che utilizzarono probabilmente risorse finanziarie prove
-
nienti anche dagli USA;

Af. Nel medesimo arco temporale l'Ufficio Affari riservati del Ministero dell'in-
terno (nelle sue varie denominazioni che si sono succedute nel tempo) disponeva di
strutture informative articolate nel territorio nazionale
;

B. Dicano se il complesso di strutture ed associazioni di cui ai precedenti quesiti
operava nell'ambito di un disegno strategico complessivo caratterizzato dalla parteci-
pazione di organi e/o ambienti istituzionali.

C. Valutino se nel medesimo arco temporale siano esistite in Italia reti clandesti-
ne di opposto segno
, politicamente legate al Pci e/o a centrali di intelligence del bloc-
co orientale.

D. Dicano se è vero che:

Da. Le reti e le strutture clandestine di cui sub A) solo in parte confluirono in
Gladio
, continuando a sussistere anche dopo la costituzione di questa;

Db. Alla struttura Gladio sono riferibili - oltre ai compiti di resistenza in caso di
invasione militare, tipici della Stay Behind
- anche la possibilità di una sua utilizza-
zione
: per compiti informativi; per compiti di controinsorgenza in ipotesi di sovverti-
menti interni; per compiti di contrasto a forze politiche legalmente riconosciute;

Dc. La pluralità di tali compiti potenziali attribuiti alla struttura Gladio consente
d
i ipotizzarne un modulo organizzatorio variabile e per ambiti distinti, ciascuno atti-
v
abile in ragione dell'obiettivo specifico di volta in volta perseguibile, non esclusa la
possib
ilità di attivare una  mobilitazione più ampia attingendo ad altre strutture paral-
lele, in parte preesistenti alla Gladio e in questa non confluite, in parte. Come i Nuclei
per la difesa dello Stato
, costituite in epoca successiva alla creazione di Gladio;

E. Dicano se è vero che alla Gladio e al complesso delle altre strutture clandesti-
ne nei loro riferimenti istitu
zionali può attribuirsi sino alla fine degli anni '60 una si-
tuazione di potenzialità operativa; in
caso affermativo individuando gli episodi di loro

                  attivazione concreta.                                                                  .

F. Dicano se è vero che:

Fa. Durante gli anni '60 diviene percepibile una crescente contiguità ed un pro-
gressivo innervamento di tale complesso di reti clandestine e dei loro referenti istitu-

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presenti agli atti della Commissione - sarà più agevole procedere alla reda-
zione di un documento di sintesi che rifletta le certezze ormai acquisite agli
atti dell'inchiesta ed al giudizio storico comune, e che su di esse costruisca
l'intelaiatura ed il presupposto del futuro giudizio politico della Commissio
-
ne di inchiesta.

zionali con elementi o gruppi della Destra radicale, che abbandonavano e/o rendeva-
no quiescente la propria ideologia anti-atlantica in vista del contrasto all'espansioni-
smo comunista;

Fb. L'evoluzione del quadro internazionale con le prospettive di distensione ed il
progressivo spostamento a sinistra dell
'asse politico italiano hanno accentuato il feno-
meno di cui al precedente punto Fa. (La risposta dovrà tenere conto della complessità
e delle contraddizioni del periodo storico contrassegnato da: la crisi di Cuba; il primo
centro sinistra italiano; il successo elettorale del PCI nel 1963; la destituzione di Kru-
scev nel 1964
; la guerra del Vietnam; la rivoluzione culturale in Cina; l'invasione
della Ceco
slovacchia; il suicidio di Jan Palach; le forti tensioni militari tra Russia e
Cina
; la crisi interna del PCI con l'espulsione del gruppo del Manifesto; il maggio
france
se e le violenze e contestazioni studentesche in Europa; l'autunno caldo; i moti
insurrezionali di Danzica; la rivolta di Reggio Calabria; i successi elettorali della De-
stra in Italia nel 1970-72).

G. Dicano se è vero che:

G1. Settori consistenti ed influenti della classe politica e/o dirigente dell'epoca
ritennero oramai inadeguata, inutile o impraticabile una risposta
, basata solo sul me-
todo democratico e sul confronto elettorale, ai fermenti ed ai rischi della situazione
politica
.

Ga. Nel periodo 68-74 settori del mondo politico, apparati istituzionali, gruppi e
movimenti della Destra radicale
- insieme, ovvero autonomamente gli uni dagli altri,
e con distinzione di obiettivi
- hanno elaborato e/o posto in essere una strategia della
tensione volta a determinare le condizioni di una risposta autoritaria alla situazione di
disordine e di malessere sociale conseguente alla contestazione studentesca
, alle ri-
vendicazioni operaie e al crescente radicalismo della sinistra extra parlamentare;

Gb. A tale strategia sono attribuibili tentativi di colpo di Stato, sia pur restati al
mero stato ideativo o
a fasi iniziali di attuazione, specificando:

se tali tentativi erano diretti a sovvertire l'impianto istituzionale e democratico,
o a sostituire la classe dirigente, ovvero a selezionarla;

perchè il colpo di Stato veniva ritenuto il più funzionale a tali obiettivi;
quali eventi politici, di cronaca e di violenza possono avvalorare; ex
ante ed ex
post; l'ipotesi che si sia progettato
o tentato il colpo di Stato con le finalità
predette
.

Gc. A tale strategia sono ascrivibili - precisando in quali limiti - anche gli atten-
tati della cui esecuzione materiale è stata accertata giudizialmente l'attribuzione ad
elementi della Destra radicale;

H. Dicano se sia certa o almeno altamente probabile, anche alla stregua di re-
centi acquisizioni dell'autorità giudiziaria
, l'attribuibilità a tale strategia, e quindi ad
un medesimo contesto eversivo, delle tre grandi stragi impunite del periodo 69
-74
(Milano, Brescia
, Italicus);

I. Dicano se è vero che:

Ia. È nettamente percepibile (e in parte riconosciuta), almeno fino al 1974, una
volontaria abdicazione del potere politico da ogni compito di controllo sull'attività de-
gli apparati di intelligence;

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 Da ultimo va aggiunto che - nello spirito di mutua collaborazione che
da sempre caratterizza il rapporto fra la Commissione e le diverse autorità
giudiziarie
- il questionario è stato inviato anche agli organi della magistra-
tura ancora impegnati in procedimenti per fatti di terrorismo e di eversione
.
L'iniziativa tende non già ad ottenere altrove le risposte che la Commissio-
ne autonomamente deve darsi, quanto piuttosto alla più ampia circolazione
degli spunti di riflessione e di approfondimento, nel pieno rispetto delle dif-
ferenti prerogative e dei diversi compiti istituzionali
.

PELLEGRINO,  presidente

Ib. Gli apparati di intelligence e di sicurezza, anche dopo il 1974, furono autori
di attività di depistaggio e
di copertura nei confronti di elementi della destra radicale
individuati dall'autorità giudiziaria come possibili autori di fatti di strage;

Ic. Tali attività di depistaggio e copertura, comprese quelle successive al 1974,
appaiono ispirate dalla volontà di coprire responsabilità politiche e istituzionali riferi
-
bili al periodo anteriore;

Id. Nel 1973-74, nel nuovo quadro della situazione internazionale diviene perce-
pibile un preciso input politico che determina progressivamente un mutato atteggia-
mento degli apparati di sicurezza e di intelligence nei rapporti con la Destra
radicale
.

L. Dicano se è vero che dal 1974 la loggia massonica P2 può ragionevolmente
ritenersi anche come un centro di irradiazione di oltranzismo atlantico.

M. Dicano se è vero che:

Ma. Le Brigate rosse e le altre formazione dell'estremismo di sinistra costituisco-
no parte della storia della Sinistra italiana;

Mb. Non sussistono allo stato elementi che rendano certa o almeno altamente
probabile l'ipotesi di un loro condizionamento esterno o di una loro eterodirezione
,
pur permanendo elementi di dubbio intorno a possibili momenti di contatto tra orga-
nizzazioni terroristiche di matrice rossa e gli apparati nazionali ed esteri che potreb-
bero aver influenzato l'attività delle prime;

Mc. Intorno alla metà degli anni '70 diviene chiaramente percepibile  un'attenua-
zione della complessiva azione di contrasto nei confronti del crescente terrorismo di
sinistra, caratterizzata da inerzie, scelte operative errate,
sottovalutazione.

N. Dicano se è vero che nei cinquantacinque giorni del sequestro Moro sono rav-
visabili nella complessiva risposta dello Stato errori, inerzie e deficienze così gravi da
legittimare il sospetto che siano stati almeno
in
parte voluti»,