CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

2/2/95


 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

9ª SEDUTA

GIOVEDÌ  2 FEBBRAIO 1995

Presidenza del Presidente PELLEGRINO                 

La seduta ha inizio alle ore 18,20.

PRESIDENTE. Se non si fanno osservazioni, possiamo dare per
letto e approvato il processo verbale della seduta di ieri
.

Aggiorniamo le acquisizioni della Commissione con l'elenco degli
episodi delit
tuosi attribuibili alla cosiddetta banda della Uno bianca, do-
cumento riservato che ci è stato dato ieri - come ricorderete - dal pre-
fetto di Bologna, dottor Mosino
.

INCHIESTA SULLE VICENDE CONNESSE Al DELITTI DELLA BANDA DELLA
UNO BIANCA: AUDIZIONE DOTTOR GIACOMO ROSSANO, GIÀ PREFETTO DI
BOLOGNA
(1)

PRESIDENTE. All'ordine del giorno abbiamo l'audizione del pre-
fetto di Milano, dottor Giacomo Rossano, che è stato prefetto di Bolo-
gna dal
9 maggio 1988 al l° settembre 1991.

(Viene introdotto il prefetto di Milano, dottor Giacomo Rossano).

Ringraziamo il prefetto per la sua presenza. Come ella sa la Com-
missione sta conducendo un filone di indagine sui delitti della Uno
bianca
. Non appena conosciuti gli autori di tanti crimini così efferati,
e
rano agenti della Polizia di Stato, la Commissione naturalmente ha
partecipato all
'allarme dell'intero paese; ma, man mano che su tutta la
vicenda in sede giudiziaria si è cominciato a fare chiarezza, ci siamo
convinti che si trattava anche di episodi che rientravano nella specifica
competenza della Commissione stessa.

Questo perchè, non solo probabilmente uno degli episodi potrebbe
avere il carattere della strage, ma soprattutto perché nell
'attività di
quella che ormai possiamo chiamare la banda Savi i
mezzi utilizzati, la

(1) Per l'autorizzazione alla pubblicazione di passaggi svoltisi originariamente
in seduta segreta, si veda il prospetto riportato alla pagina XXV degli indici.

Senato della Repubblica            - 293 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

ROSSANO. Quell’impresa non ha lavorato a Bologna; non so se il
fatto che non ha lavorato abbia avuto un costo.

GUALTIERI. Signor Presidente. vorrei chiedere che la Commissione
acquisisca i v
erbali delle riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e
la sicurezza pubblici nel periodo che ci interessa.

PRESIDENTE. Questa è una deliberazione che deve essere presa
dall'Ufficio di Presidenza
giacché vi sono state altre richieste di acquisì-
z
ìone.

Ringrazio, anche a nome della Commissione, il prefetto Rossano.

ROSSANO. Anche io ringrazio la Commissione e vorrei che mi
fosse scusata forse una elevatezza di tono e in qualche momento anche
una certa animos
ità verbale.

INCHIESTA SULLE VICENDE CONNESSE AI DELITTI DELLA BANDA DELLA
UNO BIANCA
: AUDIZIONE DEL DIRETTORE DEL SISMI. GENERALE SERGIO
SIRACUSA
(1)

(Viene introdotto il direttore del Sismi, generale Sergio Siracusa).

PRESIDENTE. La Commissione si scusa anzitutto per il ritardo con
cui iniziamo questa sua audizione. La ringraziamo per essere presente
.
Lei sa qual è l'argomento dell'audizione: stiamo conducendo un'inchie-
sta mirata sulla vicenda della Uno bianca. Penso di interpretare anche il
parere dei colleghi dicendo che ciò che vorremmo sapere è se il Sismi
,
in tutti gli anni in cui la banda terroristica dei fratelli Savi ha operato,
ha mai avuto direzioni investigative. di intelligence che potessero portare
in una direzione interna alle forze dell'ordine. Sono mai state date infor
-
mazioni in questo senso alla questura, al comitato provinciale per l'or-
dine e la sicurezza pubblici, alla magistratura inquirente?

Ciò che colpisce è sia questo fatto gravissimo. cioè che gli autori di
tanti crimini fossero interni alle forze dell'ordine, sia il ritardo con cui
tutto questo si è percepito
. Poiché la Commissione sta cercando di ca-
pire quali possono essere le cause di tale anomalia, ci chiediamo se an
-
che l'attività di intelligence dei Servizi non abbia in qualche modo po-
tuto fare difetto in questa vicenda.

SIRACUSA. Signor Presidente. saluto lei e tutti i componenti della
Commissione. Desidero anzitutto inquadrare la domanda, che è
 molto
chiara, nell'attività del servizio di informazioni per la sicurezza militare,
il Sismi. Esso non ha bisogno di presentazioni e mi guardo bene dal
farle adesso
. Si tratta comunque di un servizio di intelligence preposto

(1) Per l'autorizzazione alla pubblicazione di passaggi svoltisi originariamente
In seduta segreta. si veda il prospetto riportato alla pagina XXV degli indici
.

Senato della Repubblica            - 294 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

alla difesa delle istituzioni dello Stato con uno sguardo prevalentemente
rivolto all'esterno, ma
anche a tutto ciò che dall'esterno ha conseguenze
nel campo interno; quindi nel campo del terrorismo, dell'evers
ione, della
proliferazione di anni di distruzione di massa e, con la legge n. 410 del
1991, della criminalità organizzata, soprattutto per i suoi legami con  
l'estero e per i riflessi che tali legami possano avere in campo
nazionale
.

In questo quadro generale il Sismi istituzionalmente non si inte-
ressa di attività evers
ive interne o di criminalità organizzata interna o di
fenomeni del tipo di quelli della Uno bianca. Non v’è dubbio che se si
imbatte in informazioni che riguardano questo settore le travasa al Si-
sde o le passa direttamente all'autorità di polizia giudiziaria o alla magi-
stratura, a seconda dei casi.

Nella vicenda della Uno bianca il Sismi viene coinvolto per diversi
aspetti, che enuncerò sinteticamente. Il primo è un aspetto istituzionale,
che si è materializzato allo scoppiare del fenomeno, quindi non in pre-
cedenza. Il Sismi, venuto a conoscenza che erano coinvolte anche per-
sone di cittadinanza non italiana, dì sua iniziativa ha chiesto informa-

zioni alle proprie fonti esterne che citerò, se la Commissione desidera, a
circuito chiuso, per una naturale ragione di protezione delle fonti .

... omissis ...

GUALTIERI. Vi è un fatto che mi preoccupa abbastanza e riguarda
gli accertamenti su questi personaggi stranieri
: mi riferisco alla donna
su cui si indaga e di cui non
si sa esattamente neanche l'età (che varia
di quattro anni). Sembra che parli quattro o cinque lingue
; sui giornali è
apparsa la notizia secondo cui potrebbe essere
legata anche a qualche
servizio di sicurezza estero (veniva indicato quello ucraino)
.

Mi chiedo quale sia l'opportunità di chiedere informazioni ad un
servizio estero sul conto di una certa persona: se infatti la domanda è ri-
volta al Servizio al quale appartiene quella persona, probabilmente non
si avrà la verità. Non conviene che sia l'autorità giudiziaria. Attraverso i
 
suoi normali canali, ad acquisire informazioni sulla vita e sui comporta-
menti di una persona? Chiedendo informazioni ad un servizio straniero
c
'è il rischio che, se è quello effettivamente interessato, fornisca una ri-
sposta deviante.

Temo che se ci si basa soltanto su quello che hanno rivelato i ser-
vizi rumeno o ungherese ci possa essere il rischio che sia stata acquisita
un
'informazione non vera.

Nessuno di noi, lei per primo, può giurare che le informazioni di un
Serviz
io siano certamente rispondenti al vero.

Un Servizio, per sua natura, non è tenuto a dire sempre la verità.

SIRACUSA. Tranne che in questa sede.

PRESIDENTE. In questa sede e davanti alla magistratura.

GUALTIERI. A sua bontà, generale Siracusa.

Lo stesso vale per i due articoli giornalistici che facevano riferi-
mento ai servizi francesi; due articoli pubblicati in date diverse.

Senato della Repubblica            - 295 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

PRESIDENTE. Quello che colpisce è in particolare la data del
primo articolo pubblicato su
«Il Resto del Carlino».

GUALTIERI. Mi chiedo se non ci siano altre vie per acquisire dei ri-
scontri relativamente
ai servizi francesi.

SIRACUSA. La sua domanda è sicuramente molto importante. Desi-
dero tuttavia sottolineare che la nostra attività è di
intelligence e quindi
viene condotta prima dell'attività investigativa senza escluderla,

Ho avuto queste informazioni dal servizio rumeno, che - guarda
caso - questa volta non lo ha negato; anzi, ci ha fornito informazioni a
sufficienza
. Questo flusso informativo è andato alla polizia e quindi al
procuratore di Bologna. A quel punto si innesca il canale investigativo
con l'interessamento del Ministero dell'interno, la presentazione di una
rogatoria e l'acquisizione eventuale di altre
informazioni.

Un flusso di intelligence non è mai considerato valido ai fini inve-
gativi e di legge
. Anche in altri casi il flusso di intelligence  è stato «vali-
dato», da un punto di vista giuridico, dal collegamento del Ministero di
grazia e giustizia e quello dell'interno con i corrispondenti dicasteri del
paese interessato.

PRESIDENTE. In realtà intelligence dà una direzione di indagine
che poi va effettuata dalla poli
zia giudiziaria per potere essere utilizzata
dal magistrato
.

SIRACUSA. La differenza tra intelligence e investigazione è proprio
questa
. Io fornisco delle informazioni, a volte dopo, ma la maggior parte
delle volte prima,
perché fornisco un quadro generale, dopo di che su-
bentra la parte investigativa e la cosiddetta parte di enforcement, cioè far
osservare la legge, che appartiene alla polizia e alla magistratura che de-
vono ricercare le prove. La polizia, gli organi della polizia giudiziaria, la
guardia di finanza e i carabinieri agiscono sotto specifico ordine e in
base alle istruzioni della magistratura.

La differenza è questa. L'una non esclude l'altra. Sono sicurissimo
che il procuratore Latini di Bologna ha già inviato tutti questi collega
-
menti con il Ministero di grazia e giustizia o dell'interno in Romania a
chi si occupa più direttamente del caso
.

DORIGO. Ricollegandomi alla panoramica che il generale Siracusa
ha fatto in apertura, egli ha parlato dei collegamenti impropri che sa-
rebbero stati fatti tra
la banda della Uno. Bianca e la Falange armata, poi
tra la Falange armata e il Sismi.

La prima domanda è: lei ritiene che basti la smentita della Falange
armata per escludere un collegamento con la banda della Uno bianca?

Comunque restano degli interrogativi di questa Commissione; come
il fatto
che cinque uomini abbiano potuto compiere circa cento atti cri-
minosi complessi, tremendamente efficaci anche dal punto di vista della
loro organizzazione. Questi hanno fatto rapine o a
ssaltato negozi, gioiel-
lerie, armerie o altro
, implicando un certo uso delle armi da fuoco; di-
fatti, l'uso delle armi da fuoco non costituì un incidente. Badi bene che
un criminale comune quando compie una rapina non mette in preven-

Senato della Repubblica            - 296 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

tivo l'ipotesi di sparare, perchè sa che se si ricorre all'uso delle armi la
rapina è già in qualche pericolo. Invece, questi mettevano in preventivo
fin dall'inizio che avrebbero sparato e quindi la preparazione di queste
rapine non era normale, ma implicava un tempo maggiore perchè pre-
vedevano già
l'uso delle armi da fuoco, la protezione e la circostanza
che, pur essendo dei poliziotti che giravano con il tesserino, dovevano
tener conto,
pur sparando e facendo rumore, di potersene poi andare
indisturbati
.

Lei mi insegna che ognuna di queste rapine o di questi attentati
presupponeva una complessa organizzazione. Si tratta di circa cento atti
in un periodo così breve che lasciano ancora in noi,
per lo meno in me,
l'interrogativo se davvero bastavano questi cinque poliziotti, per quanto
esperti nell'uso delle armi e avvantaggiati dal fatto di essere uomini ad-
detti al controllo del terr
itorio.

Dato questo interrogativo, che resta, le chiedo se non debba condi-
videre comunque l'idea di non escludere una ipotesi di lavoro e di inda-
gine che ipotizzi che questi
. uomini non fossero soli ma avessero soste-
gni logistici e organizzativi più ampi ed efficaci. Le chiedo se esclude
categoricamente questa possibilità e, se
non la esclude, perché si accon-
tenta della smentita della Falange armata sulla mancanza di questo
collegamento.

Un’altra domanda riguarda i sedici ufficiali. Lei ha già fatto delle af-
fermazioni, del resto queste indagini competono alla magistratura; lei
giustamente sottolinea che non ci sono stati atti di polizia giudiziaria
verso questi personaggi che quindi si sono sentiti diffamati e hanno
avanzato delle querele presso l'ambasciatore
Fulci.

Le chiedo: questi sedici ufficiali sono ex paracadutisti? Se effettiva-
mente è così, quanti altri ufficiali ex paracadutisti sono nel Sismi? Se
-
condo me non ce ne sono tanti altri, perché da quanto mi risulta e da
quanto risulta anche agli atti della magistratura,
il reclutamento del Si-
smi privilegiava l'arma dei carabinieri, anche carabinieri paracadutisti, e
altri settori, ma non paracadutisti della Folgore. Le domando
se non le
risulta strano questo tipo di reclutamento che l'autorità giudiziaria attri
-
buiva ad un reclutamento anomalo effettuato dal generale Musumeci
che - come lei ben sa -
è comunque persona sotto procedimenti giudi-
ziari ed è imputato per aver effettuato arruolamenti del tutto anomali e
irregolari
.

Un'ultima questione riguarda i fascicoli Nos. Anche questa è una
polemica che vi ha riguardato e credo che lei avrà piacere di esprimere
su questo il suo punto di vista
. Si è parlato della costituzione dell'ufficio
Ucsi, Come lei ben sa, prima dell'ufficio Ucsi c'era l'ufficio Usi, prima
ancora l'ufficio Uspa, uffici derivanti da accordi internazionali, non pre-
visti dalla legge italiana, cioè dagli accordi Nato; uffici della sicurezza
rispetto alla tutela del segreto militare derivanti dall'Alleanza atlantica.

La legge n. 801 del 1977 ha sciolto questi uffici stabilendo che
il servizio segreto militare deve avere solo sovrintendenza
sul segreto
politico – militare - industriale e non deve avere, invece, competenza sulle
attività informative segrete interne rispetto alla vita politico
-sociale-
economica. Questo è il principio della legge, tant'è che istituisce l'Ucsi
sotto l
'autorità della sicurezza, cioè la Presidenza del Consiglio dei

Senato della Repubblica            - 297 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

ministri, sottraendola alla competenza del Ministero della difesa. Per
la prima volta si sancisce per legge ciò che non era previsto.

Lei sa che poi c'e stato un contenzioso circa una circolare che riat-
tribuìsce a Ucsi le funzioni di Usi.
Lei sa che davanti al Comitato parla-
mentare sui servizi
di informazione e sicurezza il generale Guarino ha
dovuto ammettere che non c'era una legge bensì una circolare, e che la
situazione era un po' anomala.

Rispetto a questo le chiedo: in questo quadro di incertezza e anche
di contraddizione rispetto ai principi della legge, conferma o meno il
fatto che il generale Inzerilli, proveniente dal Sismi, primo capo di Ucsi,

avrebbe trasferito negli archivi del Sismi, molte migliaia, - si parla di
250
.000 - fascicoli riguardanti il Nos, che a questo punto erano di com-
petenza dell'autorità per la sicurezza, cioè la Presidenza del Consiglio
dei ministri, trasferendoli indebitamente presso gli archivi di Forte Bra
-
schi? Se lo conferma, non ritenete che quegli archivi debbano essere, in-
vece, cancellati dalle memorie degli archivi del Sismi per essere resti-
tu
iti al controllo dell'autorità per la sicurezza presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri?

SIRACUSA. Vorrei rispondere domanda per domanda. Innanzi tutto
mi è stato chiesto se posso escludere categoricamente collegamenti tra
la Uno bianca e la Falange armata e collegamenti tra i cinque della Uno
bianca con organizzazioni più ampie
. Io non mi sento di escludere un
bel niente
. Come si fa al giorno d’oggi a escludere qualcosa?! Non ho
evidenze in un senso o nell’altro
, ahimé, perchè francamente non me ne
sono occupato in quanto ciò non è di mia istituzionale competenza. È

chiaro che ora abbiamo una sensibilità più affinata e quindi possiamo
state attenti
, però questa è sempre un'attività che riguarda il Sisde, pre-
posto
istituzionalmente a questi aspetti dell’intelligence.

Mi sembra remota la possibilità di un coinvolgimento della Falange
armata, anche se - lo ripeto - non mi sento di escludere niente
. Comun-
que da tutti gli studi e le analisi compiute - almeno fino all'ultimo at-
tacco all'Adn-Kronos che è stato senz'altro più elaborato, e che quindi
ha dato l’impress
ione di una maggiore organizzazione - la Falange ar-
mata è sembrata più un gruppo che segue il carro piuttosto che mettersi
davanti
.

PRESIDENTE. Un’organizzazione più rivendicativa che operativa.

SIRACUSA. Sì, rivendicativa di atti già compiuti per mettersi in
bella
mostra. Anche sul piano internazionale ha rivendicato collega-
menti con l'Eta da questa poi recisamente smentiti.

PRESIDENTE. Potrebbe però essere una forma più sottile e più
nuova di terrorismo.

SIRACUSA. Di disinformazione, certo. Non mi sento di escluderlo.
Per quello che riguarda i parà,
vorrei fare una premessa. Ho pre-
stato per due anni il servizio militare nella brigata paracadutisti
.

DORIGO. Noi parliamo di ufficiali di formazione.

Senato della Repubblica            - 298 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

SIRACUSA. Sono stato pilota osservatore del reparto di volo della
brigata paracadutisti
dal 1968 al 1970. Si tratta di una unità dell'esercito
italiano che io conosco bene, visto che ero capitano. Certo, non
la cono-
sco a fondo perché il mio è stato un passaggio piuttosto breve.

DORIGO. Mi riferivo a ufficiali di complemento. L'unica vita mili-
tare che questi hanno avuto
è quella che hanno trascorso come ufficiali  
di complemento. Hanno solo messo le stellette sul braccio.

PRESIDENTE. Lei, collega Dorigo, ha fatto una domanda precisa
alla quale vorrei che il generale Siracusa desse una risposta altrettanto
precisa. È vero che hanno tutti
la medesima provenienza?

SIRACUSA. Smentisco categoricamente che i sedici provengano
tutti dalla brigata paracadutisti
. Le posso fare un esempio.

DORIGO. Quindi sono quindici?

SIRACUSA. Non. ho l’elenco e non vorrei dirle una cosa per
un’altra.

DORIGO. È importante capire se la maggior parte di questi soggetti
era identificabile nella stessa provenienza.

SIRACUSA. Purtroppo non le posso rispondere esattamente sulla
provenienza di tutti quanti, però le posso dire che l’età e il grado (alcuni
sono marescialli) mi portano ad escludere che si tratti di ex ufficiali di
complemento perché questi ultimi non vengono da noi con il grado di
maresciallo
. Potranno essere stati cinque o sei, però non vorrei che
prendesse per esatta questa cifra; comunque escludo
che provengano
tutti e sedici o quindici dalla brigata paracadutisti. Con il permesso del
Presidente riferirò per telefono quanti sono esattamente. Respingo co-
munque la premessa: non possiamo pensare alla brigata paracadutisti
come a un covo di chissà che cosa.

DORIGO. Non ho detto niente in questo senso.

SIRACUSA. Beh, il suo collegamento è immediato. abbia pazienza.

PRESIDENTE. Il collega Dorigo non ha bisogno di filtri, però le
dico che quello che le ho già detto in un colloquio privato. Il problema è

che Fulci era il direttore del Cesìs. Egli ha detto alcune cose sul Sisde
che si sono dimostrate drammaticamente vere. Allora che un parlamen
-
tare della Repubblica abbia l’allarmato sospetto che ci abbia «azzecca-
to» pure sul Sismi non equivale a dar corpo alle ombre, bensì è una pro-
spettiva che va legittimamente perseguita. Può darsi pure poi che sul Si-

            smi si sia sbagliato.                                                                           '

GUALTIERI. È preoccupato il parlamentare, ma anche Fulci che
non rientra in Italia perché ha paura di essere ammazzato.

Senato della Repubblica            - 299 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

SIRACUSA. Ho letto sui giornali una sua dichiarazione, senatore
Gualtieri, che riferiva che Fulci aveva paura di essere ammazzato in Ita-
lia. Sono rimasto sbalordito, mi consenta. Come può pensare l'amba-
sciatore Fulci di essere ammazzato da uno di questi sedici dipendenti e
servitori dello Stato! Respingo decisamente questo sospetto a carico di
miei collaboratori. Ha paura di essere ammazzato: mi consenta, sena-
tore Gualtieri, non è ammissibile una cosa del genere.

GUALTIERI. Lei può informarsi al Cesis. L'ambasciatore Fulci si è
fatto mandare una macchina blindata a New York con un cargo aereo;
quando è tornato in Italia ha voluto la scorta sotto l'aereo perché non
voleva transitare per il
terminal; quando gli ho domandato perchè si era
messo in tasca quella lista dei sedici nomi (perché aveva detto di averla
tenuta in tasca per parecchio tempo e poi l'ha consegnata), mi ha rispo-
sto testualmente, e quindi va a verbale
: «Perchè se mi ammazzano da
questa lista trovate chi mi ha ammazzato». Questo è l'attuale ambascia-
tore italiano all'Onu.

SIRACUSA. So che lei nell'articolo pubblicato su «la Repubblica» ri-
portava le parole di Fulci
. Ciò nonostante rimango ugualmente sorpreso:
che l
'ambasciatore Fulci sia preoccupato per la salvaguardia e la sicu-
rezza della sua persona posso ancora capirlo, forse lo
è in modo un
eccessivo, almeno così mi sembra. Infatti non può temere che i perso-
naggi che possono ammazzarlo siano tra il personale del Sismi. Cono-
sco e stimo l'ambasciatore Fulci perchè rappresenta il nostro paese
all'estero - l'ho conosciuto a Bruxelles e l'ho incontrato all'Onu - con
un'attività veramente di primo piano, e ne abbiamo visto i risultati.
Però, sotto questo aspetto, non posso condividere la leggerezza con cui
ha consegnato al magistrato una lista senza poter giustificare i suoi so
-
spetti. Il giudice Saviotti, infatti, mi ha detto personalmente che dopo
tanti mesi, circa diciotto, non aveva iscritto nessuno nel registro degli
indagati, né aveva mandato avvisi di garanzia
. Come si fa allora a so-
spettare di queste persone? Oggi gli avvisi di garanzia costituiscono un
avviso di colpevolezza - e questo
è un aspetto abnorme - ma questi non
hanno ricevuto nemmeno un avviso di garanzia
.

PRESIDENTE. Vorrei fare un'osservazione. Fulci aveva una fun-
zione di direzione dei Servizi: avrà avuto una informativa, magari anche
da una fonte inattendibile, e l'ha passata all'autorità giudiziaria come di-
rezione di una possibile indagine di polizia giudiziaria. Ci auguriamo
che l'indagine si faccia. Prendiamo atto che allo stato non ha portato
nemmeno all'acquisizione di indizi che consentano
l'iscrizione di questi
ufficiali nel registro degli indagati, però la cosa che personalmente mi
colpisce - a me, che pure sono notoriamente contrario alla cultura del
sospetto - è che
, per quanto riguarda. il Sisde, i sospetti di Fulci si sono
rivelati fondati anche a carico di servitori dello Stato che poi si sono
manifestati infedeli. Ciò - lo ripeto - senza partecipare alla cultura del
sospetto
.

I1 collega Dorigo le ha poi fatto una domanda sui criteri di sele-
zione, avendo presente che io sono d'accordo con lei circa il fatto che
non possiamo criminalizzare
a priori un corpo delle forze armate. Però

Senato della Repubblica            - 300 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 2 Febbraio 1995 - 9ª SEDUTA

bisogna verificare se gli uomini del Sismi provengono in gran numero
dalla stessa parte. Inoltre l
'onorevole Dorigo le ha chiesto se queste se-
dici persone sono state inserite nel Sismi tutte dalla stessa persona.

SIRACUSA. Sui criteri di selezione potrei parlare a lungo, ma non
vorrei annoiare l
'uditorio. Lei ha citato una selezione effettuata da Mi-
sumeci centrata su ufficiali di complemento, in che numero io non so.
Ho già fatto alcune brevi considerazioni, ma mi riservo di dire esatta-
mente quanti sono tali ufficiali di complemento. Intanto le posso già
escludere il primo della lista, il colonnello Masina, un professionista ri-
spettat
issimo nel mondo dell’intelligence e che pure capeggia la lista dei
famigerati sedici. È una cosa che non sta nè in cielo nè in terra
. Per gli
altri saprò essere più preciso.

Per quanto riguarda i criteri di reclutamento, trovo difficile espri-
mermi su quello che era il reclutamento di quindici-venti anni fa
.
Non conosco a sufficienza quelli che erano i criteri di reclutamento
dell
'epoca, posso enunciarvi quali sono quelli di cui si serve il Sismi
da qualche anno a questa parte (dalla gestione Martini in poi)
, che
son criteri di grande trasparenza e di accurata verifica
. Essi poi non
riguardano solo carabinieri; è vero, infatti, che vi sono nel Servizio
molti ufficiali dei carabinieri, ma non sono la maggior parte
. Vi sono
ufficiali dell'Esercito
, dell'Aeronautica, della Guardia di finanza, della
Marina e dei Carabinieri
, ma ricordiamoci poi che un terzo del perso-
nale
è costituito da civili. Peraltro, il numero di questi ultimi è in
continuo aumento con una mirata selezione nei confronti di perso
-
nale proveniente dal mondo accademico, cioè laureati. La tendenza è
quella di arrivare ad una proporzione del cinquanta per cento e cin
-
quanta per cento. Vi sono degli incarichi che non possono non essere
affidati a militari perchè sono troppo tecnici e pertanto non si po
-
trebbero reclutare addetti dal mondo civile - mi riferisco alle teleco-
municazioni e ad altri aspetti tecnologici. per cui siamo costretti a re-
clutare personale già formato dalle Forze armate, oppure ad incarichi
particolari - ma
, per ìl resto, stiamo incrementando notevolmente
l
'ingresso dei civili.

DORIGO. Vorrei evitarle una parte della risposta. Lei ci ha appena
detto che, da Martini in poi
, i criteri di reclutamento sono stati perfezio-
nati
, ora, io le chiedo: appurato che in precedenza comunque non si
può parlare di reclutamento anomalo ma in qualche modo non perfezio
-
nato, non le risulta che i suoi predecessori si siano preoccupati del fatto
che vi era stato un reclutamento di personale fatto direttamente da un
alto ufficiale, poi risultato indagato e colpito da provvedimenti giudi-
ziari? Ossia, non vi ha preoccupato e non vi preoccupa il fatto che que
-
sto alto ufficiale abbia reclutato per conto suo, fuori dalle procedure or-
dinarie. un certo numero di soggetti? Questo non vi preoccupa rispetto
a quelle persone?

PRESIDENTE. C'è un giudicato su Musumeci?