CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

    20/7/95   

Commissione Stragi - Seconda relazione semestrale sullo stato dei lavori

 

SENATO DELLA REPUBBLICA                    CAMERA DEI DEPUTATI

 

XII LEGSLATURA

Doc.XXIII
n
. 3

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA

SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA MANCATA
INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI

istituita con la legge 23 dicembre 1992, n. 499,

che richiama la legge 17 maggio 1988, n.172, e successive modificazioni

(composta dai senatori: Pellegrino, Presidente; Brigandì, Vice presidente, Alò, Armani, Battaglia,Bedoni, Castellani, Cioni, De Paoli, Di Orio, Gallotti, Gualtieri, Lisi, Morando, Pagano, Petricca, Rocchi, Scalone, Sellitti, Stanzani Ghedini, Villone; e dai deputati: Mattarella, Vice presidente; Baresi e Bonfietti; segretari; Azzano Cantarutti, Battaglia, Caselli, Cola, Del Gaudio, Della Valle,Dorigo, Dotti,Fragalà, Godino, La Volpe, Magrone, Mazzuca, Scanu, Tagini, Trincali, Zani)

Seconda relazione semestrale sullo stato dei lavori

presentata dal Presidente della Commissione
(PELLEGRINO)

ai sensi dell'articolo 2. comma 4. della legge 17 maggio 1988. n.172,
richiamata dall'articolo l della legge 23 dicembre 1992, n.499

Comunicata alle Presidenze Il 20 gennaio 1995

12- PAR-INC -0003 – 0

TIPOGRAFIA DEL SENATO (1200)

 

 

 

Senato della Repubblica                                    - 7 -                                                                      Camera dei deputati

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI· DOCUMENTI

INDICE

1. ATTIVITÀ DI ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLA COMMISSIONE

                    1. 1 - nuove collaborazioni ............................................................................ Pag.             9

1.2 - accorpamento dei gruppi di lavoro e loro

                                       attività. . .. . . . . . . . . . . . . . . .. . .. . . . . . .. . . . ..                                                9

                           1.3 - il progetto di informatizzazione dell'archivio                                                   »             10  

 

2. ATTIVITÀ DI INDAGINE

       2.1 - audizioni, seminari. incontri informali ................................................ .

       2.2 - acquisizioni documentali .................................................................. .

 2.3 - acquisizioni documentali - in particolare gli

 accessi agli archivi riservati di organi dello

 Stato ............................................................................................ .      »             15 

3. ATTIVITÀ DI INDAGINE – IN PARTICOLARE

3.l - Uno bianca:

3.1. 1 - la competenza della Commissione                                                     »              16 

3. 1.2 - le audizioni e gli incontri ....................................................... .      »              17 

3.1.3 - l'elaborato Di Pietro ............................................................... .      »              17 

3.1.4 - il «caso» Mancuso ................................................................. ...... »              18  .

3. 1.5 - la segnalazione all'autorità giudiziaria ..                                                             »              19 

                   3.2 - caso Moro ............................................................... .     »              19 

4. ATTIVITÀ FUNZIONALI ALLA STESURA DELLA RELAZIONE FINALE

                         4.1. - gli elaborati e le riunioni di studio .................................................... .       »              20 

                         4.2. - prime conclusioni possibili ............................................. .     »              21 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Senato della Repubblica                                    - 21 -                                                                    Camera dei deputati

 

XII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI· DOCUMENTI

4.2 – Prime conclusioni possibili

La riflessione al riguardo ha indotto alle considerazioni che seguo-
no. Più in particolare, è possibile fin da ora affermare che nell'ampio
periodo della storia repubblicana in cui si determinarono assetti e con-
dizioni che resero possibile, tra la fine degli anni '60 e la metà degli an-
ni
'80, l'esplosione del fenomeno eversivo, terroristico e stragista, si regi-
strarono difficoltà ed ostacoli al compiuto acclaramento di eventi e con-
seguenti responsabilità individuali; si tratta di fenomeni di cui sono stati
spesso sottolineati i ricorrenti collegamenti e che richiedono di essere
analizzat
i in una opportuna prospettiva unitaria.

A tale scopo si è ritenuto di riservare un'attenta considerazione allo
sfondo politico
-sociale che fu terreno di coltura della tragica stagione
terroristico
-eversiva; quindi di approfondire lo studio del mosaico delle
organizzazioni terroristiche ed eversive che insanguinarono il Paese ne
l
periodo '69-'84. per poi approdare a valutazioni inerenti la sfera delle re-
sponsabilità politiche e la linea di condotta di a settori dell'amministrazio
-
ne dello Stato.

A rendere convinti che un cammino in tale direzione possa essere
proficuamente percorso sta, innanzi tutto, la valutazione positiva circa la
piena utilizzabilità del materiale indagativo accumulatosi in decenni di
inchieste giudiziarie ed acquisito dalla Commissione. Perché se è vero
che nella gran parte dei casi, anche se non nella totalità, tali inchieste
non hanno condotto all'individuazione dei responsabili dei fatti di strage
(a differenza di quanto è avvenuto per altri eventi terroristici), è
anche
vero che assai spesso quelle inchieste si sono concluse con sentenze as
-
solutorie adottate con la formula della insufficienza di prove. Ciò rende
innegabile che prove giudiziarie si erano comunque formate
, anche se
in maniera non sufficiente a consentire, nei termini di dovuta certezza
per eventi così gravi, l'affermazione di individuali responsabilità. Sicché,
travalicando la dimensione strettamente giudiziaria - come
è dovuto,
per la differenza di ambiti operativi e di giudizio che contraddistingue
l
'attività della Commissione da quella propria della magistratura - appa-
re evidente come i risultati delle inchieste giudiziarie
- se fatti oggetto
di una considerazione unitaria dall'angolo visuale proprio della Com-
missione - ben possono concorrere a formare, in sinergia con i contri-
buti dell'analisi storica, della memorialistica degli attori del periodo e
degli accertamenti diretti operati dalla Commissione, un complessivo
convincimento idoneo a fondare un giudizio storico
-politico e sociale e
della cui formulazione la Commissione. per quanto già esposto, si ritie
-
ne investita.

Vuol dirsi cioè come in atto appaia sostanzialmente innegabile l’esi-
stenza di un quadro d'insieme già sufficientemente chiaro e cioè di un
mosaico che, ancorché mancante di numerose tessere e quindi non defi-
nito nel dettaglio, già si presta ad un'utile e non equivoca lettura.

D'altro canto è innegabile che tale lettura sia stata già operata in
Italia e all'estero dalla storiografia e dalla pubblicistica ed abbia condot-
to alla formulazione di valutazioni e giudizi che tendono, almeno da ul-
t
imo, a divenire consonanti. Emerge negli stessi il quadro di un Paese,
l’Italia, che ha vissuto nel periodo storico considerato, e nel contesto di
un mondo diviso in due grandi blocchi, una difficile e a volte tragica si-

 

 

Senato della Repubblica                                    - 22 -                                                                    Camera dei deputati

 

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tuazione di frontiera. E dove il termine frontiera attiene non solo alla
delicata posizione strategica dell’Italia nel bacino del Mediterraneo, ma
anche (e forse in maniera più intensa) a quella linea di frattura fra ideo
-
logie concorrenti che ha segnato la vita sociale della nazione, nonché ai
riflessi che indubbiamente ha avuto nel determinarsi di un quadro polì-
tico di indubbia singolarità se raffrontato con le altre democrazie del
blocco occidentale.

Emerge, in altri termini, la fragilità di una democrazia non solo gio-
vane, ma per oltre mezzo secolo destinata a restare incompiuta nella ne-
gata possibilità di una reale alternanza delle forze politiche al Governo.
Da ciò una intrinseca condizione di debolezza dei controlli democratici
e lo svilupparsi, al di sotto della storia ufficiale del Paese, di un corso
occulto che ha costantemente lambito, o direttamente riguardato, anche
apparati istituzionali dello Stato.

Sono state evidenziate in queste letture della storia nazionale co-
stanti interconnessioni tra poteri palesi e poteri occulti, veri fiumi carsi-
ci che fluivano al di sotto dell'apparente (e cioè democraticamente cono
-
scibile) svolgersi degli eventi e che hanno avuto origine sin dalla fase
fondativa della Repubblica in forme probabilmente separate
. Degli stessi
peraltro, soprattutto in sede giudiziaria, si sono individuati possibili luo
-
ghi di intreccio, veri e propri crocevia eversivi la cui decifrazione è ap-
parsa necessaria ai fini della compiuta comprensione di molti tragici
eventi
. Ma anche a voler prescindere dalla considerazione di tali snodi,
resta innegabile che le emersioni in superficie di tali flussi sotterranei,
pur nell'episodicità dei singoli accadimenti, denotano una ricorrenza di
caratteri comuni e spesso il coinvolgimento dei medesimi personaggi,
così da rendere ragionevole l'ipotesi di un loro collegamento. Da un lato,
quindi, la natura di molti tragici eventi non appare comprensibile al di
fuori di una ricostruzione degli sviluppi della storia sotterranea che li
collega
; dall'altro non è revocabile in dubbio che il corso di questa abbia
influenzato (e a sua volta sia stato influenzato da) gli sviluppi della sto-
ria politica del Paese.

È questo, come già osservato, l'esito di una ricostruzione storica già
sufficientemente consolidata e rinvenibile agevolmente ormai non sol-
tanto negli archivi giudiziari, ma anche negli scaffali delle biblioteche e
che ha trovato recente conforto in una serie di ammissioni da parte di
attori anche istituzionali del periodo i quali, pur non operando ancora
assunzioni dirette di responsabilità individuali, riconoscono come esatta
la lettura di un disegno complessivo, lettura che, alle sue prime formula-
zioni. veniva spesso qualificata
invece come frutto di dietrologia interes-
sata.

Dovuta è apparsa quindi alla Commissione la verifica (positiva) del-
le validità dì tale lettura. pur nella consapevolezza del carattere probabi-
listico che
è proprio di ogni valutazione storica (sempre suscettibile di
aggiornamento e revisione) e che risulta accentuato per il carattere an-
cora incompleto del mosaico di eventi oggetto di giudizio
.

A tali fini sarà opportuna una rivisitazione dei singoli tasselli per
verificarne la complessiva idoneità a comporre un disegno già sufficien
-
temente strutturato. In tale impegno è indubbiamente necessario che la
Commissione mantenga un atteggiamento non «coinvolto. ma «estra
-
niato» e quindi di distacco, per poter trattare con serenità una materia

Senato della Repubblica                                    - 23 -                                                                    Camera dei deputati

 

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altrimenti ancora incandescente, compito facilitato dal mutato scenario
internazionale che caratterizza l'ultimo decennio del secolo e dalla nuo
-
va situazione politica interna determinatasi nell'attuale legislatura. Ciò
ai fini della formulazione di un giudizio sereno rispetto al quale il lasso
temporale che separa la quotidianità da un passato ancora prossimo po
-
trebbe altrimenti ritenersi insufficiente; e dove l'assunzione di un punto
di vista distanziato consente ad un tempo un migliore inquadramento
dell'insieme e agevola, nel rifiuto di una logica parcellizzante, l
'obietti-
v
ità e l'imparzialità del giudizio.

 

 

Pellegrino, presidente