I patrioti della Stay Behind. La nostra storia. Silendo Libertatem Servo.

Un eroe silenzioso.

I patrioti della Stay Behind non cercano visibilità per sé quindi chiedono di essere citati per nome, esattamente come facevano durante la loro attività svolta al servizio della Repubblica, pronti a difenderla anche con le armi!

Giovanni, classe 1935

Ho conseguito il diploma di scuola media superiore nell’anno scolastico 1952-53. Sono stato chiamato alle armi nel 1957 e dopo il corso preliminare per allievi ufficiali, ho frequentato a Lecce e quello di Artiglieria a Foligno, sono stato nominato sottotenente di complemento ed assegnato al 3° Reggimento di Artiglieria da Montagna.

Sono stato inviato in congedo per ultimato servizio di prima nomina nel febbraio 1959.

Ho ripreso così servizio presso la Direzione Provinciale delle Poste di Udine, avendo superato un concorso nel 1955 che prevedeva, fra l’altro, la conoscenza del telegrafo sia nella fase di trasmissione che di ricezione, seppur su zona.

Dopo alcuni mesi dal congedo sono stato contattato da un amico compaesano, che già aveva dato la sua adesione allo Stay-behind (S/B), il quale mi ha riferito gli scopi della struttura che si stava formando.

Le motivazioni e gli scopi della struttura S/B sono state da me ritenuti più che validi per cui ho dato un assenso convinto, all’adesione.

Mi ritenevo particolarmente utile tenuto conto fra l’altro che si prospettava per me un possibile impiego nella ricetrasmissione, tenuto conto appunto della mia conoscenza del servizio telegrafico come ho sopra detto.

Nel giugno 1961 sono stato così richiamato alle armi per 15 giorni per istruzione presso il Raggruppamento Unità Speciali dell’Esercito, periodo che ho trascorso invece con altri richiamati in Sardegna per partecipare al Corso di base previsto per tutti gli aderenti alla struttura S/B.

Nel 1962, sempre a seguito di richiamo per 15 giorni, ho partecipato ad una esercitazione, tenutasi nella Val Tramontina (Pn), che prevedeva diverse attività simulate di infiltrazione, esfiltrazione, di brillamento di strutture quali ponti, linee ferroviarie, strade di grande comunicazione e quant’altro potesse un domani rientrare nei compiti della struttura, in presenza di una occupazione militare nemica.

Successivamente, non più come richiamato, ho fatto parte di un addestramento simulato tenutosi nella zona sopra il comune di Attimis (UD), addestramento durato una settimana.

Poi, ad intervalli programmati nella struttura centrale o periferica, ho partecipato sempre agli aggiornamenti nella ricetrasmissione, semplificata di molto nell’ultimo periodo.

L’esperienza vissuta nella struttura per me è stata gratificante perché ho conosciuto diverse persone con le quali tuttora mantengo contatti, persone che sento a me molto affini per idee e sentimenti. Persone che nel privato hanno esercitato diverse professioni con dedizione, altruismo sperando di contribuire a realizzare una società migliore.

Fortunatamente la smobilitazione non mi ha recato alcun problema anche se il mio nominativo è stato riportato dai mass-media del periodo.

A chi mi interpellava ho sempre risposto che la mia adesione alla Gladio era derivata da quegli ideali e da quei valori che ogni cittadino deve avere a tutela della integrità della propria Patria ed a salvaguardia e garanzia di una comunità libera, sempre migliore.

Per concludere non posso fare a meno di esprimere un compiaciuto ringraziamento al mio amico e compaesano dott. Franco Tosolini che con la sua tesi di laurea ed il suo libro, presentato in quasi tutte le località più importanti della nostra Regione, ha voluto fissare una volta per tutte, e quasi mettere una pietra miliare su Gladio, sviscerandone tutta la storia, gli scopi e l’attività con documenti inequivocabili nel contesto internazionale NATO.

 


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