CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

31/1/95


 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

7a Seduta

MARTEDÌ  31 GENNAIO 1995

Presidenza del Presidente PELLEGRINO                  indi del Vice Presidente f.f. Gualtieri

 

La seduta ha inizio alle ore 18,05.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

PRESIDENTE. I colleghi hanno già ricevuto la copia della relazione
semestrale che ho inviato al Presidente del Senato e al Presidente della
Camera
, in merito alla quale accoglierò con piacere nelle prossime se-
dute eventuali osservazioni
. Nella relazione, come noterete ho cercato
non soltanto di dare conto del lavoro che abbiamo svolto in questi mesi
,
ma soprattutto di quello che abbiamo impostato per l'immediato futuro,
con particolare riguardo ad una relazione complessiva alla quale stiamo
già lavorando e della quale abbiamo tracciato lo schema di massima.

Informo poi i componenti della Commissione, direi con soddisfa-
zione. che oggi l'Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei
Gruppi parlamentari ha nominato il dottor Antonio Di Pietro collabora-
tore della Commissione
, con l'incarico specifico di coordinare le attività
indagative soprattutto per quanto riguarda le nuove evenienze e, quindi,
sia sulle recenti e allarmanti indagini - come quella di cui ci occupiamo
Questa sera -
, sia per le eventuali nuove investigazioni su filoni di inda-
gini che abbiamo già da tempo avviato. Il dottor Di Pietro è stato da me
contattato qualche giorno fa ed ha già manifestato la disponibilità a col-
laborare con la Commissione
.

È evidente che si tratta dell'acquisizione di una collaborazione pre-
stigiosa. che si aggiunge alle altre collaborazioni di alto livello di cui già
disponiamo e che spero potrà servire per un miglior espletamento del
difficile compito che ci è stato affidato
.

Aggiungo, come rilievo personale, che mi sembra importante che
un uomo come il dottor Di Pietro,
che ha così illustrato la magistratura.
non lasci appunto l'ordine giudiziario; tuttavia mi sembra altrettanto
importante che egli ponga la sua professionalità al servizio oggi del
Parlamento e domani eventualmente anche dell'amministrazione pub-
blica
. perché questo indubbiamente può servire a recuperare un senso

Senato della Repubblica            - 177 -                          Camera dei Deputati

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Questo problema è stato posto anche in alcune inchieste della magistra-
tura, se è previsto ad esempio dal vostro istituto il fatto che all'interno
della Sip ci siano delle funzioni per le quali debba essere adibito il Nos,
quali siano queste funzioni, perchè a mio avviso questo è un capitolo
delicato e importante, un capitolo che avrebbe dovuto allarmare anche
il servizio di informazione. Voi non siete l
'autorità giudiziaria, non fate
indagini di polizia giudiziaria però mi interessava anche questo come
Servizio informativo. Lei dice che tutti noi con il senno del poi pos-
siamo accorgerei di cose che era molto difficile sospettare a quell’epoca
.
Lei ha detto anche che non avete avuto nessun riscontro che sia rintrac-
ciabile all'interno di una istituzione militare o civile
, ma comunque di
un corpo dello Stato, di deviazione criminale.

C'è stato un solo elemento che mi aveva colpito moltissimo
all'epoca
: ero un normale cittadino che molti anni fa si sentiva di giu-
rare che quei criminali avevano collegamenti con i corpi armati dello
Sta
to per il semplice fatto che usavano un fucile d'assalto, AR70. che
all
'epoca era scarsamente diffuso perfino nelle nostre Forze armate
perch
è, come lei sa, era stato introdotto solo nell'aviazione e in alcuni
reparti speciali con una limitatissima diffusione, in modo sperimentale
.
Oggi è più diffuso ma è  ancora in via di distribuzione; all 'epoca vi erano
pochissimi esemplari e risulta che venne chiesto a Savi d
i portare il suo
fucile per essere fotografato presso la questura di Bologna. Risulta pure
che era stato segnalato che in Italia c'erano questi trenta fucili AR70 che
erano stati venduti e commercializzat
i. Vorrei quindi sapere se è stata
fatta una informativa su questo e, se non
è stata fatta, se lei non ritenga
che vi siano eventuali responsabilità all'interno della questura di Bolo
-
gna nell'aver sottovalutato questo episodio.

MARINO. Ringrazio per questa raffica di domande. Vorrei comin-
ciare con il quesito sull'elenco di Fulci.

PRESIDENTE. Riguarda l'altro Servizio.

MARINO. Non solo, signor Presidente, ma soprattutto si tratta di
una questione ancora
sub iudice da parte dell'autorità giudiziaria, per
cui sulla veridicità della denuncia deve ancora essere scritto tutto.

PRESIDENTE. Su questo sentiremo il Direttore del Sismi.

DORIGO. A mio avviso su questa materia è obbligo del Sìsde con-
trollare il Sismi
.

Presidenza del vicepresidente f.f. GUALTIERI

MARINO. Capisco l'essenza della domanda e le dico subito che l'ac-
cusa di Fulci ed il fatto della Uno bianca, con il senno di poi, sono da
accostare
. Uno è certo, l'altro è in forma molto ipotetica. So che ci sono
state delle querele contro Fulci e questo comincia a rendere più interes-

Senato della Repubblica            - 178 -                          Camera dei Deputati

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sante la disputa rispetto a chi ha lanciato un allarme (non parlo di ac-
cusa). Si tratta di problemi su cui gradirei non dare una risposta perché
non posso farlo. L'informativa Fulci colse a suo tempo tutti di sorpresa,
fu un fulmine a ciel sereno e rimane ancora tale. Non mi risulta infatti
che vi siano elementi di riscontro, mi sembra che siano passati tre anni
dalla prima notizia e non credo che vi siano stati elementi di riscon-
tro.

DORIGO. Mi domandavo se dopo i tre anni sia accaduto qualcosa
di nuovo.

MARINO. Non credo che in questa Commissione sia la prima volta
che si parli di questo. Debbo chiarire un aspetto: quando un fatto che
può essere riferito ad un fenomeno è già all'esame dell'autorità giudizia-
ria noi ci asteniamo perché dobbiamo astenerci per legge. Già troppe
volte i Servizi sono stati chiamati in causa per deviazioni; ancora adesso
(parlo di questi giorni) i miei funzionari in una certa località d'Italia si
sono inopinatamente interessati di un fatto che era oggetto di indagine
da parte della magistratura, sono stati chiamati e redarguiti e quasi ac-
cusati di depistaggio. Io sono dovuto comparire davanti ad un procura-
tore per difendere dei miei dipendenti che operavano in un settore de-
terrninato su cui indagava l'autorità giudiziaria.

Si trattava poi di un settore di terrorismo internazionale, neanche
relativo a fatti interni, e c'è voluto un bel po' per convincere che opera-
vamo per dare un supporto ed un apporto di pensiero e di cono-
scenza.

Se dovessi sorvolare su qualche quesito fatemelo notare perché tor-
nerei indietro.

… omissis …

DORIGO. Ha detto di più, ossia che gli stessi magistrati non erano
sicuri di aver effettuato alcuni riscontri.

MARINO. Io stesso ho avuto una discussione con un magistrato per
l'archivio: ma, mi consenta, è come se io pretendessi di mettere le mani
nell'archivio della Fiat o, meglio. in quello tributario senza conoscere la
procedura. O ci si fida, e allora si arriva alla verità, oppure si pone un
problema.

DORIGO. Si pone un problema.

MARINO. Per quanto riguarda la Sip, le consiglierei di rivolgere la
domanda all'autorità competente, non al mio collega del Sismi, in
quanto è un problema di autorità nazionale per la sicurezza e quindi del
Cesis che, come lei sa, ha la delega da parte del Presidente del Consiglio
in questa materia, e dell'Ucsi, il noto organismo che si interessa della tu-
tela del segreto e della sicurezza nazionale. Comunque, come primo ac-
cenno, le rispondo che ci sono alcuni settori della Sip i cui addetti de-
vono avere il nulla osta dì segretezza.