CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

    22/06/93      Commissione Stragi - Audizione del Prefetto Vincenzo Parisi - Capo della Polizia di Stato
                                   
              ( limitatamente a quanto di interesse della Gladio )
 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XI LEGISLATURA

ATTI PARLAMENTARI

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA

SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA MANCATA
INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI

ricostituita con la legge 23 dicembre 1992, n. 499,

che richiama la legge 17 maggio 1988; n.172, e successive modificazioni

RESOCONTI STENOGRAFICI DELLE SEDUTE

3a SEDUTA

MARTEDÌ 22 GIUGNO 1993

 

 

 

 

Senato della Repubblica                                - 25 -                                        Camera dei deputati

 

Xl LEGISlATURA - DISEGNI DI LEGGE E RElAZIONI· DOCUMENTI

3º Seduta

MARTEDÌ 22 GIUGNO 1993

Presidenza del presidente GUALTIERI

La seduta ha inizio alle ore 21,10.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta.

Invito .l'onorevole Russo Spena .a .dare .lettura .del processo .verbale
della seduta precedente
.

Il deputata Russo Spena dà lettura del processa verbale della seduta
d
el 1
5 giugno 1993.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si
intend
e approvato.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

PRESIDENTE. A 'norma del Regolamento devo mettere ai voti
l
'attivazione del circuito televisivo interno con la sala stampa. Io sarei
dell'opinione di svolgere l'audizione odierna a circuito aperto. Le
norme che regolamentano i nostri lavori prevedono che
, qualora
I'audito o un componente la Commissione dovesse desiderare che una
pa
rte .dell'intervento sia svolto in seduta segreta, possa fame richiesta e
che quindi in quel momento possa es
sere disattivato il circuito diretto.
Ovviamente, la responsabilità di questa richiesta è di chi intende fare la
dichiarazione.

Poiché non si fanno osservazioni, apro il circuito televisivo.

Sono. questa sera presenti due nuovi componenti la Commissione, i
senatori Saporito e Migone, 'in sostituzione dei senatori Graziani e
P
ccchioli. Nell'esprimere il rammarico per il fatto che gli amici Graziani
c
Pecchioli abbiano lasciato la Commissione, vorrei porgere ai senatori
Migune e Saporito il mio saluto.

AUDIZIONE DEL CAPO DELLA POLIZIA DI STATO, PREFEITO VINCENZO PARlSI

PRESIDENTE. È in programma per questa sera l'audizione del capo
della Polizia di Stato, prefetto Vincenzo Parisi, che saluto e ringrazio per
aver accettato di venire ad esporre davanti a questa Commissione i

 

 

Senato della Repubblica                                - 55 -                                        Camera dei deputati

 

 

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Si registrano situazioni .che richiedono anche misure coercitive. Si
pensi che uno Stato come la Russia irroga almeno 500-600 condanne a
mor
te ogni anno. Ciò significa che vi è una esigenza di interventi
repressivi nemmeno sospettabile, con un tasso considerevole di reati e
di diffusione della criminalità.

È stato chiesto: esiste la P2? La P2 oggi non mi preoccuperebbe più
di tanto perch
è è superata. La P2, nella persona del Gelli (che è seguito e
forma oggetto di attenzione), non può costituire più una minac
cia. II
Gelli, in effetti, tenta di
riproporsi come uomo d'affari, credo nemmeno
con grande successo. Le sue relazioni vengono seguite dai servizi di
protezione - da più parti discussi e
biasimati - e ciò è legato alla

necessità .di evitare che il personaggio venga eliminato, perchè è bene
che sopravviva
, anche per quello che potrebbe fino in fondo raccontare.
Questo personaggio, in effetti, frequenta tanta gente: abbiamo registrato
duemila nominativi di persone che ha incontrato da quando forma
oggetto di vigilanza, di attenzione e quindi anche di protezione
.
Francamente non c'è niente che possa far preoccupare e immaginare
che stia preparando chissà che cosa.

Naturalmente l'esperienza P2 va considerata, ma io penso che da
essa sia stata ricavata, da parte d
el popolo italiano e dalle stesse autorità,
u
na sorta di insegnamento in virtù del quale vedo abbastanza
improbabile il rischio di una nuova P2
. È come se la società avesse
imparato la lezione e non volesse più ricadere nell'errore di allora.
D
'altra parte è stata una delle prime condizioni del recupero
del
l'emancipazione della società e anche di affrancazione da forme di
dipendenza non soltanto dal Gelli, ma pure da chi probabilmente lo
muoveva a livello esterno, perch
è non è da escludere che egli avesse
delle spinte su scala internazionale.

Si è parlato di Gladio. Qui devo fare una confessione che rispecchia
la mia vocazione a dire le cose come sono
. Io ho sempre ignorato
l'es
istenza di Gladio e sono rimasto sorpreso quando, all'esplodere dello
scandalo, ho potuto conoscere che in Italia si era riusciti a mantenere
un segreto per tanti anni, al punto che io, da vicedirettore, direttore del
Si
sde e capo della Polizia, non ne avevo saputo mai niente; nemmeno in
un quadro di rapporti di grande amicizia con colleghi dello stesso
settore era mai filtrata una sillaba. Sono l'ultima persona che può dare
indicaz
ioni storiche su un fatto che in fondo è passato al di là delle mia
persona e completamente al di sopra della mia testa.

D'altra parte, abbiamo sentito anche che le informative in questo
campo riguardavano presidenti del Consiglio e ministri della difesa;
ritengo che anche i ministri dell'interno siano stati sempre fuori dalla
conosc
enza di tale organizzazione. In fondo, per la sua vocazione
(funzione difensiva contro invasori, eccetera), essa costituiva un fatto
estraneo alle competenze del Ministero dell'interno. Nessun biasimo
per il fatto di non aver partecipato, ma devo dire di non esserne
nemmeno venuto a .conoscenza,

PRESIDENTE. Mi consenta una breve interruzione. Non ne è
venuto a conoscenza neanche quando, con una circolare degli ultimi
anni
, Gladio è stata «offerta» all'Alto commissariato antimafia per
svolgere azioni contro la criminalità mafiosa? La circolare del direttore

 

 

Senato della Repubblica                                - 56 -                                        Camera dei deputati

 

 

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del Sismi indirizzava Gladio verso la lotta alla mafia, perchè si era
allentato il pericolo sugli altri fronti
. Il capo della Polizia, almeno in
quegli anni, avrebbe dovuto conoscere questa messa a disposizione di
Gladio.

PARISI. Non ne sono stato informato neanche in quegli anni. Si
tratta di un fatto che evidentemente
è avvenuto nell'ambito dei rapporti
Sismi-Alto commissario. Bisogna considerare che l'Alto commissario
dipendeva direttamente dal ministro
e non dal capo della Polizia; era
autorità assolutamente autonoma e in tal senso non vi erano obblighi di
riferimento di tipo gerarchico
.

Per quanto riguarda la massoneria, il giudizio diventa più difficile.

Parla una persona che non ha rapporti di iscrizione o legami particolari
con essa
.

Io ritengo che quando i giudizi portano ad una valutazione
perentoriamente negativa rispetto ad un'istituzione, rischiano di essere
fuorvianti
.

In effetti forse oggi vi è un eccesso di criminalizzazione. Non
dobbiamo dimenticare la tradizione di questa istituzione, e lo dico
sempre per chiarezza di linguaggio, non essendo io massone o
filomassone. ma volendo essere obiettivo
. D'altronde, è un qualcosa
che risale .alla tradizione risorgimentale, è una struttura che ha dato
un considerevole contributo all'unità dell'Italia. Quindi della tradi-
zione accettata prenderei il riferimento positivo e non quello
negativo
. Poi vi sono state di tanto in tanto delle deviazioni, sono stati
rilevati episodici collegamenti con elementi mafiosi, con elementi
criminali, addirittura
vi sono stati riferimenti a casi di corruzione.
Credo che ogni famiglia purtroppo ha la sua «pecora nera». Il
problema è politico, per cui un giudizio sulla massoneria deve essere
politico, ma una criminalizzazione indiscriminata sicuramente sareb-
be pericolosa anche per una sorta di rispetto della libertà di
associazione, del fatto che se uno non
è massone non può impedire ad
un altro di
.esserlo se .costui ritiene opportuno.esserlo, se addirittura
ha una fede vivamente rnasson
ìca.

SAPORITO. Signor prefetto, leggerò con molta attenzione gli
allegati relativi al contesto internazionale e soprattutto alla diaspora dei
servizi cessati o in via di smobilitazione dei paesi dell'Est, dei paesi
mediorientali e dei paesi
della ex Jugoslavia, perché a mio modestissimo
giudizio bisogna guardare al contesto internazionale.

Questo nostro paese sta passando attraverso una fase così delicata
che occorre valutare anche il contesto internazionale per capire al
cune
cose che si stanno verificando. Approfondirò comunque questi temi ed
eventualmente cercherò poi in
questa Commissione di dare il mio
apporto per lo sviluppo di alcune linee di indagine che la Commissione
vorrà seguire. La mia domanda però
è un'altra. Mi ha preoccupato il
fatto che lei, signor prefetto, nella sua relazione, in due o tre passaggi,
abbia citato un certo problema
. Una volta ha detto che questi attentati
«sono diretti a tarpare l'anelito di ripresa della comunità nazionale»
:
ancora prima ha detto«frenare lo sviluoo economico-sociale in atto
nel nostro paese». Ciò significa, se ho capito bene, che queste stragi,

 

 

 

Senato della Repubblica                                - 70 -                                        Camera dei deputati

 

 

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PARISI. Infatti ho detto che l'invidia si incrocia con il timore; ma
c
'è anche una disinformazione che nasce da posizioni concorrenziali
che non hanno niente a che vedere con l'intrusione degli Stati. Sono.
posizioni concorrenziali di altri centri di interesse perchè, come esiste
una concorrenza nell'illecito, esiste una concorrenza anche nel lecito
. È
evidente che. noi rappresentiamo fonte di invidia per coloro .che
esprimono una concorrenza lecita, mentre rappresentiamo fonte di
t
imore per quanti esprimono una concorrenza illecita.

La caduta del muro di Berlino ha avuto grosse ripercussioni non
solo sull'Italia ma sul mondo intero, perchè rispetto ad una realtà in cui
vi erano due poli e due grandi potenze che tiravano dietro di sè tutti i
popoli del mondo, oggi la situazione è
mutata e quindi vi è un tentativo
di emancipazione in forme non ben definite, probabilmente anche con
qualche timore nel proseguire su questa strada, con legami che si
mantengono e legami che invece sono stati in parte incrinati
certamente io una situazione di
maggior diffidenza- e di maggiore-
difficoltà operativa a livello internazionale, di non piena evoluzione.
Tutto ciò porta a considerare che il passato appartiene alla storia e il
presente appartiene a una storia che
è ancora in fieri, per cui penso che
quando si esaminano le realtà si debbano collocare in ambiti diversi.

Per. quanto riguarda Gladio, naturalmente confermo ancora che
non è stata da me conosciuta, se non nella fase in cui è
venuta in luce e
rispecchiava una forma di collaborazione fra servizi segreti militari
italiani e servizi non soltanto americani
, ma occidentali, perchè la rete
d
i Gladio (Stay behind) era grossa e non limitata all'Italia e agli Stati

   Uniti. Non dimentichiamo che (per quello che ho potuto apprendere in
seguito) l'iniziativa partì addirittura dalla Francia.

PRESIDENTE. Da quello che abbiamo potuto apprendere noi, nel
1972 gli Stati Uniti ritennero esaurita la funzione bilaterale di Sta
y
behind
e per la loro parte si ritirarono; Infatti il problema è perchè
l'abbiamo tenuta in piedi dal 1972 in poi
.

PARISI. Infine, per quanto riguarda l'esistenza di eventuali altre
strutture, posso garantire di non avere conoscenza di alcuna struttura
,
né tipo Gladio né di tipo diverso, al di: fuori dei collegamenti
istituzionalizzati e approvati dal Governo in materia di scambio di infor-
mazion
i.

RUSSO SPENA. L'ora tarda mi vieta di fare alcune considerazioni.
I
o ringrazio il prefetto Parisi per la sua preziosa collaborazione. Avevo
anche proposto un aggiornamento della seduta.

PRESIDENTE. Non ho .aderito a tale richiesta perché .ritengo che, al
termine delle nostre audizioni, dovremo fare con il prefetto Parisi una
riunione di sintesi, anche perchè noi stessi non abbiamo fatto la lettura
degli allegati e dobbiamo poi esaminare altre carte.

RUSSO SPENA. Ritengo che il prefetto Parisi potrà fornirei una
ulteriore preziosa collaborazione, e quindi mi limito ad al
cune fin
troppo scarne domande che partono soprattutto da una considerazione