I patrioti della Stay Behind. La nostra storia. Silendo Libertatem Servo.

Un eroe silenzioso.

I patrioti della Stay Behind non cercano visibilità per sé quindi chiedono di essere citati per nome, esattamente come facevano durante la loro attività svolta al servizio della Repubblica, pronti a difenderla anche con le armi!

Paolo, classe 1947

Sono stato avvicinato intorno agli anni 1985 dal sig. Bruno un ex ufficiale dell’allora Battaglione Sabotatori Paracadutisti (oggi 9°Col Moschin) presso il quale avevo prestato servizio militare come s. ten. medico paracadutista nel 1972/73.

Motivazioni personali: consapevolezza di dover proseguire l’impegno per la Patria anche dopo la fine del servizio di leva.

Ho firmato nel Centro Addestramento in Sardegna.  

Si, mi era stato garantito. 

Non ricordo quando feci il primo viaggio al CAG arrivando a Fiumicino da Milano e passando poi per Ciampino.

Non ho particolari ricordi del Centro, se non la sua vastità e complessità; ricordo giornate di aula pesanti alternate con uscite pratiche di addestramento e ottimi pasti.  

Non ricordo quante volte tornai al CAG e quante a Cerveteri.

La specialità che avevo seguito in modo particolare era informazioni.    

Credo mi avessero detto che il mio fascicolo restava custodito al CAG.   

Avevo seguito con particolare interesse le lezioni relative alle pratiche di informazione e di in/esfiltrazione.  

Non ricordo particolari sensazioni relative alle esercitazioni teoriche e pratiche, comunque impegnative e  molto interessanti.

Ricordo l’emozione e l’eccitazione della prima esercitazione sul territorio: una infiltrazione di una pattuglia di 2 americani con passaggio notturno via lago tra la riva di Como e quella di Lecco.

Oltre a questo team americano lavorai in altre occasioni sul mio territorio con persone che mi erano state presentate come militari belgi e inglesi.

Ho il ricordo di momenti di profonda consapevolezza nello svolgere un compito e un impegno in cui credevo profondamente.

Al momento della pubblicazione provai diversi sentimenti: sconcerto per il modo, timore per ingiustificate ma possibili conseguenze penali, delusione e dispiacere per una attività che mi aveva gratificato e terminava.

Comunque la prima cosa che feci fu di andare da mio padre, ottantenne ex combattente d’Africa, per prepararlo a quanto avrebbe saputo dai mass media.    

Non mi sentii abbandonato dai superiori ma venduto dalla politica.

Nessuna conseguenza negativa: ero persona nota in città ed ebbi solo manifestazioni di  stima e dichiarazioni di stampa e tv locali che lasciavano trapelare che se ero coinvolto io non poteva essere una organizzazione criminale.

Pochi anni dopo nel 1994 fui eletto con largo suffragio in Comune a Como e ricoprii per 18 anni la carica di ViceSindaco e poi di VicePresidente della Provincia.

Per quanto riguarda l’associazione ho partecipato solo alla prima riunione a Redipuglia ed ho poi seguito con una certa noia le vicissitudini successive, pagando la quota.   

 Penso che in realtà una delle poche cose utili che potrebbe realizzare sia proprio quello di conservare ricordi, memoria e documenti dell’organizzazione SB.

Più per i miei figli e futuri nipoti che per me, mi piacerebbe che lo stato in qualche forma riconosca il periodo di servizio offerto; ma non ci spero!


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