IN SULLA STRUTTURA SEGRETA DELLA NATO INDAGA
LA MAGISTRATURA DI VENEZIA

Pagina 9 (5 AGOSTO 1990) - Repubblica

 

Repubblica — 5 Agosto 1990   pagina 9   sezione: POLITICA INTERNA

VENEZIA - Giulio Andreotti ha confermato davanti alla Commissione parlamentare sulle stragi l' esistenza di una struttura segreta della Nato sulla quale da alcuni mesi sta indagando il giudice veneziano Felice Casson, cui il presidente del Consiglio ha assicurato la piena collaborazione. Il magistrato ha già compiuto alcuni viaggi a Roma ed ha potuto esaminare atti, relazioni e documenti fino ad ora coperti dal segreto.

L' apparato occulto sarebbe stato il frutto di un patto tra servizi segreti americani e quelli dei paesi aderenti al Patto atlantico, compresa la Francia, di cui il Parlamento italiano non ha mai saputo e discusso, ma neppure la maggior parte dei ministri e dei governi che si sono succeduti dalla metà degli anni 50 ad oggi ne sarebbe stata a conoscenza. A firmarlo fu il capo del Sifar di allora, il gene rale Giovanni De Lorenzo.

Ora il governo dovrà consegnare tutta la documentazione relativa a questa vicenda alla Commissione stragi entro sessanta giorni e Andreotti giovedì ha riferito che si sta preparando una relazione molto precisa su questa struttura, che era stata predisposta ipotizzado un' invasione del nord-Italia e che è rimasta in attività fino al ' 72. Entrambe le affermazioni di Andreotti, però, sono state smentite da alcuni atti ufficiali del servizio segreto militare nel corso degli anni. L' ultima dichiarazione in ordine di tempo è stata quella di Ambrogio Viviani, a metà degli anni Settanta capo della sezione controspionaggio del Sid. La struttura di resistenza si è chiesto l' ufficiale se nelle intenzioni americane aveva il compito di difendere da un'occupazione sovietica, fu anche pensata come rete di resistenza in caso di un governo comunista in Italia?. Prima di Casson in questo apparato parallelo e occulto si era imbattuto l' ex giudice istruttore di Padova Giovanni Tamburino indagando sulla Rosa dei Venti, inchiesta che poi gli fu strappata. E proprio in alcuni dei suoi vecchi interrogatori si trovano affermazioni simili a quelle espresse da Viviani.

Il tenente colonnello Amos Spiazzi, ad esempio, aveva apertamente parlato di un' organizzazione di sicurezza interna alle forze armate che si propone di proteggere le istituzioni contro ipotetici avanzamenti da parte marxista. Per quanto riguarda la data del ' 72 come termine dell' apparato segreto, gli stessi parlamentari della Commissione l' hanno contestata: La struttura fu operativa almeno fino al ' 76 hanno detto, ma la documentazione ora in possesso del giudice Casson potrebbe riservare sorprese e spostare ancora in avanti questo limite temporale. Il magistrato veneziano ha cominciato ad interessarsi alla questione dal momento in cui ha cercato di scoprire l' origine dell' esplosivo utilizzato per la strage di Peteano del maggio ' 72, attentato che costò la vita a tre carabinieri. In precedenti indagini aveva scoperto l' esistenza di una rete di depositi di armi ed esplosivi nascosti nel Veneto e nel Friuli, ma non solo in queste due regioni, e di gruppi di volontari ben addestrati. Casson aveva trovato traccia dei primi in una caverna di Auresina, a pochi passi da Peteano, dove venne alla luce per un errore uno di quei depositi. Poi, nell' 84, in casa di un neofascista veronese venne sequestrato un documento da cui risultava la sua partecipazione ad un corso di addestramento all' uso delle armi in una delle basi più importanti dell' esercito Usa in Italia, quella di Camp Derby tra Pisa e Livorno (di questo ha parlato al giudice anche il neofascista bolognese Marco Affatigato). La strage di Peteano e gli altri attentati compiuti dal terrorismo nero in vent' anni sono stati messi a segno utilizzando proprio quegli arsenali? Tra i volontari addestrati in basi segretissime c' erano anche esponenti neofascisti? Il giudice Casson ha chiesto ad Andreotti che gli siano messi a disposizione gli incartamenti del servizio segreto per sciogliere questi pesantissimi dubbi e il magistrato veneziano si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio e non al direttore del Sismi perché l' ammiraglio Fulvio Martini si trova nella sua inchiesta ad essere imputato di favoreggiamento nei confronti di Massimiliano Fachini, prima condannato e poi assolto nel processo per la strage di Bologna. - di GIORGIO CECCHETTI

 

COSI' LA STRUTTURA SEGRETA NATO ADDESTRAVA I CIVILI ALLA GUERRIGLIA

VENEZIA E' stato un segreto fino a due settimane fa, quando il presidente del Consiglio Giulio Andreotti ha ammesso davanti alla commissione parlamentare stragi che in Italia è esistita la struttura occulta legata alla Nato. Una struttura di cui il Parlamento non aveva mai saputo e di cui la maggior parte dei ministri dei governi che si sono succeduti dagli anni Cinquanta a oggi era all' oscuro. L' ammissione dell' esistenza di questa struttura supersegreta, che gestiva depositi di armi ed esplosivo e gruppi di volontari addestrati e che aveva il compito di contrastare con tutti i mezzi un' eventuale avanzata comunista, ha suscitato numerosi interrogativi: chi ne era informato? Chi ne faceva parte e chi ne era responsabile?

Il giudice istruttore di Venezia Felice Casson sta cercando di dare alcune risposte a questi interrogativi con le sue indagini e un buon passo avanti avrebbe fatto dopo la consegna da parte della presidenza del Consiglio di documentazione fino ad ora segreta. Lo stesso Andreotti ha assicurato che tra due mesi sarà in grado di fornire al Parlamento una dettagliata relazione sulla vicenda. Ma in un' altra inchiesta veneziana sono agli atti tre importanti testimonianze di altrettanti alti ufficiali del servizio segreto italiano che hanno riferito inediti e inquietanti particolari su questa struttura segreta, affermazioni che in parte smentiscono il presidente del Consiglio. Li hanno raccontati al giudice istruttore di Venezia Carlo Mastelloni, che li ha sentiti nell' ambito della sua inchiesta sul sabotaggio dell' Argo 16, l' aereo precipitato a Marghera nel novembre del 1973. Sono quelle del generale dell' esercito Luigi Tagliamonte, capufficio amministrazione del Sifar fino al 1964, del generale dell' Aeronautica Antonio Podda, vicecapo del Sid dal 1966 al 1970, e del generale di corpo d' armata Fausto Fortunato, capo dell' Ufficio ricerche all' estero (R) fino al 1974. Al centro addestramento guastatori di Alghero racconta Podda affluivano civili ed ex militari... il comandante dell' Argo (Enano Borreo morì a Marghera precipitando con l' areo che pilotava) mi disse che spesso caricava civili negli aeroporti del Veneto per portarli in Sardegna... notai che i finestrini dell' aereo erano stati oscurati dall' interno perché, mi disse Borreo, quella gente non doveva riconoscere il luogo dell' addestramento. E Fortunato precisa: L' Argo 16 era l' unico aereo a disposizione del servizio e veniva impiegato anche per missioni e trasferimenti al centro addestramento guastatori di Alghero... come capo dell' ufficio R avevo alle dipendenze anche la sezione addestramento del quale faceva parte il centro sardo.

Ma colui che dimostra di conoscere anche gli accordi che sono alla base della struttura segreta Nato è Tagliamonte. Il centro riferisce il generale era a Capo Marrargiu... nel ' 60-' 61 l' Argo 16 venne utilizzato dal Sifar da Roma ad Alghero per trasportare gli ufficiali del servizio interessati alla costituzione del centro addestramento guastatori: si trattava di una struttura segreta completata dal generale Giovanni De Lorenzo, ma fu il suo predecessore al Sifar, Ettore Musco, a iniziare i lavori... vi era un accordo italo-americano, secondo cui in Italia doveva sorgere un centro addestramento per la guerriglia e la controguerriglia. I fondi prosegue Tagliamonte provenivano dai servizi segreti americani e venivano consegnati ai capi del Sifar: gli addestrati venivano pagati con quei fondi... i civili venivano reclutati dall' ufficio R. Chi erano i civili addestrati in Sardegna? Forse erano gli stessi che avevano accesso ai depositi segreti di armi ed esplosivo nascosti nel Veneto, nel Friuli e in altre regioni? Il sospetto degli inquirenti è che tra questi guastatori addestrati dagli ufficiali delle nostre forze armate vi siano stati anche pericolosi neofascisti, poi sospettati di aver organizzato le stragi dal ' 69 all' 80, tutte impunite. Del resto una serie di documenti sequestrati a un terrorista nero dal giudice Casson proverebbero proprio che alcuni esponenti del neofascismo vennero addestrati nella base dell' esercito statunitense di Camp Darby, tra Pisa e Livorno. - di GIORGIO CECCHETTI