La nascita dell'Associazione Italiana Volontari Stay Behind

Assemblea Costituente (Verbale)

 

Questo documento è l'originale consegnato ai soci fondatori dell'associazione dopo l'assemblea per le eventuali correzioni formali.

CERIMONIA APERTURA ASSEMBLEA

Contrariamente a quanto previsto dal programma di cui all'allegato, ragioni di ordine pubblico (tanti curiosi, la folla di giornalisti, il considerevole numero di televisioni pubbliche e private) inducono il Comitato a svolgere il solo Rito in suffragio dei defunti, nello stesso locale dell'Assemblea, cioè la Palestra adiacente al Sacrario di Redipuglia. A causa della propaganda giornalistica data all'iniziativa nei giorni antecedenti la nostra adunanza, diversi autorevoli personaggi hanno creduto opportuno declinare l'invito di presenziare alla cerimonia di apertura. Comprensibilmente, nessun discorso è stato pronunciato fatta eccezione del sermone di Padre Silverio (considerato dal Comitato promotore dell'assemblea, Cappellano dei Volontari); questi pensieri del nostro Uomo di fede, meritano essere riportati per memoria di tutti i volontari. Ecco la sua esortazione : " Voi siete qui per iniziare il vostro cammino, che si concretizza negli intenti che formulerete dopo. La vostra Associazione ha un fine patriottico e morale, amore e fedeltà alla Patria. Ricordando la parabola dei talenti, del Vangelo di oggi : uno, 5 talenti li ha fatti fruttificare e ne ha guadagnato altri 5; un altro , due talenti li ha fatti fruttificare e ne ha guadagnati altri due; l'ultimo che aveva un solo talento, per paura, lo ha nascosto senza raccogliere frutti. Voi lo sapete, la paura uccide la spontaneità e la creatività. C'è anche chi non ha aderito al vostro movimento per paura: ecco, ricordiamo i talenti e sono tanti i talenti che voi avete, che abbiamo; ricordiamo un talento, per esempio, il tempo che ci ha dato il Signore per non sprecarlo e non usarlo male. Voi avete messo tanto tempo al servizio degli altri; il Signore, certamente, in questo momento vi benedice, vi ama intensamente. Poi, Dio ci ha dato l'intelligenza: l'intelligenza per noi e per gli altri ; l'intelligenza che ci serve per sviluppare la nostra personalità e per sviluppare il bene degli altri, per gli altri a vantaggio degli altri. Ci ha dato un cuore per amare e non per odiare. Il Signore ci dice in questo momento, a me ed a voi anche se io anziano, che dobbiamo essere attivi; essere svegli nel campo umano, nel campo sociale, nel campo religioso, nel campo ecumenico. Se guardiamo al passato, voi non siete stati con le mani in mano. Certo nel nostro cuore c'è stato e ci sono sempre questi grandi ideali: Dio, Patria e Famiglia. Il vostro è stato un servizio di amore intenso: uomini e donne hanno generosamente accettato di mettersi a disposizione degli altri; voi a disposizione degli altri; a disposizione della Patria, qualora fosse stata minacciata, invasa, privata delle libertà democratiche. Vi siete immersi nella solitudine; mi piace il motto : " silendo libertatem servo" ; teniamolo nel cuore questo motto : " servire la libertà nel silenzio". Avete servito la libertà nel silenzio; però, io dico, un silenzio carico di tensione, certo; consapevole dei rischi che avreste potuto correre; rischi che avrebbero travolto anche i vostri famigliari, i figli, le mogli. Voi siete i volontari del silenzio, come dice la preghiera: avete scelto un difficile compito; siete stati sentinelle pure e vigili giorno e notte, per spezzare, affrontare direi meglio, le insidie tenebrose del nemico. Io penso ai vostri cuori, l'unica motivazione vostra è stata: servire la Patria, operare per il bene degli altri; cioè avete agito con coscienza pura, con rettitudine, con amore, per la pace, per la difesa della Patria. Però, io penso a quanti hanno scritto su di voi; il diavolo mette anche la sua coda per inquinare, per cercare di inquinare la vostra purezza, la vostra trasparenza; il diavolo c'entra. Oggi viviamo in un'Italia sporca, l'Italia delle tangenti; ci sono stati scandali e ci sono scandali; ma, io voglio ricordare a me e a voi le parole di Gesù. Gesù dice così : Guai al mondo per gli scandali è ineffabile che avvengano; ma guai all'uomo per conto del quale avviene lo scandalo". Queste sono le parole che grida Gesù anche oggi. Certo, la zizzania è sparsa su tutte le contrade del mondo e noi siamo impauriti, la gente è impaurita della vastità del male che c'è; però ricordiamo le parole di Gesù. Gesù che rivolge a voi ed a me queste parole: " Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio". Perciò andiamo avanti aggrappati ai valori, ai grandi valori che avete difeso e continuate a difendere; i valori che ci vengono da Dio. Tanti valori sono caduti; dobbiamo riprendere questi valori per vivere nella pace, nella concordia per formare una società più pura, migliore; abbiamo bisogno di questo. Io vivo nell'Eucarestia, con tutti voi i vostri famigliari; ricordiamo anche i defunti e andiamo avanti con fede, la fede che ci sostiene. Senza questi valori evangelici la nostra vita cade nella solitudine. Mi viene in mente Kafka, il cantore del nulla; però, lui dice e scrive :"...che noia, passiamo dal nulla di oggi al nulla di domani..."; tuttavia, in questo passaggio, incontro Gesù che risale dal nulla. Allora cerchiamo di volere questa nostra unione con Cristo, che ci salva dal nulla. Potremo citare tanti altri personaggi: scrittori, filosofi che ci parlano di non rimanere soli. Quando parlavo del silenzio, il vostro silenzio è carico di tensione, di amore; questo è stato un altro silenzio. Io parlo del silenzio, quando uno è solo con se stesso, senza di niente. Cerchiamo di riempire queste solitudini con Cristo".

LAVORI ASSEMBLEARI

Alle ore 09.20 il signor Giorgio Perissin, Delegato del Comitato promotore dell'iniziativa dell'incontro, rivolge un caloroso saluto di benvenuto a tutti gli intervenuti. A proposito della massiccia presenza di giornalisti, televisioni locali e nazionali (nei cortili e parcheggi del Sacrario) che, inizialmente, hanno in qualche modo indispettito gli intervenuti, Perissin dice che, questo è dovuto all'indebita intraprendenza di qualche singolo che ha informato la stampa. Fa presente che , pur essendo stati gli articoli dei giornali abbastanza corretti, il Comitato non ha affatto apprezzato la pubblicità data alla nostra adunanza. Fa sapere che, il Comitato era dell'avviso che, passata la giornata, andava fatto un comunicato stampa con dati più concreti, più significativi e, certamente, dopo aver sentito il parere dei radunisti. Il Delegato, a nome e per conto del Comitato così continua : "Sono noti a tutti gli avvenimenti che hanno determinato lo scioglimento dell'Organizzazione Stay Behind italiana e la violenta campagna di disinformazione che l'ha preceduta e seguita e che ancora adesso è in corso. Non solo le finalità della nostra Organizzazione sono state travisate ma adesso sono state attribuite responsabilità in fatti criminosi che non erano, per le logiche della struttura, nemmeno possibili oltre a rappresentare l'esatto contrario degli obiettivi posti alla base della scelta che ciascuno di noi ha compiuto accettando di servire la Patria nella Stay Behind. Il nome "Gladio", nome in codice delle operazioni di attivazione della struttura Stay Behind italiana in applicazione di precisi accordi tra Stati aderenti all'Alleanza Atlantica per concorrere agli sviluppi operativi all'interno dei territori occupati da forze nemiche, il nome "Gladio", ripeto, è diventato l'etichetta con cui ormai siamo conosciuti dall'opinione pubblica. Anche se non ci piace e da noi mai utilizzato, oggi definisce la struttura che avrebbe richiesto l'attivazione di Stay Behind così come previsto dal nostro addestramento. In questa epoca di grande turbamento delle coscienze individuali e collettive, noi siamo i depositari di un valore importantissimo: la volontà di non ammettere che altri, con la forza, si impadroniscano del nostro Paese, ne assumano il controllo coartando la nostra libertà e il nostro diritto di decidere il futuro di uomini liberi. Una società è tanto più forte quanto forte nella coscienza collettiva è la determinazione di resistere all'attacco esterno. Noi siamo stati i custodi di questa determinazione e della volontà di prevedere, compiendo tutti gli atti di organizzazione necessari ad assicurare una reale possibilità d'intervento, la nascita di una resistenza all'invasore. Questa Assemblea, nell'intenzione degli organizzatori, deve consentirci di elaborare insieme le iniziative più opportune per ristabilire la verità sulla natura e gli scopi della Stay Behind italiana che erano solo quelli di contribuire a concorrere alla liberazione del territorio nazionale in caso di invasione da parte delle forze del Patto di Varsavia. Poiché la compartimentazione delle nostre "unità operative" non ci ha consentito di conoscerci personalmente fino allo scioglimento, il Comitato propone, per dare ordine ai lavori di questa adunanza, alla quale sono stati invitati tutti gli aderenti di cui agli elenchi pubblicati all'atto dello scioglimento, di iniziare i lavori e di eleggere il Presidente o, forse meglio, il Coordinatore dell'Assemblea".

A questo importante onere del coordinamento, Perissin propone all'Assemblea di nominare L'architetto Angelo Mannino di Trieste. L'assemblea approva all'unanimità. Mannino, nell'accettare l'incarico, ringrazia l'Assemblea per la fiducia e agli amici intervenuti formula l'augurio che da questa adunanza possa scaturire qualcosa d'importante per tutti noi. Avverte di essere sensibile e aperto a tutte le richieste d'intervento che potranno pervenirgli e, allo scopo di facilitare il compito, chiede di essere sbrigatissimi nel procedere. Innanzitutto, dice che, come in tutte le assemblee è necessario nominare un Segretario che prenda nota di quello che accade. A questa incombenza, propone agli astanti di incaricare l'amico Giorgio Perissin a dare la propria collaborazione per portare a termine i lavori. L'Assemblea approva all'unanimità. Il Coordinatore Mannino, continua con alcune raccomandazioni preliminari e circa il talloncino che ognuno ha appesa alla giacca, che tra l'altro è servito anche da lasciapassare per l'accesso in questa palestra ai soli che ne avevano diritto, dice che questo "scontrino" potrebbe, al limite, servire nel caso che ci dovrebbero essere delle votazioni per alzata di mano in maniera che coloro che sono incaricati a rilevare i favorevoli, i contrari e gli astenuti, siano facilitati nei controlli. Da ciò avvisa che, risulta necessario nominare un Comitato di Scrutatori. Per questo tipo di incombenze propone l'amico Roberto Spinelli e, a lui, lasciare il compito di trovare due collaboratori. L'Assemblea approva all'unanimità. Spinelli chiama a collaborarlo, per le operazioni di raccolta delle domande di adesione, appello dei presenti e per tutte le altre operazioni richieste di volta in volta dal Coordinatore dell'assemblea, Vincenzo Roiatti e Corso Giuseppe Giusti. Il coordinatore dell'Assemblea incarica gli Scrutatori a distribuire dei foglietti prestampati "Richiesta d'intervento" perché ognuno che intende prendere la parola lo possa fare nel migliore dei modi. Mannino aggiunge che, trova necessario ripartire le richieste per tipo di argomento sveltendo e dando organicità agli interventi; in funzione del numero delle richieste, verrà stabilito il tempo per ogni intervento. In attesa che venga ultimata l'operazione di distribuzione dei foglietti di "Richiesta d'intervento", richiama l'attenzione degli astanti per leggere il messaggio inviatoci dal Senatore della Repubblica Francesco Cossiga, in occasione di questa nostra giornata (si veda anche il fax, allegato n. 2) : " Senato della Repubblica - Roma , 13 novembre 1993. Invio il mio più cordiale saluto agli amici e colleghi, militari e civili volontari che nella rete italiana della organizzazione inter - alleata clandestina di difesa Stay Behind operarono in addestramento ed esercitazioni per prepararsi ad adottare le misure difensive e offensive opportune e necessarie per realizzare in concorso con le Forze Speciali della NATO la resistenza e la tutela delle persone minacciate in zone del territorio dei Paesi alleati che venisse occupato dalle forze militari e speciali degli Stati del cosiddetto socialismo reale appartenenti al patto di Varsavia guidato dall'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e controllato da esse e dai governi locali da esse insediate e nei confronti della cui aperta minaccia l'Alleanza Atlantica era stata costituita anche per libera determinazione del Governo e Parlamento italiano. Plaudo al vostro proponimento di costituire una associazione che un giorno possa giustamente trovare posto tra le altre gloriose associazioni d'Arma. Sono dolente di dover essere assente e di non poter in questo momento dare la mia adesione alla istituenda perché ancora inquisito con altri dall'Autorità giudiziaria penale, a motivo della mia partecipazione all'attività organizzativa della Rete Italiana (nota come Gladio) nella mia qualità di Sottosegretario di stato per la Difesa nel terzo Governo Moro a ciò delegato, e della mia successiva compromissione negli uffici di Ministro e di Presidente del Consiglio, essendo anche peraltro informato della attività svolta come Capo dello Stato. A voi che avete lealmente servito lo Stato e vi preparavate se necessario a difendere, a costo della vita, delle torture e della prigionia, la libertà della nostra Patria, rivolgo con animo fraterno un convinto appello perché, fieri del dovere compiuto, pur nell'amarezza della fiducia tradita, come avete servito il Paese nel triste periodo della divisione dell'Europa e della dura confrontazione ideologica, politica e militare tra Ovest ed Est che così profondamente lacerò all'interno anche il nostro Paese, ora che una epoca storica si è chiusa con la vittoria della causa della democrazia, della libertà e dell'indipendenza degli Stati e dei popoli, ed in particolare di quelli lungamente sottoposti alla dittatura comunista sovietica, con eguale senso del dovere e spirito di amore per la Patria vi impegnate nella piena lealtà alle istituzioni democratiche, che mai venne in voi meno, ad operare per l'unità civile e morale della Nazione, per la ricostruzione dello Stato democratico ed il rinnovamento della Repubblica, affidando alla Storia il giudizio sul passato e collaborando con tutti i cittadini, qualunque posizione avessero assunto nell'epoca tramontata, che hanno fatto la loro scelta per la libertà e la democrazia. Firmato, Francesco Cossiga".

Il messaggio viene lungamente applaudito. Mannino informa l'Assemblea che i volontari a prendere parola sono gli amici Giorgio Brusin, Marino Valle, Giancarlo Missoni, Lino Trettel, Francesco Gironda. Inoltre, avverte che, stante il numero delle richieste gli interventi verrà concesso un tempo massimo di 10 minuti. L'amico Giorgio Brusin, viene invitato a prendere la parola : " Cari amici, l'amico Francesco Gironda quando sente che devo prendere la parola dice che io avrei la funzione del "pompiere". In parte è vero, nel senso che ho sempre l'abitudine di stare con i piedi per terra e di frenare facili entusiasmi. Pertanto, sono dell'avviso che questa nostra Associazione non deve nascere asfittica ; deve bandire ogni retorica e deve, evidentemente, non essere comoda ad una forma di revanscismo. Seconda considerazione : bisogna che sia un'Associazione che non possa essere confusa con tante altre, perché sarebbe riduttivo. Tanti amici mi hanno manifestato la loro perplessità sulla massa di questa Associazione: questa perplessità è abbastanza giustificata perché la nostra esperienza, che è stata sicuramente valida per tanti anni, si è conclusa con grandi amarezze e delusioni perché viviamo in una società abbastanza disgregante. Allora, se questa nostra Associazione deve nascere bisogna che si dia un ruolo qualificante. Le funzioni, la natura, le finalità dell'Associazione devono essere, per intanto, in difesa della nostra posizione, contro una deformazione e disinformazione della stampa che, per la verità, non è stata tenera nei nostri confronti. Quindi, una funzione informativa, divulgativa e politica per il ristabilimento della verità storica. Dicevo che, i mass media hanno fatto di noi un'immagine deviata e sicuramente distorta; perciò, dobbiamo prima correggere, se riusciamo; poi, dobbiamo ristabilire la verità della nostra immagine. Dobbiamo chiarire in maniera che sia significativa e incisiva: chi eravamo, che cosa ci proponevamo, quali erano i nostri scopi e le finalità; soprattutto, merita appurare, che cosa c'era e che cosa si proponeva nel campo avverso. Questo, perché si è parlato moltissimo di noi, come dicevo, in maniera deviata e fuorviante e non si è parlato, ad esempio, della "Gladio rossa". Nessuno si è interessato, da decenni, di indagare cosa esisteva dall'altra parte e quanto necessaria allora diveniva la nostra funzione. Poi, un'altra cosa, bisognerà chiarire la nostra assoluta estraneità a episodi di criminalità e di stragi. Questo è fondamentale. Quindi, uno degli obiettivi che ci dobbiamo dare è di contattare dei grossi strumenti d'informazione, perché si rifaccia la nostra storia, si dica chi eravamo, quali erano gli obiettivi che ci eravamo proposti, quali le esigenze in forza delle quali noi abbiamo fatto la nostra scelta che era una scelta volontaria. Ho qui sottomano un articolo, pubblicato il 17 giugno 1993, di quel grande giornalista che è Indro Montanelli, il quale ci ha richiamato e sollecitati a non essere passivi di fronte a quelle accuse che puntualmente vengono lanciate contro di noi. Questa la parte finale del suo articolo : " Ma i gladiatori che fanno per mettere fine a questa ridicola panzana? La maggior parte di loro forse sono morti, altri saranno alla Baggina. Ma qualche scampolo ce ne dev'essere ancora, in grado di testimoniare. E cosa aspetta a farlo ? O forse dobbiamo credere che, pronti a battersi materialmente per il loro Paese, non lo sono altrettanto ad assumerne la responsabilità morale? Nessuno di loro è mai stato incriminato di nulla. Sono tutta gente, pare, del medio ceto che, arruolatisi volontariamente in Gladio dovrebbero sentirsi orgogliosi, come io stesso mi sentirei, di aver appartenuto. Perché non ne difendono il nome da tutto il fango che i pataccari cercano di gettarvi sopra? Questo è l'unico vero mistero di Gladio." Quindi, ci è stato mosso un rimprovero autorevole sotto questo profilo ed è la verità con cui siamo stati presi e ne ci siamo poi attivati per difenderci adeguatamente. Fatta questa premessa ed in linea con questa precisazione, mi sono permesso di fare alcune modifiche allo Statuto, che ha già inviato all'amico Giorgio Perissin, per dare agli scopi e finalità dell'Associazione una direzione molto più incisiva di quella contenuta nella bozza di Statuto che tutti abbiamo ricevuto. In particolare, nello Statuto all'art. 2 , gli SCOPI dovrebbero essere così esposti : riaffermare, difendere e diffondere le motivazioni ideali che, nel culto delle tradizioni patrie e nell'affermazione dei principi di libertà, di giustizia, di pluralismo democratico, ispirarono la volontaria adesione degli appartenenti alla disciolta organizzazione STAY BEHIND; raccogliere e riunire gli appartenenti alla disciolta organizzazione per consolidare i vincoli di fraterna amicizia e solidarietà, difenderne la reputazione e l'onorabilità contro ogni forma di denigrazione, discriminazione e persecuzione, prestando loro ogni occorrente assistenza; stabilire fecondi rapporti di amicizia e di aggregazione con gli appartenenti alle analoghe organizzazioni europee; mantenere i vincoli di solidale collaborazione con le Forze Armate, esaltandone l'opera di difesa della Patria e di servizio della pace; concorrere allo sviluppo ed alla crescita di un ordinamento sociale di giustizia, rifondato sui principi di libertà, di democrazia e di buon governo; promuovere e partecipare ad ogni iniziativa, istituzione o ente, che intenda perseguire le finalità su delineate. Per quanto concerne i SOCI e relative categorie, credo opportuno semplificare come in appresso. Possono far parte dell'Associazione : in qualità di soci effettivi coloro che hanno militato nella organizzazione Stay Behind, nonché coloro che vi hanno aderito come collaboratori e che si riconoscono nelle idealità menzionate all'art. 2 ; in qualità di soci aderenti coloro che, nel chiedere di far parte dell'associazione, dichiarino di accettarne le idealità, di condividerne gli scopi e che comunque assicurino di dare una qualche loro attività alla vita associativa; in qualità di soci onorari le persone di specifica moralità e di indiscusso prestigio, che nell'esercizio di pubblica funzioni, nel campo della cultura e dell'informazione, abbiano dato e diano particolare appoggio allo sviluppo dell'associazione e alla diffusione dei suoi ideali e finalità. Detto questo, chiedo scusa se ho approfittato del tempo e vi ringrazio per la vostra attenzione". La relazione di Brusin ha termine con un lungo applauso da parte di tutti i partecipanti alla seduta. Riprende la parola il Coordinatore dell'Assemblea, sottolineando che l'oratore Giorgio Brusin si è attenuto ai dieci minuti concessi. Mannino poi, rivolgendosi a coloro che intendono intervenire, chiede una più ampia esposizione scritta, sui contenuti del loro intervento; in particolare per quanto riguarda le considerazioni aggiuntive, modificative dello Statuto. Ribadisce la necessità delle particolari spiegazioni scritte, in maniera di presentarsi al tavolo della presidenza e di riassumerne i contenuti per rimanere nei tempi prefissati. Angelo Mannino, concede di parlare all'amico Marino Valle : "Con quella esperienza di vita associativa che mi ritrovo, soprattutto per considerazioni di carattere tecnico, mi porta ad esternare il pensiero che una associazione vive e prospera se c'è la volontà degli associati a farla vivere; altrimenti, passato il primo momento di entusiasmo, può subire una deleteria inerzia. Benissimo. D'accordo sulla necessità di salvaguardare la nostra immagine: d'accordo di promuovere quelle iniziative per ristabilire la verità storica, magari attraverso la pubblicazione di una sorta di libro bianco, elaborato da persone che ne hanno la capacità. In riferimento alla campagna stampa che ha preceduto il nostro incontro, che ha causato una certa defezione nella partecipazione all'incontro da parte di diversi amici, ho potuto verificarlo attraverso una serie di contatti telefonici; proprio per gli avvenimenti di oggi merita attivarci per una campagna di controinformazione, mediante una serie di articoli che abbiano un taglio che possa interessare attivamente il lettore. Questo dovrebbe avere due risultati sicuri: primo, quello di rimettere in discussione quanto, ormai, era stato dato per scontato dalla stampa; secondo, quello di ristabilire la giusta armonia in quanti di noi che sono stati più provati per essere stati messi alla "berlina". Su questi particolari assunti, che sono molto sottili, merita stabilire un particolare coordinamento per il migliore risultato dalla operazione. Ora, un primo appunto critico allo Statuto è quello della necessità che lo stesso citi i soci fondatori, che siamo tutti noi. I soci fondatori devono essere differenziati, o evidenziati, per il giusto distinguo dagli altri soci. La questione non può essere sottovalutata: essa ha un suo significato simbolico che si protrarrà nel tempo. A caldo, può sembrare una indelicatezza; può sembrare una preclusione a quello che potrebbe essere la vita, lo sviluppo di una associazione; però, quel quid in più di fondatore, può dare un certo carisma rispetto a coloro che questa opportunità non l'hanno avuta, può dare una forza maggiore e credibilità che altrimenti potrebbero venire un po' diluite. Per la seconda annotazione, giova ricordare che per varie vicissitudini siamo alquanto sparpagliati geograficamente e, allora, sarà necessario far vivere un regolamento per non parlarci addosso, per avere una linea da seguire alla luce del sole, con perfetta trasparenza. Già in sede di statuto andrebbe fatto un accordo al regolamento che non dovrebbe essere parte integrante dello stesso e non dovrebbe essere difficile attuare e seguire, vista la nostra natura. La terza osservazione è quella della necessità di includere il Collegio dei Probiviri. La quarta, per evitare che il Consiglio Direttivo vada a rimorchio della sicura prorompente personalità del Presidente è che, la particolare carica, non sia rinnovabile per più di due mandati consecutivi. Questo per stimolare anche altre persone. Infine, per quanto riguarda la "scheda di adesione" sono dell'opinione che la stessa debba essere rivista per una migliore, più facile compilazione." L'intervento si conclude con l'applauso dell'Assemblea. Mannino, prima di passare la parola all'amico Giancarlo Missoni, dice di dover far presente che questa è un'assemblea particolare nella quale, prima di entrare in merito allo Statuto e discutere di categoria di soci, di accedere nello specifico di certi articoli, sarebbe stimolante se da questi interventi venissero formulate delle considerazioni sull'opportunità se associazione si o associazione no. Questo l'intervento di Missoni : " Mi soffermerò sul particolare dovere e sacrosanto nostro diritto, almeno stragiudiziale, di invitare, di intimare a non fare, a smentire secondo i casi, azioni insinuanti e pubblicazioni di una falsità inaudita. Pian piano la propaganda farisea dei media ha cercato di indirizzare il lettore a credere vere notizie perfide. Con questo tipo di pubblicità, tanti connazionali sono stati messi in dubbio circa i principi dell'organizzazione. Parlando con insistenza di deviazioni, infiltrazioni pretendendo di dimostrare che i nostri ranghi siano formati da terroristi e delinquenti comuni, tanti possono credere. Non più tardi di due ore fa ho letto una locandina , vicino a una edicola di giornali, dove si metteva aleatoriamente in evidenzia " Monticone amico dei gladiatori" ; non è da escludere che, qualche mistificatore di professione dica prima o poi che, Totò Riina era uno legato alla organizzazione Stay Behind. La P2 deve insegnare. Ora, si vuol far credere che anche Gianni Nardi era un gladiatore ; di fronte a queste notizie i nostri responsabili devono intervenire. Perciò, la nostra Associazione in seno al Consiglio Direttivo deve prevedere l'addetto alle pubbliche relazioni, che conosca tutto dell'organizzazione, che con tempestività e decisione intervenga quando vengono propagate notizie false e tendenziose, ripristinando la verità e smascherando gli autori delle vigliaccate. Credo di poter dire che, in Italia ha preso piede l'usanza, è di moda oramai, di calunniare sempre e tutto quello che non va bene a una certa parte politica. L'Ammiraglio Martini ci ha sciolti dal vincolo della segretezza, che io dico a senso unico; considerando la figura dell'allora Primo Ministro, pertanto vediamo di non fare brutte figure come l'ha fatta quel Generale che con le sue reticenze ha fatto più male che bene alla nostra organizzazione quindi, le persone che avranno la responsabilità in seno al sodalizio dovranno guardarsi bene dal partecipare a riunioni e tavole rotonde, a meno che non sia stato deciso dal Consiglio Direttivo. Ciò in considerazione di quei media furbi mestieranti, che riescono a marginare, che riescono a far dire cose che sono l'esatto contrario di quello che uno deve dire. Si dovrebbe mettere la massima attenzione a non abboccare a certe "esche", che potrebbero portare nocumento anche a qualcuno dei benpensanti che, per mentalità prima e poi data la nostra provata moralità, ne hanno condiviso l'operato di Stay Behind". L'applauso dell'assemblea chiude l'intervento. Mannino ringrazia Giancarlo per il buon contenimento del suo intervento e invita subito a prendere parola l'amico Lino Trettel: "Innanzitutto un cordialissimo saluto a tutti. Gli oratori che questa mattina mi hanno preceduto hanno già sintetizzato i nostri problemi: sia quelli riguardanti lo Statuto e altri particolari, funzionali organizzativi, di contromisure per bloccare certe campagne diffamatorie. Mi associo a quanto da loro esposto Comunque mi soffermo un momento su questi particolari assunti: Formare l'Associazione. Questa è necessaria perché noi dobbiamo essere uniti e con ciò avere la forza di difenderci dai petulanti millantatori. Più di un anno fa, ci siamo riuniti a Brescia su invito dell'amico Francesco e, anche allora, era stata sottolineata la necessità di unirci, di creare un organismo che abbia l'autorità e la capacità di difenderci in campo legale; questa iniziativa è nuovamente valida ed è necessaria per la costituzione di un qualcosa di attivo e organizzato a servizio di tutti noi. Statuto. Al momento credo opportuno soffermarmi solo su queste specifiche questioni: Il Collegio dei Probiviri, in una Associazione come quella che intendiamo fondare, è indispensabile. Il socio ogni qualvolta viene citato, in questa bozza, viene sempre legato alla "quota sociale"; perciò, merita puntualizzare che un socio è socio quando ha pagato la quota sociale; essendo questa posizione già ben chiarita dall'art,. 9, chiedo togliere tutte quelle aggiunte dopo la parola "socio". Le categorie dei soci potrebbero essere ridotte perché uno che ha militato nella nostra organizzazione non deve essere distinto per meriti; il merito, la fede, l'impegno sono al di sopra delle categorie, ordinari e aggregati. Ancora una piccola osservazione sulla casistica per la "perdita della qualifica di socio".Il caso della perdita della qualifica per morosità non dovrebbe essere contemplato dal nostro Statuto. Raccomanderei ancora, per lo Statuto, di renderlo più sciolto, il meno burocratico possibile." L'intervento si chiude con l'applauso degli astanti. Mannino concede di parlare a Gironda : "Rispondo subito, al quesito posto in essere Presidente / Coordinatore di questa Assemblea, dicendo che è assolutamente indispensabile che noi usciamo da questa Sala con l'Associazione fondata. A questo punto ritengo che sia prioritario questo tipo di discorso e va sotto questa opportunità, della fondazione o meno, qualsiasi prosieguo della nostra discussione; perciò, invito il Presidente a far pronunciare all'Assemblea la sua volontà con interventi a favore e contro perché il dibattito sia il più ampio possibile. Chiederei di mettere ai voti una mozione per la costituzione di una associazione che io non chiamerei Volontari ex Stay Behind, ma solo Volontari Stay Behind a similitudine di tante e tante akltre che non hanno mai adottato il distinguo di "ex". Per ciò che riguarda la caratteristica dell'Associazione, essa è costituita dai soci fondatori che la formano e alla quale possono aderire tutti coloro che si possono contemplare negli elenchi ufficiali presentati nelle commissioni parlamentari e pubblicati dalla stampa; conseguentemente, concordo su quanto detto dall'amico Lino sulle categorie dei soci. Come si vuole chiamarli è indifferente: la categoria dei soci ordinari è costituita dagli appartenenti alla struttura Stay Behind, cioè i civili ; la categoria degli aggregati è riservata agli ex militari; mentre a quella dei simpatizzanti affluiscono tutti gli altri che ne condividono gli scopi e, questo, rappresenta la possibilità della continuità storica dei principi a cui si è riferito Giorgio quando ha fatto l'introduzione. Vorrei riprendere per approfondire un argomento di estrema importanza, già messo in predicato da qualche amico prima di me, quello che è la situazione di fronte alla campagna di disinformazione che ha accompagnato e caratterizzato tutta la storia, della stampa e dei mezzi d'informazione italiani, da quando lo Stay Behind è stato sciolto e, poi, il Presidente del Consiglio ne ha autorizzato la pubblicazione dei nomi degli appartenenti. Voglio dirvi in partenza che, questa è la vera battaglia che noi ci troveremo a giocare; l'unica cosa che possiamo fare per il nostro Paese, è vincere la battaglia contro la disinformazione e l'inganno; questo deve essere l'impegno primario della nostra vita sociale, della nostra attività. Molti errori abbiamo commesso rispetto a questo problema. Come in ogni specializzazione ci sono i problemi dell'informazione e, nel nostro caso, era una disciplina specifica della nostra preparazione. Io ho diretto e coordinato una unità della struttura specializzata in "guerra psicologica" e in "controinformazione", quindi credo di avere dei titoli per potervi proporre dei suggerimenti. Vi prego di ricordarvi una cosa, il rapporto con l'informazione è un rapporto professionale difficilissimo, in cui anche i più bravi possono sbagliare; in cui la strumentalizzazione da parte dell'avversario ha mezzi diecimila volte superiori ai nostri. Vi riassumo brevemente il quadro di fronte al quale voi vi trovate: nel mondo dell'informazione, nel nostro Paese, esiste una cultura antiegemona proveniente dalla cosiddetta area di sinistra e si articola attraverso una concisa affermazione ripetuta, in una serie di articoli, volantini, discorsi, ecc. concomitante nei periodi in cui le masse popolari sono eccitate e specialmente accessibili al linguaggio sonoro e stimolante della strada: sono questi i tempi di elezioni, di tumulti, di guerre civili, i tempi di lotte accesamente politiche, nazionali od economiche; in definitiva, la scelta dei momenti più propizi per far penetrare il concetto nella coscienza collettiva del paese. Allora, tutto ciò che è di sinistra è democratico, tutto ciò che non è di sinistra è autoritario. Questa mattina, su "Repubblica" è uscito un articolo che è intitolato : - L'orgoglio dei gladiatori : "è morto un nostro eroe" - ; l'articolo scritto da, uno che opera in quest'area, Roberto Bianchin il quale ieri sera, su indicazione della Redazione di Milano di Repubblica, mi ha telefonato in albergo ed ha accolto tutte le mie dichiarazioni con tutte le promesse: sarò correttissimo, ecc. ecc. Non entro in merito alla citazione delle mie parole che è quasi esatta: quello che è interessante è che a un certo punto si dice " … nonostante lo scioglimento dell'organizzazione militare segreta "Gladio", decretato dall'allora Presidente del Consiglio Andreotti, hanno deciso di rifondare il movimento, nato negli anni cinquanta …" Notate la sottigliezza, qui esiste il primo bersaglio : lo Stay Behind è sciolto e questi lo rivogliono rifondare; perciò, s'insinua l'ipotesi di reato perché, è chiaro, noi non possiamo rifondare Stay Behind. Poi, l'articolo continua col dire che l'organizzazione era nata per contrastare una "ipotetica invasione dall'Est" ; la parola ipotetica che utilizza il carattere soggettivo, viene regolarmente riferito allor quando si parla di invasione dall'Est. Si sono spesi, da parte del gruppo occidentale, migliaia di miliardi per strutture bellicistiche in contrapposizione di quanto veniva fatto all'Est e questo sembra avere nessun significato. La struttura "Gladio", che impera, nei suoi 35 anni di esistenza è costata meno al Paese del presupposto furto, all'erario, perpetrato da parte di alcuni funzionari del SISDE, in un anno e mezzo . Contro questo, il discorso è contrastare una ipotetica invasione da Est. Una struttura che è stata considerata illegale dal Giudice Felice Casson, indicando non con un processo ma con una valutazione personale, nonché dalla Commissione Stragi perché impostata in funzione anticomunista e quindi antidemocratica. La premessa di questa fase è che la Commissione Stragi ha deliberato in minoranza quindi, dal punto di vista concettuale, significa essere antidemocratici; perciò, le tecniche di comportamento con la stampa, i contatti con i giornalisti meritano essere mantenuti attraverso persone qualificate; le frasi di coloro che oggi hanno comunicato con la stampa, dal punto di vista professionale, possono essere mescolate a nostro sfavore, con ripercussioni negative, di difficile rimedio. Per il prossimo futuro è auspicabile che i rapporti con la stampa vengano gestiti da persone qualificate." Mannino, concluso l'intervento, dice che l'amico Gironda ha utilizzato il tempo che altri avevano lasciato a disposizione. Prosegue con il dire che dopo questo intervento, l'Assemblea dovrebbe entrare nel vivo della questione se considerare questa Assemblea come costituente, se una cosa va fatta o non va fatta. Perciò precisa che si dovrebbero costituire dei gruppi per varare, se c'è la necessità, delle mozioni: intanto, fondamentale è quella che andrebbe votata per dire si o no all'associazione,; poi, una mozione interessante potrebbe essere quella per dare o meno l'accesso ai giornalisti perché, dice Mannino, quello di non farli entrare qui è un altro problema, perché il Comitato si è assunto questa responsabilità consapevolmente, per la salvaguardia dei posti, e quindi anche questo deve essere oggetto di mozione e poi, soprattutto, perché al termine dei lavori proprio per evitare voci e disinformazioni, dovrebbe essere emesso un comunicato stampa, diffidando chiunque altro dal diffondere notizie. Il Presidente dell'assemblea, prosegue dicendo : "A questo punto sollecitato dagli interventi che ci sono stati, anche perché si andrà proprio alla votazione, sperando che la prima mozione sia quella sul si o sul no e poi proseguire i lavori, vorrei anch'io collocarmi dalla vostra parte. Se dopo il mio intervento riterrete che io abbia fatto una dichiarazione di voto, vorrà dire che declinerò il mio essere Coordinatore dell'Assemblea e ritornare ad essere uno dei partecipanti e poter così prendere parte nel pieno del mio diritto alla votazione senza alcun altro onere:" Dopo questa premessa, Mannino così continua : "Per l'opportunità o meno dell'associazione, si capisce che il momento non è quello opportuno, proprio per tute quelle nubi che si stanno addensando, non tanto su di noi ma, sull'intero Paese e tutti i fulmini però, dove vanno a finire, vanno a finire su Gladio e, scusatemi il termine confidenziale, sui gladiatori. Dalla stampa sui evince che chiunque faccia un qualche cosa o qualsiasi cosa accada la si debba ricondurre necessariamente ai gladiatori ; è interessantissimo, è stimolantissimo. Ecco, personalmente , ho assunto questo atteggiamento : leggo più stampa possibile e, quella letta, me la dimentico anche perché è un condizionamento che ho avuto proprio dall'istruzione che mi è stata data, che mi ha maturato come uomo e come cittadino. Se uno, come si accennava questa mattina nell'omelia, ha servito la Patria in silenzio, credo che debba continuare a farlo silenzio; perché, qualsiasi cosa che venga aggiunta a quello che si è fatto è ferace e può essere, soprattutto dannosa; il protagonismo va benissimo se è compreso, se veramente viene sviscerato in tutte le sue componenti; ma qui, la materia è serissima: badate bene , qui si parla di stragi, si parla di sovvertimento dell'ordine democratico della Repubblica e chi ne ha più ne metta . Non so, a me non risulta comunque, se abbiamo tentato di sovvertire tutto ciò ; mi è stato insegnato, oltretutto, ad essere un cittadino come tutti gli altri., una volta prese determinate nozioni, proprio per poter all'occorrenza fare determinate cose con la massima serenità e consapevolezza. Oggi, un'associazione che non parte, nella fase costitutiva, da queste premesse e attraverso un lavoro meticolosissimo di preparazione, non faccia arrivare all'orecchio di tutti e, prima, a quello di tutti noi che questi sono gli obiettivi, finirebbe per diventare il panternolo nel quale chiunque può buttarci dentro di tutto e, francamente, entrare a far parte di un grande "minestrone" nel quale non riconosceresti chi sta a fianco, non credo che sia il futuro che mi attiri. Qui, oggi si sono messe le basi per un qualche cosa che, personalmente credo, debba avere un lungo periodo di gestazione, tanto più che nelle orecchie mi risuona ancora le parole del Generale Inzerilli il quale nella seduta, nella cena conviviale che abbiamo fatto a gennaio, ha detto attenzione (almeno credo di aver interpretato correttamente), il momento non è ancora giunto perché non è ancora stata fatta chiarezza a livello ufficiale. Quindi, chiunque parli senza che a livello, proprio, sostanziale venga detto, corre il rischio di essere frainteso e dire delle grossolane sciocchezze. In quel momento e solo in quel momento, tutto un lavoro di preparazione dovrebbe sfociare in un qualche cosa che è riconosciuto dagli Organi Ufficiali; può dare l'avvio ad una associazione non di "carbonari" ma ad una associazione di persone libere, perché questo è l'intendimento: di poter parlare, di potersi fotografare con chiunque in qualsiasi momento, senza ricorrere ad intermediari. Personalmente, da cittadino, non intendo essere mediato da nessuno, perché nel mondo in cui vivo, visto che siamo tutti maggiorenni e vaccinati, ognuno si assuma la propria responsabilità; se io mi ritengo offeso, alzo la mano e dico le ragioni sull'argomento. Fare una associazione, certo, è molto più bello e mi auguro che l'associazione sia proprio quel alzare tutti insieme la mano, consapevoli che si sta dicendo la stessa cosa; invece, oggi a mio pare, non si sta dicendo la stessa cosa o, perlomeno, il germe in partenza c'è ed è dentro, almeno mi auguro. La mia faccenda assume un qualcosa che francamente non capisco che è chi ha rilasciato interviste alla stampa; chi è che ha descritto particolari di operazioni; ma quali operazioni? Se il silenzio è sacro, la prima cosa era perpetrarlo nel tempo". Il discorso viene interrotto da un fragoroso applauso. Mannino così continua : "Bene. Quest'applauso mi ha un po' confortato perché cantare in coro va benissimo; però, i cori monocorde non sono simpatici, sono bellissimi però, quando qualcuno stona è più bello perché si capisce di essere veramente in un ambiente dove stonare non disturba nessuno. Se vogliamo proseguire sull'argomento, o viceversa proporrei a qualcuno di far stilare la mozione sul si o sul no. Sarebbe opportuno, anche, che si dicesse anche se è il caso di aggiornarla, dopo ulteriori lavori, questa Assemblea e di proporcela dopo opportuni ripensamenti, anche come occasione per rivederci, in una maniera tale da dare la possibilità anche al Comitato, encomiabilissimo, che ha fatto un lavoro incredibile, perché veramente è questa una questione di storia; leggendo le lettere, di coloro che invitati dal Comitato non hanno oggi potuto intervenire, c'è uno spaccato di umanità che è quella che noi dobbiamo tendere a recuperare, perché è quella umanità che ci avrebbe consentito di operare per la pace, anche parlando e non solo in silenzio, ma facendo veramente le funzioni effettive di cittadini senza assumere altri atteggiamenti di sorta perché siamo o non siamo cittadini. Adesso addirittura si adombra il sospetto che noi si stia costituendo un qualche cosa che ricalca esattamente il passato; e l'umanità e la personalità di ognuno dove stanno? Sono lettere meravigliose. Di queste testimonianze ne parlavo con i componenti del Comitato; andrebbero recuperate, andrebbero sollecitate non per parlare di operazioni. E' un passato che fa parte di ognuno di noi, con un segreto incredibile da trasferire; ma parliamo invece della nostra vita di tutti i giorni; ecco, questo è un aspetto che credo possa diventare talmente piacevole e, se sviluppato al meglio, potrà veramente inviare di noi un'immagine giusta che tutti si aspettavano che venga data. Quindi, per ritornare ad essere perfettamente operativi, facciamo in modo che questa mozione con tutte le possibili sfumature venga fuori; facciamo anche, elaborando una mozione per quello che riguarda il comunicato stampa, se vogliamo farlo o meno materialmente, in una forma ben precisa proprio per evitare fraintendimenti, domani, sugli organi d'informazione." Mannino adesso concede la parola all'amico Claudio Beorchia che ha chiesto di intervenire : "Devo, innanzitutto ringraziare gli amici che si sono assunti l'onere di promuovere, di organizzare questo incontro, anche se, sommessamente vi consiglierei, per la prossima volta, di trovare un luogo meno "gladiatorio" di questa palestra, non soltanto per una esigenza puramente umana per una contiguità migliore tra di noi ma, anche, per concentrare un pochino il dibattito, l'organizzazione e lo sviluppo. Io porto in me una difficoltà che sento abbastanza pesante: la difficoltà di essere stato colui che, in relazione ad una sua transitoria posizione, ha dovuto contravvenire, forse per primo, ad un piccolo minimo di riservatezza. La mia intervista è apparsa sul " Messaggero Veneto" ancora il primo dicembre 1990 e, in quella intervista, ho anche raccontato un po' scherzosamente di come un'esercitazione sia rimasta per una giornata intera coperta, perché era una domenica in cui si apriva la caccia e molti cacciatori ci avevano individuati nella zona. Devo dire che la necessità di dire subito come stavano le cose , non era per me soltanto la allora condizione di parlamentare ma, anche, da una esigenza che io sentivo molto forte di dire come stavano realmente le cose, per me e come io avevo personalmente vissuto questa esperienza. Credo che, per quello che è stato detto dagli amici che sono intervenuti prima, la difficoltà in questo momento per noi, è stato sottolineato "viviamo in una fase costituente", sia quella di individuare, un po' per i condizionamenti che portiamo, di individuare la natura dell'associazione. Io ho avuto molte perplessità : inizialmente quando, molto autorevole fui suggerito da tanti amici da costituire un'associazione, parendomi che fosse abbastanza inelegante costituire una sorta di sindacato, il rischio del reducismo, un qualche interesse che potesse nascondersi, che non fosse un nobile interesse dietro l'esigenza di stabilire un vincolo associativo; ma per rispondere al quesito fondamentale che oggi ci è posto, io ritengo che l'associazione, la mia propensione è acchè l'associazione si costituisca. Ma, l'associazione non può costituirsi se non sulla base di una adesione, ad un patto associativo e sociale che sia molto chiaro. Allora, io dico si all'associazione ma, voglio sapere, questa è un'esigenza personale, voglio sapere che tipo di associazione è e voglio aderire quindi, avendo visto, concorso se possibile e ancora concorrere, nella misura con cui si può concorrere alla formazione della "Carta fondante" dell'associazione, che è lo Statuto. E visto, e condiviso, e ritenuto di aver più di un aderito, ma uno non può essere chiamato ad aderire sulla base di così quanto nobile e sentite opinioni e condivisioni, non abbia seco un riferimento preciso nella "Carta costituente" dell'associazione. Quindi, nella "Carta" che fin qui è stata elaborata, vi è una traccia per un dibattito; tant'è che il documento risulta aperto a determinate categorie di soci che sono quelle che sono state quindi, lasciate fuori anzicchè no. Nulla da dire se non vi è una semplificazione, certamente tra categorie di soci, che è sempre necessaria; restando il fatto che l'associazione non può che essere costituita dai volontari. Sulla base di questo, io credo che il primo articolo, la prima difficoltà da me avvertita è sulla natura dell'associazione. A scanso di equivoci, io non accetto il discorso "parlate oggi e poi non parlate più". Io desidero parlare oggi, parlare domani e dopodomani perché fin che ci siamo in un paese libero, ciascuno di noi avverte e sente in vincolo dell'associazione e, questo, non può essere impeditivo della espressione di una libera opinione. Quindi, io ritengo, ed aderirò all'associazione soltanto se accanto ai valori fondanti che sono stati qui chiamati e non oso aggiungere parole, se alla natura dell'associazione, non sarà la natura dell'assoluta libertà, dell'assoluta pubblicità e dell'assoluta trasparenza. Quello che attiene alla riservatezza, io non ho mai usato il termine segretezza, ho sempre usato il termine riservatezza; appunto per quello che attiene alla riservatezza, prima della nostra militanza in un determinato momento storico ad un particolare movimento che è relativo ad una cosa che è passata e che è fondante di questo ma, certamente la riservatezza, non può costituire e non può nemmeno essere ipotizzata, o sospettata, di esservi in una associazione che in questo momento nasce con queste finalità. A questo proposito e in relazione a due cose che sono state prima dette, che sia necessario, importantissimo, avere un rapporto chiaro con l'opinione pubblica, attraverso i mass media, attraverso altri strumenti di comunicazione che possono esservi. Anch'io sono stato ieri sera interpellato: da alcuni giorni ero fuori sede e, ieri sera, appena rientrato mi sono trovato un lungo elenco di giornalisti che chiedevano di parlarmi . Soltanto uno o due hanno potuto farlo e io non ho nascosto, non sono abituato a non rispondere; so che il rischio è forte, la difficoltà è grande. Errori ne ho commessi nelle comunicazioni; probabilmente continuerò ad esternarne, ne commetterò ancora. Però non mi vedo di potermi sottrarre ad una domanda : perché se la gente chiede e vuole sapere, in questo momento cosa facciamo? Noi abbiamo il dovere di dire cosa facciamo in questo momento. Il sospetto che noi qui, in questo momento, possa tramare qualche cosa, si sia nel giorno d'aria, si voglia metterci tra Donatella Di Rosa, il Monticone o i talloni del SISDE, ecco il sospetto, non può non esserci; è una domanda , è una curiosità forse, e dobbiamo dire che le cose non stanno così. Per me, avrei assolutamente fatto entrare la stampa, stamattina fin dall'inizio, e sentissero, ascoltassero tutto, registrassero ; che poi, capisco bene che, devono vendere i giornali e vendere la notizia vivace, interessante, provocatrice, ecc. Quantomeno, non avremo in qualche maniera oscurato i lavori di questa nostra assemblea; quindi, se io posso fare una sommessa raccomandazione è alla maggiore possibile trasparenza, alla più grande pubblicità ; non abbiamo nulla, personalmente o come costituenda associazione, da perdere o da rimettere a dire qui che nessuno di noi ha rubato, nessuno di noi commesso delle attività illecite o le ha esercitate. Che qui, nessuno di noi è stato aperto a procedimenti penali e, quindi, nessuno di noi ha di che vergognarsi e soprattutto a dire che occorre su questa vicenda, si faccia e si renda una giustizia storica. L'ultima considerazione che io faccio: se è giusto come è stato rilevato poc'anzi da Gironda, che si stabilisca un corretto rapporto con l'informazione, o da qui si esca con una conferenza stampa, o con un comunicato stampa. Una dichiarazione si deve e non può non uscire da qui; diversamente il rischio per passare per "carbonari", per "tramatori" c'è sempre o, comunque, il sospetto lo accreditiamo e noi non vogliamo nemmeno accreditarlo. Un'altra sommessa proposta che faccio è quella di individuare, fin d'ora, qualcuno che con la capacità che gli è propria di osservatore , di ricercatore, di storico, di studioso; qualche istituto che si occupi di queste cose a livello universitario, in qualche maniera qualcuno ci aiuti; aiuti l'Associazione a ricostruire la vera storia sulla base, anche, di documenti importanti che ci sono e sono tanti. Purtroppo si è data una grande diffusione ad una relazione della Commissione, cosidetta Stragi, e non si è data nessuna diffusione alle risultanze di una Commissione, quella sui servizi che, su questo argomento, ha prodotto una relazione molto più condivisibile, più credibile da questo punto di vista. Quindi, dobbiamo finire di avere paura di comunicare. Qualche tempo fa, è uscito a Udine un libello, per le edizioni KV o qualcosa del genere che è intitolato " Da Gladio a Cosa Nostra", stabilendo una continuità e una contiguità, nostra, con tute le cose; ieri, fra la stampa ho letto che addirittura uno dei compiti a noi affidato, sarebbe stato una precisa sorveglianda sui sacerdoti sloveni. Veramente fanno ridere, per non dire che fanno piangere. Ripeto : ritengo che questa possa essere o possa non essere una fase costituente, che come tutte le fasi costituenti ha bisogno di marcare segmento per segmento, l'atto costitutivo, cominciando proprio ad identificare la natura dell'associazione, posto che sui principi, sulle finalità siamo tutti d'accordo. Io credo opportuno, non dico che i lavori si concludano oggi, che ci sia dato, dopo aver sentito tutti gli altri amici, una fase di riflessione alla fine della quale tra un mese o due o tre provvedere concretamente all'istituzione della Associazione sulla base dello Statuto che mi auguro, che spero possa trovare l'adesione di tutti coloro che hanno volontariamente servito il Paese nell'Organizzazione". L'intervento si conclude con un applauso. Mannino ritiene di procedere a votazione per prima di tutto, verificare se è necessario procedere per un aggiornamento per eventuali ulteriori incontri, dando modo al Comitato di continuare con i suoi lavori e lasciando poi il tempo che aiuti a chiarire alcune cose; oppure passare alla votazione se, subito oggi, in questo momento, l'Associazione è costituita o meno e, pertanto immediatamente dopo, passare alla costituzione della lista dei candidati, poi alle votazioni e a tutti gli adempimenti previsti per la nascita di una associazione; quindi, dice, se tutti d'accordo prima votazione: se prendere tempo e aggiornarci a poi; oppure procedere subito alla votazione si e no. L'amico Tiberti chiede di passare subito alla seconda proposta per cui Mannino, presidente dell'Assemblea, passa a leggere la mozione presentata da sei sottoscrittori ( si veda l'allegato 3) Con ciò, dice Mannino, che a questo punto abbiamo raccorciato i tempi. L'amico Vasco Guardiani, verbalmente, sotto forma di mozione d'ordine, così si esprime :" Votando quest'ultima mozione non si può votare l'altra, di aggiornare l'assemblea; pertanto, è necessario votare prima se l'assemblea dev'essere aggiornata. Poi, la seconda che prevede la costituzione e che se costituita l'associazione, non si aggiorna l'assemblea". Beorchia, sempre previo consenso del Coordinatore Mannino, formula l'osservazione che la prima mozione è alquanto coincisa, per questo dice che andrebbe meglio esplicata. Mannino dice che questo è un problema che va dibattuto: sulla mozione presentata bisogna fissare dei limiti di tempo e dei contenuti ben precisi. Inoltre afferma che l'esposizione l'aveva semplificata col dire :" Prima aggiornamento dell'assemblea e quindi sviluppo della fase informativa; oppure immediatamente, come proposto da questa mozione, votare si o no per la costituzione dell'associazione." Spiega che la mozione d'ordine ha sollecitato prima, una presa di posizione sull'aggiornamento o meno per una questione propedeutica. Dice che perciò, la sua mozione, ha innescato una discussione che se si vuole si può continuare a lungo e, pertanto, è giusto il contenuto. Riconosce giusta anche la seconda mozione che è il passo immediatamente successivo. Gironda esprime questa sua opinione: " quando viene presentata una mozione e viene richiesto di metterla ai voti, in qualsiasi tipo di assemblea, non esiste che il Presidente ne faccia un'altra di tipo "propedeutica". Mannino, a questo punto, per dare la possibilità agli amici di sentirsi tra di loro ed addivenire alla migliore scelta, sospende la seduta per dieci minuti. Passati i dieci minuti, si passa alla votazione, per alzata di mano, della mozione di cui all'allegato 3. Essendo stato contato un solo astenuto e nessun contrario, la mozione risulta approvata all'unanimità. A Gironda, avendo chiesto di parlare, Mannino concede la facoltà di intervenire: " Stante la espressa volontà dell'Assemblea a costituirsi in associazione, questa ormai è sostanzialmente costituita; perciò l'Associazione ha bisogno dei suoi Organi ed è chiaro che adesso è necessario passare alla scelta di un Comitato di coordinamento con la particolare caratteristica di organo di governo provvisorio dell'Associazione; ciò perché è chiaro della necessità di un periodo per approfondire le nostre conoscenze sotto i vari aspetti e poi per elaborare un programma a breve scadenza di sicura attuazione." Mannino concede d'intervenire a Brusin: "Premesso che tutti sono d'accordo sul costituire l'Associazione, credo che debba essere sottolineata l'importanza della natura che deve avere questa Associazione. Allora qui, non in contraddizione ma, emendando la proposta dell'amico Gironda ho voluto chiarire attraverso gli scopi quale dev'essere la sostanza dell'Associazione . Al Presidente dell'Assemblea, chiedo di leggere questa carta e di verbalizzare il contenuto." Mannino allora legge la mozione: " Gli aderenti alla struttura Stay Behind, riuniti a Redipuglia il 14 novembre 1993, deliberano di costituirsi in Associazione Italiana Stay Behind di carattere essenzialmente morale, informativo ed educativo per perseguire i seguenti scopi : - riaffermare, difendere e diffondere le motivazioni ideali che nel culto delle tradizioni patrie e nella fedeltà ai principi di libertà, di giustizia, di democrazia ispirarono la volontaria adesione degli appartenenti alla disciolta organizzazione Stay Behind. - raccogliere e riunire gli appartenenti della disciolta organizzazione per consolidare i vincoli di fraterna amicizia e solidarietà, difenderne la reputazione e la onorabilità contro ogni forma di denigrazione, discriminazione e persecuzione, prestando loro ogni occorrente assistenza". La lettura della mozione ha termine con un battimano. Il Coordinatore dell'assemblea avverte che questa mozione costituisce la prima modifica della bozza di Statuto, inviata a tutti i congressisti. Dopo questa deliberazione, l'assemblea accoglie favorevolmente la proposta di Gironda di informare, fra una mezzora, giornalisti e televisione, circa la decisione di costituire l'Associazione, con una conferenza stampa. A Marino Valle, Mannino concede di parlare : " Di fatto l'Associazione esiste per cui bisogna stabilire in maniera chiara e inequivocabile su: come queste persone opereranno; quale la facoltà conferita al comitato direttivo. La costituzione dell'Associazione si concretizza con la deposizione dell'atto costitutivo presso un notaio. A questo punto dobbiamo passare ad una serie di lavori che sono : la riformazione dello Statuto, previo un esame critico di tutti gli articoli; la stesura di un regolamento applicativo dello Statuto." Mannino informa l'Assemblea circa il risultato dell'appello è di 128 presenti o rappresentanti con delega. Dice che occorre l'obbligo di verificare questa risultanza al momento della spunta per l'operazione di voto. Avverte che questo è il dato che costituisce il nostro convegno, ne uno in più ne uno in meno. Gironda, che ha avuto la facoltà, così interviene: " Adesso, fatto l'atto costitutivo dell'Associazione, per il Consiglio Direttivo provvisorio bisogna provvedere per le relative formalità: allo stesso demandare, sulla base del cartello della approvata mozione Brusin, le modifiche allo statuto; incominciare a funzionare sul piano esecutivo con le indicazioni dello Statuto; provvedere alla stesura del Regolamento applicativo dello Statuto. Chiedo che al Consiglio Direttivo sia demandato l'atto formale di fondazione dando per stabilito che i presenti sono gli amici che l'hanno fondata." L'Assemblea plaude per approvazione. Mannino, constatato il consenso dell'assemblea, sospende la seduta per quindici minuti, acciocché i congressisti possano consultarsi per la presentazione delle liste, gli scrutatori facciano il controllo dei presenti e ne distribuiscano le schede per l'elezione del Consiglio Direttivo provvisorio. Un cartello con i candidati per le cariche sociali viene esposto, per facilitare la scelta. Dopo gli opportuni controlli, gli aventi diritto al voto sono gli amici di cui l'elenco allegato 4. Alle ore 12.00 hanno inizio le operazioni di voto e alle 12.30 hanno termine. I votanti risultano gli amici di cui all'elenco 5.