CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

  21/06/95


 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

28ª SEDUTA

MERCOLEDÌ 21 GIUGNO 1995

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

La seduta inizia alle ore 18,25.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta.

Invito l'onorevole Baresi a dare lettura del processo verbale della se-
duta di ier
i.

BARESI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20
giugno 1995
.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si
intende approvato.

INCHIESTA SU TERRORISMO E DEPISTAGGI: AUDIZIONE DEI DOTTORI LEO-
NARDO GRASSI E LIBERO MANCUSO
(1)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'inchiesta
su terrorismo e depistaggi
, l'audizione del dottor Leonardo Grassi c del
dottor Libero Mancuso, che ringrazio di aver accolto il nostro invito
.

Come ricorderete, le norme istitutive della Commissione, anche con
la novella del 1992, prevedono una pluralità di oggetti o di temi di in
-
chiesta. Ad una prima approssimazione. sembrerebbe quindi che il Par-
lamento abbia identificato più materie di pubblico interesse,
ciascuna
delle quali dovrebbe essere oggetto di un'inchiesta, e abbia poi attribuito
ad un
'unica Commissione il potere di svolgere le varie inchieste. Questa
impostazione ha influito nelle scorse legislature sul
modus operandi
della Commissione, che ha svolto infatti inchieste separate. Ce ne pos-
siamo rendere conto anche dall
'ordine del giorno delle sedute di ieri e di
oggi;
ieri la seduta verteva sull'inchiesta relativa alle vicende connesse

(1) Per l'autorizzazione alla pubblicazione di passaggi svoltisi originariamente
in seduta segreta, si veda il prospetto riportato a pag.
XXV degli indici.

 

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MANCUSO. In effetti risulta forse una sottovalutazione ìnìziale (ma
non certamente le coperture che vi sono state) dell'eversione di destra;
questo si può escludere. Ma indubbiamente i primi colpi furono duri
, il
paese era assolutamente impreparato, anche per quanto riguarda le
forze dell'ordine e la magistratura, non si conoscevano aggressioni di
quel livello e quindi l'inizio fu contrassegnato da una serie di successi
che erano poi successi anche politici di queste organizzazioni, che erano
riuscite a destare un allarme vivissimo nel paese ed erano riuscite an-
che
, in quegli anni, ad ottenere una serie di reclutamenti dentro fabbri-
che, università e così via
, o comunque, se non erano reclutamenti, era
certamente attenzione e qualche volta persino veniva affidata a questo
tipo di lotta cruenta,
di lotta armata, la speranza di un cambiamento.

Ma io ritengo che, appunto, superata questa fase iniziale e una volta
che lo Stato riuscì a dare un'impressione di forte unità
e di forte mobili-
tazione le cose cambiarono
; difatti la legge sui pentiti era in vigore da
diverso tempo senza che nessuno ricorresse ad essa, se non quando si
cap
ì che tra i due contendenti lo Stato era il più forte, lo Stato avrebbe
vinto, lo Stato offriva un volto all
'altezza di una mobilitazione delle co-
scienze del paese.

Soltanto In quel momento vi furono i primi cedimer.ti all'interno
delle fila delle Brigate rosse
.

PRESIDENTE. Nel corso dell'ultimo ventennio è stata scoperta l’esi-
stenza di varie strutture occulte. Della legalità di alcune di esse potrebbe
in astratto discutersi, come per quella di Gladio, anche se questa Com-
missione ha già espresso un fermo giudizio sulla illegittimità costituzio
-
nale progressiva di tale organizzazione (questo è il giudizio della nostra
Commissione)
. Però, altre erano palesemente illegali, indiscutibilmente
e dichiaratamente tali, come la Rosa dei venti, il Movimento di azione
rivoluz
ionaria e i Nuclei per la difesa dello Stato, recentemente indivi-
duat
i.

Queste organizzazioni possono essere considerate strutture occulte
con scopi di guerra non ortodossa? Quali erano le loro funzioni? Potreb
-
bero esistere altre strutture consimili, la cui esistenza non è stata ancora
individuata? E
, più in generale, rispetto ai tre elementi di cui parlavamo
prima (frange della destra eversiva, ambienti massonici e ambienti de
i
servizi segreti), vi sono state altre componenti in questa strategia
complessiva?

GRASSI. Mentre era in corso il processo bis dell'Italicus e il pro-
cesso bis della strage del 2 agosto 1980 si è aperta la questione Gladio.
E,
poiché avevamo già allora tutta una serie di elementi piuttosto im-
portanti
, che riconnettevano la strategia stragista a pratiche di guerra
non convenzionale, o non ortodossa, o psicologica, come prima è stata
definita
, abbiamo ritenuto di orientare l'istruttoria anche verso la que-
stione Gladio.

In particolare, già precedentemente Vinciguerra ci aveva descritto
queste strategie di guerra non convenzionale; egli poteva essere addirit
-
tura uno degli artifici in Italia di tale strategia, anche se lui l'ha sempre
negato molto espressamente
. Ci siamo perciò accostati alla questione
Gladio anche perché, nel frattempo, si verificavano dei fatti molto incre-

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dibili. Ad esempio, era stata fatta circolare una falsa informativa, appa-
rentemente dei servizi segreti, in cui si diceva che l'esplosivo usato per
la strage di Bologna proveniva da un Nasco di Glad
io, spuntavano Na-
sco da ogni parte, come dalle parti di Modena, e i carabinieri cercavano
di verifìcarne l’esistenza senza trovare nulla.

Occorreva allora fare la maggiore chiarezza possibile sulla que-
stione Gladio, nonostante il fatto che, poco dopo che per l'istruttoria
avevamo cominciato ad interessarci di questo argomento, si presentasse
presso il mio ufficio un tale, che si chiama Sinibaldi Guglielmo, il quale
costruì tutta una storia di sviamento di indagini,
che poi vi racconterò e
che ha anch'essa dell'incredibile
. Sta di fatto che cominciavamo ad oc-
cuparcì della questione Gladio e con il dottor Mancuso e con il dottor
Zorzi, allora giudice istruttore per la strage di Brescia, disponemmo un
accesso alla settima Divisione Sismi
. Cominciammo quindi a prendere
visione di quel po' di documentazione disponibile e ci rendemmo conto
,
dalle prime acquisizioni, che c'erano delle questioni problematiche, di
difficile interpretazione. Ad un certo punto, purtroppo un po' avanti nel
tempo, e solo perché questa idea non l
'ho avuta prima, semplicemente
per questo, decisi di disporre una perizia sul materiale documentale re-
lativo a Gladio (che nel frattempo era stato acquisito per intero dalla
procura della Repubblica di Roma e che mi era stato trasmesso su sup-
porto magnetico), per verificarne innanzitutto la completezza e per
compararlo con l'insieme delle risultanze provenienti dai vari processi di
strage, risultanze che erano confluite nel mio processo
bis il quale, es-
sendo uno degli ultimi ancora vitali, aveva funto anche da collettore di
una massa enorme di documenti
. Questo confronto, che doveva servire
per verificare se vi erano effettivamente dei collegamenti tra la struttura
definita Gladio e l'oggetto delle nostre inchieste, non è stato possib
ile
per due motivi: uno interno alla massa documentale relativa a Gladio ed
uno interno al compendio di documenti di confronto che nel frattempo
avevamo acquisito presso il servizio di sicurezza militare (documenti dì
confronto sui
quali tornerò).

In sostanza, il mio ragionamento era il seguente: facciamo valutare
al perito il complesso degli atti relativi a Gladio che ci ha trasmesso la
procura di Roma e, nello stesso tempo, facciamo delle acquisizioni
presso il S
ismi. Acquisiamo, ad esempio, le cartelle personali di perso-
naggi che sono certamente implicati in questo tipo di strategia (certa
-
mente, perché lo sappiamo da numerose altre fonti) o che comunque
sono ad essa contigui, e vediamo cosa salta fuori. Sulla questione Gla-
dio, il professor De Lutiis ha fatto un'eccellente perizia, che credo sia
agli atti della Commissione e alla quale si può fare semplicemente
rinvio.

PRESIDENTE. È agli atti della Commissione; il professor De Lutiis
è uno dei nostri collaboratori.

GRASSI. Credo che non valga la pena di discutere della perizia in
questa sede. Vorrei qui segnalare invece che i documenti che avevo ac-
quisito dai Servizi presentavano delle incompletezze paurose: non so a
cosa fossero dovute o, meglio, entra in gioco tutta una serie di cause

che mi portano a fare questa affermazione.

 

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 Devo premettere che non mi è stato mai opposto il segreto di Stato,
già dal 1984, quando mi occupavo della questione Aiello. Anzi, credo
che il mio processo sia uno dei primi in cui il segreto di Stato è stato
tolto su uno specifico documento che riguardava appunto la questione
Aiello, concernente l'indagine dell'Italicus (ma di questo parleremo an-
cora). Quindi
, non è mai stato opposto il segreto di Stato e sono stati in-
viati tutti questi documenti; però si tratta di masse documentali che non
hanno alcun significato. Ad esempio, il fascicolo concernente una posi-
zione importante come quella di Marcellino Soffiati, un importante
eversore dell'ordinovismo veneto, sicuramente legato alla Cia, non con-
teneva pressoché nulla; anche il fascicolo di Digilio non conteneva pres-
sochè nulla
. Apparentemente, i servizi segreti italiani nulla sapevano di
questi importanti personaggi
. Ma c'è di più. Quella famosa - sia pure
tale tra quattro persone - relazione Paglia di cui ha parlato il collega
Mancuso
, che era completa su Avanguardia nazionale, non si trovava
agli atti di Guido Paglia: non risultava che Guido Paglia svolgesse per il
servizio di sicurezza militare questo tipo di attività, nonostante che que-
sto fosse altrove pacificamente acquisito. Ugualmente, il fascicolo di
Delle Chiaie
, composto di una valanga di atti giudiziari, di ritagli di
giornali. di articoli di stampa di vario genere e quant'altro, non conte-
neva una cosa di fondamentale importanza: non conteneva nulla circa il
colloquio che Delle Chiaie avrebbe avuto con il capitano Labruna a Bar-
cellona nel 1974 (anzi, questo colloquio compare agli atti del Servizio,
se non sbaglio, almeno tre o quattro anni dopo), quando lo stesso La-
bruna era dipendente del Servizio e doveva sicuramente versare al Servi-
zio il contenuto della conversazione avuta con Delle Chiaie in un docu-
mento;
credo che sia così.

Allora comunque forti erano le incompletezze, e poi comunque vi
era un gioco strano, perché io ad esempio ho chiesto gli atti concernenti
la strage di Bologna, ad eccezione di quelli - perchè avevo un po
' capito
quali erano le modalità di archiviazione dei Servizi - derivanti da ritagli
di stampa e dagli atti provenienti dall'autorità giudiziaria, perchè quelli
li avevo già, e loro invece mi hanno mandato tutt'altra cosa, cioè gli atti
della strage di Bologna depurati non secondo i miei criteri, ma secondo
i loro, magari in buona fede; fatto è che ho dovuto perdere un paio di
mesi per confrontare gli indici che avevo richiesto con i documenti che
mi erano stati inviati, in un lavoro che naturalmente era di una incon-
cludenza assoluta, per cui in qualche modo fu un fallimento.

Forse la domanda non era proprio questa, ed io ho anticipato la ri-
sposta ad un altro quesito
. Si parlava comunque della Gladio e di altre
strutture occulte; certo, ve ne erano delle altre. Secondo me, in questo
momento non sappiamo cosa sia quella che è stata definita Gladio
perché non ci sono state fornite carte sufficienti per capire di cosa si sia
trattato. Per quanto riguarda invece le altre strutture, dei Nuclei armati
per la difesa dello Stato me ne ha parlato lo Spiazzi in una deposizione,
fatta congiuntamente dinanzi a me e al giudice Salvini
, di una trentina
di pagine. In quella occasione
, egli leggeva un suo documento, che poi
venne acquisito, nel quale faceva una descrizione abbastanza circostan-
ziata. Vi sarà possibile trovare nella mia ordinanza il testo di questa de-
posizione, pressoché integrale perchè interessante. Lo Spiazzi venne
confermato in queste dichiarazioni sui Nuclei armati per la difesa dello