CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

 

9/3/95


 

SENATO DELLA REPUBBLICA        CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI

12ª SEDUTA

GIOVEDÌ  9 MARZO 1995

Presidenza del Presidente PELLEGRINO

La seduta ha inizio alle ore 18,15

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

PRESIDENTE. Comunico che dopo l'ultima seduta sono pervenuti
alcuni documenti, il cui elenco è in distribuzione, che la Commissione
acquisisce formalmente agli atti dell'inchiesta.

Comunico che il Presidente della Camera ha chiamato a far parte
della Commissione i deputati Fragalà e Zani in sostituzione rispettiva-
mente dei deputati Pasetto e Angius, dimissionari.

Comunico altresì che il generale Ceniccola, i prefetti Rossano. Pisa-
sale, Barbati e Serra e il direttore del Sisde, generale Marino, hanno re
-
stituito il resoconto stenografico delle loro audizioni apportandovi cor-
rezioni di carattere meramente formale
.

Comunico che l'Ufficio di Presidenza allargato nella sua riunione
del 22 febbraio ultimo scorso ha deliberato la nomina a consulenti del
professor Ettore Palmieri. docente universitario, nonché dei magistrati
Giampaolo Di Leo e Leonardo Leone De Castris
. Per i due magistrati
l'assunzione dell'incarico è subordinato al parere favorevole del Consi-
glio superiore della magistratura che ritualmente
è stato richiesto.

L'Ufficio di Presidenza ha inoltre deliberato il conferimento di spe-
cifici incarichi di studio ai dottori Antonio Rizzo
, Paolo Miggiano e Aldo
Sabino Giannuli
.

DELIBERAZIONE Al SENSI DELL'ARTICOLO 20 DEL REGOLAMENTO INTERNO

PRESIDENTE. Il Procuratore della Repubblica di Bologna ha ri-
chiesto copia integrale dei resoconti stenografici delle audizioni svolte
nell'ambito dell'inchiesta sulla Uno bianca
. Propongo, ai sensi dell'arti-
colo 20 del regolamento interno
, che tale richiesta venga accolta.

Faccio presente che il nostro consulente dottor Di Pietro si è recato
presso le procure di Bologna, Rimini e Pesaro dove ha potuto ottenere
documentazione. Vi
è quindi un'atmosfera di collaborazione reciproca

Senato della Repubblica            - 350 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 9 Marzo 1995 - 12ª SEDUTA

Vi è stato un approfondimento dell'indagine in questo senso?

Quale spiegazione dareste del mancato ritrovamento dei verbali?

La terza domanda riguarda più specificamente la dinamica della
strage
. Secondo la testimonianza di Alessandro Marino, presente in via
Fani al momento dell
'agguato, un motociclista a bordo di una Honda
aprì il fuoco e alcuni proiettili attinsero il ciclomotore dello stesso testi
-
mone. La testimonianza, giudicata dal magistrato Santiapichi «una ver-
sione lucida degli eventi», parla di una «moto Honda di colore blu di
grossa cilindrata sulla quale erano due individui, il primo dei quali co
-
perto da un passamontagna scuro e quello dietro che teneva un mitra di
piccole dimensioni nella mano sinistra, sparò alcuni colpì nella mia di-
rezione, tanto che un proiettile colpiva il parabrezza del mio motorino»
(sentenza Moro 1 e Moro bis, 24 gennaio ] 993; atti della X legislatura,
Moro, fascicolo 35, pagina 801)
.

Risulta rispondente al vero che la motocicletta venne identificata in-
sieme al conducente e che questo, un extraparlamentare. venne ritenuto
estraneo a
i fatti? (L'informazione è contenuta nelle dichiarazioni di Cos-
siga ai giudici Marini e Ionta rilasciate il 30 novembre 1993; in atti della
XI legislatura, Moro
, fascicolo 7/1, pagina 25 - documento riservato).

Chi operò il riconoscimento e quando?

Sempre in ordine allo scenario del 16 marzo, il colonnello Gu-
glielmi del Sismi, il 16 marzo 1978 si trovava nei pressi dell'agguato e  
non diede una spiegazione pienamente convincente della sua presenza
(se non erro parlò di un invito a pranzo in un orario piuttosto insolito
).
Peraltro egli dichiarò di non essere in servizio a Roma in quel periodo
ma di essere stato assegnato solo nel giugno 1978 ad un nucleo del Si-
smi di stanza a Fiumicino
.

Sulla presenza di Guglielmi in via Fani, una memoria del deputato
Luigi Cipriani in data 3 maggio 1991, al quale l
'ufficiale del Sismi Pier-
luigi Ravasio aveva rilasciato una intervista, offre invece una interpreta-
zione molto differente che, a parte un certo carattere fantasioso, ci sem-
bra importante perché retrodata, rispetto alle dichiarazioni di Gu-
glielmi
, la sua assegnazione al nucleo Sismi di stanza a Fiumicino.

Dalla nota del Cipriani emergerebbero due circostanze di grande ri-
levanza
: 1) il fatto che lo stesso Guglielmi, Pietro Musumeci e Giuseppe
Belmonte operavano a Roma già al tempo del rapimento e del
sequestro
di Moro; 2) l'ammissione, da parte del Ravasio, di un legame tra il Sism
i
e la banda della Magliana già nella vicenda Moro (legame che verrà re-
gistrato anche nelle indagini della magistratura a proposito dei depi-
staggi seguiti alla strage di Bologna nell'agosto 1980). Si identifiche-
rebbe peraltro una complessa zona grigia attiva nel rapimento
, retro-
terra dell'attività di uomini quali Carmine Pecorelli e, soprattutto il fal-
sario Antonio Chichiarelli, autore del falso comunicato n.7.

Su quali di questi aspetti le più recenti indagini hanno registrato
dei progressi?

A proposito del covo di via Montalcini viene affermato, anche nelle
sentenze della Corte d'assise, che si sarebbe trattato del luogo dove fu
tenuto prigioniero Aldo Moro. È da rilevare però che negli atti del pro
-
cesso esiste una perizia svolta con sofisticati metodi scientifici che porta
a ritenere che il leader democristiano sia stato tenuto prigioniero in al-
m
eno due posti diversi.

Senato della Repubblica            - 353 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 9 Marzo 1995 - 12ª SEDUTA

La sentenza di archiviazione del procedimento relativo al ritrova-
mento di via Monte Nevoso nel 1990 (procura di Roma, magistrato Giu-
diceandrea, 28 gennaio 1992) parla del «rafforzamento delle ipotesi di
eterodirezione
delle Brigate rosse». Il giudice fa discendere l'ipotesi da
alcune considerazioni, quali:

- la necessaria o almeno probabile esistenza in qualche sede degli
originali delle fotocopie reperite;

- la mancata pubblicizzazione da parte brigatista dei manoscritti
di Aldo Moro da cui emergono «implicito riferimento all'operazione Gla-
dio » nonché «la lucidità e la razionalità che furono proprie dell'onore-
vole Moro durante il sequestro»;

-  tale incomprensibile comportamento omissivo da parte delle
Brigate Rosse poteva e può consentire l'ipotesi di utilizzo delle stesse da
parte di "centri esterni, di qualsivoglia genere, operanti, se del caso, in
un più ampio e composito scenario internazionale e, evidentemente,
non in sintonia con le
prospettive politiche che erano proprie delle
scelte dell'onorevole Moro (governo di solidarietà nazionale)».

A vostro giudizio, in una valutazione complessiva della vicenda del
rapimento, del sequestro
e dell'omicidio di Aldo Moro, quale posto oc-
cupa questa considerazione sul «rafforzamento delle ipotesi di eterodire-
zione delle Brigate rosse». che lascia uno spazio ampio e ancora non
sondato all'indagine e alla ricerca?

Vorrei dire che su questo problema si diffondeva in particolare la
nostra relazione del
1992.

Vi risulta corrisponda a verità quanto riportato di recente dal gior-
nale l'«Unità» relativamente a un viaggio di una pattuglia del Sisde in
Nicaragua per avere un contatto con il brigatista latitante
Alessio Casi-
mirri, già condannato all'ergastolo? È legittimo il sospetto che questo
viaggio nasconderebbe l'avvio di «una sorta di trattativa informale»,
come scrive
il giornalista, con il Casimirri?

È stata richiesta l'estradizione del Casimirri dal Nicaragua e, qua-
lora ciò non fosse avvenuto, perchè?

Esiste, a vostra conoscenza, una relazione tra questo viaggio e l'ar-
resto di Germano Maccari?

Di infiltrazione dei servizi segreti nelle Brigate rosse in questi anni
si è parlato più volte. Ne hanno parlato, senza scendere in particolari, il
generale Vincenzo Morelli nel libro «Anni di piombo» del 1988 (pagina
64), il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa alla Commissione Moro (vo-
lume IV pagina 250), il generale Giovanni Romeo il 22 novembre 1990
alla Commissione stragi (volume
VI, pagina 63).

Il Romeo chiese la seduta segreta ma vi fu una fuga di notizie e le
dichiarazioni furono riportate sulla stampa (A. e G
. Cipriani, Sovranità
limitata, pagine 213-214).

In quali occasioni, interrogando gli imputati, avete avuto il dubbio,
il sospetto o la certezza che si trattasse di infiltrati?

In un'intervista rilasciata a «Panorama» del 3 marzo scorso il dottor
Riccardo Malpica, già capo del Sisde, sostiene di essere a conoscenza,
«al di là di ogni ragionevole dubbio», del nome di colui che contribuì
largamente alla stesura dei documenti e dei comunicati brigatisti du-
rante il sequestro di Aldo Moro e, dunque, fu probabilmente una delle
menti del movimento terroristico in quella fase.

Senato della Repubblica            - 396 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 9 Marzo 1995 - 12ª SEDUTA

stava leggere i documenti per capire che intenzioni avevano, cosa vole-
vano fare, dove volevano arrivare.

PRESIDENTE. Questa è una mia antica convinzione. Se, anziché
parlare di farneticanti proclami delle Brigate rosse si fossero studiati
con attenzione i loro documenti, si sarebbe capito dove volevano andare
a parare
.

MARINI. Franceschini quindi dice cose ben chiare. Poi abbiamo
avuto le dichiarazioni, che mi sembra siano state trasmesse a questa
Commissione, di alcuni soggetti che hanno parlato di infiltrazioni delle
Brigate rosse. Riteniamo che la questione sia abbastanza chiara
.

Vi è poi un aspetto molto delicato che riguarda il procedimento
contro Antonio Nirta e che si riferisce ad Alessio Casimirri. Dobbiamo
decidere tra due versioni acquisite al processo
. Secondo la prima Anto-
nio Nirta era il confidente di un certo capitano dei carabinieri che ope-
rava nel settore dei sequestri dì persona. Nirta avrebbe fatto fare una se-
rie d
i operazioni a questo ex capitano dei carabinieri.

Poi si dice che Antonio Nirta sarebbe stato messo a via Fani per
partecipare al sequestro Moro
.

PRESIDENTE. C'è un articolo su «L'Europeo ».

MARINI. Secondo un'altra ipotesi, Antonio Nirta avrebbe fatto com-
piere operazioni all'ex capitano dei carabinieri che a sua volta, si sa-
rebbe accorto che l'uomo fermato non era un comune sequestratore di
persone ma addirittura un terrorista che si identificava
in Alessio Casi-
mirri e,
resosi conto che si trattava di un brigatista riuscì a sapere che
stava organizzando non un comune sequestro ma il sequestro del Pres
i-
dente della Dc Aldo Moro e allora lo passò al Sismi
. Il Sismi gli avrebbe
fatto fare l
'operazione, lo avrebbe avuto come infiltrato, avrebbe saputo
tutto quel che voleva sapere su via Fani e sulla prigione di Moro e poi lo
avrebbe fatto fuggire all'estero.

PRESIDENTE. Non avete risposto alla domanda relativa al colon-
nello Guglielmi e al momento in cui entra a far parte della struttura
operativa con Musumeci e Belmonte
. Avete fatto degli accertamenti?

IONTA. La questione relativa a Guglielmi fa parte, come è facile in-
tuire, del processo contro ignoti, nel senso che vi è una iniziale attività
svolta dal collega De Ficchy che ha seguito all’inizio il problema, attività
che ha portato anche all'ident
ificazione di questo Guglielmi.

La questione è delicata per i riflessi di recenti articoli di stampa che
fanno riferimento a questa vicenda. Non vorrei sembrare reticente
.

PRESIDENTE. Valuti lei quel che ci vuol dire.

IONTA. Diciamo che in alcuni articoli di stampa di un paio di setti-
mane fa si fa riferimento alla posizione di Leonardi e si adombra una
possibile ridotta reazione del maresciallo Leonardi di fronte ad una sor
-
presa che si sarebbe verificata al momento dell'agguato, Dopo la pubbli-

Senato della Repubblica            - 397 -                          Camera dei Deputati

 XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI · DOCUMENTI - 9 Marzo 1995 - 12ª SEDUTA

cazione di questo articolo, ne è apparso un altro, credo pochi giorni fa,
sul settimanale «L'altra Repubblica» in cui si fa la deduzione ulteriore,
secondo la quale la scarsa reattività del maresciallo Leonardi sarebbe
dovuta al fatto che come interlocutore in forma aggressiva vi sarebbe
appunto questo colonnello Guglielmi
.

Per rimanere a quel che risulta in questo momento, si può dire che,
per stessa ammissione del Guglielmi sentito all'epoca dal dottor De Fic-
chy,
egli si trovava nelle immediate vicinanze dell'agguato di via Fani
perchè invitato a pranzo da un collega, Se non ricordo male, è stato
compiuto un accertamento per verificare l'esistenza di questo collega e
in effetti risulta che abiti a via Stresa.

PRESIDENTE. Non so se è un falso ricordo, ma mi sembra che
questa persona abbia detto in un interrogatorio che il Guglielmi andò a
casa sua e gli disse che voleva mangiare da lui
.

IONTA. Non ricordo questi termini specifici. quel che ricordo è che
ha detto di aver ricevuto l'invito a pranzo e che, in previsione di questo
invito
, aveva iniziato ad avvicinarsi alla casa intorno alle 9,30 di mat-
t
ina. È stato fatto un accertamento anche sulla sede di servizio.

Non so essere più preciso, ma se la Commissione vuole è possibile
fare un riscontro più immediato. Mi pare di ricordare che fu allora ac-
certato che Guglielmi in quel periodo non era al Sismi e c
he l'ingresso
d
i Ravasio al Sismi sarebbe successivo all'omicidio Moro. Quindi, anche
la parte che riguarda il collegamento tra Ravasio, Guglielmi e così via, è

affaticata da una serie di indicazioni di stampa che forse tendono un po'
ad eliminare il problema delle date. Occorre fare una verifica molto se-
ria su questo punto
.

A me sembra di ricordare che Ravasio entrò in epoca successiva ri-
spetto all'omicidio Moro e, anche quando parla delle ricerche della pri-
gione
, si riferisce comunque a fatti successivi all'omicidio di Aldo
Moro
.

Credo di ricordare che Ravasio abbia detto che vi sarebbe stata una
attivazione per rintracciare la prigione quando ancora Moro era vivo
. Se
poi la Commissione ha necessità di più precisi riferimenti,
possiamo
fornirli.

PRESIDENTE. Forse avremo bisogno di ulteriori approfondimenti.
Vi sono novità sul rullino di fotografie che sarebbe sparito in sede giudiziaria?

PRIORE. Rispetto a quanto svolto e scritto nel Moro quater non
credo vi siano ulteriori novità
. Fu svolta una indagine sul comporta-
mento del magistrato Infelisi e di un funzionario di poli
zia, ma non
emerse nulla
.

PRESIDENTE. Emersero dei viaggi in Calabria.

PRIORE. Sì, vi furono allontanamenti dalla sede dell'ufficio e così
via
, ma nulla di più, nel senso che non credo sia stato accertato qual-
cosa di p
iù grave oltre quello smarrimento.