CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

  24/10/95


 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

33ª SEDUTA

MARTEDI 24 OTTOBRE 1995

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

La seduta ha inizio alle ore 19,30.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

PRESIDENTE. Comunico che dopo l'ultima seduta sono pervenuti
alcuni documenti, il cui elenco è in distribuzione, che la Commissione
acquisisce formalmente agli atti dell
'inchiesta.

Comunico altresì che il generale Siracusa ha restituito il resoconto
stenografico della sua audizione del 17 ottobre scorso, apportandovi
correzioni di carattere meramente formale
.

Comunico infine che – causa i concomitanti impegni parlamentari
in svolgimento presso la Camera dei deputati - la seduta della Commis-
sione,
prevista per giovedì 26 ottobre alle ore 18, è sconvocata ed è rin-
viata ad altra data. Si rende necessario tale rinvio perchè per quella data
è prevista la votazione della mozione di sfiducia al governo Dini presen-
tata nell
'altro ramo del Parlamento e poiché l'audizione del dottor Sal-
vini è importante ritengo che sia giusto, per favorire la massima parteci
-
pazione di tutti i colleghi, fissare una data in cui anche i deputati pos-
sano essere presenti
.

INCHIESTA SU STRAGI E DEPISTAGGI: INCONTRO DI LAVORO CON I PROFES-
SORI GIUSEPPE DE LUTIIS E FRANCO FERRARESI E CON LA DOTTORESSA
ELISABETTA CESQUI SULLA POSIZIONE DEL GENERALE GIAN ADELIO MA
-
LETTI NELL'AMBITO DI ALCUNE INDAGINI G/UDIZIARIE

PRESIDENTE L'ordine del giorno reca, in relazione all'inchiesta su
stragi e depistaggi, un incontro di lavoro con i professori Giuseppe De
Lutiis e Franco Ferraresi e con la dottoressa Elisabetta Cesqui sulla po-
sizione del generale Gian Adelio Maletti nell'ambito di alcune indagini
giudiziarie.

Come sapete, siamo in una fase di riflessione conclusiva su tutto il
materiale d
'inchiesta acquisito nelle ultime due legislature e in quella in
corso di svolgimento.

Senato della Repubblica

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Camera dei deputati

XII LEGISLATURAato della R - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 24 Ottobre 1995 - 33ª SEDUTA

 -pagnatore che lo ha portato fino in Spagna e quello lì, appena arrivato
in Spagna, è scappato. I1 nostro accompagnatore era un maresciallo dei

carabinieri, un uomo un po' ingenuo, se l'è lasciato scappare e noi non
ne sappiamo nulla». È una storia assolutamente incredibile che il Sid
sia disponibile a mandare, ad infiltrare non in un ambiente di ladri di
galline, ma addirittura nell
'ambiente di Stefano Delle Chiaie un qual-
cuno del
la cui identità non si era prima accertato. La Corte non ha cre-
duto a questa tesi e ha condannato per falso ideologico, eccetera
, Ma-
letti e Labruna.

Le informazioni che abbiamo oggi rispetto a questa vicenda consen-
tono ulteriori approfondimenti, nel senso che adesso Labruna, come sa-
pete, ha parlato e ha portato al giudice Salvini ulteriori documenti dai
quali r
isulta che il Pozzan era stato accompagnato a Roma da Massimi-
liano Fachini, cioè uno del principali protagonisti di tutta questa vi-
cenda,
il personaggio più importante dopo Freda, forse anche più di
Ventura, nel quadro complessivo della cellula padovana
. Ad accogliere
alla stazione Termini di Roma Marco Pozzan c'erano Labruna e Guido
Giannettini, che lo hanno ricevuto in consegna da Massimiliano Fa-
chini. Quindi la triangolazione è: Giannettini-Labruna-Fachìni, che
prendono in consegna Pozzan e lo fanno espatriare.

DE LUTIIS. La sede dove è stato tenuto Pozzan era quella del Nu-
cleo operativo diretto ed è risultato che si trattasse di un appartamento
di proprietà di un aderente a Gladio, un certo Colan
tuoni. L'apparta-
mento si trovava in Via Sicilia ed era la sede ufficiale del Nucleo opera-
tiv
o diretto.

FERRARESI Sempre in collegamento con la vicenda Pozzan risulta
un ulteriore incontro tra Massimiliano Fachini, Labruna e Maletti a Mi-

lano, il giorno prima di una convocazione da parte del giudice D'Ambro-
sio
. Labruna e Maletti si erano incontrati in Galleria e qui era comparso
Fach
ini per ricordare a Labruna di non dire nulla dei loro contatti
perché la linea era che loro non si erano mai visti e non si erano mai
conosciuti
.

PRESIDENTE. Questo è un po' inverosimile: perché Fachini doveva
ricordare a Labruna di non dire niente a D'Ambrosio? Stava parlando
con un ufficiale del Sid
.

FERRARESI. Voleva rimanere fuori, questa almeno è la dichia-
razione di Labruna. Si intendeva seguire la linea di non essersi mai
conosciuti, ma tenete presente che all'interno di questo c'è anche
un altro episodio estremamente illuminante, sempre negato e che
ora viene sostanzialmente accettato. Labruna incontra Fachini (siamo
nel 1972-1973, cioè poco dopo la strage di Peteano) e, credendo
erroneamente che Fachini fosse il superiore gerarchico di Vinciguerra
,
gli dice: «Adesso basta fare fesserie», motivo ulteriore per cui Fachini
e Labruna negano sempre di aver avuto questo incontro. Si tratta
di un incontro che il generale Maletti aveva ammesso (sarebbe molto
interessante chiederlo al generale Maletti, aveva detto che c
'era stato
e io l'ho trovato riportato nella requisitoria di Bologna di cui farò